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tutti i giorni 4 nuove pagine di articoli presi dai media e dalla rete, opinioni di redazione e approfondimenti





 

gli articoli con la foto accanto al titolo sono completamente originali dei nostri collaboratori


oggi giovedi 23 febb in mattinata non vi sarà la rassegna per aggiornamenti tecnici

palestina

alternativenews.org- la scuola-tenda a Ein al-Hilweh, Valle del Giordano.

carri

Carri armati e aerei militari sono, per i piccoli studenti di Ein al-Hilweh, parte della vita quotidiana (foto: Marta Fortunato)

Quella di Ein al-Hilweh è una scuola speciale: è un atto di resistenza delle comunità della Valle del Giordano per rimanere nella loro terra nonostante l’aggressiva politica israeliana volta a stabilire sempre maggior controllo in una delle aree più colpita di tutta la Cisgiordania.

Percorrendo la strada 458 Allon che dal check-point di Hamra conduce alle colonie israeliane nella parte settentrionale della Valle del Giordano, potrebbe capitare di vedere alcuni bambini seduti su dei piccoli banchi colorati che seguono con attenzione le parole del maestro. E se si avesse la pazienza e la curiosità di fermarsi e di scendere dall’automobile, li si potrebbe sentire ripetere ad alta voce le lettere dell’alfabeto e piccole canzoncine in arabo e si capirebbe che quella di Ein el-Hilweh non è una scuola qualsiasi.

Costruita a marzo 2011 dal Jordan Valley Solidarity Movement (JVS), la scuola è una semplice tenda di tela bianca con piccoli tavoli, sedie ed una lavagna. Ogni giorno il maestro Ibrahim Sufawta va a prendere i bambini a casa e li carica nella jeep argentata messa a disposizione dal JVS per le comunità locali. Continua a leggere

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Striscia di Gaza: aree ad accesso limitato.

Thursday, 09 February 2012 08:23 Centro Palestinese per i diritti umani (PCHR)

L’Alternative Information Center propone la traduzione in italiano del rapporto del Centro Palestinese per i diritti umani (PCHR) sulle area ad accesso limitato nella Striscia di Gaza.

 

gaza

Panoramica della situazione
Le autorità israeliane continuano ad imporre un blocco illegale alla Striscia di Gaza, ponendo restrizioni fisiche ed amministrative sul movimento delle persone e delle merci. Queste restrizioni comprendono anche un “zona cuscinetto”, o una zona ad accesso limitato (ARA) su terra e mare. Le restrizioni terrestri comprendono una zona di “divieto di accesso” che si estende per un’area che varia tra gli 0 e i 500 metri dalla barriera israeliana dove l’accesso è vietato e l’area è considerata “ad alto rischio”.

Lungo la maggior parte della costa di Gaza, le restrizioni terrestri iniziano a 3 miglia nautiche (MN) dalla costa.
Si stima che l’ARA si estende per circa 62,6 chilometri quadrati – circa il 35% delle terre coltivabili di Gaza e l’85% della zona marittima di Gaza – rendendo queste aree totalmente o parzialmente inaccessibili ai palestinesi.

Per far rispettare le forze israeliane utilizzano varie forme di violenza come ad esempio: attacchi aerei, incursioni, operazioni per spianare e livellare il terreno, colpi di arma da fuoco per intimorire e proiettili veri contro civili palestinesi che lavorano in quest’area. Inoltre, alcuni gruppi armati palestinesi utilizzano l’ARA per  lo svolgimento di attività militari contro obiettivi israeliani.

La situazione complessiva dell’ARA continua ad avere un impatto negativo sulla vita dei civili palestinesi e delle proprietà nella Striscia di Gaza e limita la disponibilità e l’accesso a servizi essenziali come l’istruzione, la salute, l’acqua e i servizi igienici. Continua a leggere

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La posizione dei palestinesi sulla Siria e un possibile intervento esterno.

Più di 5.000 civili sono stati uccisi negli scontri tra le forze armate siriane e l’opposizione da marzo 2011 ad oggi. Mentre l’opinione pubblica internazionale si è scissa in due grandi poli a seconda della necessità o meno di intervenire militarmente nel territorio, i palestinesi sono per la gran parte contrari a qualsivoglia intrusione esterna.

bandiera 

 Nassar Ibrahim, scrittore, attivista politico palestinese, e co-direttore dell’Alternative Information Center, condivide con noi il suo pensiero sui fatti correnti.

Se si domanda ai palestinesi cosa pensano dell’attuale situazione in Siria, nella gran maggioranza dei casi la risposta sarà conforme a quella data dai loro cugini arabi – cioè di ferma opposizione nei confronti di ogni intervento militare esterno nel paese. Ciononostante, pur essendoci un generale rifiuto nei confronti di un’eventuale intromissione straniera in Siria, i palestinesi si distinguono per diverse opinioni e reazioni a seconda del partito politico di rappresentanza.

 

A questo proposito, c’è un conflitto storico in corso tra Fatah – uno dei partiti politici palestinesi più forti – e la leadership siriana. La tensione tra le due parti è cominciata nel periodo poco precedente gli Accordi di Oslo, quando la Siria era contraria ad ogni accordo unilaterale tra Palestina e Israele. I vertici siriani spingevano per realizzare una coalizione tra i paesi arabi (Siria, Egitto, Libano e Palestina) i cui territori erano stati espropriati durante l’occupazione israeliana e fronteggiare assieme sia il potere israeliano che quello delle forze alleate americane ed europee. Continua a leggere

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Ma l’Olocausto non è misura di tutte le cose- LASTAMPA.it.

CULTURA
27/01/2012 - IL GIORNO DELLA MEMORIA

Ma l’Olocausto non è misura
di tutte le cose

Il dolore di un visitatore ebreo nel Museo dell’Olocausto di Gerusalemme

Dobbiamo ricordarci che il fatto di essere stati vittime non è sufficiente a conferirci uno status morale

ABRAHAM B. YEHOSHUA

Abraham Yehoshua riceve oggi alla Scuola Normale Superiore di Pisa il diploma di Perfezionamento honoris causa in Letteratura contemporanea. Nell’occasione pronuncerà una lectio (rielaborazione del suo Elogio della normalità , ed. Giuntina), di cui qui anticipiamo uno stralcio. Dello scrittore israeliano è da poco uscito per Einaudi il romanzo La scena perduta .

Pur caricandoci di un grande peso, l’Olocausto ci pone di fronte a delle sfide chiare. Come figli delle vittime, ci incombe l’obbligo di enunciare al mondo alcuni insegnamenti fondamentali. Continua a leggere

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Il Riformista.

Fonti: Non ci sono più leader di Hamas in Siria

Fonti: Non ci sono più leader di Hamas in Siria

Roma, 28 gen. (TMNews) – Khaled Meshaal, il leader in esilio di Hamas, ha lasciato la Siria, dove ha vissuto per un lungo periodo, e non intende tornarci. Lo hanno detto fonti del gruppo palestinese a Gaza, citate dal New York Times. “La situazione (in Siria) non consente alla leadership di restare”, hanno detto le fonti. “Non ci sono più leader di Hamas a Damasco”. Le fonti, che hanno parlato in condizione di anonimato, hanno spiegato che Meshaal e altri dirigenti in esilio a Damasco hanno lasciato la Siria per motivi di sicurezza, a seguito dello scoppio della rivolta popolare contro il presidente siriano Bashar al Assad. Hamas, che controlla la Striscia di Gaza, non ha tuttavia ancora deciso se chiudere o meno i suoi uffici in Siria e spostare il suo quartier generale in un altro paese. Meshaal ha trascorso gran parte dell’ultimo mese viaggiando nella regione. Hamas ha accolto con favore le rivolte popolari in Tunisia, in Egitto e in Libia, ma ha mostrato imbarazzo di fronte alla ribellione iniziata lo scorso marzo contro il presidente Assad, che per anni ha garantito ospitalità al gruppo palestinese.

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riporto da facebook , non sappiamo se sia vera , noi la riportiamo, vorrei che qualcuno confermasse o smentisse questa notizia.

Soldati israeliani indossano due t-shirt prodotte con APPROVAZIONE MILITARE. Sulla sinistra, una donna incinta palestinese, con la scritta “Un colpo, due morti”, a destra un bimbetto palestinese, con la scritta “Più sono piccoli, più sono difficili da colpire”…….
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NON PIU’ PUPPETS PER I BAMBINI PALESTINESI | NENA NEWS | NEAR EAST NEWS AGENCY.

Lo stop dei finanziamenti USA in ritorsione per la richiesta di adesione dello Stato di Palestina all’Onu, minaccia la sopravvivenza di progetti umanitari ed educativi in Cisgiordania. Il programma televisivo per bambini Sharaa Simsim né è la prima vittima.

 

MARTA FORTUNATO

Beit Sahour (Cisgiordania), 14 gennaio 2012, Nena News – Hanin e Karim, i due protagonisti di “Strada di Sesamo” – Sharaa Simsim in arabo – non faranno più compagnia ai bambini palestinesi. La stagione 2012 della versione palestinese del programma TV di successo è stata sospesa a causa del congelamento dei finanziamenti americani, dopo che il Congresso ha deciso di bloccare il trasferimento di quasi 200 milioni di dollari a USAID, l’Agenzia americana per lo Sviluppo Internazionale. Una decisione presa ad ottobre, come misura punitiva contro la scelta dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) di rivolgersi alle Nazioni Unite per chiedere il riconoscimento dello stato palestinese.

Ed ora iniziano ad emergere i primi effetti concreti di queste misure: il settore sanitario, educativo ed anche alcuni ministeri del governo, il cui funzionamento dipendeva da questi finanziamenti, sono in pericolo. Continua a leggere

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‫أهلاً وسهلاً غزة Welcome to Gaza‬‎ – YouTube.

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I negoziatori delle due parti si vedranno nuovamente venerdì

<br />
      AFP<br />

Roma, 4 gen. (TMNews) – L’incontro di ieri ad Amman tra i negoziatori israeliano e palestinese è stato “positivo”, e le due parti hanno concordato di incontrarsi nuovamente venerdì. Lo ha detto ai giornalisti il ministro degli Esteri giordano, Nasser Judeh, al termine dell’incontro tra il capo negoziatore palestinese Saeb Erekat, e quello israeliano Yitzhak Molcho, il primo faccia a faccia tra le due parti dopo 15 mesi. “I colloqui sono stati positivi”, ha detto il capo della diplomazia giordana. Continua a leggere

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 Di: alias/ammiano marcellino.

(Foto da Web, N.R.)

In un articolo su “Il manifesto” del 30 Novembre scorso, a firma di Michele Giorgio, viene riportata la notizia di un piano dell’estrema destra Israeliana per scalzare l’ A.N.P. mediante l’uso di gruppi di Salafiti collaboratori dei coloni Israeliani. E’ utile precisare un discorso: nelle scorse settimane ha destato scalpore, in tutto il mondo Arabo e Islamico, la scoperta di un documento degli anni ’20, in cui il primo re dell’Arabia Saudita, interpellato dal governo Inglese, dichiarava il suo benestare al progetto di creazione di uno “stato per gli Ebrei” (parole testuali) in palestina. Questo comprova che i dirigenti del movimento Sionista si erano Accordati con alcuni principi Arabi, in particolare con la casa Saudita. Ora, a parte la scoperta di questo Documento (e altri che stanno emergendo) che permette di capire molto dei rapporti dei Sauditi con gli U.S.A., occorre per comprendere come si sia arrivati alla situazione attuale, chiarire una serie di punti. Dai files di Wikileaks pubblicati nel Novembre del 2010, e relativi al famoso “piano Britannico di eradicazione di Hamas dalla striscia di Gaza”, si è compreso che furono gli Inglesi, negli anni 2007-2008, ad aver ostacolato le trattative di pace Israelo-Palestinesi mediante una strategia della tensione con l’appoggio, sembra della ormai famigerata ” Eclipse group”, una C.I.A. parallela di cui abbiamo già parlato su questo sito (cfr. “I tre giorni del condor e la situazione medio-orientale”). Certo, a suo tempo, la Bozza Olmert venne criticata da parecchi ma prevedeva comunque il ritiro Israeliano completo dal novanta per cento della cis-giordania, dunque la possibilità di costruire realmente uno Stato Palestinese. Inoltre, le libertà Civili dei palestinesi di Gerusalemme non sarebbero state violate. Sicuramente, quindi, una prospettiva ben migliore della situazione attuale. Nella primavera del 2011, poi, è avvenuto un fatto molto interessante e molto misterioso: è sembrato che le trattative di pace Israelo-Palestinesi, stessero per ripartire ma, per qualche oscuro motivo, ciò non è avvenuto. Chi avrà sbagliato questa volta ? Ora, occorre che le trattative di pace tra Israeliani e Palestinesi, ripartano seriamente. Del resto, il momento è propizio ossia è stata fatta chiarezza su una serie di strategie neo-coloniali Anglo-americane.

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Ska-P – Intifada (Arabic Subs) – YouTube.

 

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coordinamento:

Ken Sharo-Luna Rossa

Redazionali e Collaborazioni
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quotidiani 22 febbraio 2012
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25 febbraio alle ore 22:00 serata di resistenza poetica "VERSI-CONTRO"

programmazione di Donato Monsellato "INDIGNATOS"

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  • L'autosufficienza energetica italiana è possibile
    L'informazione/divulgazione in materiaenergetica segue essenzialmente due grandi filoni: unocatastrofista-allarmista, l'altro ottimista e fondato sulla fiducianel futuro.Il primo, per ragioni politiche (adesempio a sostegno delle tesi ambientaliste e della decrescita) o perragioni di business (giustificare l'aumento dei prezzi deicarburanti, p […]
    Maurizio Zaffarano
  • Ce lo dice perfino Bankitalia....
    L'Effetto credibilità-Monti (volenti o nolenti...) e l'Effetto magic-LTRO della BCE di Draghi stanno avendo un magico riflesso sul mood dei Mercati Finanziari nei confronti dell'Italia... Ma ormai i coca-cow-boys applicano strategie up/down di 1-3 mesi... in base alle pumping-mosse delle banche centrali od in base ad algoritmi che individuano […]
    Pennywise
  • Il mare di Renata Fonte è in pericolo
    di Mauro Miccolis Il mare di Renata Fonte è quello nella foto sopra S.Caterina,Nardò provincia di Lecce, nei pressi della baia di porto Selvaggio, uno dei posti più belli, suggestivi ed incontaminati del Salento. Chi era Renata Fonte ,lo descrive brevemente Wikipedia: Renata Fonte (Nardò, Lecce, 10 marzo 1951 – Nardò, 31 marzo 1984) è […]
    Dott.Ing. Mauro Miccolis
  • Basta!
    Gli spiriti liberi non cancellano nulla, non chiudono mai, aprono e basta! Si dimenticano perfino di spegnere le luci perché non lasciano mai un ambiente, ma lo attraversano in continuazione. Non sono mai fermi, ma cercano e guardano il silenzio sporco, sempre inciso da un segno, un piccolo  significato che non li lascia mai soli. […]
    giosby
  • Agli avvocati che difendono gli stupratori
    Merde. Non so come definirli altrimenti. Metti lo stupro de L’Aquila. Metti una ragazza quasi sventrata con un bastone, lasciata a sanguinare in mezzo alla neve. Metti un militare in fuga, uno dei tre che ancora prestano servizio del loro battaglione e che presto arriveranno all’Aquila per garantire “sicurezza” in quelle strade. Metti che quel […]
    fasst

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quotidiani esteri del 21 febbraio

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