Ministro esteri Davutoglu: grazie alla mediazione dell’Iran

ANSA) – ISTANBUL, 12 MAG – Il capo della diplomazia turca, Ahmet Davutoglu, ha annunciato il rilascio di due giornalisti turchi incarcerati in Siria per due mesi.
Il rilascio, secondo quanto reso noto dal ministro, e’ stato possibile grazie alla mediazione dell’Iran.
I due reporter, arrivati in Siria all’inizio di marzo per realizzare un documentario sulla situazione nel Paese, sono stati visti l’ultima volta il 9 marzo nei pressi della roccaforte ribelle di Idleb (nord-ovest), vicino al confine turco.
La Gazzetta del Mezzogiorno.it | Turchia:rilasciati due reporter in Siria.

fotografia da web della redazione N.R.
Giuliana Sgrena – venerdì 11 maggio 2012 14:16

“La nostra manifestazione di protesta del 30 aprile a Kabul, ha ottenuto un grande successo e ha messo in allarme i signori della guerra: stanno infatti facendo pressioni affinché venga annullato il nostro status giuridico. Abbiamo ricevuto un sostegno enorme da parte dei nostri concittadini all’interno del paese e all’estero, ma purtroppo nei giorni scorsi abbiamo anche ricevuto minacce da parte dei signori della guerra. Questi criminali, che siedono in parlamento e senato, hanno condannato la nostra manifestazione e hanno chiesto che il nostro partito venga messo fuori legge e sotto processo per aver insultato il “Jehad”! Continua a leggere

Presa di mira casa a Jaar, roccaforte della rete terroristica
(ANSA) – ADEN, (YEMEN), 10 MAG – Otto membri di Al Qaida sono stati uccisi nella notte nel sud dello Yemen in un attacco di un drone, probabilmente americano, contro la casa dove erano riuniti, secondo quanto riferito da un funzionario locale. L’attacco ha preso di mira una casa di Jaar, roccaforte della rete terroristica nella rete provincia di Abyan.
La Gazzetta del Mezzogiorno.it | Yemen: 8 membri Al Qaida uccisi da drone.
Stabile: ”A Damasco una strage che evoca Capaci” – Video Repubblica – la Repubblica.it.
Alcune violente esplosioni hanno investito questa mattina il cuore di Damasco lasciando un enorme cratere provocato da autobomba di enorme potenziale. Il racconto di Alberto Stabile (audio Radio Capital)
In video cadaveri bruciacchiati. Tra le vittime molti studenti
Le forze di sicurezza hanno subito isolato le zone colpite, vicino all’intersezione Qazaz, nella circonvallazione meridionale della città. Le scuole nellle vicinanze hanno rimandato i bambini a casa per la giornata. Si teme un bilancio tragico
Damasco, 10 maggio 2012 - Due potenti esplosioni hanno fatto tremare stamane Damasco, facendo innalzare pennacchi di fumo nel cielo della capitale. Non c’è alcuna informazione sulle vittime, ma i residenti hanno raccontato che le forze di sicurezza hanno isolato le zone colpite e almeno quattro ambulanze sono accorse. La televisione di Stato ha parlato di “esplosioni terroristiche” avvenute vicino all’intersezione Qazaz della circonvallazione meridionale della città. Le immagini televisive hanno mostrato cadaveri bruciacchiati all’interno di resti di automobili. Tra le vittime anche diversi studenti. Manca ancora un bilancio ufficiale.
DONNE IN LACRIME - Un residente, che ha raccontato di esser arrivato a circa un centinaio di metri dal luogo di una delle esplosioni prima di esser respinto dalle forze di sicurezza, ha detto di aver visto vetri rotti e donne in lacrime. Le scuole nelle vicinanze hanno rimandato a casa i bambini per la giornata. Un altro residente ha raccontato che la polizia ha isolato il distretto di Kfar Souseh, che ospita un centro dell’intelligence militare, e che sono risuonati colpi d’arma da fuoco nell’aria. Secondo le prime informazione i morti sarebbero decine, incluse donne e bambini.
Siria, doppia esplosione a Damasco La tivù di Stato: decine di morti – Quotidiano Net.
Come organizzazione impegnata nella promozione e la protezione dei diritti umani nei Territori Palestinesi Occupati, Al Haq coglie l’occasione della Festa Internazionale dei Lavoratori per attirare l’attenzione sugli ostacoli che limitano il diritto al lavoro dei palestinesi nei TPO.
Lavoratori palestinesi costretti a entrare illegalmente nelle colonie israeliane per lavorare a giornata
In un periodo storico in cui i diritti internazionali dei lavoratori sono al centro dell’attenzione mondiale, quelli dei palestinesi della Cisgiordania, di Gerusalemme Est e della Striscia di Gaza sono ancora severamente limitati dalle politiche illegali dell’occupante israeliano. Il tasso di disoccupazione dei Territori è sopra il 21%, in particolare a causa degli ostacoli, costantemente in aumento, che i palestinesi affrontano quando tentano di trovare un impiego o semplicemente vivere secondo il loro tradizionale stile di vita.
In tutta la Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, il movimento dei palestinesi è severamente controllato dalle politiche e le pratiche illegali d’Israele, che includono checkpoint militare, strade a uso esclusivo dei coloni, zone militari chiuse e colonie. Inoltre, dagli anni Novanta, l’ingresso dei palestinesi in Israele, nelle colonie, dalla Cisgiordania a Gerusalemme Est, e il movimento dei palestinesi tra Cisgiordania e Gaza sono soggetti a un sistema pervasivo di permessi – virtualmente impossibili da ottenere – che riduce seriamente la libertà di movimento palestinese e il diritto all’accesso al posto di lavoro. Continua a leggere
Bahrain: proiettili e lacrimogeni contro gente, incursione in case.
MANAMA- Le forze del regime del Bahrain nonostante le pressioni internazionali continuano a usare gas lacrimogeni e proiettili di gomma contro i manifestanti anti-governativi effettuando irruzione nelle abitazioni dei manifestanti.
Ieri la polizia ha perquisito diverse case in due villaggi a 15 chilometri a sud di Manama, e il villaggio occidentale di Shahrakan dove centinaia di manifestanti sono scesi per le strade contro il regime di Al Khalifa. In Shahrakan, la polizia ha sparato gas lacrimogeni e proiettili di gomma per disperdere i manifestanti. Il 3 maggio, il re Hamad bin Isa Al Khalifa ha approvato le modifiche costituzionali, secondo le quali, il re dovrà consultare i capi del parlamento e del Consiglio consultivo, prima della dissoluzione del governo. Tuttavia Abdul Jalil Khalil, membro anziano del principale gruppo d’opposizione, al-Wefaq, ha dichiarato che l’opposizione del Bahrain vuole “un parlamento monocamerale che viene eletto democraticamente, così come precisa la costituzione del 1973″. Lo riferisce Press TV.





































