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tutti i giorni 4 nuove pagine di articoli presi dai media e dalla rete, opinioni di redazione e approfondimenti





 

gli articoli con la foto accanto al titolo sono completamente originali dei nostri collaboratori

conflitti

Il principale raduno alla Puerta del Sol, a Madrid. Manifestazioni in altre 80 città spagnole, ad Atene, Francoforte, Londra, Lisbona, New York, Mosca, Sydney e in Brasile. A quasi un anno dal 15 maggio 2011, la sfida è ora di passare “dalla protesta alla proposta”. Il ministro degli Interni: “Accampamenti sono illegali”

Indignados tornano in piazza Il movimento compie un anno

MADRID - Un anno dopo la nascita del loro movimento 1 di protesta che si è poi esteso a tutto il mondo occidentale, in ottanta città della Spagna gli indignati sono tornati in piazza a migliaia per ricordare la prima manifestazione, quella del 15 maggio del 2011, quando la Puerta del Sol divenne l’occhio del ciclone di uno scontento globale. Un anno fa quella piazza fu ribattezzata “Plaza Soluciòn”, la piazza delle soluzioni.

A Madrid, al grido di ‘Es una estafa, no es una crisi’ (è una truffa, non è una crisi) e ‘Contras los recortes no te cortes’ (contro i tagli non tacere), decine di migliaia di persone, soprattutto giovani, sono scesi nelle strade per raggiungere il raduno nella stessa piazza centrale di Madrid, dove in serata sono confluiti quattro cortei provenienti dai punti cardinali della città.

Con l’intenzione di restarvi accampati per tre giorni fino, appunto, alla data dell’anniversario, nonostante l’avviso contrario delle autorità cittadine – che hanno autorizzato solo 5 ore di assemblea per oggi e altre 10 ore nei prossimi giorni -, accompagnato dal dispiegamento di duemila agenti in assetto antisommossa. “Non vi saranno accampamenti, perché si tratta di atti illegali”, ha detto il ministro degli Interni, Jorge Fernandez Diaz. Continua a leggere

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Foto del mensaje

Foto del mensaje

Directo | Los indignados desbordan Sol al cumplirse el límite horario | Política | EL PAÍS.

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Aniversario de #15m | EL PAÍS.

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STRAGE A DAMASCO 40 MORTI E 170 FERITI, TRA CUI MOLTI BAMBINI. CSF Rieti. – YouTube.

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Ministro esteri Davutoglu: grazie alla mediazione dell’Iran

 

 

 

 

 

 

ANSA) – ISTANBUL, 12 MAG – Il capo della diplomazia turca, Ahmet Davutoglu, ha annunciato il rilascio di due giornalisti turchi incarcerati in Siria per due mesi.
Il rilascio, secondo quanto reso noto dal ministro, e’ stato possibile grazie alla mediazione dell’Iran.
I due reporter, arrivati in Siria all’inizio di marzo per realizzare un documentario sulla situazione nel Paese, sono stati visti l’ultima volta il 9 marzo nei pressi della roccaforte ribelle di Idleb (nord-ovest), vicino al confine turco.

La Gazzetta del Mezzogiorno.it | Turchia:rilasciati due reporter in Siria.

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Cosa sta succedendo in Siria non è facile da raccontare, scrive il giornalista MAURIZIO MUSOLINO in un reportage da Damasco. Come difficile è rispondere alla domanda più inflazionata: come andrà a finire?

Damasco, 11 maggio 2012, Nena News – Arrivando a Damasco, via Amman (l’altra alternativa è il Cairo) visto che gli aeroporti europei hanno chiuso i loro scali ai voli diretti in Siria, si viene subito colpiti da una atmosfera ovattata.

Il vociare caotico che da sempre caratterizza strade piazze e mercati di Damasco sembra essere scomparso, lasciando il posto ad un clima nervoso e preoccupato. Ma di carri armati, assetti di guerra e coprifuoco nessuna traccia. Nessuna traccia di esercito a Damasco. Eppure ero partito da Roma con nella testa ore e ore di notizie su bombardamenti e militarizzazione del territorio: la realtà, almeno a Damasco è invece ben diversa: trovo una città certamente preoccupata, ma con tanta voglia di vivere e di reagire.

Una città piena di voglia di normalità. Il primo pensiero è quello di essermi sbagliato, sicuramente non si riferivano a Damasco i bollettini di guerra che in Italia parlavano di bombardamenti, esplosioni e azioni militari. Invece non è così, non mi sbagliavo. La conferma, se mai necessaria, ce l’ho una volta ritornato in Italia vedendo Rainews mostrare un servizio su Damasco “sotto le bombe”. Sia ben chiaro quella attuale non è la normalità. Continua a leggere

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fotografia da web della redazione N.R.

Per aver organizzato una manifestazione contro i signori della guerra a 20 anni dal loro arrivo al potere rischia di essere messo fuori legge.

 


Giuliana Sgrena – venerdì 11 maggio 2012 14:16

Giuliana Sgrena

 

“La nostra manifestazione di protesta del 30 aprile a Kabul, ha ottenuto un grande successo e ha messo in allarme i signori della guerra: stanno infatti facendo pressioni affinché venga annullato il nostro status giuridico. Abbiamo ricevuto un sostegno enorme da parte dei nostri concittadini all’interno del paese e all’estero, ma purtroppo nei giorni scorsi abbiamo anche ricevuto minacce da parte dei signori della guerra. Questi criminali, che siedono in parlamento e senato, hanno condannato la nostra manifestazione e hanno chiesto che il nostro partito venga messo fuori legge e sotto processo per aver insultato il “Jehad”! Continua a leggere

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Presa di mira casa a Jaar, roccaforte della rete terroristica

(ANSA) – ADEN, (YEMEN), 10 MAG – Otto membri di Al Qaida sono stati uccisi nella notte nel sud dello Yemen in un attacco di un drone, probabilmente americano, contro la casa dove erano riuniti, secondo quanto riferito da un funzionario locale. L’attacco ha preso di mira una casa di Jaar, roccaforte della rete terroristica nella rete provincia di Abyan.

La Gazzetta del Mezzogiorno.it | Yemen: 8 membri Al Qaida uccisi da drone.

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Stabile: ”A Damasco una strage che evoca Capaci” – Video Repubblica – la Repubblica.it.

Alcune violente esplosioni hanno investito questa mattina il cuore di Damasco lasciando un enorme cratere provocato da autobomba di enorme potenziale. Il racconto di Alberto Stabile (audio Radio Capital)

 

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In video cadaveri bruciacchiati. Tra le vittime molti studenti

Le forze di sicurezza hanno subito isolato le zone colpite, vicino all’intersezione Qazaz, nella circonvallazione meridionale della città. Le scuole nellle vicinanze hanno rimandato i bambini a casa per la giornata. Si teme un bilancio tragico

Veicoli danneggiati da un'autobomba in Siria (foto Reuters)

Veicoli danneggiati da un’autobomba in Siria (foto Reuters)

Damasco, 10 maggio 2012 - Due potenti esplosioni hanno fatto tremare stamane Damasco, facendo innalzare pennacchi di fumo nel cielo della capitale. Non c’è alcuna informazione sulle vittime, ma i residenti hanno raccontato che le forze di sicurezza hanno isolato le zone colpite e almeno quattro ambulanze sono accorse. La televisione di Stato ha parlato di “esplosioni terroristiche” avvenute vicino all’intersezione Qazaz della circonvallazione meridionale della città. Le immagini televisive hanno mostrato cadaveri bruciacchiati all’interno di resti di automobili. Tra le vittime anche diversi studenti. Manca ancora un bilancio ufficiale.

DONNE IN LACRIME - Un residente, che ha raccontato di esser arrivato a circa un centinaio di metri dal luogo di una delle esplosioni prima di esser respinto dalle forze di sicurezza, ha detto di aver visto vetri rotti e donne in lacrime. Le scuole nelle vicinanze hanno rimandato a casa i bambini per la giornata. Un altro residente ha raccontato che la polizia ha isolato il distretto di Kfar Souseh, che ospita un centro dell’intelligence militare, e che sono risuonati colpi d’arma da fuoco nell’aria. Secondo le prime informazione i morti sarebbero decine, incluse donne e bambini.

Siria, doppia esplosione a Damasco La tivù di Stato: decine di morti – Quotidiano Net.

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Come organizzazione impegnata nella promozione e la protezione dei diritti umani nei Territori Palestinesi Occupati, Al Haq coglie l’occasione della Festa Internazionale dei Lavoratori per attirare l’attenzione sugli ostacoli che limitano il diritto al lavoro dei palestinesi nei TPO.

 

workers 

Lavoratori palestinesi costretti a entrare illegalmente nelle colonie israeliane per lavorare a giornata 

In un periodo storico in cui i diritti internazionali dei lavoratori sono al centro dell’attenzione mondiale, quelli dei palestinesi della Cisgiordania, di Gerusalemme Est e della Striscia di Gaza sono ancora severamente limitati dalle politiche illegali dell’occupante israeliano. Il tasso di disoccupazione dei Territori è sopra il 21%, in particolare a causa degli ostacoli, costantemente in aumento, che i palestinesi affrontano quando tentano di trovare un impiego o semplicemente vivere secondo il loro tradizionale stile di vita.

 

In tutta la Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, il movimento dei palestinesi è severamente controllato dalle politiche e le pratiche illegali d’Israele, che includono checkpoint militare, strade a uso esclusivo dei coloni, zone militari chiuse e colonie. Inoltre, dagli anni Novanta, l’ingresso dei palestinesi in Israele, nelle colonie, dalla Cisgiordania a Gerusalemme Est, e il movimento dei palestinesi tra Cisgiordania e Gaza sono soggetti a un sistema pervasivo di permessi – virtualmente impossibili da ottenere – che riduce seriamente la libertà di movimento palestinese e il diritto all’accesso al posto di lavoro. Continua a leggere

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Bahrain: proiettili e lacrimogeni contro gente, incursione in case.

MANAMA- Le forze del regime del Bahrain nonostante le pressioni internazionali continuano a usare gas lacrimogeni e proiettili di gomma contro i manifestanti anti-governativi effettuando irruzione nelle abitazioni dei manifestanti.

Ieri la polizia ha perquisito diverse case in due villaggi a 15 chilometri a sud di Manama, e il villaggio occidentale di Shahrakan dove centinaia di manifestanti sono scesi per le strade contro il regime di Al Khalifa. In Shahrakan, la polizia ha sparato gas lacrimogeni e proiettili di gomma per disperdere i manifestanti. Il 3 maggio, il re Hamad bin Isa Al Khalifa ha approvato le modifiche costituzionali, secondo le quali, il re dovrà consultare i capi del parlamento e del Consiglio consultivo, prima della dissoluzione del governo. Tuttavia Abdul Jalil Khalil, membro anziano del principale gruppo d’opposizione, al-Wefaq, ha dichiarato che l’opposizione del Bahrain vuole “un parlamento monocamerale che viene eletto democraticamente, così come precisa la costituzione del 1973″. Lo riferisce Press TV.

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coordinamento:

Ken Sharo-Luna Rossa

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quotidiani 22 maggio 2012
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quotidiani esteri del 18 maggio 2012

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