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guerra in libia

Alza il tiro il terrorismo che da un mese sta facendo registrare una fase di crescente tensione in Libia. Un’autobomba è esplosa in un’area affollata davanti all’ospedale Al Jala di Bengasi. Il viceministro dell’interno , Abdallah Massud, ha riferito che si contano al momento 15 morti e 30 feriti.

Decine di veicoli sono stati distrutti dall’esplosione, che ha anche devastato un ristorante e danneggiato altri edifici vicini.

Nessuno, per ora, ha rivendicato l’attacco, in una Libia che appare sempre più insicura, nel periodo più drammatico dalla caduta di Muammar Gheddafi.

Finora erano stati presi di mira per lo più simboli delle istituzioni, come i commissariati di polizia attaccati la scorsa settimana, sempre a Bengasi.

Questo attentato mostra che per il governo è sempre più difficile controllare il territorio. Continua a leggere

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Lo ha annunciato il vice ministro dell’Interno

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      AFP<br />
Roma, 13 mag. (TMNews) – E’ di 15 morti e 30 feriti il primo bilancio dell’attentato con autobomba compiuto oggi davanti all’ospedale di al Jala di Bangasi, nell’est dell’Libia. Lo ha annunciato il vice ministro dell’Interno.

Libia/ Attentato Bengasi, primo bilancio: 15 morti e 30 feriti.

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Tensione e disordini a Tripoli – Esteri Notizie.it.

Paura per il ministro degli Esteri in Libia, circondato da alcuni gruppi di uomini armati che lo hanno accerchiato a bordo di pick up. Una giornata di forte tensione e con disordini nella città di Tripoli: anche il ministero dell’Interno e la televisione nazionale sono stati oggetto di un tentato assalto, fortunatamente non riuscito. Poche ore dopo il premier libiro Ali Zeidan ha parlato nel corso di una conferenza stampa, chiedendo alla popolazione di appoggiare il governo di fronte ai gruppi armati “che vogliono destabilizzare il Paese”.

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Libia, scontri a fuoco: Eni sospende per sicurezza la fornitura di gas per Gela – Il Messaggero.

OMA – Questa mattina, in seguito a scontri a fuoco fra forze locali libiche nell’area dell’impianto di produzione di gas della Mellitah Oil & Gas, joint venture paritetica fra Noc ed Eni, quest’ultima ha deciso di sospendere per ragioni di sicurezza la produzione e l’esportazione di gas verso l’impianto siciliano di Gela.

«Mellitah Oil & Gas, joint venture paritetica Noc-Eni – spiega un comunicato – per ragioni di sicurezza ed integrità degli impianti, ha deciso di interrompere la produzione e di mettere in sicurezza le istallazioni con conseguente interruzione del flusso di gas attraverso il gasdotto Green Stream, che collega l’impianto di trattamento di Mellitah in Libia, a Gela, in Italia». Le medesime fonti aggiungono che «contestualmente sono state attivate tutte le misure di sicurezza necessarie a proteggere il personale in loco, oltre che gli impianti interessati. Tutto il personale è al sicuro. Il ministero dello Sviluppo economico è stato immediatamente informato dell’interruzione del flusso di gas».

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fotografia da web

Lasciare rapidamente Bengasi: prima la Gran Bretagna, poi la Germania e l’Olanda hanno invitato i propri cittadini ad abbandonare la seconda città libica, già teatro di violenti attacchi.

‘‘Esiste una grave minaccia terroristica’‘ e ‘‘di sequestri’‘ secondo il ministero degli Esteri britannico.

L’allarme degli occidentali è “ingiustificato” per Tripoli che ha, tuttavia, rafforzato la sicurezza intorno agli impianti petroliferi.

Si temono ‘‘rappresaglie per l’intervento francese in Mali che potrebbero prendere di mira interessi occidentali nella regione.”

È dell’11 settembre scorso l’attacco al consolato americano in cui sono morti l’ambasciatore degli Stati Uniti Chris Stevens e altri tre funzionari. Bengasi resta un obiettivo sensile.

Libia, Bengasi: minaccia terroristica per gli occidentali | euronews, mondo.

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Libia BengasiLibia Bengasi

 

Fuoco contro la vettura del console italiano a Bengasi, Guido De Sanctis, uscito illeso stasera nella seconda citta’ della Libia – la stessa nella quale l’11 settembre scorso era stato ucciso l’ambasciatore americano Chris Stevens – da un agguato dai contorni ancora poco chiari.

 

“Sto bene”, si e’ limitato a dire il diplomatico, raggiunto dall’ANSA per telefono pochi minuti dopo i fatti. Secondo quanto riferito da fonti della sicurezza libica, l’automobile blindata del console, che stava tornando a casa, e’ stata bersagliata da diversi proiettili, ma la corazza ha retto e nessuno e’ rimasto ferito. Alcuni colpi – sparati apparentemente da un’altra vettura, all’altezza di un incrocio – si sono infranti contro un finestrino, al livello della testa del diplomatico e di quella dell’autista. Continua a leggere

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Colpi di arma da fuoco sono stati sparati verso la vettura su cui viaggiava Guido De Sanctis, rappresentante diplomatico italiano in Libia. La notizia riportata da fonti dei servizi di sicurezza locali

Bengasi, attentato al console italiano. Spari contro la sua auto, nessun ferito

Colpi di arma da fuoco oggi contro l’auto del console italiano a Bengasi, Guido De Sanctis, 51 anni. Per fortuna non ci sono feriti. Fonti della sicurezza locale precisano che il console sta bene. La vettura era blindata.

L’attacco al console italiano è stato sferrato in un’area ad alta tensione. Nel mese di settembre scorso Chris Stevens, ambasciatore americano in Libia, è stato ucciso nei pressi del consolato Usa di Bengasi, insieme a Sean Smith, agente dei servizi segreti, e due marines. L’attacco alle sedi diplomatiche americane è stato sferrato nella notte apparentemente da un gruppo di manifestanti che protestavano contro un film ‘blasfemo’ sulla vita del profeta Maometto, prodotto negli Usa.
Bengasi, attentato al console italiano. Spari contro la sua auto, nessun ferito – Repubblica.it.

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Libia: capo intelligence Cnt, ‘ecco come i francesi uccisero Gheddafi’, ‘sapeva i segreti di Sarkozy’.

Libia: capo intelligence Cnt, &#039;ecco come i francesi uccisero Gheddafi&#039;, &#039;sapeva i segreti di Sarkozy&#039;TRIPOLI – Il capo dell’intelligence militare del Consiglio Nazionale Transitorio libico, Rami al Ubaidi ha rivelato che Gheddafi venne uccise dalle unità speciali francesi perchè Parigi temeva che potesse rivelare alcuni ‘segreti’ sulle attività svolte da Sarkozy. Intervistato dalla rivista francese digitale Mediapart , al Ubaidi spiega che il bombardamento del convoglio di vetture che scortava Gheddafi venne programmato dall’intelligence francese. Egli spiega che i francesi volevano a tutti i costi che Gheddafi portasse nella tomba ciò che sapeva sulla campagna presidenziale di Sarkozy nel 2006 e nel 2007. Al Ubaidi dice che le immagini mostrate in internet con la gente che pesta Gheddafi sono solo una messa in scena per nascondere che la Francia si macchiò dell’assassinio del rais. Al Ubaidi ricorda che Gheddafi venne ucciso direttamente dall’operazione delle unità speciali francesi. Al Ubaidi ricorda che Gheddafi aveva dato soldi a Sarkozy per la sua campagna presidenziale ed aveva minacciato di rivelare ciò durante il conflitto; Sarkozy aveva pertanto deciso di impedirgli di parlare. Al Ubaidi spiega che l’ex moglie di Sarkozy, Cecilia, può completamente raccontare “le relazioni speciali” tra Sarkozy e Gheddafi e che ciò può essere dimostrare anche dal numero elevato di visite che Cecilia stessa ha effettuato in Libia nel 2006 e nel 2007. Al Ubaidi conclude ricordando che la sua organizzazione compilò anche un resoconto completo sul coinvolgimento della Francia nell’assassinio di Gheddafi e lo consegnò al Cnt che però lo ha fatto sparire.

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