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tutti i giorni 4 nuove pagine di articoli presi dai media e dalla rete, opinioni di redazione e approfondimenti





 

gli articoli con la foto accanto al titolo sono completamente originali dei nostri collaboratori

Egitto

Egitto, violenti scontri in piazza Tahir Il bilancio è di 10 morti e 500 feriti – Nel Mondo – L’Unione Sarda.

E’ di almeno dieci morti il bilancio provvisorio degli scontri al Cairo in queste ore, secondo fonti mediche. I feriti sarebbero circa 500 secondo le stesse fonti. Il primo ministro egiziano, Kamal el Ganzouri afferma: “Non è una rivoluzione ma un attacco all’Egitto”.

Leggermente inferiori i bilanci di fonte ufficiale. Il ministero della sanità ha diffuso un comunicato secondo il quale i morti per gli incidenti di ieri sono otto ed i feriti 303. Ma medici, sia di ospedali cittadini, sia di quelli da campo allestiti intorno a piazza Tahrir sostengono che i morti sono almeno 10. Tutta l’area dei palazzi del parlamento e del governo è stata blindata con barricate e filo spinato dai militari. I violenti scontri si sono sviluppati dalla prima mattina di ieri nel centro del Cairo, davanti

alle sedi del parlamento e del governo, in una delle giornate più cruente delle proteste in Egitto dalla settimana di novembre in cui furono uccisi dalla polizia 42 dimostranti. Durante la giornata sono state annunciate più volte conferenze stampa di rappresentanti del governo, che poi non si sono tenute. Nessuno ha potuto precisare chi abbia sparato il colpo (o i colpi) mortale, ma nei blog è diffusa la convinzione che la responsabilità sia da attribuire ai militari. Nel frattempo il primo ministro egiziano, Kamal el Ganzouri, in una conferenza stampa trasmessa anche in tv sugli scontri di queste ore davanti al parlamento, afferma con sicurezza: “Non è una rivoluzione, ma un attacco all’Egitto”.

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Alle urne nel secondo terzo delle circoscrizioni

Alle urne nel secondo terzo delle circoscrizioni

Il Cairo, 15 dic. (TMNews) – Si sono aperte regolarmente le urne per la seconda guiornata di voto del primo turno delle elezioni politiche egiziane, che riguarda il secondo terzo delle circoscrizioni fra cui quelle di Suez, Assuan e Gizah, per un totale di 18 milioni di elettori. I seggi dovrebbero chiudere alle 18 ma ieri le autorità avevano accordato una proroga di due ore a causa dell’elevata affluenza: in palio 156 deputati, 96 dei quali eletti con scrutinio di lista proporzionale e il rimanente con il sistema uninominale a due turni; i relativi ballottaggi sono fissati il 21 e 22 dicembre. Nel primo terzo delle circoscrizioni – che comprendevano la capitale Il Cairo, Alessandria e Luxor – i partiti islamici avevano raccolto il 65% delle preferenze, con in testa il Partito della Libertà e della Giustizia dei Fratelli Musulmani (36%) seguito a sorpresa dai salafiti (24%). Il Parlamento – la cui elezione per la Camera bassa si completerà a gennaio con l’ultimo terzo delle circoscrizioni, mentre per il Senato si dovrà attendere fino a marzo – dovrà nominare una Commissione incaricata di redigere la nuova Costituzione del Paese. (fonte Afp)

 

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«Io arrestato al Cairo durante le rivolte» – Corriere della Sera.

Il racconto di Andrea De Giorgio, fermato con altre due persone in piazza Tahrir e per tre giorni è stato in cella

Egitto: scontri e violenze    Egitto: scontri e violenze    Egitto: scontri e violenze    Egitto: scontri e violenze    Egitto: scontri e violenze

MILANO- Tre notti nelle celle del commissariato-prigione di Kasr al Nil al Cairo, un’accusa pesante (e infondata), urla e violenza cieca. Così ho passato gli ultimi tre giorni in Egitto. Tutto è cominciato venerdì notte quando io, Laura (videogiornalista freelance), Samah (giornalista palestinese di Gaza) e Marco (corrispondente per siti e blog indipendenti) eravamo nel quartiere di Zamalek di ritorno da piazza Tahrir che da due settimane è teatro di proteste e scontri spesso finiti nel sangue per la cieca repressione della giunta militare egiziana.

L’ARRESTO- Ci avviciniamo a un gruppo di persone che sta osservando alcune palme andate in fiamme sulla sponda del Nilo nel cuore del Cairo. Facciamo alcune foto e domande ai presenti per capire cosa fosse successo. All’improvviso ci ritroviamo al centro dell’attenzione di un gruppetto di egiziani che ci fanno strane domande. Capendo che la situazione poteva diventare pericolosa ci allontaniamo subito, accorgendoci che gli stessi ragazzi ci stanno seguendo. Rallentiamo spaventati. Senza motivo volano pesanti insulti in arabo diretti alla ragazza palestinese. La situazione precipita. Dopo aver cercato di scappare fermando il primo taxi che passa, ci ritroviamo con gli stessi egiziani che attirano e fomentano una piccola folla di curiosi che comincia ad accusarci dell’incendio e a chiederci i documenti. Continua a leggere

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Il Riformista.

Prosegue spoglio delle schede

Prosegue spoglio delle schede

Il Cairo, 1 dic. (TMNews) – L’annuncio del risultato della prima tornata elettorale in Egitto di lunedì e martedì scorsi è stato rinviato a domani. Lo riferiscono fonti ufficiali egiziane L’alta commissione elettorale ha infatti spiegato che lo spoglio delle schede non è stato ancora ultimato. Il presidente della commissione, Abdel Moez Ibrahim, ha quindi spiegato che “Il conteggio dei voti prosegue ancora in diverse circoscrizioni e questo in ragione della grande affluenza che si è verificata”.

vgp

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I Fratelli musulmani:”Abbiamo vinto noi”- LASTAMPA.it.

Donne al seggio

Boom anche dei salafiti nella
prima fase del voto in Egitto

DOMENICO QUIRICO
inviato al cairo

Si vede che i tempi stanno mutando. I Fratelli musulmani sono sempre stati, per metodo e per necessità, discretissimi (hanno sperimentato le benevolenze dei commissari di polizia di Nasser, Sadat, Mubarak), ma questa volta hanno annunciato con un comunicato secco secco, già da padroni, di essere i vincitori della prima fase delle elezioni del dopo Mubarak. Meticolosi, i Fratelli, fino a enumerare nel silenzio dei dati ufficiali (rinviati a oggi) la nuova geografia politica del Paese: «Il nostro partito della Libertà e della giustizia (Plj) è in testa seguito da al Nour (i salafiti); terzo il Blocco egiziano». Vero, verissimo: nei nove governatorati dove si è votato lunedì (17,5 milioni di elettori su 50, 168 seggi in palio) i Fratelli, secondo i primi dati, sono al 50%, i salafiti sfiorano il 20%. Cifre, se confermate, da sbaragliare anche la più allenata immaginazione. Plj ha dominato nelle zone rurali. Ma ad Alessandria i «taleban», che hanno minacciato di dichiarare infedele chi vota per cristiani e laici, sono arrivati addirittura al 24% e sono il primo partito a Kafr al Sheikh nel Delta.

Ieri pomeriggio al caffè Groppi dove nei tavolini è rappresa la veneranda storia del Cairo, gli abitudinari scrutavano un cliente intento al suo succo di frutta. Lunga barba, il pantalone corto sulle caviglie, il salafita sembrava un grosso gatto soddisfatto e goloso venuto a prender possesso delle nuove proprietà. Inutile dedicarsi alla casistica delle differenze dottrinali tra l’islam dei moderati e quello degli intransigenti. Continua a leggere

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EGITTO: SI DELINEA UNA NETTA VITTORIA ISLAMISTA | NENA NEWS | NEAR EAST NEWS AGENCY.

Continuano le operazioni di spoglio. I dati parziali danno i Fratelli Musulmani avanti con il 47%, i salafiti sono intorno al 10%, il Blocco liberal-socialista al 22%. Domani l’annuncio dei risultati finali

AZZURRA MERINGOLO

Il Cairo, 30 novembre 2011, Nena News – File di ore ieri ai seggi, donne e uomini impazienti e orgogliosi di sapere che stanno mettendo in un’urna una scheda che ha finalmente un valore. Questa la risposta egiziana a quanti per anni hanno pensato che il paese non fosse pronto per la democrazia. A dimostrarlo, dicevano questi, il fatto che gli egiziani non si scomodavano neanche di uscire di casa per andare a votare e che il giorno delle elezioni i seggi erano vuoti. Non lo facevano, dicevano e hanno ora dimostrato milioni di egiziani, perché quelle che si tenevano nel loro paese non erano delle votazioni, ma un circo elettorale (www.nena-news.globalist.it/?p=5238) che portava dei sudditi ad approvare le decisioni prese dall’autoritario dittatore.

Dopo la rivolta scoppiata a piazza Tahrir – ancora occupata -  l’affluenza alle urne è stata così imponente da sorprendere anche la commissione elettorale costretta, dopo la prima giornata di voto, a mettere a disposizione tre mila urne aggiuntive per le schede di quel corpo elettorale che nessun censimento recente era riuscito a prevedere con esattezza. Continua a leggere

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EGITTO: DA DOVE VIENE SECONDA ONDATA RIVOLUZIONE | NENA NEWS | NEAR EAST NEWS AGENCY.

E’ necessario capire da dove venga l’attuale protesta che non ha mancato di sorprendere molti, inclusi alcuni militanti di sinistra, soprattutto tra quanti hanno deciso di partecipare al voto, all’ombra della giunta militare

GENNARO GERVASIO*

Il Cairo, 29 novembre 2011, Nena News -  La seconda ondata della «rivoluzione egiziana» che ha travolto il paese e ha avuto ancora una volta come epicentro piazza Tahrir ha travolto anche molti degli attori politici e molti degli osservatori locali ed internazionali. La determinazione di giovani rivoluzionari è riuscita a tenere in scacco le Forze di sicurezza centrale (Fsc) e la polizia militare difendendo l’occupazione della piazza, durante cinque giorni di vera e propria guerriglia, che è costata la vita a più di quaranta persone, oltre a più di tremila feriti, a citare le stime più prudenti.

E’ necessario fare un passo indietro per cercare di capire da dove venga l’attuale ondata di proteste che non ha mancato di sorprendere molti, inclusi alcuni militanti di sinistra, soprattutto tra quanti che hanno deciso di partecipare alla competizione elettorale, all’ombra del potere del Consiglio supremo delle forze armate (Csfa), che di fatto ha ereditato il potere da Mubarak lo scorso febbraio. Continua a leggere

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Comunicato internazionale libertario di solidarietà con la lotta popolare egiziana – Anarkismo.

La crisi in Egitto non si risolverà con delle soluzioni tiepide e incerte. Serve l’impegno della gioventù, delle donne, della classe lavoratrice perché si poss sradicare ogni germe di tirannia e violenza nel nostro paese: il sistema capitalista e lo Stato. Uniamoci tutti e tutte sotto la bandiera della lotta contro il governo militare, ma difendiamo l’alternativa rivoluzionaria e libertaria per le masse egiziane. [العربية] [English] [Castellano]

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Comunicato internazionale libertario di solidarietà con la lotta popolare egiziana


Il fine settimana del 19-20 novembre ha visto una nuova ondata di protesta di massa in tutto Egitto a causa della violenza sistematica del Consiglio Supremo delle forze armate (CSFA) contro le masse egiziane. La gente è stanca del comportamento dittatoriale del CSFA, dell’uso della forza estrema contro i manifestanti, dei tribunali militari che in 10 mesi hanno mandato 12.000 compagni e compagne a marcire nelle carceri, della censura, della tortura, rapimenti e perfino dell’eliminazione fisica selettiva di attivisti. La gente è stanca del fatto che il consiglio militare continua a dirottare la rivoluzione, per mantenere la vecchia dittatura con altri mezzi. La gente è stanca del settarismo che il CSFA genera per distogliere ldei a nostra attenzione dalla vera lotta per la giustizia, per l’uguaglianza, per la libertà. Continua a leggere
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EGITTO: URNE APERTE, PIAZZA TAHRIR NON CEDE | NENA NEWS | NEAR EAST NEWS AGENCY.

Aperti i seggi elettorali al Cairo, Alessandria, Luxor e Porto Said. E’ la prima delle tre fasi delle elezioni per il rinnovo della Camera Bassa. La tensione è alta, non pochi tra coloro che occupano piazza Tahrir non voteranno in protesta contro i militari.

Roma, 28 novembre 2011, Nena News – Urne aperte da questa mattina in Egitto per il rinnovo dell’Assemblea del popolo (Camera bassa). Ma al voto, il primo dalla caduta ad inizio dell’anno, dell’ex presidente Hosni Mubarak, il paese arriva in un clima di grave tensione. Migliaia di attivisti della rivoluzione da giorni occupano Piazza Tahrir al Cairo per chiedere che le Forze Armate passino subito i poteri ad autorità civili. Richiesta che è gia’ costata la vita ad oltre quaranta dimostranti. Ma i militari non hanno alcuna intenzione di farsi da parte subito, lo ha ribadito ieri il maresciallo Hussein Tantawi, capo del Consiglio supremo delle Forze Armate. E per rendere ancora più chiara la loro posizione ai manifestanti di Piazza Tahrir, la giunta militare ieri ha esteso per altri 15 giorni la detenzione del noto blogger Alaa Abdel Fattah, arrestato per aver criticato i generali al potere dopo la strage di decine di egiziani copti avvenuta il 9 ottobre al Cairo durante scontri con polizia ed esercito. Continua a leggere

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Egitto: orrore a Tahir, spunta ‘cacciatore di occhi’ – Mondo – ANSA.it.

 

Egitto: orrore a Tahir, spunta ‘cacciatore di occhi’ 26 novembre, 17:14 La protesta a piazza Tahrir

Migliaia in piazza Tahrir, no a Ganzuri

26 novembre, 17:14

ROMA – Il ‘cacciatore di occhi’, come lo hanno ribattezzato i dimostranti di piazza Tahrir al Cairo, e’ alle strette: la procura generale ha aperto una inchiesta nei suoi confronti. La vicenda ha i contorni del film horror: l’ufficiale Mahmoud Sobhi El Shinawi, un cecchino esperto, e’ accusato dai dimostranti egiziani di aver sparato proiettili di gomma mirando agli occhi di alcuni dei loro compagni. Almeno cinque quelli colpiti. I giovani di Tahrir hanno distribuito la sua foto in piazza, scritto sui muri nome e grado, aggiungendo “ricercato”. Gira anche una offerta di ricompensa da 800 dollari “per chiunque fornisca informazioni sul cacciatore di occhi”. La procura ha acquisito i file video pubblicati su Youtube e Facebook che mostrano le immagini dei feriti, con l’occhio destro in un bagno di sangue.

El Shinawi ha prestato servizio in questi giorni nella zona di Mohamed Mahmoud, teatro degli scontri di questi giorni al Cairo, e un portavoce del ministero dell’Interno, Alaa Mahmoud, ha confermato alla Cnn che si tratta di “un cecchino molto addestrato”, rifiutandosi pero’ di entrare nel merito delle accuse. Le sospette vittime del cacciatore hanno tutte perso l’uso di un occhio: tra loro Ahmed Harrara, che aveva gia’ perso un occhio negli scontri di gennaio, colpito domenica e ora ceco. Continua a leggere

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Scenes From Egypt’s Unfinished Revolution – Alan Taylor – In Focus – The Atlantic.

(Per tradurre questo articolo utilizza il translator del sito,  posto nella colonna a destra)

Thousands of protesters in major Egyptian cities are now entering the fifth day of public demonstrations calling for the military leadership to step down. The streets of Cairo around Tahrir Square have been flooded with tear gas, as riot police and members of Egypt’s military clash with protesters. The two sides have advanced and retreated, hurling stones, tear gas canisters, and other debris at each other, and security forces reportedly continue to fire rubber bullets and some live rounds into the crowds. The international community has stepped up criticism of Egypt’s military leaders, and has expressed anger at the violence used against the protesters. Human rights groups have now raised the estimated death toll to at least 38. The recent unrest has led to the resignation of the interim civilian government, but other concessions from Egypt’s Field Marshal Mohamed Hussein Tantawi have not satisfied the crowds who remain in the streets fighting what they see as an unfinished revolution. [40 photos]

 

 

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Mona: Tahrir is the Centre of the Universe – YouTube.

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coordinamento:

Ken Sharo-Luna Rossa

Redazionali e Collaborazioni
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quotidiani 22 maggio 2012
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