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tutti i giorni 4 nuove pagine di articoli presi dai media e dalla rete, opinioni di redazione e approfondimenti





 

gli articoli con la foto accanto al titolo sono completamente originali dei nostri collaboratori


oggi giovedi 23 febb in mattinata non vi sarà la rassegna per aggiornamenti tecnici

Egitto

Circa 650 i feriti a Suez e al Cairo

Circa 650 i feriti a Suez e al Cairo

Cairo, 3 feb. (TMNews) – Due persone sono morte e circa 650 sono rimaste ferite nelle proteste scoppiate ieri a Suez e al Cairo contro la morte di 74 persone, avvenuta due sere fa a Porto Said al termine di una partita di calcio. Un dramma che ha rilanciato la contestazione popolare contro le autorità che governano il Paese dopo le dimissioni del Presidente Hosni Mubarak. A Suez, due manifestanti sono rimasti uccisi negli scontri con la polizia e circa 30 hanno riportato ferite, stando a quanto riferito da fonti mediche. Alcuni testimoni hanno raccontato che gli agenti di polizia hanno lanciato gas lacrimogeni per disperdere centinaia di dimostranti, quindi hanno fatto ricorso a proiettili veri. Diversa la ricostruzione di una fonte della sicurezza, che ha smentito che gli agenti abbiano aperto il fuoco sui manifestanti, aggiungendo che centinaia di persone hanno “attaccato” armate le sedi delle forze dell’ordine. Al Cairo, 628 persone sono rimaste ferite negli scontri scoppiati con la polizia vicino al ministero dell’Interno. Stando a quanto riferito dalla televisione di Stato, si tratta soprattutto di persone che hanno inalato i gas lacrimogeni usati dagli agenti per disperdere la folla che protestava contro la giunta militare. I manifestanti hanno contestato in particolare il mancato intervento delle forze dell’ordine a Porto Said, quando sono scoppiate le violenze nello stadio. Nella notte, nella capitale egiziana è tornata la calma, anche se alcuni gruppi di manifestanti hanno deciso di rimanere vicino al ministero dell’Interno e alla simbolica piazza Tahrir. (fonte Afp)

 

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EGITTO: LA SFIDA DELLA CRISI ECONOMICA | NENA NEWS | NEAR EAST NEWS AGENCY.

Il futuro governo egiziano, espressione delle forze islamiste che hanno vinto le elezioni, e’ chiamato ad affrontare una dura crisi economica che sta aggravando disoccupazione e poverta’.

MICHELE GIORGIO

Roma, 25 gennaio 2012, Nena News – C’è la crisi economica, che sta aggravando povertà e disoccupazione nel paese, tra le sfide che l’Egitto deve affrontare mentre la «rivoluzione del 25 gennaio» compie il primo anno. Una sfida difficile che i Fratelli musulmani (Fm), vincitori delle elezioni politiche, non hanno ancora chiarito come intendono risolvere quando formeranno il loro governo. «Il programma del partito dei Fm (Libertà e Giustizia), si limita a proporre una ricetta economica liberista, non molto diversa da quella che applicavano i ministri del passato regime – spiega al manifesto Marwa Hussein, esperta di economia per il giornale al Ahram – Non abbiamo appreso di soluzioni concrete per il rilancio di una economia depressa a causa della recessione mondiale e per le forti tensioni successive alla rivoluzione». D’altronde ben poco hanno fatto per contenere la crisi la giunta militare al potere e i governi che si sono succeduti dalla caduta del raìs Hosni Mubarak. I dati sono parlano chiaro. Il Pil è cresciuto nel 2011 solo di un 1%. Gli investimenti dall’estero sono calati nettamente lo scorso anno (- 20%) ed erano già scesi del 50% nel biennio 2009-10 rispetto a quello precedente quando avevano superato i 13 miliardi di dollari. I capitali continuano a fuggire dal paese. La Banca centrale ha comunicato con allarme che le riserve di valuta estera sono passate dai 36 miliardi di dollari del 2010 ai 22 dello scorso ottobre. E le possibilità di invertire la tendenza sono limitate di fronte ad un drastico calo delle presenze turistiche che ha già causato la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro. In totale, secondo le statistiche ufficiali, sono 337mila gli egiziani che hanno perduto il lavoro nel 2011 e la disoccupazione ufficiale è salita all’11,9% dall’8,9% del 2010. Continua a leggere

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 Maikel Nabil, in carcere dall’aprile scorso con l’accusa di avere insultato le forze armate per quanto ha postato sul suo blog.

L’attivista copto era in carcere
da aprile. “Insulti verso l’esercito”
Rilasciato a un anno dalla rivolta

roma

Il blogger copto Maikel Nabil, in carcere da aprile con l’accusa di insulto alle forze armate egiziane è stato rilasciato questa sera.

Intanto alla vigilia del primo anniversario della rivoluzione egiziana il capo del Consiglio supremo delle forze armate al potere nel Paese, generale Hussein Tantawi, fa un annuncio storico:  “Ho preso la decisione di mettere fine allo stato di emergenza a partire dal 25 gennaio, ad eccezione di reati violenti”. La legge sullo stato di emergenza, infatti, era in vigore da 30 anni e consentiva restrizioni alle libertà pubbliche e processi in tribunali speciali. Continua a leggere

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EGITTO:VITTORIA ISLAMISTA,AI RIVOLUZIONARI 7 SEGGI | NENA NEWS | NEAR EAST NEWS AGENCY.

La prossima settimana si festeggia l’anniversario della rivoluzione egiziana. Ma chi fu protagonista di quei giorni eccezionali, verra’ rappresentato in Parlamento da pochissimi deputati. Gli islamisti hanno il 70% dei seggi

Roma, 21 gennaio 2012, Nena News – I protagonisti della rivoluzione del 25 gennaio si preparano a festeggiare la prossima settimana in Piazza Tahrir l’anniversario della sollevazione contro il “faraone” Hosni Mubarak (ora sotto processo) con una manifestazione che si annuncia di massa. Ma i “rivoluzionari” non hanno molti motivi per essere allegri. La loro lista elettorale, Rivoluzione Continua, ha conquistato appena sette seggi nel nuovo parlamento egiziano. Celebrano invece gli islamisti che, almeno nella prima fase, non presero parte alla rivoluzione e che per molti giorni mantennero un atteggiamento ambiguo, in attesa di capire il destino di Mubarak. I Fratelli musulmani, i salafiti e il partito islamista centrista Wasat hanno conquistato 233 seggi, pari a circa il 75% del totale nella quota proporzionale, e 166 seggi attribuiti col maggioritario. Il partito liberale di destra Wafd e il Blocco egiziano si attestano al terzo e quarto posto rispettivamente con 36 e 33 seggi. Quindici seggi li hanno presi anche i “filul”, i fedelissimi dell’ex rais Mubarak, che nonostante restrizioni e boicottaggi alla fine sono riusciti, anche se in minima parte, a tornare nei banchi che avevano dovuto lasciare in tutta fretta dopo la rivoluzione. Lunedì mattina il nuovo parlamento si riunirà per la prima volta e la televisione egiziana inaugurerà un canale “La voce del popolo” che seguirà costantemente i lavori parlamentari. La nuova assemblea scegliera’ i cento membri della costituente incaricata di scrivere la nuova Costituzione. I Fratelli musulmani, che nomineranno gran parte dei cento membri, hanno gia’ preparato una bozza di Costituzione bozza che prevede un sistema misto parlamentare-presidenziale. Nena News

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EGITTO: SINISTRA FRA LE URNE E LA PIAZZA | NENA NEWS | NEAR EAST NEWS AGENCY.

Le piazze d’Egitto continuano a rifiutare la normalizzazione del processo rivoluzionario. Ed è in queste piazze che la presenza della sinistra può ancora risaltare ed essere decisiva nelle prossime difficili sfide che attendono l’Egitto.

GENNARO GERVASIO*

Il Cairo, 18 gennaio 2012, Nena News – I risultati finali delle prime elezioni parlamentari dell’Egitto post-Mubarak non sono stati ancora annunciati, ma con solo settanta seggi all’incirca ancora da aggiudicare su 498, nei ballottaggi dell’ultimo turno e dove i risultati erano stati annullati per irregolarità, è chiara la fisionomia dell’Assemblea che si riunirà per la prima volta il prossimo 23 gennaio. Giustizia e libertà, il partito dei Fratelli musulmani, raggiungerà una maggioranza relativa di circa il 45%, seguito a distanza dal partito salafita el-Nur. Nel nuovo parlamento, la presenza della sinistra, come quella delle donne egiziane, sarà molto limitata. Difatti, la coalizione «la Rivoluzione continua», che presentava un programma spiccatamente di sinistra, dovrebbe ottenere una decina di seggi, mentre i due partiti di centro-sinistra, il vecchio Tagammu e il nuovo social-democratico, sono in posizione nettamente subordinata rispetto ai liberali con cui hanno formato l’alleanza del «Blocco egiziano», che dovrebbe raggiungere circa 40 deputati. Se si commette l’errore, come troppi commentatori occidentali continuano a fare, di ridurre la rivoluzione egiziana alla mera competizione elettorale, allora non si potrebbe parlare che di un vero disastro per la sinistra e per le altre formazioni che ambiscono a un cambiamento economico e sociale del paese, letteralmente devastato dall’applicazione selvaggia delle ricette neo-liberiste, insieme al processo di transizione politica. Se al parlamento toccherà un ruolo chiave nella prossima difficile fase della «transizione egiziana», finora contrassegnata dalla gestione a dir poco autoritaria del Consiglio supremo delle forze armate (Scaf nell’acronimo inglese), non c’è da sorprendersi che in questi giorni, ancora una volta, l’attenzione degli egiziani – media, politici, semplici cittadini – è però concentrata sulla piazza e sull’annunciata manifestazione di massa del prossimo 25 gennaio, che marcherà un anno dall’inizio della rivoluzione. Continua a leggere

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EGITTO: EL BARADEI SI RITIRA, “IL REGIME NON E’ MAI CADUTO” | NENA NEWS | NEAR EAST NEWS AGENCY.

«La democrazia non e’ mai arrivata» ha commentato l’ex direttore dell’agenzia atomica internazionale, spiegando la sua decisione di rinunciare alla candidatura alla presidenza egiziana.

MI.GIO.

Roma, 15 gennaio 2012, Nena News – «La mia coscienza mi impedisce di presentarmi alle presidenziali o ad altre posizioni ufficiali senza un vero regime democratico». Con queste parole Mohammed el Baradei (nella foto), ex capo dell’Agenzia atomica internazionale (Aiea), premio Nobel per la pace e candidato alla presidenza egiziana, ieri ha annunciato la sua decisione di ritirarsi dalla corsa. «L’ancien regime non è caduto… ho passato in rassegna tutte le possibilità per servire questo paese in forma ufficiale ma non ne ho trovata una», ha detto Baradei spiegando che sono in corso i preparativi per le presidenziali ancora prima di elaborare la costituzione, che dovrebbe regolare proprio i rapporti fra i poteri e proteggere le libertà. Un controsenso in linea con la politica repressiva della giunta militare al potere dalla caduta di Hosni Mubarak undici mesi fa. L’annuncio del candidato alle presidenziali egiziane con più appeal internazionale è stato accolto (almeno in apparenza) con rammarico da altri pretendenti alla poltrona di capo dello stato: dall’ex segretario della Lega araba Amr Musa fino a Hazem Abu Ismail, candidato del partito salafita al Nour. Per Ayman Nour che si era presentato contro Mubarak nel 2005, il ritiro di Baradei fa uscire di scena una «parte sana» della rivoluzione egiziana. «Quelli che hanno creato il sogno se ne andranno e resteranno solo quelli che sognano il potere e il dominio», ha detto Nour rappresentando bene il quadro attuale dell’Egitto. Dalle elezioni legislative delle scorse settimane sono uscite largamente vincenti le forze islamiste, come i Fratelli musulmani, che avevano dato un contributo minino nei giorni decisivi della cacciata di Mubarak. Forze che hanno fatto poco o nulla in questi mesi per contrastare le politiche dei militari che, lo ha detto l’altro giorno anche l’ex presidente Usa Jimmy Carter (in visita in Egitto), non intendono passare tutti i poteri ai civili. La rinuncia di el Baradei simboleggia la sconfitta degli uomini e dei movimenti protagonisti della rivoluzione del 25 gennaio. Ma non è una resa. La battaglia per un nuovo Egitto non è finita e l’ex direttore dell’Aiea pensa ora di continuarla tra la gente. Nena News

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Mondo – Chiesta la «pena di morte» per Mubarak| mondo| Il SecoloXIX.

fotografia web da redazione N.R

Genova – Chiesta la pena di morte per l’ex presidente egiziano Hosni Mubarak, dimessosi l’11 febbraio scorso dopo la rivolta in Egitto. Stesse richieste della procura anche per l’ex ministro degli Interni Habib al-Adly e per sei funzionari di polizia.

Mubarak e i suoi collaboratori sono accusati di aver ordinato di sparare e uccidere manifestanti durante la Rivoluzione del 25 gennaio. L’ex presidente egiziano è il primo leader deposto dopo la Primavera araba a essere giudicato da un tribunale. La prima udienza si è svolta il 3 agosto ed è stata trasmessa in diretta televisiva, ma in seguito non sono state ammesse le telecamere. Continua a leggere

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Egitto: processo a Mubarak, presidente deposto arriva in ambulanza – Nel Mondo – L’Unione Sarda.

fotografia web da redazione N.R.

E’ ripreso stamani al Cairo il processo al deposto presidente egiziano, Hosni Mubarak, arrivato in aula in ambulanza. Mubarak, 83 anni, rischia la pena di morte per l’accusa di aver dato l’ordine alle forze di sicurezza di sparare sulla folla durante le rivolte dello scorso inverno, causando la morte di 850 persone.

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Egitto, blogger laica lancia appello alle donne contro imposizione del velo

 (Foto da Web, N.R.) La blogger egiziana Aliaa Magda El Mahdy, che suscitò scalpore per aver postato sul suo sito foto di nudo come provocazione contro l’integralismo islamico, ora rilancia. Aliaa, che si era dichiarata tra l’altro atea, ora ha promosso sul suo blog una mobilitazione contro l’imposizione del velo islamico. Ha invitato le donne cui è stato imposto il velo e che l’hanno tolto e quelle che vorrebbero toglierlo ad inviare le proprie foto, da pubblicare. Spronandole a raccontare le proprie storie personali, per trovare il coraggio di uscire dalla cappa di tradizionalismo. In molti paesi islamici, come emerge anche da questi racconti, il velo viene spesso imposto dalle famiglie alle giovani, oppure queste lo mettono per tradizione e per non essere escluse socialmente.

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l’Unità.

Truppe e poliziotti in tenuta antisommossa hanno caricato prima dell’alba i manifestanti di piazza Tahrir al Cairo nell’ultimo tentativo di sgomberare l’area, diventata nuovo centro delle proteste contro la giunta militare al potere: uno studente ventenne e di un ragazzino di 12 anni, uccisi a colpi di arma da fuoco.
Truppe e poliziotti in tenuta antisommossa hanno caricato prima dell’alba i manifestanti di piazza Tahrir al Cairo nell’ultimo tentativo di sgomberare l’area, diventata nuovo centro delle proteste contro la giunta militare al potere.

È di due morti il bilancio dei violentissimi scontri, secondo quanto riferiscono fonti mediche, spiegando che si tratta di uno studente ventenne e di un ragazzino di 12 anni, uccisi a colpi di arma da fuoco. Al momento la piazza è controllata dai manifestanti.

Si tratta del secondo raid notturno nella piazza egiziana e arriva in un momento di forti critiche contro l’esercito al governo per l’eccessivo uso della forza contro i dimostranti pacifici. Dallo scoppio delle ultime violenze, iniziate venerdì scorso, sono infatti morte almeno 14 persone.

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Il Riformista.

Violenze da venerdì, 10 morti e circa 500 feriti

Violenze da venerdì, 10 morti e circa 500 feriti

Il Cairo, 18 dic. (TMNews) – Continuano per il terzo giorno consecutivo nel centro del Cairo tra forze dell’ordine e manifestanti anti-esercito, che hanno provocato dieci morti e circa 500 feriti. Le violenze, a colpi di pietre e pezzi di metallo, si svolgono da una parte e dall’altra di un muro in cemento eretto dalle forze dell’ordine su una delle principali strade che conducono a piazza Tahrir, luogo simbolo della contestazione, sede del governo, dove ha avuto inizio venerdì mattina la contestazione. Ieri, il primo ministro Kamal al Ganzuri, contestato dai manifestanti, ha detto in conferenza stampa che gli scontri rappresentano una “controrivoluzione” messa in atto da “elementi infiltrati” che non “vogliono il bene dell’Egitto”. Il premier ha riferito anche che 18 persone sono rimaste ferite da proiettili, ma ha assicurato che “né l’esercito né la polizia hanno aperto il fuoco” sui manifestanti. “Quelli che sono a piazza Tahrir non sono giovani della rivoluzione”, ha affermato Ganzuri. “Questa non è una rivoluzione, ma una controrivoluzione”, ha aggiunto. I manifestanti chiedono un immediato trasferimento del potere a un governo civile, e contestano la nomina dello scorso mese del nuovo primo ministro, Kamal al-Ganzuri, da parte dei militari che guidano il paese da quando lo scorso febbraio è stato rovesciato il regime dell’ex presidente Hosni Mubarak. (Fonte Afp)

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Egitto, violenti scontri in piazza Tahir Il bilancio è di 10 morti e 500 feriti – Nel Mondo – L’Unione Sarda.

E’ di almeno dieci morti il bilancio provvisorio degli scontri al Cairo in queste ore, secondo fonti mediche. I feriti sarebbero circa 500 secondo le stesse fonti. Il primo ministro egiziano, Kamal el Ganzouri afferma: “Non è una rivoluzione ma un attacco all’Egitto”.

Leggermente inferiori i bilanci di fonte ufficiale. Il ministero della sanità ha diffuso un comunicato secondo il quale i morti per gli incidenti di ieri sono otto ed i feriti 303. Ma medici, sia di ospedali cittadini, sia di quelli da campo allestiti intorno a piazza Tahrir sostengono che i morti sono almeno 10. Tutta l’area dei palazzi del parlamento e del governo è stata blindata con barricate e filo spinato dai militari. I violenti scontri si sono sviluppati dalla prima mattina di ieri nel centro del Cairo, davanti

alle sedi del parlamento e del governo, in una delle giornate più cruente delle proteste in Egitto dalla settimana di novembre in cui furono uccisi dalla polizia 42 dimostranti. Durante la giornata sono state annunciate più volte conferenze stampa di rappresentanti del governo, che poi non si sono tenute. Nessuno ha potuto precisare chi abbia sparato il colpo (o i colpi) mortale, ma nei blog è diffusa la convinzione che la responsabilità sia da attribuire ai militari. Nel frattempo il primo ministro egiziano, Kamal el Ganzouri, in una conferenza stampa trasmessa anche in tv sugli scontri di queste ore davanti al parlamento, afferma con sicurezza: “Non è una rivoluzione, ma un attacco all’Egitto”.

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coordinamento:

Ken Sharo-Luna Rossa

Redazionali e Collaborazioni
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quotidiani 22 febbraio 2012
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25 febbraio alle ore 22:00 serata di resistenza poetica "VERSI-CONTRO"

programmazione di Donato Monsellato "INDIGNATOS"

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  • L'autosufficienza energetica italiana è possibile
    L'informazione/divulgazione in materiaenergetica segue essenzialmente due grandi filoni: unocatastrofista-allarmista, l'altro ottimista e fondato sulla fiducianel futuro.Il primo, per ragioni politiche (adesempio a sostegno delle tesi ambientaliste e della decrescita) o perragioni di business (giustificare l'aumento dei prezzi deicarburanti, p […]
    Maurizio Zaffarano
  • Ce lo dice perfino Bankitalia....
    L'Effetto credibilità-Monti (volenti o nolenti...) e l'Effetto magic-LTRO della BCE di Draghi stanno avendo un magico riflesso sul mood dei Mercati Finanziari nei confronti dell'Italia... Ma ormai i coca-cow-boys applicano strategie up/down di 1-3 mesi... in base alle pumping-mosse delle banche centrali od in base ad algoritmi che individuano […]
    Pennywise
  • Il mare di Renata Fonte è in pericolo
    di Mauro Miccolis Il mare di Renata Fonte è quello nella foto sopra S.Caterina,Nardò provincia di Lecce, nei pressi della baia di porto Selvaggio, uno dei posti più belli, suggestivi ed incontaminati del Salento. Chi era Renata Fonte ,lo descrive brevemente Wikipedia: Renata Fonte (Nardò, Lecce, 10 marzo 1951 – Nardò, 31 marzo 1984) è […]
    Dott.Ing. Mauro Miccolis
  • Basta!
    Gli spiriti liberi non cancellano nulla, non chiudono mai, aprono e basta! Si dimenticano perfino di spegnere le luci perché non lasciano mai un ambiente, ma lo attraversano in continuazione. Non sono mai fermi, ma cercano e guardano il silenzio sporco, sempre inciso da un segno, un piccolo  significato che non li lascia mai soli. […]
    giosby
  • Agli avvocati che difendono gli stupratori
    Merde. Non so come definirli altrimenti. Metti lo stupro de L’Aquila. Metti una ragazza quasi sventrata con un bastone, lasciata a sanguinare in mezzo alla neve. Metti un militare in fuga, uno dei tre che ancora prestano servizio del loro battaglione e che presto arriveranno all’Aquila per garantire “sicurezza” in quelle strade. Metti che quel […]
    fasst

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quotidiani esteri del 21 febbraio

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