Circa 650 i feriti a Suez e al Cairo
Circa 650 i feriti a Suez e al Cairo
Cairo, 3 feb. (TMNews) – Due persone sono morte e circa 650 sono rimaste ferite nelle proteste scoppiate ieri a Suez e al Cairo contro la morte di 74 persone, avvenuta due sere fa a Porto Said al termine di una partita di calcio. Un dramma che ha rilanciato la contestazione popolare contro le autorità che governano il Paese dopo le dimissioni del Presidente Hosni Mubarak. A Suez, due manifestanti sono rimasti uccisi negli scontri con la polizia e circa 30 hanno riportato ferite, stando a quanto riferito da fonti mediche. Alcuni testimoni hanno raccontato che gli agenti di polizia hanno lanciato gas lacrimogeni per disperdere centinaia di dimostranti, quindi hanno fatto ricorso a proiettili veri. Diversa la ricostruzione di una fonte della sicurezza, che ha smentito che gli agenti abbiano aperto il fuoco sui manifestanti, aggiungendo che centinaia di persone hanno “attaccato” armate le sedi delle forze dell’ordine. Al Cairo, 628 persone sono rimaste ferite negli scontri scoppiati con la polizia vicino al ministero dell’Interno. Stando a quanto riferito dalla televisione di Stato, si tratta soprattutto di persone che hanno inalato i gas lacrimogeni usati dagli agenti per disperdere la folla che protestava contro la giunta militare. I manifestanti hanno contestato in particolare il mancato intervento delle forze dell’ordine a Porto Said, quando sono scoppiate le violenze nello stadio. Nella notte, nella capitale egiziana è tornata la calma, anche se alcuni gruppi di manifestanti hanno deciso di rimanere vicino al ministero dell’Interno e alla simbolica piazza Tahrir. (fonte Afp)
EGITTO: LA SFIDA DELLA CRISI ECONOMICA | NENA NEWS | NEAR EAST NEWS AGENCY.
Il futuro governo egiziano, espressione delle forze islamiste che hanno vinto le elezioni, e’ chiamato ad affrontare una dura crisi economica che sta aggravando disoccupazione e poverta’.
MICHELE GIORGIO
Roma, 25 gennaio 2012, Nena News – C’è la crisi economica, che sta aggravando povertà e disoccupazione nel paese, tra le sfide che l’Egitto deve affrontare mentre la «rivoluzione del 25 gennaio» compie il primo anno. Una sfida difficile che i Fratelli musulmani (Fm), vincitori delle elezioni politiche, non hanno ancora chiarito come intendono risolvere quando formeranno il loro governo. «Il programma del partito dei Fm (Libertà e Giustizia), si limita a proporre una ricetta economica liberista, non molto diversa da quella che applicavano i ministri del passato regime – spiega al manifesto Marwa Hussein, esperta di economia per il giornale al Ahram – Non abbiamo appreso di soluzioni concrete per il rilancio di una economia depressa a causa della recessione mondiale e per le forti tensioni successive alla rivoluzione». D’altronde ben poco hanno fatto per contenere la crisi la giunta militare al potere e i governi che si sono succeduti dalla caduta del raìs Hosni Mubarak. I dati sono parlano chiaro. Il Pil è cresciuto nel 2011 solo di un 1%. Gli investimenti dall’estero sono calati nettamente lo scorso anno (- 20%) ed erano già scesi del 50% nel biennio 2009-10 rispetto a quello precedente quando avevano superato i 13 miliardi di dollari. I capitali continuano a fuggire dal paese. La Banca centrale ha comunicato con allarme che le riserve di valuta estera sono passate dai 36 miliardi di dollari del 2010 ai 22 dello scorso ottobre. E le possibilità di invertire la tendenza sono limitate di fronte ad un drastico calo delle presenze turistiche che ha già causato la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro. In totale, secondo le statistiche ufficiali, sono 337mila gli egiziani che hanno perduto il lavoro nel 2011 e la disoccupazione ufficiale è salita all’11,9% dall’8,9% del 2010. Continua a leggere
Maikel Nabil, in carcere dall’aprile scorso con l’accusa di avere insultato le forze armate per quanto ha postato sul suo blog.
L’attivista copto era in carcere
da aprile. “Insulti verso l’esercito”
Rilasciato a un anno dalla rivolta
Il blogger copto Maikel Nabil, in carcere da aprile con l’accusa di insulto alle forze armate egiziane è stato rilasciato questa sera.
Intanto alla vigilia del primo anniversario della rivoluzione egiziana il capo del Consiglio supremo delle forze armate al potere nel Paese, generale Hussein Tantawi, fa un annuncio storico: “Ho preso la decisione di mettere fine allo stato di emergenza a partire dal 25 gennaio, ad eccezione di reati violenti”. La legge sullo stato di emergenza, infatti, era in vigore da 30 anni e consentiva restrizioni alle libertà pubbliche e processi in tribunali speciali. Continua a leggere
EGITTO:VITTORIA ISLAMISTA,AI RIVOLUZIONARI 7 SEGGI | NENA NEWS | NEAR EAST NEWS AGENCY.
La prossima settimana si festeggia l’anniversario della rivoluzione egiziana. Ma chi fu protagonista di quei giorni eccezionali, verra’ rappresentato in Parlamento da pochissimi deputati. Gli islamisti hanno il 70% dei seggi
Roma, 21 gennaio 2012, Nena News – I protagonisti della rivoluzione del 25 gennaio si preparano a festeggiare la prossima settimana in Piazza Tahrir l’anniversario della sollevazione contro il “faraone” Hosni Mubarak (ora sotto processo) con una manifestazione che si annuncia di massa. Ma i “rivoluzionari” non hanno molti motivi per essere allegri. La loro lista elettorale, Rivoluzione Continua, ha conquistato appena sette seggi nel nuovo parlamento egiziano. Celebrano invece gli islamisti che, almeno nella prima fase, non presero parte alla rivoluzione e che per molti giorni mantennero un atteggiamento ambiguo, in attesa di capire il destino di Mubarak. I Fratelli musulmani, i salafiti e il partito islamista centrista Wasat hanno conquistato 233 seggi, pari a circa il 75% del totale nella quota proporzionale, e 166 seggi attribuiti col maggioritario. Il partito liberale di destra Wafd e il Blocco egiziano si attestano al terzo e quarto posto rispettivamente con 36 e 33 seggi. Quindici seggi li hanno presi anche i “filul”, i fedelissimi dell’ex rais Mubarak, che nonostante restrizioni e boicottaggi alla fine sono riusciti, anche se in minima parte, a tornare nei banchi che avevano dovuto lasciare in tutta fretta dopo la rivoluzione. Lunedì mattina il nuovo parlamento si riunirà per la prima volta e la televisione egiziana inaugurerà un canale “La voce del popolo” che seguirà costantemente i lavori parlamentari. La nuova assemblea scegliera’ i cento membri della costituente incaricata di scrivere la nuova Costituzione. I Fratelli musulmani, che nomineranno gran parte dei cento membri, hanno gia’ preparato una bozza di Costituzione bozza che prevede un sistema misto parlamentare-presidenziale. Nena News
EGITTO: SINISTRA FRA LE URNE E LA PIAZZA | NENA NEWS | NEAR EAST NEWS AGENCY.
Le piazze d’Egitto continuano a rifiutare la normalizzazione del processo rivoluzionario. Ed è in queste piazze che la presenza della sinistra può ancora risaltare ed essere decisiva nelle prossime difficili sfide che attendono l’Egitto.
GENNARO GERVASIO*
Il Cairo, 18 gennaio 2012, Nena News – I risultati finali delle prime elezioni parlamentari dell’Egitto post-Mubarak non sono stati ancora annunciati, ma con solo settanta seggi all’incirca ancora da aggiudicare su 498, nei ballottaggi dell’ultimo turno e dove i risultati erano stati annullati per irregolarità, è chiara la fisionomia dell’Assemblea che si riunirà per la prima volta il prossimo 23 gennaio. Giustizia e libertà, il partito dei Fratelli musulmani, raggiungerà una maggioranza relativa di circa il 45%, seguito a distanza dal partito salafita el-Nur. Nel nuovo parlamento, la presenza della sinistra, come quella delle donne egiziane, sarà molto limitata. Difatti, la coalizione «la Rivoluzione continua», che presentava un programma spiccatamente di sinistra, dovrebbe ottenere una decina di seggi, mentre i due partiti di centro-sinistra, il vecchio Tagammu e il nuovo social-democratico, sono in posizione nettamente subordinata rispetto ai liberali con cui hanno formato l’alleanza del «Blocco egiziano», che dovrebbe raggiungere circa 40 deputati. Se si commette l’errore, come troppi commentatori occidentali continuano a fare, di ridurre la rivoluzione egiziana alla mera competizione elettorale, allora non si potrebbe parlare che di un vero disastro per la sinistra e per le altre formazioni che ambiscono a un cambiamento economico e sociale del paese, letteralmente devastato dall’applicazione selvaggia delle ricette neo-liberiste, insieme al processo di transizione politica. Se al parlamento toccherà un ruolo chiave nella prossima difficile fase della «transizione egiziana», finora contrassegnata dalla gestione a dir poco autoritaria del Consiglio supremo delle forze armate (Scaf nell’acronimo inglese), non c’è da sorprendersi che in questi giorni, ancora una volta, l’attenzione degli egiziani – media, politici, semplici cittadini – è però concentrata sulla piazza e sull’annunciata manifestazione di massa del prossimo 25 gennaio, che marcherà un anno dall’inizio della rivoluzione. Continua a leggere
Egitto, blogger laica lancia appello alle donne contro imposizione del velo
(Foto da Web, N.R.) La blogger egiziana Aliaa Magda El Mahdy, che suscitò scalpore per aver postato sul suo sito foto di nudo come provocazione contro l’integralismo islamico, ora rilancia. Aliaa, che si era dichiarata tra l’altro atea, ora ha promosso sul suo blog una mobilitazione contro l’imposizione del velo islamico. Ha invitato le donne cui è stato imposto il velo e che l’hanno tolto e quelle che vorrebbero toglierlo ad inviare le proprie foto, da pubblicare. Spronandole a raccontare le proprie storie personali, per trovare il coraggio di uscire dalla cappa di tradizionalismo. In molti paesi islamici, come emerge anche da questi racconti, il velo viene spesso imposto dalle famiglie alle giovani, oppure queste lo mettono per tradizione e per non essere escluse socialmente.
l’Unità.
È di due morti il bilancio dei violentissimi scontri, secondo quanto riferiscono fonti mediche, spiegando che si tratta di uno studente ventenne e di un ragazzino di 12 anni, uccisi a colpi di arma da fuoco. Al momento la piazza è controllata dai manifestanti.
Si tratta del secondo raid notturno nella piazza egiziana e arriva in un momento di forti critiche contro l’esercito al governo per l’eccessivo uso della forza contro i dimostranti pacifici. Dallo scoppio delle ultime violenze, iniziate venerdì scorso, sono infatti morte almeno 14 persone.
Egitto, violenti scontri in piazza Tahir Il bilancio è di 10 morti e 500 feriti – Nel Mondo – L’Unione Sarda.
E’ di almeno dieci morti il bilancio provvisorio degli scontri al Cairo in queste ore, secondo fonti mediche. I feriti sarebbero circa 500 secondo le stesse fonti. Il primo ministro egiziano, Kamal el Ganzouri afferma: “Non è una rivoluzione ma un attacco all’Egitto”.
Leggermente inferiori i bilanci di fonte ufficiale. Il ministero della sanità ha diffuso un comunicato secondo il quale i morti per gli incidenti di ieri sono otto ed i feriti 303. Ma medici, sia di ospedali cittadini, sia di quelli da campo allestiti intorno a piazza Tahrir sostengono che i morti sono almeno 10. Tutta l’area dei palazzi del parlamento e del governo è stata blindata con barricate e filo spinato dai militari. I violenti scontri si sono sviluppati dalla prima mattina di ieri nel centro del Cairo, davanti
alle sedi del parlamento e del governo, in una delle giornate più cruente delle proteste in Egitto dalla settimana di novembre in cui furono uccisi dalla polizia 42 dimostranti. Durante la giornata sono state annunciate più volte conferenze stampa di rappresentanti del governo, che poi non si sono tenute. Nessuno ha potuto precisare chi abbia sparato il colpo (o i colpi) mortale, ma nei blog è diffusa la convinzione che la responsabilità sia da attribuire ai militari. Nel frattempo il primo ministro egiziano, Kamal el Ganzouri, in una conferenza stampa trasmessa anche in tv sugli scontri di queste ore davanti al parlamento, afferma con sicurezza: “Non è una rivoluzione, ma un attacco all’Egitto”.































