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Egitto

Egitto, attore si finge donna per strada: “Mi sentivo sotto assedio per le molestie” – Il Fatto Quotidiano.

Waleed Hammad si è prestato a un esperimento per un programma tv. Truccato e vestito da ragazza (sia con velo che senza) ha ricevuto pesanti apprezzamenti o richieste di prestazioni sessuali. “Anche camminare per strada è uno sforzo”. Un autore: “Volevamo che un uomo si immedesimasse nell’altro sesso”

Cairo, un giorno qualunque. Una ragazza senza velo cammina per le trafficatissime strade della città. Nel suo breve tratto viene seguita da un uomo che mentre parla al telefono le chiede la tariffa per una prestazione sessuale. Passano pochi minuti e altri due ragazzi si accostano in auto e fanno dei complimenti pesanti. Seconda scena, una ragazza velata passeggia per le vie del centro della capitale egiziana. Anche in questa situazione diversi uomini si avvicinano alla donna e le sussurrano commenti osceni. Il tutto viene filmato dalle telecamere del canale egiziano OnTv, ma di fiction c’è ben poco perché le due donne sono in realtà un uomo, Waleed Hammad, un attore che si è prestato a un esperimento per il programma d’inchiesta “Awel el Khayt” (“Il primo filo”).  Continua a leggere

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Chiusa a tempo indeterminato la frontiera con Gaza dopo il rapimento di sette poliziotti egiziani. Morsi convoca i ministri, le tribù beduine si offrono come mediatori.

 


 

Roma, 17 maggio 2013, Nena News – Oggi la polizia egiziana ha chiuso il confine di Rafah con la Striscia di Gaza come forma di protesta per il rapimento di quattro poliziotti egiziani, catturati in Sinai mercoledì. Un funzionario della sicurezza ha detto alla stampa che la frontiera non sarà riaperta fino alla liberazione di quattro ufficiali. Il Ministero degli Interni di Gaza ha confermato la chiusura. Non passa nessuno, nemmeno funzionari dell’intelligence e militari.

Ieri un gruppo di uomini armati ha compiuto un agguato contro due minibus che viaggiavano nei pressi di Wadi al-Akhdar nella penisola del Sinai, catturando sette funzionari di polizia egiziani. Quattro di loro lavorano proprio al terminal di Rafah, mentre gli altri tre sono guardie di frontiera. Sembra che i rapitori abbiano chiesto alle autorità egiziane la liberazione di alcuni prigionieri. Continua a leggere

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Nena News Agency | 1 maggio. La lotta dei lavoratori egiziani.

Manifestazione di protesta dei lavoratori egiziani (Foto: Jadaliyya)di Anna Clementi. Roma, 01 maggio 2013, Nena News - “I lavoratori egiziani, i gruppi ed i movimenti politici che sostengono i diritti dei lavoratori e le richieste dei più poveri in generale, protesteranno non solo il Primo Maggio, ma anche nei giorni precedenti e successivi in molti governatorati, per far valere i propri diritti”. Con queste parole l’Unione Egiziana dei Sindacati Indipendenti ha annunciato manifestazioni e proteste che si concentreranno in particolare nella giornata di oggi, primo maggio, festa dei lavoratori.

Una marcia di protesta avrà inizio all’una di pomeriggio nel quartiere cairota di Sayda Zeinab e si dirigerà verso il Consiglio della Shura. Sarà una manifestazione per richiedere un piano contro la disoccupazione, per l’approvazione di leggi che assicurino l’indipendenza dei sindacati e per il diritto di protesta dei lavoratori.  “Ogni anno abbiamo le stesse richieste” ha spiegato Dalia Moussa, membro del Centro Egiziano per gli Studi Economici e Sociali (ECESR). “Richieste di base: stipendio minimo e massimo; incentivi per la ripresa delle attività di quelle industrie che son state costrette a chiudere; nuove opportunità per i lavoratori licenziati – ma non veniamo mai ascoltati”. Continua a leggere

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Rapporto presentato a Morsi da commissione speciale

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Roma, 11 apr. (TMNews) – Non solo la polizia ma anche le forze armate sarebbero state responsabili di rapimenti, torture ed esecuzioni sommarie degli oppositori del regime del deposto presidente egiziano Hosni Mubarak durante la primavera araba nel 2011. Lo scrive oggi il quotidiano britannico The Guardian, sulla base della visione di un rapporto circostanziato, presentato da una speciale commissione istituita dal presidente in carica Mohammed Morsi.

Un capitolo di questo rapporto documenta una lunga lista di crimini compiuti dai soldati dell’esercito contro i civili, a cominciare dai primi giorni del loro dispiegamento nelle strade egiziane. Nel capitolo in questione viene espressa la raccomandazione che il governo indaghi ai livelli più alti dei vertici militari, per determinarne le responsabilità.

Durante i 18 giorni centrali della rivolta, oltre 1.000 persone, inclusi diversi detenuti, sono “scomparsi”, per poi ricomparire cadaveri negli obitori.

Il rapporto accrescerà la pressione su Morsi, che ha assunto anche la guida delle Supremo Consiglio delle Forze armate egiziane.

Egitto/ Anche esercito coinvolto in torture ed esecuzioni.

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Ma in Egitto i comici finiscono in carcere | mello blog.

«Possiamo dire che in Italia è in corso una rivoluzione come in Egitto, forse più grande di quella?». «Assolutamente sì, perché in Egitto forse rimpiangono Mubarak?». Questa la risposta data da Beppe Grillo in un’intervista a Metro.

A Beppe, sempre bravo nei suoi proclami, andrebbe però ricordato come è andata a finire la “Primavera araba” in Egitto. Gli interesserebbe sapere, magari, che la nuova Costituzione egiziana, promulgata (dopo un referendum molto contestato) nel dicembre del 2012 dal presidente Morsi, legato ai Fratelli Mussulmani ed eletto dal nuovo Egito post-Mubarack, ha ricevuto innumerevoli critiche da parte di associazioni per i diritti umani in quanto, per esempio, non riconosce la supremazia del diritto internazionale in tema di diritti umani. Continua a leggere

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Che è complicato anche scriverle due righe di commento a quest’articolo…le parole di Talaat Abdullah, praticamente un appello alla manetta libera, sembrano parlare direttamente a quel che nei tempi di Mubarak si chiamava la Baltagheyya, e che non credo proprio abbia cambiato nome. I fedelissimi, le squadracce pronte a difendere l’ordine costituito e il potere, quelle della battaglia dei cammelli, delle violenze, degli omicidi durante gli attacchi, dei ripetuti stupri degli ultimi mesi alle attiviste e militanti delle piazze del paese.
Con lo scontro tra polizia e esercito che s’è palesato a Port Said al suon dei proiettili che volavano, ci mancava anche un’ufficiale deligittimazione delle forze armate e d’ordine pubblico per “armare i fedelissimi”.E’ la risposta alla risposta popolare di queste settimane, la risposta alle sentenze, le grandi lotte operaie che iniziano a conoscere oltre allo sciopero e all’autorganizzazione anche l’autogestione dei posti di lavoro.
Un laboratorio di repressione si struttura, per rispondere all’immenso laboratorio rivoluzionario che è l’Egitto

Sta suscitando un ampio dibattito sulla stampa la dichiarazione rilasciata domenica dal Procuratore generale egiziano, Talaat Abdullah, per il quale i cittadini hanno il diritto di arrestare chi trasgredisce la legge.

Port Said, 7 marzo 2013

“Il Procuratore generale incoraggia tutti i cittadini ad esercitare il diritto assegnato loro dall’articolo 37 della legge di procedura penale dell’Egitto emesso nel 1950 – si legge nel comunicato diffuso dalla Procura – di arrestare chiunque sia trovato a commettere un crimine e consegnarli al personale delle forze di sicurezza”. Continua a leggere

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Egitto 21 tifosi condannati a morte  Port Said in rivolta   2 morti

E’ di almeno due morti e 65 feriti il bilancio provvisorio degli scontri scoppiati al Cairo dopo la sentenza che ha confermato in appello 21 condanne a morte per le violenze allo stadio di Port Said del primo febbraio 2012, in cui ci furono 74 morti. La prima vittima e’ stata uccisa da un colpo d’arma da fuoco mentre la seconda e’ deceduta asfissiata dai gas lacrimogeni sparati dalla polizia per disperdere i manifestanti a piazza Tahrir. Tifosi della squadra cairota dell’Al-Ahly hanno dato alle fiamme il circolo della polizia nella capitale egiziana. Grandi colonne di fumo sono state viste levarsi dall’isola di Zamalek dopo l’assalto al circolo. La sentenza finale per le violenze di Port Said ha condannato due alti ufficiali della polizia a 15 anni a testa per non avere aperto i cancelli d’uscita dello stadio, impedendo cosi’ la fuga dei tifosi dell’Al-Ahly, molti dei quali morirono nella ressa. (AGI) .
Egitto: 21 tifosi condannati a morte, Port Said in rivolta, “2 morti”.

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Gruppi di tifosi danno fuoco alla sede della Federcalcio. Carri armati e blindati nelle strade del Cairo. Bloccato anche il canale di Suez. Stato di emergenza in Sinai: «Possibili attacchi jihadisti»  A fuoco la sede della federcalcio al Cairo. Gruppi di tifosi bloccano lo stretto di Suez. Nel Sinai proclamato lo stato di emergenza La sentenza sulla strage allo stadio (pena capitale per 21 persone) scatena violente reazioni. Carri armati e blindati nelle strade della capitale. Il caso al vaglio del Gran Muftì. – Tensioni senza fine

Foto: la rabbia

Si è scatenato il caos, in Egitto, dopo che un tribunale del Cairo ha confermato in appello 21 condanne a morte per le violenze allo stadio di Port Said del primo febbraio 2012, in cui ci furono 74 morti, e ha inflitto agli altri 52 imputati pene che vanno da un anno di carcere all’ergastolo, con qualche assoluzione. La sentenza era molto attesa dopo le violenze innescate dalla precedente sentenza di fine gennaio nella città sul canale di Suez, ormai apertamente in rivolta contro il governo islamista del presidente Mohamed Morsi. Le condanne a morte sono ancora sottoposte al vaglio del Gran Muftì, che normalmente avalla le decisioni dei tribunali ma in questo ha chiesto più tempo per esaminare il caso.    Continua a leggere

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