L’americano che dà la caccia ai diamanti sporchi di Mugabe – LASTAMPA.it.
Minatori nel sito di Marange, nell’est dello Zimbabwe: i diamanti si trovano vicino alla superficie e attirano i ricercato
Brooks-Rubin, consigliere
della Clinton: “Stragi
per sfruttare le miniere”
CORRISPONDENTE DA NEW YORK
Il traffico illegale dei diamanti ottenuti con lo sfruttamento e la violenza passa attraverso Zimbabwe, Costa d’Avorio e Venezuela e l’amministrazione Obama è impegnata ad aggredirlo con un’operazione su più fronti: dalle pressioni diplomatiche agli incontri con i venditori nei retrobottega del Distretto dei Diamanti di Manhattan. Al centro di quest’operazione c’è un ufficio ad hoc del Dipartimento di Stato guidato da Brad Brooks-Rubin, consigliere speciale di Hillary Clinton, impegnato in questi giorni a New York in un porta a porta con i venditori più importanti di preziosi.
«Non è un lavoro facile – ammette, quando lo incontriamo nella sede del Foreign Press Center – perché mentre l’industria ufficiale ha interesse a cooperare, in quanto un diamante senza ombre è più facile da vendere, c’è n’è invece un’altra che si muove nell’illegalità» e opera senza scrupoli. Per seguire le tracce dei «diamanti generati da conflitti» Brooks-Rubin ha a disposizione una task force di specialisti e investigatori che negli ultimi tempi si sta interessando soprattutto di Zimbabwe e in particolare del Marange, una regione orientale ai confini nel Mozambico «dove nel 2006 sono stati scoperti importanti giacimenti di diamanti» stravolgendo gli equilibri mondiali fra Paesi produttori. Continua a leggere
TMNews – Costa Avorio/ Partito Gbagbo: Colpo di stato grazie a francesi.
“Ma non regola problemi di legittimità né di costituzionalità”

Abidjan, 13 apr. (TMNews) – Il partito di Laurent Gbagbo ha denunciato ieri “un colpo di Stato perpetrato dall’esercito francese”, nel giorno dell’arresto dell’ex presidente ivoriano, ed ha invitato il nuovo capo di stato Alassane Ouattara a rinunciare a “qualsiasi caccia alle streghe”. “Ribadiamo che c’è stato un colpo di Stato perpetrato dall’esercito francese”, ha dichiarato Pascal Affi N’Guessan, uno dei leader del Fronte popolare ivoriano (FPI). “Condanniamo questa operazione che mira a imporre con la forza Ouattara e che non regola alcun problema, né quello della legittimità, né quello della legalità costituzionale”, ha proseguito.
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Gbagbo catturato nel bunker di Abidjan arrestato dalle forze del rivale Ouattara – Repubblica.it.
Blindati ed elicotteri hanno preso d’assalto la residenza del leader uscente ivoriano, da giorni asserragliato nel suo palazzo. E’ stato poi condotto al quartier generale del suo rivale, appoggiato dalla comunità internazionale
ABIDJAN – Il presidente uscente della Costa D’Avorio Laurent Gbagbo è stato arrestato dalle forze del capo di stato Alassane Ouattara e condotto, insieme alla moglie Simone, al Golf Hotel, quartier generale del presidente riconosciuto dalla comunità internazionale. Lo ha precisato l’ambasciatore francese ad Abidjan, Jean-Marc Simon, smentendo che l’arresto sia stato eseguito dalle forze speciali francesi, come riferito in precedenza da diversi media.
Diversi tank sono entrati oggi nella residenza di Gbagbo ad Abijdan, capitale economica del Paese, dove da giorni si era asserragliato. I numerosi tentativi di arrivare ad un accordo per la sua resa, nelle ultime settimane, non sono andati a buon fine 1.
Il ministero della difesa francese, citato da Le Monde, ha precisato che le forze di Ouattara hanno operato l’arresto con il sostegno della missione Onu e di quella francese Licorne. Continua a leggere
Costa d’Avorio, sotto attacco Ouattara – Top News – ANSA.it.
(ANSA)-ABIDJAN, 9 APR – Il Golf Hotel di Abidjan, quartier generale del presidente riconosciuto dalla comunita’ internazionale Alassane Ouattara, e’ stato attaccato stasera dalle forze del presidente uscente Laurent Gbagbo. E’ la prima volta che l’Hotel viene attaccato direttamente dall’inizio della crisi ivoriana. I caschi blu dell’Onu,schierati a difesa dell’ Hotel, hanno risposto stasera ai colpi di cannone e di armi leggere sparati contro l’edificio.
Quotidiano Net – Costa d’Avorio, attaccata la residenza dell’ambasciatore francese.
Colpi di mortaio e razzi contro la casa di Jean Marc Simon, diplomatico transalpino. Come ritorsione elicotteri dell’Eliseo hanno bo0mbardato il bunker di Gbagbo
Abidjan, 9 aprile 2011 - La residenza dell’ambasciatore francese in Costa D’Avorio, Jean Marc Simon, e’ stata attaccata con colpi di mortaio e razzi, secondo quanto riferito da fonti francesi che accusano dell’attacco i fedelissimi di Laurent Gbagbo.
Come ritorsione, gli elicotteri della missione francese Licorne hanno bombardato la residenza di Gbagbo che e’ adiacente alla casa dell’ambasciatore.
ONU: NON FAREMO MORIRE DI FAME GBAGBO – Le Nazioni Unite si rifiutano di essere implicate nella strategia che mira “a tagliare i viveri” al presidente ivoriano uscente Laurent Gbagbo, rifugiato nella residenza presidenziale a Abidjan. Lo ha detto un alto responsabile dell’Onu. Le forze delle Nazioni Unite in Costa d’Avorio non hanno alcun mandato per “tagliare i prodotti alimentari ad alcuno”, ha ribadito il capo delle operazioni di mantenimento della pace dell’Onu Alain Roy.
Gli uomini fedeli ad Alassane Ouattara, il presidente ivoriano riconosciuto dalla comunità internazionale, che cingono d’assedio la residenza presidenziale dove si trova Gbagbo, hanno proposto di bloccare i rifornimenti al presidente per costringerlo a consegnarsi.
La guerra della cioccolata decisa dalle multinazionali – LIBERAZIONE.IT.
fotografia web da redazione N.R.
Il Fatto Quotidiano.
NEW YORK – Non ha fatto notizia come la Libia, ma il conflitto in Costa d’Avorio potrebbe avere conseguenze più devastanti che rischiano di essere trascurate dall’opinione pubblica mondiale. Da giorni il contestato leader del Paese africano, Laurent Gbagbo, un tempo alleato di Francia e Occidente, si è asserragliato nel suo palazzo, nella città di Abidjan, rifiutandosi di lasciare il potere.
Anche se Onu e Unione africana hanno riconosciuto il suo avversario, Alassane Outtara, come legittimo vincitore delle elezioni dell’anno scorso, Gbagbo è rimasto dov’è. Non solo: ha cominciato ad usare il pugno di ferro contro chi protestava, senza compromessi. Proprio come il leader libico Muammar Gheddafi.
I ribelli di Outtara, non meno sanguinari del presidente che si aggrappa al potere, hanno preso il controllo di quasi tutto il Paese con un blitz breve ed efficace, grazie all’appoggio della Francia, ex potenza coloniale in Costa d’Avorio. Continua a leggere








