Bahrein: manifestanti im piazza contro il re.

BAHRAIN: VIGILIA TESA PER ANNIVERSARIO RIVOLTA | NENA NEWS | NEAR EAST NEWS AGENCY.
Negli ultimi giorni polizia e servizi segreti sono tornati ad usare il pugno di ferro contro la «primavera nel Golfo» che la comunità internazionale finge di non vedere. Sabato scorso è stata arrestata ed espulsa l’attivista palestinese-americana Huwaida Arraf
MICHELE GIORGIO
Roma, 13 febbraio 2012, Nena News – Si aggrava la situazione in Bahrain. Le forze di sicurezza della monarchia (assoluta) appoggiate dalle truppe saudite, entrate nel paese un anno fa, sono impegnate ad impedire, con il pugno di ferro, le iniziative del movimento popolare per democrazia e diritti. Iniziative che culmiranno domani in una manifestazione a Manama di migliaia di bahraniti per il 14 febbraio, anniversario della rivoluzione repressa nel sangue (un mese dopo). Gli attivisti bahraniti intendono dare vita ad una tendopoli per chiedere l’elezione di un parlamento «vero». Richiesta già respinta dalla monarchia che non vuole cedere i suoi poteri ma attuare solo cambiamenti cosmetici. La mano pesante dei servizi di sicurezza del re sunnita Hamad al Khalifa – che regna su una maggioranza formata da sciiti – si fa sentire anche sugli stranieri. Negli ultimi giorni diversi reporter e attivisti dei diritti umani sono stati respinti all’arrivo all’aeroporto di Manama. Sabato due straniere, l’avvocato palestinese americana Huwaida Arraf e Radhika Sainath – entrambe attive con “l’International solidarity movement” nei Territori occupati palestinesi -, sono state arrestate nei pressi della Standard Chartered Bank di Manama (il fermo è stato filmato e messo in rete http://yfrog.com/nfzg5z) mentre partecipavano ad una manifestazione pacifica. Arraf e Sainath, espulse ieri mattina, si trovavano in Bahrain per partecipare come monitors alle attività della “Witness Bahrain initiative”. Testimoni hanno riferito che le due donne sono state state circondate dagli agenti e percosse prima di essere spinte con la forza nelle jeep della polizia. Sabato sera le autorità hanno anche oscurato il sito della “Witness Bahrain initiative” (http://www.witnessbahrain.org ) e altri media legati alle proteste popolari. Continua a leggere
BAHRAIN: UNA PRIMAVERA ARABA CHE NON FA NOTIZIA | NENA NEWS | NEAR EAST NEWS AGENCY.
Il 14 febbraio di un anno fa migliaia di bahraniti si riunirono in Piazza della Perla per chiedere riforme, democrazia e la fine delle discriminazioni tra sunniti e sciiti. La protesta pacifica venne repressa con l’aiuto delle truppe saudite. Ma la mobilitazione prosegue nell’indifferenza internazionale.
MICHELE GIORGIO
Roma, 08 febbraio 2012, Nena News – Fadhila al Mubarak è libera. Erano in 10mila ieri ad aspettare, fuori dal carcere, la famosa artista bahranita rimasta in cella per mesi perchè colpevole di ascoltare in macchina una canzone che invitava la popolazione a sollevarsi contro la famiglia reale degli al Khalifa. Un’accoglienza trionfale che si è trasformata in un giorno di festa dando coraggio e determinazione al movimento per le riforme e la democrazia – in gran parte formato dagli sciiti discriminati dalla minoranza sunnita al potere – che domenica scorsa ha avviato un programma di raduni e sit-in in sfida alla polizia e alle truppe saudite, entrate nel paese poco più di un anno fa per aiutare a reprimere la rivolta contro l’alleato monarca assoluto Hamad al Khalifa. Si avvicina il 14 febbraio, anniversario delle prime proteste contro il re in Piazza della Perla a Manama, disperse con violenza dalle forze di sicurezza grazie all’intervento decisivo dei mezzi corazzati sauditi. Furono giorni di sangue per questo piccolo arcipelago con meno di un milione di abitanti (di fatto un protettorato di Riyadh) che ospita la base della V Flotta americana ed è un alleato fondamentale di Washington nella guerra non dichiarata all’Iran. Continua a leggere
Bahrein: il regime annuncia riforme.

DUBAI – Il dittatore del Bahrein, Hamad Ben Issa al-Khalifa, ha annunciato domenica una riforma costituzionale limitata che allarga i poteri legislativi del Parlamento, ma che e’ gia’ stata giudicata insufficiente dall’opposizione. In un discorso trasmesso dalla televisione nazionale, al-Khalifa ha affermato che queste riforme si sono basate sulle raccomandazioni presentate a fine luglio da un forum di dialogo nazionale, contestato dall’opposizione.
Bahrain: fonti ospedaliere, monarchia ruba organi martiri rivoluzione.

MANAMA – Fonti ospedaliere del Bahrain, paese dove sono in corso violentissime repressioni contro la gente insorta contro la monarchia, testimoniano che gli organi dei protestanti uccisi negli scontri o morti nelle prigioni per le torture vengono espiantati e venduti per ordine della monarchia.

MANAMA – Secondo quanto riferito dal sito al-Alam che cita Al-Wefaq, il più grande blocco d’opposizione del Bahrain, gli abitanti di al-Sattrah hanno parteciapto ieri ai funerali di Ali Yousef Badah al-Satravi, il 16 enne che e’ stato “massacrato” dai gendarmi della monarchia al-Khalifa.
Majid Milad, segretario di al-Wefaq, ha spiegato come il conducente del veicolo militare abbia deliberatamente investito il giovane, causando la sua morte. L’incidente ha avuto luogo venerdi’ nel villaggio al-Jafir dove era in corso una protesta anti-governativa. “Era buio e l’auto andava oltre 100 chilometri orari con fari spenti,” – ha proseguito Milad – “era ovvio che volevano colpire i dimostranti”. In base alle testimonianze locali, 4 persone sono state investite; i primi tre ce l’hanno fatta. Solo lievi fratture per i feriti ma il quarto, il giovane Ali Yousef, ha perso la vita. “Non hanno risparmiato neanche il suo corpo senza vita”, ha aggiunto “lo hanno schiacciato ripetutamente contro il muro. “E’ stato orribile. Il suo cadavere e’ stato mutilato tanto che per portarlo all’obitorio hanno dovuto usare una sacca per raccogliere membri”. “Nonostante la brutalita’ e la violenza, il popolo del Bahrain continuera’ la sua lotta fino alla caduta di questo regime oppressore”, ha concluso Milad.
Bahrain, nuova manifestazione a Manama contro regime al-Khalifa.
MANAMA – Migliaia di persone in Bahrain hanno manifestato nella capitale Manama, chiedendo le immediate dimissioni del regime al-Khalifa. I dimostranti, per la maggior parte sciiti, sventolavano le bandiere bianche e rosse del Bahrain mentre hanno sfilato su un percorso di sei chilometri nel nord della città. Gli attivisti denunciano il regime di continuare le repressioni della protesta anche dopo che un rapporto, autorizzato dalla stessa monarchia, ha riscontrato abusi da parte delle autorità. I manifestanti hanno anche chiesto che i poliziotti ritenuti colpevoli delle uccisioni di oltre 35 dimostranti vengano processati.
Bahrain: Onu chiede il rilascio di tutti i detenuti politici.

Fars News Agency :: Al-Khalifa Police Suppress Protesters in Manama.
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Hundreds of protesters gathered outside the Bahraini labor ministry on Thursday to voice their demand, while police and security forces cracked down on hundreds more of demonstrators who attempted to protest alongside a highway leading to the capital Manama. The clashes follow 10 months of the monarchy’s suppression of peaceful protests. Thursday’s clashes erupted near the town of Diraz and other opposition stronghold villages west of the capital, Manama. Riot police were seen chasing protesters away from entrances to the key highway and back into the villages and communities that line the road. Online activists have issued calls on Twitter and other social media for protesters to occupy the highway, seeking to maintain momentum for protests in the strategically important Persian Gulf nation that hosts the US Navy’s 5th Fleet. Hundreds of protesters, some waving red and white Bahraini flags, were seen along the side of the highway when the clashes broke out in the afternoon. Witnesses described a heavy police presence in the area ahead of the protest, with security forces dressed in riot gear and helicopters hovering low overhead. The highway connects a string of villages west of Manama. It leads to a junction that is roughly half a kilometer (a quarter of a mile) south of Manama’s Pearl Square, where this year’s uprising originated. Continua a leggere |
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Fars News Agency :: Syrian MP Calls on Arab League to Push for Reforms in S. Arabia, Bahrain.
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“The Arab League should present a plan for the spread of democracy in Kuwait, Bahrain and Saudi Arabia,” Mohammad al-Habash told FNA on Saturday. Reminding the Arab League of its responsibilities for promoting democracy in all Arab countries, he said that Bahrain, Kuwait and Saudi Arabia are on the verge of political and social unrests and they should reform their infrastructures, and the AL should make a move in this regard. His remarks came after the rights group Amnesty International accused Saudi Arabia of launching a new wave of repression in the oil-rich Persian Gulf Kingdom to counter anti-government protests inspired by the ‘Arab Spring’ uprisings sweeping the region. In a 73-page report published on its website on Thursday, Amnesty said the last nine months had seen a new wave of repression in Saudi Arabia as the authorities there crackdown down on protesters and reformists. The report entitled “Saudi Arabia: Repression in the Name of Security,” the London-based rights watchdog noted that hundreds of people had been arrested in the Kingdom for demonstrating against the government demanding political and social reforms as well as the release of hundreds detained without charges. It added that the Saudi government had also drafted an anti-terror law that would effectively criminalize dissent as a “terrorist crime,” adding that such a law would take away the legal rights from those accused of such offenses as it allows their extended detention without charges or trial. “Peaceful protesters and supporters of political reform in the country have been targeted for arrest in an attempt to stamp out the kinds of call for reform that have echoed across the region,” Amnesty International’s interim Middle East and North Africa Director Philip Luther said. “While the arguments used to justify this wide-ranging crackdown may be different, the abusive practices being employed by the Saudi Arabian government are worryingly similar to those which they have long used against people accused of terrorist offenses,” he added. Continua a leggere |
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