Kabul, la sede Usa chiusa e blindata L’ira degli afghani dopo il rogo del Corano – Repubblica.it.
Una persona è morta e almeno 21 sono rimaste ferite da colpi di arma da fuoco durante le violente manifestazioni. In fiamme un compound riservato a contractor stranieri. E la folla urla: “Morte agli americani”
KABUL – L’ambasciata americana in Afghanistan è stata chiusa e lo staff è rimasto bloccato al suo interno a causa delle violente manifestazioni a Kabul per protestare contro le copie del Corano bruciate ieri nella base Usa a Bagram. A Jalalabad una persona è morta e almeno 21 sono rimaste ferite da colpi di arma da fuoco durante le violente manifestazioni. Lo ha reso noto un medico dell’ospedale, assicurando di aver visto il corpo all’ospedale. “Si tratta – ha detto – di un giovane che partecipava alla manifestazione”.
La polizia afghana ha però smentito di aver sparato sulla folla. A Kabul i manifestanti hanno dato fuoco ad un compound riservato a contractor stranieri. Secondo un testimone le fiamme hanno danneggiato parte della guesthouse nel complesso del Green Village, dove vivono e lavorano 1.500 contractors stranieri.
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Tre militari italiani morti in un incidente in Afghanistan – Cronaca – ANSA.it.
Un blindato si ribalta nell’attraversare un fiume
di Manuel Navarro Escobedo*
Dalla sanguinante invasione degli Stati Uniti nel 2001, Afganistan ha incrementato le sue colture di papaveri, dal cui frutto si estrae l’oppio che genera il 90% della produzione mondiale della droga. La cifra si è tradotta in più di 6400 tonnellate di papaveri nel 2011, 10 chili corrispondono ad un chilo di eroina, e mantiene il paese islamico al primo posto a livello mondiale, mentre gli occupanti distruttori del paese pretendono una condizione simile però nei confronti del commercio, del consumo e dei crimini vincolati con il narcotraffico. Questo aumento risulta allarmante rispetto al 2004 in cui questa nazione ha prodotto quasi 800 tonnellate, che secondo le statistiche dell’ONU hanno rappresentato il 21% di meno riguardo al 2003. Invece, i loro antichi rivali per quanto riguarda le coltivazioni nel cosiddetto Triangolo Dorato, cioè Laos e Tailandia hanno cambiato le loro semine per colture alternative, e Myanmar sta per sradicarle completamente. La diminuzione osservata si è raggiunta dopo l’applicazione da parte dell’amministrazione dei talibani della Sharia (legge islamica), che da la pena di morte ai produttori, ai consumatori ed ai trasportatori della droga. Continua a leggere
Fars News Agency :: FM Reiterates Importance of Restoring Peace in Afghanistan after US Pullout.
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Salehi highlighted the significance of restoring peace and stability in Afghanistan after the withdrawal of the US and NATO forces from the war-torn country in 2014, saying Tehran, Islamabad and Kabul are holding constant consultations to take proper steps in this regard. Salehi also stressed the importance of bolstering trilateral cooperation among Iran, Pakistan and Afghanistan to promote peace and stability in the region. Salehi arrived in the Pakistani capital of Islamabad on Thursday ahead of a two-day tripartite summit due to open on Friday in the presence of Iran’s President Mahmoud Ahmadinejad and his Afghan and Pakistani counterparts Hamid Karzai and Asif Ali Zardari. The meeting of the three presidents would play a key role in promoting peace, stability, security and prosperity among the regional nations, the Iranian minister said upon his arrival in Islamabad. He added that issues pertaining to regional developments, particularly security and stability, and ways to expand economic relations are top on the agenda of the summit. |
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Eldorado Afghanistan per Finmeccanica : OSSERVATORIO AFGHANISTAN.
Lyra 10 – fotografia da web della redazione N.R.
Afghanistan: ipotesi fine missione combattimento Usa in anticipo.

KABUL -Washington sembra aver colto di sorpresa il governo di Kabul, dopo aver annunciato che sta valutando la possibilità di terminare la missione di combattimento in Afghanistan prima di quanto previsto, mentre un rapporto segreto ritiene i talebani sicuri di poter riprendere il controllo del paese. Ieri il segretario Usa alla Difesa, Leon Panetta, ha detto che gli Usa metteranno fine alle operazioni “combat” prima della fine del 2013.
“Una decisione di anticipare la fine delle operazioni di un anno getta all’aria l’intero piano di transizione. La transizione era stata pianificata in previsione di una tabella di marcia, e questo fa accelerare tutti i nostri preparativi”, ha detto oggi un alto dirigente della sicurezza afghana, che preferisce restare anonimo perché non è stato autorizzato a parlare della questione. “Se gli americani si ritirano dal combattimento, ciò avrà certamente un effetto sulla nostra prontezza e sul nostro addestramento, e sull’equipaggiamento della forza di polizia”, ha detto l’ufficiale, aggiungendo che il governo afghano non era stato informato delle modifiche al piano. Gli Stati Uniti, che hanno guidato l’invasione dell’Afghanistan nel 2001, avevano annunciato in precedenza che avrebbe posto fine alla gran parte delle operazioni di combattimento entro la fine del 2014. Continua a leggere
Il Riformista.
Il presidente afgano: “Noi siamo pronti”
Il presidente afgano: “Noi siamo pronti”
Roma, 23 gen. (TMNews) – Il presidente afgano Hamid Karzai, che dopodomani sarà in visita a Roma, non teme l’eventualità di un ritiro anticipato delle forze Nato dall’Afganistan rispetto al termine previsto del 2014. “Se il processo viene accelerato e il ritiro avviene prima, non c’è problema. Noi siamo pronti”, dice in un’intervista al Corriere della Sera. “Se viene completato nel tempo deciso, va bene lo stesso”, prosegue Karzai. “Il popolo afgano non perderà le conquiste ottenute. Non sono preoccupato da un ritorno dei talebani con le armi. Se torneranno grazie al processo di pace, sono i benvenuti”. Karzai non è neanche preoccupato dall’ipotesi che europei e americani, in difficoltà per la crisi economica, potrebbero ridurre il numero di poliziotti e soldati afgani da addestrare prima del ritiro: “L’importante – afferma – è raggiungere la pace. In quel caso, non serve un grande esercito. Dobbiamo rimanere con le forze di sicurezza che possiamo permetterci, non vogliamo che i contribuenti italiani paghino gli stipendi ai nostri agenti o militari per sempre”.
Afghanistan: video choc, truppe canadesi fanno esplodere casa afghana per divertirsi + VIDEO.
KABUL – Un video appena postato sul web mostra i soldati canadesi, stanziati in Afghanistan, che fanno saltare in aria l’abitazione di un contadino afghano solo per “divertirsi”. Non si sa, per ora, dove e quando l’incidente ha avuto luogo. Un altro video, diffuso sulla rete all’inizio di questo mese, ha mostrato quattro militari del corpo dei Marines statunitensi urinare su tre cadaveri insanguinati in Afghanistan (ci sono diverse possibilità che i corpi fossero di tre guerriglieri talebani uccisi al termine di un’operazione). Il filmato ha già fatto il giro del mondo. Il presidente afghano Hamid Karzai manifestando la propria indignazione ha chiesto a Washington di punire i colpevoli. “Questo atto da parte dei soldati americani è semplicemente disumano e va condannato nei termini più forti possibili. Chiediamo al governo degli Stati Uniti di indagare urgentemente sul fatto ed applicare le punizioni più severe nei confronti degli autori di questo crimine”, ha detto Karzai in un comunicato. Dura condanna alla profanazione dei cadaveri musulmani e’ stata espressa anche dal gruppo ‘American-Islamic Relations’ che si occupa per i diritti civili negli Usa. la In una lettera al Segretario alla Difesa americano, Leon Panetta, il gruppo ha esortato la punizione di coloro che sono stati coinvolti nella faccenda.
Mondo – Afghanistan, Sarkozy sospende le operazioni| mondo| Il SecoloXIX.
Parigi – «Tutte le operazioni di formazione e addestramento al combattimento dell’esercito francese sono sospese»: ha reagito così, il presidente Nicolas Sarkozy, davanti al corpo diplomatico riunito all’Eliseo, dopo avere confermato la morte di altri quattro soldati francesi in Afghanistan, uccisi da un combattente afghano.
«L’esercito francese è al fianco dei suoi alleati – ha detto Sarkozy – ma non possiamo accettare che uno solo dei nostri soldati sia ucciso o ferito dai nostri alleati. È inaccettabile, e io non lo accetterò»: il capo dell’Eliseo ha aggiunto che il ministro della Difesa, Gerard Longuet, e il capo di Stato maggiore delle forze armate, l’ammiraglio Edouard Guillaud, andranno «immediatamente» in Afghanistan. Continua a leggere
Da Sarkozy a Prodi, passando per l’Afghanistan e per la Cina.

Ci sono morti e morti. Se i morti muoiono in Afghanistan e sono italiani, un po’ di cordoglio basta e avanza. Se poi la notte prima c’è il Bunga-Bunga, la mattina dopo Berlusconi è stanco e non va neppure ai funerali. Se i morti invece sono francesi allora la questione cambia: Sarkozy spedisce il ministro della Difesa e il capo di Stato Maggiore a Kabul per verificare se ci sono ancora le condizioni di sicurezza. Come se la parola sicurezza e la parola guerra potessero stare nella stessa frase. E infatti, di questi tempi in cui non si può più nemmeno tirare una sberla a un bambino, nemmeno se si chiama Erika e colleziona coltelli da cucina, per indorare la pillola non la chiamano guerra, ma “missione di pace“. Loro non ce l’hanno mica con nessuno. Cioè, vogliono solo ottenere la pace. E come la ottengono? Con la guerra, certo. Ma allora dov’è la differenza? Tutte le guerre sono finalizzate ad ottenere la pace: infatti si fa una guerra per vincerla e creare una nuova pace dove i vincitori fanno quel cazzo che vogliono e gli sconfitti subiscono senza rompere i coglioni.
Oggi, quindi, Sarkozy ha deciso che vuole verificare se può continuare a fare la guerra senza ‘ste rotture di palle dei nemici. Altrimenti molla. Sembrerebbe davvero un controsenso. Ma forse è una scusa. Forse il suo problema è che ha la prima spesa militare della UE a 26 paesi (cioè senza il Regno Unito), con 59,3 miliardi di dollari nel solo 2010. Per i francesi, fanno 915$ a testa. Non male, in un momento storico dove le agenzie di rating hanno fatto passare la voglia di ridere perfino a lui, perché è il prossimo in lista dopo l’Italia.
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Un soldato afghano uccide 4 francesi Sarkozy: stop alle operazioni militari- LASTAMPA.it.
Nicolas Sarkozy
L’annuncio a sorpresa di Parigi: “Sospendiamo le azioni militari”. Ora possibile un ritiro anticipato
Ma la Nato: la missione continua
«Tutte le operazioni di formazione e addestramento al combattimento dell’esercito francese sono sospese». Ha reagito così il presidente Nicolas Sarkozy, davanti al corpo diplomatico riunito all’Eliseo, dopo aver confermato la morte di altri quattro soldati francesi in Afghanistan, uccisi da un soldato di quel Paese.
«L’esercito francese è al fianco dei suoi alleati – ha detto Sarkozy – ma non possiamo accettare che uno solo dei nostri soldati sia ucciso o ferito dai nostri alleati. È inaccettabile e io non lo accetterò». Il capo dell’Eliseo ha aggiunto che il ministro della Difesa, Gerard Longuet, e il capo di stato maggiore delle forze armate, ammiraglio Edouard Guillaud, si recheranno «immediatamente» in Afghanistan. Ma Sarkozy si è spinto oltre, evocando anche l’eventualità di un ritiro anticipato delle truppe francesi, che hanno patito finora la morte di 82 soldati dall’inizio del dispiegamento della forza internazionale, alla fine del 2001: «Se le condizioni di sicurezza non sono chiaramente ristabilite – ha detto – allora si porrà la questione di un ritiro anticipato dell’esercito francese». Continua a leggere
Karzai condanna soldati pedofili Gb.

































