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tutti i giorni 4 nuove pagine di articoli presi dai media e dalla rete, opinioni di redazione e approfondimenti





 

gli articoli con la foto accanto al titolo sono completamente originali dei nostri collaboratori


oggi giovedi 23 febb in mattinata non vi sarà la rassegna per aggiornamenti tecnici

Afghanistan

Kabul, la sede Usa chiusa e blindata L’ira degli afghani dopo il rogo del Corano – Repubblica.it.

Una persona è morta e almeno 21 sono rimaste ferite da colpi di arma da fuoco durante le violente manifestazioni. In fiamme un compound riservato a contractor stranieri. E la folla urla: “Morte agli americani”

KABUL – L’ambasciata americana in Afghanistan è stata chiusa e lo staff è rimasto bloccato al suo interno a causa delle violente manifestazioni a Kabul per protestare contro le copie del Corano bruciate ieri nella base Usa a Bagram. A Jalalabad una persona è morta e almeno 21 sono rimaste ferite da colpi di arma da fuoco durante le violente manifestazioni. Lo ha reso noto un medico dell’ospedale, assicurando di aver visto il corpo all’ospedale. “Si tratta – ha detto – di un giovane che partecipava alla manifestazione”.

La polizia afghana ha però smentito di aver sparato sulla folla. A Kabul i manifestanti hanno dato fuoco ad un compound riservato a contractor stranieri. Secondo un testimone le fiamme hanno danneggiato parte della guesthouse nel complesso del Green Village, dove vivono e lavorano 1.500 contractors stranieri.
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Tre militari italiani morti in un incidente in Afghanistan – Cronaca – ANSA.it.

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Fioriscono i papaveri.

di Manuel Navarro Escobedo*

Dalla sanguinante invasione degli Stati Uniti nel 2001, Afganistan ha incrementato le sue colture di papaveri, dal cui frutto si estrae l’oppio che genera il 90% della produzione mondiale della droga. La cifra si è tradotta in più di 6400 tonnellate di papaveri nel 2011, 10 chili corrispondono ad un chilo di eroina, e mantiene il paese islamico al primo posto a livello mondiale, mentre gli occupanti distruttori del paese pretendono una condizione simile però nei confronti del commercio, del consumo e dei crimini vincolati con il narcotraffico. Questo aumento risulta allarmante rispetto al 2004 in cui questa nazione ha prodotto quasi 800 tonnellate, che secondo le statistiche dell’ONU hanno rappresentato il 21% di meno riguardo al 2003. Invece, i loro antichi rivali per quanto riguarda le coltivazioni nel cosiddetto Triangolo Dorato, cioè Laos e Tailandia hanno cambiato le loro semine per colture alternative, e Myanmar sta per sradicarle completamente. La diminuzione osservata si è raggiunta dopo l’applicazione da parte dell’amministrazione dei talibani della Sharia (legge islamica), che da la pena di morte ai produttori, ai consumatori ed ai trasportatori della droga. Continua a leggere

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Fars News Agency :: FM Reiterates Importance of Restoring Peace in Afghanistan after US Pullout.

per tradurre l’articolo, usa il translator posto nella colonna a destra

FM Reiterates Importance of Restoring Peace in Afghanistan after US Pullout

TEHRAN (FNA)- Iranian top diplomat Ali Akbar Salehi, who is accompanying President Mahmoud Ahmadinejad in his visit to Islamabad, underscored the importance of maintaining peace and stability in Afghanistan after the withdrawal of the US and NATO forces from the country in 2014.

Salehi highlighted the significance of restoring peace and stability in Afghanistan after the withdrawal of the US and NATO forces from the war-torn country in 2014, saying Tehran, Islamabad and Kabul are holding constant consultations to take proper steps in this regard. Salehi also stressed the importance of bolstering trilateral cooperation among Iran, Pakistan and Afghanistan to promote peace and stability in the region. Salehi arrived in the Pakistani capital of Islamabad on Thursday ahead of a two-day tripartite summit due to open on Friday in the presence of Iran’s President Mahmoud Ahmadinejad and his Afghan and Pakistani counterparts Hamid Karzai and Asif Ali Zardari. The meeting of the three presidents would play a key role in promoting peace, stability, security and prosperity among the regional nations, the Iranian minister said upon his arrival in Islamabad. He added that issues pertaining to regional developments, particularly security and stability, and ways to expand economic relations are top on the agenda of the summit.

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Eldorado Afghanistan per Finmeccanica : OSSERVATORIO AFGHANISTAN.

Lyra 10 – fotografia da web della redazione N.R.

Il Ministero della difesa ha scelto alcune società del gruppo Finmeccanica per potenziare il livello di protezione delle basi operative e di supporto dei militari italiani in Afghanistan.
Il contratto, per un valore poco inferiore ai cento milioni di euro, prevede la fornitura di apparecchiature di sorveglianza che includono i radar uomo-trasportabile “Lyra 10” prodotti da Selex Sistemi Integrati (già acquistati dalla Guardia costiera italiana per la vigilanza a corto raggio dei mari anche in funzione anti-migranti) e diversi sensori elettro-ottici ed acustici di Selex Galileo per la localizzazione delle sorgenti di fuoco.
Le aziende di Finmeccanica garantiranno pure l’installazione di telecamere, posti comando e di guardia per la gestione dei sistemi di sorveglianza di aeroporti e basi e “sistemi robotizzati in versione da combattimento” di Oto Melara. Responsabile del trasporto, installazione, integrazione e gestione di tutti i sistemi sarà Selex Sistemi Integrati. All’azienda di elettronica militare sarà anche affidato il potenziamento del sistema di comando e controllo SIACCON2 dell’Esercito italiano e “dell’infrastruttura connettiva attualmente utilizzata in Afghanistan per ottenere una maggiore efficacia ed interoperabilità”. Continua a leggere
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Afghanistan: ipotesi fine missione combattimento Usa in anticipo.

Afghanistan: ipotesi fine missione combattimento Usa in anticipo

KABUL -Washington sembra aver colto di sorpresa il governo di Kabul, dopo aver annunciato che sta valutando la possibilità di terminare la missione di combattimento in Afghanistan prima di quanto previsto, mentre un rapporto segreto ritiene i talebani sicuri di poter riprendere il controllo del paese. Ieri il segretario Usa alla Difesa, Leon Panetta, ha detto che gli Usa metteranno fine alle operazioni “combat” prima della fine del 2013.

“Una decisione di anticipare la fine delle operazioni di un anno getta all’aria l’intero piano di transizione. La transizione era stata pianificata in previsione di una tabella di marcia, e questo fa accelerare tutti i nostri preparativi”, ha detto oggi un alto dirigente della sicurezza afghana, che preferisce restare anonimo perché non è stato autorizzato a parlare della questione. “Se gli americani si ritirano dal combattimento, ciò avrà certamente un effetto sulla nostra prontezza e sul nostro addestramento, e sull’equipaggiamento della forza di polizia”, ha detto l’ufficiale, aggiungendo che il governo afghano non era stato informato delle modifiche al piano. Gli Stati Uniti, che hanno guidato l’invasione dell’Afghanistan nel 2001, avevano annunciato in precedenza che avrebbe posto fine alla gran parte delle operazioni di combattimento entro la fine del 2014. Continua a leggere

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Il Riformista.

Il presidente afgano: “Noi siamo pronti”

Il presidente afgano: “Noi siamo pronti”

Roma, 23 gen. (TMNews) – Il presidente afgano Hamid Karzai, che dopodomani sarà in visita a Roma, non teme l’eventualità di un ritiro anticipato delle forze Nato dall’Afganistan rispetto al termine previsto del 2014. “Se il processo viene accelerato e il ritiro avviene prima, non c’è problema. Noi siamo pronti”, dice in un’intervista al Corriere della Sera. “Se viene completato nel tempo deciso, va bene lo stesso”, prosegue Karzai. “Il popolo afgano non perderà le conquiste ottenute. Non sono preoccupato da un ritorno dei talebani con le armi. Se torneranno grazie al processo di pace, sono i benvenuti”. Karzai non è neanche preoccupato dall’ipotesi che europei e americani, in difficoltà per la crisi economica, potrebbero ridurre il numero di poliziotti e soldati afgani da addestrare prima del ritiro: “L’importante – afferma – è raggiungere la pace. In quel caso, non serve un grande esercito. Dobbiamo rimanere con le forze di sicurezza che possiamo permetterci, non vogliamo che i contribuenti italiani paghino gli stipendi ai nostri agenti o militari per sempre”.

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Afghanistan: video choc, truppe canadesi fanno esplodere casa afghana per divertirsi + VIDEO.

Afghanistan: video choc, truppe canadesi fanno esplodere casa afghana per divertirsi + VIDEO KABUL – Un video appena postato sul web mostra i soldati canadesi, stanziati in Afghanistan, che fanno saltare in aria l’abitazione di un contadino afghano solo per “divertirsi”. Non si sa, per ora, dove e quando l’incidente ha avuto luogo. Un altro video, diffuso sulla rete all’inizio di questo mese, ha mostrato quattro militari del corpo dei Marines statunitensi urinare su tre cadaveri insanguinati in Afghanistan (ci sono diverse possibilità che i corpi fossero di tre guerriglieri talebani uccisi al termine di un’operazione). Il filmato ha già fatto il giro del mondo. Il presidente afghano Hamid Karzai manifestando la propria indignazione ha chiesto a Washington di punire i colpevoli. “Questo atto da parte dei soldati americani è semplicemente disumano e va condannato nei termini più forti possibili. Chiediamo al governo degli Stati Uniti di indagare urgentemente sul fatto ed applicare le punizioni più severe nei confronti degli autori di questo crimine”, ha detto Karzai in un comunicato. Dura condanna alla profanazione dei cadaveri musulmani e’ stata espressa anche dal gruppo ‘American-Islamic Relations’ che si occupa per i diritti civili negli Usa. la In una lettera al Segretario alla Difesa americano, Leon Panetta, il gruppo ha esortato la punizione di coloro che sono stati coinvolti nella faccenda.  

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Mondo – Afghanistan, Sarkozy sospende le operazioni| mondo| Il SecoloXIX.

Sarkozy

Parigi – «Tutte le operazioni di formazione e addestramento al combattimento dell’esercito francese sono sospese»: ha reagito così, il presidente Nicolas Sarkozy, davanti al corpo diplomatico riunito all’Eliseo, dopo avere confermato la morte di altri quattro soldati francesi in Afghanistan, uccisi da un combattente afghano.

«L’esercito francese è al fianco dei suoi alleati – ha detto Sarkozy – ma non possiamo accettare che uno solo dei nostri soldati sia ucciso o ferito dai nostri alleati. È inaccettabile, e io non lo accetterò»: il capo dell’Eliseo ha aggiunto che il ministro della Difesa, Gerard Longuet, e il capo di Stato maggiore delle forze armate, l’ammiraglio Edouard Guillaud, andranno «immediatamente» in Afghanistan. Continua a leggere

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Da Sarkozy a Prodi, passando per l’Afghanistan e per la Cina.

Romano Prodi Nicolas Sarkozy Dagong Afghanistan Giampaolo Di Paola Cina

Ci sono morti e morti. Se i morti muoiono in Afghanistan e sono italiani, un po’ di cordoglio basta e avanza. Se poi la notte prima c’è il Bunga-Bunga, la mattina dopo Berlusconi è stanco e non va neppure ai funerali. Se i morti invece sono francesi allora la questione cambia: Sarkozy spedisce il ministro della Difesa e il capo di Stato Maggiore a Kabul per verificare se ci sono ancora le condizioni di sicurezza. Come se la parola sicurezza e la parola guerra potessero stare nella stessa frase. E infatti, di questi tempi in cui non si può più nemmeno tirare una sberla a un bambino, nemmeno se si chiama Erika e colleziona coltelli da cucina, per indorare la pillola non la chiamano guerra, ma “missione di pace“. Loro non ce l’hanno mica con nessuno. Cioè, vogliono solo ottenere la pace. E come la ottengono? Con la guerra, certo. Ma allora dov’è la differenza? Tutte le guerre sono finalizzate ad ottenere la pace: infatti si fa una guerra per vincerla e creare una nuova pace dove i vincitori fanno quel cazzo che vogliono e gli sconfitti subiscono senza rompere i coglioni.

Oggi, quindi, Sarkozy ha deciso che vuole verificare se può continuare a fare la guerra senza ‘ste rotture di palle dei nemici. Altrimenti molla. Sembrerebbe davvero un controsenso. Ma forse è una scusa. Forse il suo problema è che ha la prima spesa militare della UE a 26 paesi (cioè senza il Regno Unito), con 59,3 miliardi di dollari nel solo 2010. Per i francesi, fanno 915$ a testa. Non male, in un momento storico dove le agenzie di rating hanno fatto passare la voglia di ridere perfino a lui, perché è il prossimo in lista dopo l’Italia.
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Un soldato afghano uccide 4 francesi Sarkozy: stop alle operazioni militari- LASTAMPA.it.

Nicolas Sarkozy

L’annuncio a sorpresa di Parigi: “Sospendiamo le azioni militari”. Ora possibile un ritiro anticipato
Ma la Nato: la missione continua

«Tutte le operazioni di formazione e addestramento al combattimento dell’esercito francese sono sospese». Ha reagito così il presidente Nicolas Sarkozy, davanti al corpo diplomatico riunito all’Eliseo, dopo aver confermato la morte di altri quattro soldati francesi in Afghanistan, uccisi da un soldato di quel Paese.

«L’esercito francese è al fianco dei suoi alleati – ha detto Sarkozy – ma non possiamo accettare che uno solo dei nostri soldati sia ucciso o ferito dai nostri alleati. È inaccettabile e io non lo accetterò». Il capo dell’Eliseo ha aggiunto che il ministro della Difesa, Gerard Longuet, e il capo di stato maggiore delle forze armate, ammiraglio Edouard Guillaud, si recheranno «immediatamente» in Afghanistan. Ma Sarkozy si è spinto oltre, evocando anche l’eventualità di un ritiro anticipato delle truppe francesi, che hanno patito finora la morte di 82 soldati dall’inizio del dispiegamento della forza internazionale, alla fine del 2001: «Se le condizioni di sicurezza non sono chiaramente ristabilite – ha detto – allora si porrà la questione di un ritiro anticipato dell’esercito francese». Continua a leggere

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Karzai condanna soldati pedofili Gb.

Karzai condanna soldati pedofili Gb

KABUL – Il presidente afghano Hamid Karzai si e’ detto oggi ”sconvolto” dalle notizie riguardanti due soldati britannici che avrebbero ”incoraggiato due bambini afghani” ad atti di carattere sessuale. Intanto la Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) e’ intervenuta sulla stessa vicenda rivelata dal quotidiano Sun sostenendo che una verifica dei fatti e’ in corso e che ”se si confermera’ l’esistenza di un reato”, ”sara’ trattato dalla giustizia militare” britannica.
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coordinamento:

Ken Sharo-Luna Rossa

Redazionali e Collaborazioni
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quotidiani 22 febbraio 2012
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25 febbraio alle ore 22:00 serata di resistenza poetica "VERSI-CONTRO"

programmazione di Donato Monsellato "INDIGNATOS"

    Translate to:

  • L'autosufficienza energetica italiana è possibile
    L'informazione/divulgazione in materiaenergetica segue essenzialmente due grandi filoni: unocatastrofista-allarmista, l'altro ottimista e fondato sulla fiducianel futuro.Il primo, per ragioni politiche (adesempio a sostegno delle tesi ambientaliste e della decrescita) o perragioni di business (giustificare l'aumento dei prezzi deicarburanti, p […]
    Maurizio Zaffarano
  • Ce lo dice perfino Bankitalia....
    L'Effetto credibilità-Monti (volenti o nolenti...) e l'Effetto magic-LTRO della BCE di Draghi stanno avendo un magico riflesso sul mood dei Mercati Finanziari nei confronti dell'Italia... Ma ormai i coca-cow-boys applicano strategie up/down di 1-3 mesi... in base alle pumping-mosse delle banche centrali od in base ad algoritmi che individuano […]
    Pennywise
  • Il mare di Renata Fonte è in pericolo
    di Mauro Miccolis Il mare di Renata Fonte è quello nella foto sopra S.Caterina,Nardò provincia di Lecce, nei pressi della baia di porto Selvaggio, uno dei posti più belli, suggestivi ed incontaminati del Salento. Chi era Renata Fonte ,lo descrive brevemente Wikipedia: Renata Fonte (Nardò, Lecce, 10 marzo 1951 – Nardò, 31 marzo 1984) è […]
    Dott.Ing. Mauro Miccolis
  • Basta!
    Gli spiriti liberi non cancellano nulla, non chiudono mai, aprono e basta! Si dimenticano perfino di spegnere le luci perché non lasciano mai un ambiente, ma lo attraversano in continuazione. Non sono mai fermi, ma cercano e guardano il silenzio sporco, sempre inciso da un segno, un piccolo  significato che non li lascia mai soli. […]
    giosby
  • Agli avvocati che difendono gli stupratori
    Merde. Non so come definirli altrimenti. Metti lo stupro de L’Aquila. Metti una ragazza quasi sventrata con un bastone, lasciata a sanguinare in mezzo alla neve. Metti un militare in fuga, uno dei tre che ancora prestano servizio del loro battaglione e che presto arriveranno all’Aquila per garantire “sicurezza” in quelle strade. Metti che quel […]
    fasst

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quotidiani esteri del 21 febbraio

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