Rai/ Monti cala carta ‘super DG’ e sposta in avanti rinnovo Cda
Da Bersani ok a commissario, Pdl su barricate. Passera perplesso
Roma, 17 mar. (TMNews) – Un commissariamento ‘di fatto’: non secondo le procedure del codice civile, ma comunque con l’effetto di sganciare – almeno per un breve periodo – la gestione della Rai dalle logiche politiche. Con il cda che affida al direttore generale, grazie a quanto previsto dallo statuto di viale Mazzini, più poteri e deleghe al direttore generale. E’ l’ipotesi che il premier Mario Monti avrebbe lanciato giovedì al vertice con i segretari Alfano, Bersani e Casini. Ipotesi su cui si continuerà a ragionare, ma che già ha visto un’accoglienza ‘fredda’ da parte di Corrado Passera, oltre alla netta opposizione del Pdl.
A quanto riferiscono diverse fonti, giovedì sera sarebbero state passate in rassegna tutte le alternative: dal rinnovo del Consiglio d’amministrazione a legislazione vigente, fino alla riforma della governance. Passando appunto per l’ipotesi del commissariamento ‘di fatto’ con un direttore generale investito dal nuovo Cda di ampi poteri e deleghe. Una proposta avanzata dallo stesso Monti, sulla quale però il ministro per lo Sviluppo economico avrebbe espresso perplessità. Dubbi condivisi da Alfano, come testimonia il fuoco di fila di dichiarazioni pidielline contrarie all’ipotesi, non appena diventata di pubblico dominio. Favorevole invece il Pd, con Pierluigi Bersani che già ieri di prima mattina ha sposato pubblicamente la possibilità: “Si faccia una nuova governance, più adatta, nel frattempo si faccia un breve commissariamento”. Una posizione che il segretario vorrebbe legata alla riforma governance, ma che comunque gli permette di uscire dal ‘cul de sac’ che molti temono nel Pd a seguito della linea aventiniana.
Posizioni talmente distanti che giovedì sera si è deciso di soprassedere, con Monti convinto che serva lasciar passare un po’ di tempo perchè maturino le condizioni per arrivare ad un accordo. Continua a leggere
Marco Accorti (1945-2012)
Ci è giunta la brutta notizia della morte di Marco Accorti. Da anni componente del comitato di redazione della rivista dell’Uaar L’Ateo, negli ultimi mesi vi ha pubblicato diversi dossier (alcuni dei quali disponibili online, quali I casti costi e La cazzuola e l’aspersorio), e ha contribuito in maniera significativa alla campagna oneri e alla realizzazione del sito I costi della Chiesa. Socio attivo del circolo di Firenze, per il quale ha condotto diverse iniziative (come quella contro la messa universitaria promossa dal rettore), Marco ha scritto anche diverse Opinioni per le Ultimissime: Gentile Oreglio, La beffa dell’8×1000 continua, La Chiesa arricchisce Palazzo Vecchio, Da non crederci, Tanto rumore per nulla, La Chiesa cattolica e l’Ici: elusione o delusione?
L’Uaar lo ricorda per il suo grandissimo impegno, profuso fino all’ultimo, a favore delle ragioni della laicità e dell’incredulità. Grazie Marco. La tua opera rimarrà.
Conferenza stampa
Proposte e iniziative contro la schiavitù del debito e il governo Monti
foto da web della red.NR
Il Comitato No Debito martedì 14 febbraio illustrerà ai mezzi di informazione le proprie proposte e il calendario delle iniziative nelle prossime settimane. Il movimento No Debito, esteso ormai su quasi tutto il territorio nazionale con propri comitati locali, ha avviato il suo percorso il 1 ottobre dello scorso anno con una partecipatissima assemblea al Teatro Ambra Jovinelli.
Non pagamento del debito, nazionalizzazione delle banche, priorità della democrazia attraverso i referendum contro i Trattati europei e la revisione dell’art.81 della Costituzione, sono gli assi principali della piattaforma articolata su cinque punti che il Comitato No Debito si è dato in questi mesi.
Convinti che la pesantissima situazione in Grecia possa delinerasi come scenario possibile anche per il nostro paese, il Comitato No Debito esprime una netta opposizione alle misure, ai programmi e alla cultura del governo Monti e del sostegno che ad esso viene assicurato dalla maggioranza del Parlamento e dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Continua a leggere
Protezione Civile. Ipotesi assegnazione a ministeri Interni e Economia | Legambiente.
(Foto da Web, N.R.) Legambiente: “Sarebbe un grave errore, un incomprensibile ritorno al passato per un sistema divenuto un’eccellenza”. “In un momento in cui il nostro Paese è colpito da calamità naturali che si trasformano in tragedie perché non si investe nella prevenzione e mitigazione dei rischi, sarebbe un gravissimo errore rinunciare a uno dei pochi elementi positivi che ci consente di rispondere alle emergenze in maniera efficace e tempestiva”. Così Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente, commenta l’ipotesi secondo la quale il Governo starebbe valutando di passare la gestione del Dipartimento della Protezione civile dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri al Ministero dell’Interno o a quello dell’Economia. “La nostra protezione civile – continua Muroni – rappresenta una specificità positiva, considerata con ammirazione anche all’estero. Affidare la gestione di un sistema così articolato e complesso ad un Ministero, sarebbe come farlo tornare indietro di anni e soprattutto non si capisce quale utilità ne ricaverebbe il Paese. Per questo – conclude il direttore di Legambiente – condividiamo la preoccupazione espressa dal Dipartimento della protezione civile e ci auguriamo che tale ipotesi non venga confermata”.
Le mafie tentano di consolidarsi e allungano tentacoli ovunque, mentre la corruzione dilania la gestione della cosa pubblica.
Le inchieste della magistratura confermano e documentano i timori e le denunce di questi ultimi anni di PeaceLink Abruzzo e Ass. Antimafie Rita Atria.
“L’Abruzzo (e il Vastese) non posso diventare un’unica grande Sodoma” ( http://www.peacelink.it/abruzzo/a/35169.html ). E’ l’appello che abbiamo lanciato il 3 dicembre scorso. Le inchieste della magistratura di queste settimane documentano, una volta di più, quanto le mafie stanno tentando di consolidarsi in Abruzzo. Mentre la politica e le Istituzioni (una storia che sembra non voler abbandonare l’Abruzzo e continuamente ripetersi…), che dovrebbero essere il primo argine al dilagare della criminalità e della corruzione, ne sono sempre più complici. Queste inchieste documentano, come noi già avevamo più volte denunciato, che territori come il Vastese e L’Aquila stanno diventando la frontiera della penetrazione mafiosa in Abruzzo. Continua a leggere
Un nuovo attacco ateofobo da parte della Chiesa. Ma non dovevano pensare ai preti pedofili?
(Foto da Web, N.R.) Mentre il papa afferma che la vicenda dei preti pedofili è fonte di “massima preoccupazione” per la Chiesa cattolica, parte un nuovo virulento attacco contro gli atei. Il card. Robert Sarah, presidente del Pontificio Consiglio “Cor Unum”, ha affermato oggi che senza Dio “la vita muore, la fraternità si dissolve in vuota utopia, il nostro futuro è in balia delle prevaricazioni e degli interessi del più forte”. La mancanza di Dio, secondo Sarah, sarebbe “la vera radice delle ingiustizie che ci circondano”. “Anche dei crimini commessi dai preti pedofili? Oppure la pedofilia ecclesiastica non è, secondo il cardinale, un’ingiustizia?” Sono le domande che si pone Raffaele Carcano, segretario dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti. “Viene il sospetto che la preoccupazione del papa si limiti al danno d’immagine che la vicenda dei preti pedofili arreca alla sua Chiesa”, continua Carcano. L’Uaar ha più volte denunciato l’atteggiamento ateofobo dei massimi esponenti della gerarchia ecclesiastica, che stride ancor di più con i suoi continui inviti a combattere la cristianofobia. Che, si noti, è frutto del fanatismo religioso di altri credenti, non certo dei non credenti. Ma attaccare in modo così violento la moralità degli atei mentre discute della propria immoralità interna è, come minimo, un autogol della Chiesa. “Questo papa vede nella secolarizzazione un nemico mortale per la fede”, commenta Carcano: “anziché affrontarla argomentando con le idee, la Chiesa non sa far altro che demonizzare e incitare all’odio contro gli atei”. Una volta l’inquisizione li mandava al rogo. Di fronte a parole così feroci, ci si può dunque anche chiedere: cosa farebbe ora, se ne avesse la possibilità?
Testo integrale delle dichiarazioni del cardinale Raccolta di dichiarazioni ateofobe da parte di esponenti della Chiesa cattolica
Comunicato stampa UAAR
Scalfaro. Il coraggio di un uomo di pace | Greenpeace Italia.
(Foto da Web, N.R.) Nei giorni della scomparsa del Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, vogliamo ricordare un momento importante della storia di Greenpeace in Italia. Era il 1995 e Greenpeace era impegnata in una campagna internazionale contro i test atomici francesi negli atolli di Mururoa e Fangatafua nel Pacifico. La Rainbow Warrior II navigava verso il Pacifico per commemorare il decennale dell’affondamento della Rainbow Warrior I in Nuova Zelanda ma quel viaggio si era trasformato in un’azione di protesta – che sarebbe durata per mesi – dopo l’annuncio di Chirac di riprendere i test atomici sospesi nel 1992. Continua a leggere
La dichiarazione del vice di Elsa Fornero, Michel Martone, per cui “se a 28 anni non sei ancora laureato sei uno sfigato” è gravissima nonché estremamente offensiva verso le studentesse e gli studenti che, per potersi pagare gli studi, oberati come sono da tasse insopportabili e costi esorbitanti di trasporti, alloggio, materiale didattico, ecc., e vittime della macelleria sociale imbastita dal governo Monti in perfetta continuità con Berlusconi, sono costretti a lavorare, magari in nero, in condizioni di precarietà, senza diritti né tutele.
L’idea che sarebbe da lodare chi sceglie istituti tecnici o professionali perché, a suo dire, sa di non essere in grado di affrontare l’università, è ugualmente inaccettabile perché rientra evidentemente nell’ottica dell’odiosa divisione classista fra chi dovrà diventare quadro e chi manovale del sistema capitalista.
Questa sparata degna del peggior Brunetta, è l’ennesima prova che il governo della grande finanza e dell’Ue non ha in alcun modo a cuore i problemi e le esigenze dei giovani. Dobbiamo liberarcene con una grande mobilitazione popolare.
Federico Picerni
Responsabile per il lavoro giovanile del Comitato centrale
del Partito marxista-leninista italiano
24 gennaio 2012
Occupare la fabbrica, cacciare i dirigenti della multinazionale ALCOA, porre la produzione dell’ alluminio sotto il controllo dei lavoratori. In sintesi Nazionalizzazione senza indennizzo sotto controllo operaio, questa è la ricetta del Partito Comunista dei Lavoratori per opporsi alla chiusura dello stabilimento ALCOA di Portovesme.
La decisione della multinazionale Americana esige una risposta dura e radicale tanto quanto è quella prospettata dall’Alcoa (la chiusura degli impianti entro sei mesi).
Ancora una volta, il capitalismo, vuole scaricare la sua crisi sui lavoratori, è ora di opporsi non solo per mantenere i siti produttivi aperti ma per rovesciare questo sistema iniquo e fallimentare.
Il Partito Comunista dei Lavoratori sarà in prima fila con i propri militanti nelle iniziative che verranno prese dai lavoratori, come fece nella lotta che mantenne lo stabilimento aperto nel 2009.
Invita alla più ampia e radicale mobilitazione tutte le forze sociali, politiche e sindacali, vicine al movimento operaio.
PCL Sardegna 09/01/2012
Comunicato stampa
La Cellula “1°
Maggio-Portella 1947” di Palermo del PMLI esprime la sua massima
solidarietà militante agli operai palermitani di Fincantieri che da
giorni presidiano i cantieri navali e manifestano duramente in
città.
L’accordo siglato dai sindacati filo padronali e collaborazionisti Fim
Cisl, Uilm, Ugl e Failms con i vertici nazionali della Fincantieri a
Roma, lo scorso
dicembre, ha scaraventato nell’incubo della cassa integrazione
straordinaria 470 operai dei cantieri navali di palermitani e le loro
rispettive famiglie. Il
disegno dell’azienda si rifà alle pratiche antisindacali e antioperaie
già rispolverate dal “nuovo Valletta” Marchionne e ha trovato l’appoggio
delle
firme sindacali collaborazioniste cui è necessario opporsi con ferma
risolutezza. Non un posto deve andare perduto!
La tensione è esplosa tra gli operai a causa della materializzazione dei
primi 130 avvisi di cassa integrazione spediti dalla Fincantieri lo
scorso 3 gennaio.
A tutto ciò va aggiunta la minaccia pendente dei 140 esuberi già
pianificati. Alle scelte di Fincantieri e alle politiche sindacali
collaborazioniste va opposta la lotta dei lavoratori così come hanno ben
capito gli operai palermitani. Non bisogna arretrare di un solo
centimetro di fronte alle promesse e gli accordi che ledono i diritti
sindacali
ma lottare fino a quando non ci saranno certezze che salvaguardino
l’interesse degli operai e delle loro famiglie.
La Cellula “1° maggio-Portella 1947” di Palermo del PMLI nello
schierarsi a fianco della protesta degli operai della Fincantieri di
Palermo rinnova loro piena solidarietà.
Cellula “1° Maggio-Portella 1947” di Palermo
Palermo, 5 gennaio 2012
infoaut 3.0.
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La Omsa taglia 293 lavoratrici.
Le lavoratrici Omsa invitano tutte le donne ad essere solidali con loro, “boicottando” i marchi Philippe Matignon – SiSi – Omsa – Golden Lady – …Hue Donna – Hue Uomo – Saltallegro – Saltallegro Bebè – Serenella e vi sarebbero grate se voleste dare il vostro contributo alla campagna, anche solo CONDIVIDENDO a quante più persone potete se non altro per non alimentare l’indifferenza……. … Le lavoratrici Omsa ringraziano per l’aiuto e il supporto che vorrete dargli quali ennesime vittime di una legislazione che protegge sempre più gli interessi unicamente lucrativi degli imprenditori che non la vita e la condizione lavorativa dei dipendenti.


































