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tutti i giorni 4 nuove pagine di articoli presi dai media e dalla rete, opinioni di redazione e approfondimenti





 

gli articoli con la foto accanto al titolo sono completamente originali dei nostri collaboratori

carceri

Sentenza della Cassazione

Nei procedimenti per violenza sessuale di gruppo, il giudice non e’ piu’ obbligato a disporre o a mantenere la custodia in carcere dell’indagato, ma puo’ applicare misure cautelari alternative. Insorgono le esponenti di maggioranza e opposizione. Telefono Rosa: “Un ennesimo passo indietro”.

La Corte di Cassazione a RomaLa Corte di Cassazione a Roma

Roma, 02-02-2012

“ In caso di violenza di gruppo il giudice puo’ applicare all’indagato in attesa di processo la misura alternativa al carcere. Lo ha evidenziato la Cassazione (terza sezione penale, relatore Luigi Marini) recependo una sentenza della Corte
Costituzionale del 2010 che ha previsto l’applicazione delle misure
alternative al carcere per i reati sessuali. Continua a leggere

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nella scorsa notte di sabato 28 gennaio Youssouf si è “impiccato” in una di quelle maledette celle di sicurezza della Questura fiorentina.

La dinamica del suicidio è tutta da chiarire…come sempre i tanti punti oscuri della ricostruzione fatta dagli inquirenti lasciano notevoli margini di dubbio sull’andamento reale delle cose…

Di sicuro la vita di youssouf non era mai stata una vita facile.

Anche il rapporto con noi del movimento di lotta per la casa era un rapporto “difficile”.
Youssuf soffriva spesso di crisi depressive. Per queste ragioni non comprendiamo L’INTERNAMENTO dentro a quelle SCHIFOSISSIME e angusti luoghi infernali…

Spesso, per questi comportamenti veniva allontanato, ma poi cercavamo insieme di dargli un riparo per potergli consentire di ricostruirsi una vita dignitosa.

Ora Youssouf non c’è pìù. Come tanti migranti di seconda generazione le difficoltà di “inserimento” nella società italiana sono difficili.

Resta l’amarezza per una vita perduta nel peggiore dei modi.

I compagni e gli amici di Youssouf chiederanno comunque L’APERTURA UFFICIALE DI UN INCHIESTA sulle ultime ore di vita di Youssouf.

GLI AMICI DI YOUSSOUF

 

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Cucchi, perizia choc della famiglia: «E’ morto dopo il pestaggio» - Il Messaggero.

di Luca Lippera

ROMA – Altro che decesso naturale, altro che lesioni trascurabili, altro che destino. La fine di Stefano Cucchi è stata determinata dai colpi che ricevette al viso e alla schiena e dalla successiva negligenza dei medici che lo ebbero in cura. I periti della famiglia, alla ventiquattresima udienza del processo, contestano senza peli sulla lingua le conclusioni dei consulenti della Procura. Cucchi non morì perché il caso a volte si accanisce ma «per una serie incontestabile di eventi».

«Finalmente ha detto in una pausa del dibattimento Ilaria Cucchi, 38 anni, sorella della vittima arriva una spiegazione scientifica e ascoltiamo la verità». Per ore ieri Rebibbia, Aula A quattro schermi hanno rilanciato senza sosta le foto di Cucchi al momento dell’arresto, Cucchi dopo la morte, Cucchi sul tavolo dell’autopsia, prima, durante e dopo. «Il giorno prima dell’arresto ha ricordato la donna mio fratello era in palestra sul tapis-roulant. Poi è successo quello che è successo».

Cucchi morì nell’ottobre del 2009 al reparto carcerario dell’ospedale «Pertini» sei giorni dopo un fermo per droga. Gli imputati principali del processo sono i medici che lo seguirono e tre agenti della Polizia Penitenziaria. I primi sono accusati di aver abbandonato il paziente senza cure adeguate, gli altri di averlo picchiato in una cella del Tribunale. Continua a leggere

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TMNews – Carceri/ Lega: Chiusura ex manicomi criminali è pericolosissima.

“Logica tipica della sinistra ideologica”

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      INFOPHOTO<br />

Roma, 25 gen. (TMNews) – La chiusura entro il 31 marzo del 2012 degli ex manicomi criminali, inserita con un emendamento approvato oggi al Senato nel decreto sul sovraffollamento delle carceri è una “decisione pericolosissima”: è questa la posizione sostenuta in aula dagli esponenti della Lega nord. Su punto sono intervenuti nell’aula di palazzo Madama i senatori Irene Aderenti, Roberto Castelli e Sergio Divina.

“Ad un provvedimento su cui il giudizio della Lega Nord è già estremamente negativo perchè comporta il cedimento nei confronti della criminalità, consentendo a molti colpevoli di reati di stare comodamente a casa propria anzichè in carcere, è stato aggiunto un emendamento – si legge in una nota del Carroccio – che creerà enormi problemi al Paese. Infatti, seguendo una logica tipica della sinistra ideologica, la norma impone di chiudere entro il 31 marzo 2013 gli ospedali psichiatrici giudiziari. Per usare un linguaggio più crudo, ma forse più comprensibile, stiamo parlando di manicomi criminali, dove sfortunati esseri umani incapace di intendere e di volere ma con incontrollabili istinti criminali vengono tenuti rinchiusi sia per tentare di guarirli sia per impedire loro di fare del male a loro stessi e ad altri”.

 

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Carceri affidate ai privati, con obbligo di partecipazione delle banche. Ecco cosa si nasconde nell’art. 44. La mafia ringrazia: finalmente potranno gestirsi le carceri da soli.

tommy lee jones.jpg

Mentre eravamo tutti intenti a preoccuparci di tassisti, crociere e forconi, guarda guarda cosa ti infilano nel decreto “liberalizzazioni” i nostri amici seduti al governo. Una ventina di righe all’articolo 44, mica niente di che, che ancora nessuno ha letto e di cui nessun giornale ha fatto ancora parola.

Il provvedimento si chiama Project financing per la realizzazione di infrastrutture carcerarie, ed in sintesi realizza un sogno da tempo coltivato: quello di affidare le carceri ai privati. Si sa, le carceri son piene, mica vorremo un indulto al giorno con tutti i delinquenti che ci sono oggidì.

Leggetelo, lo trovate qui.

Non solo si permette ai privati costruire le carceri, ma si scrive nero su bianco che

al fine di assicurare il perseguimento dell’equilibrio economico-finanziario dell’investimento, al concessionario è riconosciuta, a titolo di prezzo, una tariffa per la gestione dell’infrastruttura e per i servizi connessi, ad esclusione della custodia. Continua a leggere

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Il Riformista.

di Alessandro Calvi

Celle vuote. Nel paese con 67mila detenuti ammassati in 45mila posti ci permettiamo il lusso di 38 strutture inutilizzate: manca la strada, l’allaccio alle fogne… e, soprattutto, il personale.

Nella foto: VEDUTA DEL CARCERE BICOCCA A CATANIA

Troppo facile entrare in carcere; troppo difficile uscirne. E le carceri sono troppo poche e troppo affollate. Per non dire di quelle esistenti ma non utilizzate, magari perché manca una strada per arrivarci. Altro che Kafka, è un labirinto prodotto da scelte contraddittorie nel quale è facile perdersi, a volte per sempre.
I mattoni con i quali è costruito questo labirinto sono le scelte, spesso contraddittorie, del Parlamento. Infatti, a spiegare i numeri da paura che nell’insieme rappresentano l’emergenza carceri c’è anche una miscela tossica composta dalla legge Fini-Giovanardi e dalla legge Cirielli.
«L’emergenza carceri – spiega infatti Stefano Anastasia, presidente onorario di Antigone – non è determinata da uno o più avvenimenti in particolare, come capita appunto con le emergenze, ma è il frutto di alcune scelte politiche. È per questo che l’Italia, che per quarant’anni ha avuto una popolazione di detenuti oscillante tra le 24mila e le 45mila unità, ora fa i conti con numeri molto più alti». Continua a leggere

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sughere_verita_per_yuriIl 5 gennaio del 2011 moriva nel carcere Le Sughere di Livorno un ragazzo di 28 anniYuri Attinà, appena rientrato in carcere per piccoli  reati e deceduto secondo le autorità carcerarie a causa di un infarto.
Nel luglio del 2003, sempre nel carcere Livornese moriva Marcello Lonzi, anch’egli 28enne, anch’egli ufficialmente morto per infarto e la cui vicenda non si è ancora chiusa fra omissioni, omertà e perizie mediche contrastanti.
A distanza di un anno abbiamo deciso di tornare in piazza per ricordare Yuri e per denunciare la drammatica situazione delle carceri nel nostro paese. Continua a leggere

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Olanda: si chiudono le carceri per mancanza di criminaliLegalizzare alcune droghe ha portato di fatto ad un minor numero di criminali in Olanda, paese che oggi e’ in procinto di chiudere otto carceri. Un’altra notizia dopo quella della chiusura della McDonald’s in Bolivia che fara’ morire di invidia gli italiani.

L’Olanda chiudera’ otto carceri perche’ non riesce a riempire la capacita’ di 14 mila persone del suo sistema carcerario. Attualmente sono 12 mila i detenuti in questo paese che negli anni novanta aveva il problema del sovraffollamento. Una delle ragioni per cui si e’ avuto un calo del tasso di criminalita’, sembra essere correlato alla legalizzazione di alcune droghe (probabilmente accompagnato da una politica educativa rispetto ai suoi usi ed effetti). Continua a leggere

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Questo blog ieri ha pubblicato (qui) ciò che doveva rimanere segreto: la foto di una delle celle di sicurezza presso i posti di polizia. Quelle che secondo il ministro guardasigilli dovrebbero diventare non più luoghi di detenzione di emergenza, ma una vera e proprio succursale del sistema carcerario.  Come si può vedere anche solo 48 ore in un cubicolo del genere  sono qualcosa che siamo abituati a vedere in Paesi del quarto mondo e in situazioni dalle quali pensavamo di esserci emancipati. Proprio per questo c’era una sorta di divieto di pubblicazione. Anzi un grande giornale nazionale uso a tacer scrivendo, un giornale sempre governativo che ci sia Giolitti, il Duce o Berlusconi e temiamo anche Pantagruel, si è lamentato con qualcuno del fatto che un blog  sia uscito con la foto che loro tenevano nel cassetto. Bé, che dire al grande e augusto giornale: questa è la rete, bamboli.

Carceri, la foto che non doveva uscire «.

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Violenze al carcere minorile: tutti sapevano Un ex detenuto: “Era una guerra tra bande” | Redazione Il Fatto Quotidiano | Il Fatto Quotidiano.

Il ministro della Giustizia Paola Severino ha azzerato in un solo giorno i vertici dell’amministrazione penitenziaria a Bologna e la Procura ha aperto un fascicolo. Secondo gli ispettori del ministero tutti sapevano, ma non hanno mai denunciato cosa avveniva dentro al Pratello

Di quei tre anni passati nel carcere è rimasta solo una cicatrice sul viso, uno sfregio guadagnato a 17 anni dopo un regolamento di conti tra detenuti. Oggi Aldo, ex adolescente rinchiuso nell’istituto minorile di Bologna, ricorda quell’episodio con distacco, come uno dei tanti che ogni giorno scandivano la vita dei giovani nella struttura. Risse, angherie, scherzi che sfociavano in prepotenze e scene del peggior bullismo. Una realtà con cui ha dovuto convivere dal 2007 al 2010, e che non è mai trapelata fuori dalle mura di quell’edificio a due passi dalla centro città. Fino all’ispezione ordinata a dicembre dal ministero della Giustizia, che ha azzerato i vertici dell’amministrazione carceraria minorile a Bologna, tutto è rimasto nascosto.

Non una denuncia né una parola che raccontasse quale difficile mondo fossero costretti ad affrontare ogni giorno i ragazzi. Un quadro a tinte fosche, in parte già raccontato dagli ispettori mandati dal ministro Paola Severino, su cui ora proverà a far luce anche un’inchiesta avviata dalla procura. E che ogni giorno si arricchisce di nuove storie di violenze. Come quella di Aldo raccolta dal fattoquotidiano.it. Continua a leggere

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Carceri, polemica polizia-Severino – Cronaca – ANSA.it.


 

20120102-094719.jpg

Il vice capo della Polizia, Cirillo: ‘Pochissimi e costosi i braccialetti elettronici’

04 gennaio, 15:34

ROMA – Pochissimi e costosi i braccialetti elettronici attivi. Sono “solo 8″, ha detto il vice capo della polizia Francesco Cirillo, davanti alla Commissione Giustizia del Senato; quanto ai costi, calcolati da alcuni parlamentari pari a 5000 euro a braccialetto, il prefetto ha fa ricorso a una battuta: “se fossimo andati da Bulgari avremmo speso meno”. Oggi dunque “il bilancio è assolutamente negativo”, ma il sistema, ha sostenuto, “é migliorabile”

Cirillo ha aggiunto che ”sono troppo “poche”, 1057 in tutto, e non garantiscono la dignità di chi vi dovrebbe essere rinchiuso le camere di sicurezza, che in base al dl del governo sull’emergenza carceri dovrebbero ospitare chi viene arrestato in flagranza di reato sino al giudizio direttissimo senza passare dal carcere’. Proprio per questo, ha detto, “i detenuti stanno meglio nelle carceri”

SEVERINO, NORME CONCORDATE CON VIMINALE  – “Sono norme concordate totalmente con il ministro dell’interno, alla presenza dei vertici di Polizia”. Lo dice il ministro della Giustizia Paola Severino, a proposito delle critiche al dl sulle carceri espresse oggi dal vice capo della polizia Francesco Cirillo sull’uso delle camere di sicurezza.

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OSSERVATORIO sulla REPRESSIONE.

03 gennaio 2012

Si terrà oggi l’autopsia sul corpo Gregorio Durante, il detenuto di 34 anni, di Nardò (Lecce), morto nel carcere di Trani, dove era detenuto in condizione di isolamento, la notte del 31 dicembre scorso. Il pm della procura di Trani Luigi Scimè che ha avviato indagini ed ha ipotizzano il reato di omicidio colposo in concorso ha iscritto nel registro degli indagati14 persone, tra le quali il direttore del carcere, Salvatore Bolumetti, e personale medico che ha seguito l’uomo in carcere e anche in ospedale, a Bisceglie, dove era stato ricoverato nel reparto di psichiatria, e poi dimesso. Tutte le persone coinvolte sono già state sentite, hanno informato gli inquirenti. I risultati della autopsia saranno noti nei prossimi giorni ma è la disamina di tutta la storia clinica dell’uomo – a quanto sottolineano fonti investigative – che richiede tempo e analisi approfondita e che servirà a fare luce su quanto accaduto. In particolare, si dovrà chiarire se a causare la morte di Durante abbia contribuito il regime carcerario, la condizione di isolamento al quale era stato sottoposto ed eventualmente una errata valutazione medica del suo stato di salute.
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coordinamento:

Ken Sharo-Luna Rossa



Redazionali e Collaborazioni
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quotidiani 04 febbraio 2012
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febbraio ...arriveremo :)

programmazione di Donato Monsellato "INDIGNATOS"

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  • Non dimentichiamo la Grecia
    Sono convinto che la sinistra europea e i sindacati europei non potranno e non dovranno mai perdonarsi di aver abbandonato al proprio destino la Grecia, le nostre compagne e i nostri compagni, le nostre sorelle e i nostri fratelli di questo meraviglioso e glorioso Paese.Di aver consentito, muti e immobili, che su di essi si abbattessero con tutta la loro fer […]
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    Dott.Ing. Mauro Miccolis
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    Sarà sicuramente eccezionale! Con tutte le pessime previsioni che ha addosso mostrerà senza dubbio le qualità di un anno fuori dal comune. Un anno di transizione con cambiamenti imprevedibili, al di là delle previsioni più funeste! Mio Papà mi diceva sempre: “se Dio vuole” per rammentare che la nostra volontà è sempre importante, ma in […]
    giosby
  • Troppo silenzio degli uomini: la violenza sessuale è maschile!
    Il clamore della sentenza della Cassazione ha fatto danni e mietuto vittime un po’ ovunque sia nella disinformazione più totale che nella troppa informazione da abuso di cavilli burocratici. Ieri era tutto un pullulare di notizie false e fuorvianti: buona parte dei media mainstream hanno purtroppo rilanciato la notizia che per il reato dello stupro […]
    anarcofem

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quotidiani esteri del 4 febbraio

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