Ungheria: Anonymous attacca la Costituzione “Il popolo deve difendersi dai tiranni” – Repubblica.it.
l gruppo hacker corregge alcuni passaggi della contestata “nuova carta” approvata dalla maggioranza di destra, inserendo il “diritto alla ribellione”. Il testo rimosso dal sito della Corte. Pochi giorni fa l’arresto di 25 presunti membri del collettivo
BUDAPEST – Il sito della Corte costituzionale ungherese ha subito un attacco del gruppo hacker Anonymous. Gli hacker non hanno oscurato o “defacciato” il sito come comunemente fanno, ma si sono spinti fino alla modifica di alcuni passaggi del testo della contestata “Nuova Costituzione”, pubblicata sul sito. Il testo modificato è stato rimosso dal sito, ha comunicato il portavoce della Corte Andras Sereg.
La Carta riveduta e corretta. “Gli ideologi e i governanti della tirannia, o anche i dittatori, non rappresentano che brevi periodi della storia. Il popolo ha il diritto di eliminare la tirannia e ribellarsi”, sostiene il testo “rivisto” dagli hacker. Inoltre, la “nuova Costituzione” nell’intepretazione di Anonymous prevede, per i lavoratori del settore informatico, l’ironica possibilità di lasciare il lavoro a 32 anni con il 150 per cento della pensione. Pochi giorni fa, l’Interpol ha eseguito l’arresto di 25 presunti membri 1 del gruppo in Spagna e Sud America.
Un testo contestato. La nuova Costituzione ungherese non è nuova a contestazioni. Il testo è stato vivacemente criticato a livello internazionale e nazionale. Continua a leggere
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All’attanzione dei cittadini del Mondo,
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Anonymous ancora una volta ha deciso di unirsi alla lotta della ValSusa per protestare formalmente contro gli avvenimenti di stanotte ai danni dei manifestanti PACIFICI che partecipavano con la resistenza passiva al blocco dell autostrada A32,in particolare gli abusi della polizia e l’incursione ILLEGALE degli stessi in un bar dove alcuni manifestanti si erano rifugiati dai già palesati abusi della Polizia di Stato, ricordando la nostra solidarietà per Luca Abbà e per la causa No-TAV, cercando di risvegliare l’attenzione sull’impatto ambientale devastante creatosi nell’edificazione di linee ad alta velocità. Continua a leggere
Interpol contro Anonymous: 25 arresti| mondo| Il SecoloXIX.
Genova – Blitz dell’Interpol contro gli hacker di Anonymous. Venticinque arresti in Spagna, Argentina, Cile e Colombia. I sospettati hanno tra i 17 e i 40 anni e farebbero parte di gruppi hacker “affiliati” alla galassia di Anonymous. Rischierebbero fino a 5 anni di carcere.
Le 25 persone arrestate ieri pomeriggio (4 in Spagna, 10 in Argentina, 6 in Cile e 5 in Colombia) sono sospettate di aver orchestrato gli attacchi a numerosi siti Internet negli scorsi mesi. In particolare, quello che ha abbattuto proprio il sito dell’agenzia internazionale di coordinamento delle polizie e di alcune organizzazioni governative in Colombia e in Cile.
Immediata la reazione del gruppo: il sito dell’Interpol è irraggiungibile. E su Twitter, uno degli account riferibili al movimento spiega: “#Anonymous non è un’organizzazione criminale”.
Ennesimo colpo di Anonymous. Il gruppo di hacker ha letteralmente bloccato il sito della Polizia di Stato. Poliziadistato.it è infatti irraggiungibile da ore. Alcune fonti sostengono che l’attacco sia collegato alle proteste No Tav.
La stessa cosa era avvenuta al sito della Polizia Postale italiana lunedì 25 luglio dell’anno scorso, con conseguente pubblicazione di migliaia di documenti. «Questo è un richiamo anche per l’attacco diretto ai nostri colleghi che nei giorni scorsi sono stati arrestati sia in Italia, che in Europa e negli Stati Uniti», scrissero sul loro sito in riferimento agli ultimi arresti che hanno coinvolto il gruppo. Continua a leggere
Paniz fa oscurare sito su Vajont?Anonymous blocca la sua pagina – Italia – l’Unità.
Anonymous ha colpito ancora. I pirati informatici hanno attaccato il sito di Maurizio Paniz, avvocato e deputato del Pdl che insieme con Domenico Scilipoti ha chiesto e ottenuto dalla magistratura la chiusura del portale dedicato alla strage del Vajoint. “Il giudice delle indagini preliminari di Belluno, Aldo Giancotti, ha ordinato la chiusura dell’intero portale dedicato alla strage del Vajont, costata la vita nel 1963 a 1910 persone”, ricorda AnonymousItaly in un comunicato. Il sito, si spiega, “è ‘colpevole’ di aver scritto: ‘E se la mafia è una montagna di me… i Paniz e gli Scilipoti sono guide alpine!’”. Se l’italiano non è un opinione, l’uso del plurale in detta frase non si rifà alle persone ma a ciò che rappresentano, quindi come prima osservazione viene da chiedersi se non sia giusto che chi giudica lo scritto non sia tenuto alla conoscienza della lingua dello scrivente”. Inoltre, si legge ancora, “c’è da considerare il diritto degli ‘scilipoti e paniz’ sopra al diritto di migliaia di utenti che avevano come riferimento il portale oscurato; fra i documenti destinati a scomparire almeno per un periodo dalla rete, molte fotografie, interviste, e rappresentazioni teatrali come quella tenuta a febbraio dai ragazzi di uno dei paesi della comunità ancora sconvolta dal ricordo del disastro”.
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Chi di Rete ferisce » Piovono rane – Blog – L’espresso.

In questo momento il sito MaurizioPaniz.it appare così.
Anonymous…grazie !!!!!!!
Usa, il movimento Occupy e i black bloc – E – il mensile online.
…… Lo stesso Ghandi, pur non condividendo la tattica violenta di lotta dei suoi comapgni, si rifiutava di denunciarli: sosteneva la superiorità morale della nonviolenza rispetto alla violenza, ma diceva anche che opporsi all’ingiustizia con mezzi violenti e comunque moralmente superiore al non fare nulla. E Ghandi parlava di gente che faceva saltare in aria treni e assassinava ufficiali governativi, non che scriveva sulle vetrine parolacce contro la polizia”.
All’interno del composito movimento di protesta americano Occupy Wall Street è iniziato un interessante dibattito sui black bloc e la violenza politica. Un dibattito destinato a montare in vista delle grandi manifestazioni di protesta previste a Chicago a maggio contro il G8 e il vertice Nato, dove la presenza dei black bloc è data per scontata.
Il sasso nello stagno è stato un falso videomessaggio di Anonymous caricato il 22 gennaio su YouTube, dal titolo “Avvertimento di Occupy e Anonymous ai Black Bloc”: una provocazione che ha comunque sortito l’effetto di dar fuoco alle polveri della discussione.
Il video defintiva “inaccetabile”, “penoso”, “idiota” e “pericoloso” il “vandalismo dei black bloc”, e proseguiva con toni molti duri. “Siete codardi perché vi nascondete dietro le insegne del movimento Occupy usando i manifestanti come scudi”. “Molti di voi sono agenti provocatori, e anche chi non lo è, agisce demonizzando il nostro movimento agli occhi dell’opinione pubblica, sottraendoci sostegno, sia finanziario che ideologico. Ma soprattutto, le vostre azioni giustificano la brutalità della polizia, privando il movimento della sua superiorità morale e fornendo munuzioni ai media”. Continua a leggere
# OCCUPY AMERICA’S CUP! – ControLaCrisi.org.
Un gruppo di precari, disoccupati, operatori sociali e studenti, ha occupato il cantiere dell’Americas Cup sul lungomare di Napoli prima di dirigersi in corteo per raggiungere il presidio allestito davanti alla sede della Regione Campania in via Santa Lucia dal movimento ‘Occupy Santa Lucià. Da alcuni giorni movimenti di lotta per il lavoro, studenti e lavoratori stanno presidiano il palazzo della Regione Campania per chiedere al presidente Stefano Caldoro un tavolo di confronto sulle emergenze occupazionali in Campania, sul welfare e sulla sanità pubblica. Da questa mattina infatti alcune persone vestite da fantasma ha ripreso il presidio allestito in via Santa Lucia. «Siamo vestiti da fantasmi – spiegano – perchè in questo palazzo non c’è nessuno, non risponde nessuno, in questo momento difficile la Regione è un fantasma»Enrico Piovesana
Gli ormai famosi ‘hacktivisti’ di Anonymous hanno preso di mira questa volta la Combined Systems Inc.: principale azienda americana produttrice, es esportatrice, delle famigerate granate lacrimogene Cs.
Il cyberattacco, che ieri ha messo temporaneamente fuori uso il sito dell’azienda del gruppo Carlyle, è stato sferrato in occasione dell’anniversario della prima violenta repressione poliziesca delle proteste popolari in Bahrain, condotta con un massiccio uso di candelotti prodotti proprio dalla Combined Systems Inc. (ex Combined Tactical Systems).
Lo scopo dell’azione era infatti denunciare i profitti che questa azienda di Jamestown (Pennsylvania) ha fatto e continua a fare vendendo i suoi prodotti antisommossa alle brutali forze di sicurezza di regimi come quello del Bahrain, Egitto e Tunisia, che impiegano i gas Cs per reprimere le proteste abusandone a tal punto da provocare spesso la morte per asfissia dei dimostrati. Continua a leggere
Anonymous Italia ha attaccato i sistemi del sito del carcere di Torino per solidarietà ai No Tav arrestati il 26 gennaio.
Qua il comunicato diffuso:
” NOTAV #OpItaly #OperationGreenRights
PRESS ITA
All’attenzione dei cittadini italiani.
Apprendiamo con sdegno del trattamento riservato ai notav arrestati il 26 gennaio.Oltre al vile atto di repressione contro un movimento saldo, unito e determinato che va avanti da 20 anni si aggiungono i trattamenti che vengono riservati ai nostri Compagni reclusi in carcere.Alcuni attivisti NOTAV hanno scritto una lettera “contro le pesanti condizioni di agibilità interna”.
“Al detenuto spettano per disposizione ministeriale, 4 ore d’aria. Fino a poco tempo fa in queste ore venivano aperte le celle e si poteva passeggiare nel corridoio o, volendo, entrare in un’altra cella. Ultimamente ci fanno uscire e, dopo un quarto d’ora, ci fanno entrare nelle celle in cui vogliamo stare. In questi giorni d’emergenza freddo è impossibile uscire all’aria anche perché i cortili sono invasi dalla neve. Se non esci all’aria aperta ti obbligano a stare chiuso in cella. Martedì sera, nella nostra sezione le condizioni sono state inasprite. Continua a leggere
TMNews – Usa/ Anonymous attacca anche la Cia, oscurato il sito Web.
Nuovo attacco degli hacker contro l’intelligence statunitense

Roma, 11 feb. (TMNews) – Persino il sistema informatico della Cia è andato giù, come un qualsiasi blog. I cyber-attivisti di Anonymous, vicini al Occupy Wall Street, sono riusciti a bloccare il sito della Central Intelligence Agency guidata dal generale David Petraeus per oltre un’ora, prima che i preparatissimi tecnici dell’agenzia riuscissero a riparare il danno. “CIA Tango down!” ha twittato entusiasta un membro di Anonymous dall’account @YourAnonNews, regolarmente utilizzato dal gruppo di hacker.
Nel gergo militare, ‘Tango Down’ significa che un nemico è stato abbattuto. I pirati informatici non hanno fornito alcuna spiegazione aggiuntiva. Ma nel pomeriggio di ieri il sito ‘cia.gov’ risultava “inaccessibile”. Interpellato dall’Afp, un portavoce della Cia si è limitato a rispondere: “Queste informazioni sono allo studio”. Alcuni attivisti di Anonymous hanno altresì annunciato ieri di aver piratato il sito ‘camimex.org.mex’ dell’autorità che gestisce le risorse minerarie del Messico. Continua a leggere


































