Islanda. Ecco la prima vittima della caccia alle balene | Greenpeace Italia.
Un maschio di balenottera comune lungo più di 20 metri è la prima vittima della caccia baleniera islandese di quest’anno. L’Islanda ha ripreso a cacciare le balene nonostante il bando alla caccia commerciale dell’IWC (International Whaling Commission – Commissione Baleniera Internazionale). Siamo riusciti a documentare l’arrivo al porto di Hvalfjörður, vicino Reykjavik e la macellazione di questo esemplare che fa parte delle specie minacciate d’estinzione inserite nella Lista Rossa elaborata dall’IUCN (International Union for Conservation of Nature). I balenieri islandesi hanno in programma di cacciare fino a 180 balenottere comuni quest’estate, un piano sostenuto dal governo islandese. La ripresa della caccia coincide con l’alta stagione per il whale watching e questo ha portato a una forte protesta dell’industria turistica islandese secondo cui l’osservazione delle balene porta maggiori benefici economici di quanti la caccia potrà mai portare. Nel 2008 circa 115.000 persone sono andate in Islanda per praticare il whale watching e più del 20% di loro pensa che questa sia una ragione importante per fare un viaggio in Islanda, spendendo così anche milioni di dollari. Altre 115.000 persone hanno sottoscritto la promessa di visitare l’Islanda se smetterà di cacciare le balene. La caccia alle balene rischia di danneggiare fortemente l’immagine dell’Islanda. Continua a leggereLAV: le nostre campagne – pellicce – visoni & co. – news visoni & co..
Oggi il Consiglio Regionale dell’Abruzzo ha approvato all’unanimità la Risoluzione proposta dalla LAV con la quale impegna il Presidente della Regione e la Giunta a trasmettere ai Presidenti di Senato e Camera la richiesta di approvare la proposta di legge in materia di “divieto di allevare, catturare e uccidere animali per la produzione di pellicce”. Un forte segnale, ampiamente condiviso da tutte le forze politiche del Consiglio Regionale dell’Abruzzo, che va in direzione della volontà della maggioranza degli italiani, che già in più di una occasione si sono espressi contro lo sfruttamento degli animali per la produzione di pellicce (l’83% degli italiani come rilevato anche da Eurispes nel “Rapporto Italia 2011” e successivi), anche tramite la sottoscrizione di una specifica petizione di iniziativa popolare indetta dalla LAV nel 2011, e che ad oggi ha trovato il consenso di circa 100.000 cittadini. La proposta di legge LAV, sostenuta in Parlamento da diversi schieramenti e che, se approvata, metterà al bando gli allevamenti di animali ‘da pelliccia’, è già stata depositata al Senato (S62 prima firmataria Sen. Silvana Amati –PD-) e alla Camera (C288 prima firmataria On. Michela V. Brambilla –PDL-), e attende solo la calendarizzazione nei lavori delle Commissioni parlamentari. Continua a leggere
Spese folli per cani e gatti, anche Wall Street fiuta il boom della pet economy
Dalle bambole ai gps, il mercato vale 50 miliardi di dollari. Il futuro di Fido & co. prevede menù ogm free e piatti firmati da chef stellati. Negli Usa il settore registra più 30%. di ETTORE LIVINI

MILANO - Wall Street e la finanza Usa scoprono il fascino sottile della “bolla a quattrozampe”. Dopo aver investito (e spesso perso) miliardi di dollari nei flop di Silicon Valley e nelle biotecnologie, i guru del denaro a stelle e strisce sono tornati con i piedi per terra e hanno deciso di scommettere su qualcosa di più concreto: cani, gatti, conigli e criceti.
CANI CONDANNATI A MORTE
(foto da web della red.nr
La duplice condanna a morte è stata firmata il 20 marzo scorso. Una è stata eseguita, mentre l’altro imputato si è dato alla macchia, in fuga da un destino che neanche riesce a comprendere. Su di lui pende l’accusa di aver aggredito degli innocenti, quando secondo i padroni stava seguendo semplicemente il suo istinto e i suoi doveri.
Tuta ha quattro anni, è sopravvissuto a un tumore e ha il pelo bianco e folto come vuole la sua razza. È un pastore maremmano, un cane da pastore, svezzato da quelle stesse pecore che accudisce sulle colline di Rosignano. Sulla sua testa ora pende un’ordinanza di soppressione, firmata dal vicesindaco, dopo che in Comune è arrivato il referto dell’Asl insieme a una denuncia da parte di un escursionista morso dai due cani. Ma intorno a questa condanna ora animalisti e non solo sono pronti a fare le barricate, tra proteste e azioni legali. «Seguono l’istinto» spiega il suo padrone, Gabriele Neri. Erano inseparabili, Uzi e Tuta. Almeno fino a quando i veterinari dell’Asl, a fine maggio, non sono andati a mettere in pratica l’ordinanza. Uzi, 8 anni, era nel gregge in quel momento: lo hanno attirato fuori, gli hanno fatto un’iniezione letale e il suo padrone l’ha seppellito in collina. Tuta invece non c’era. Continua a leggere
____LIPU – News – A SIBARI UN’ORDINANZA CHE PROTEGGE LE CICOGNE____.
La LIPU tutta plaude alla sensibilità dimostrata dal Sindaco di Cassano allo ionio, Giovanni Papasso, e dalla sua amministrazione comunale per l’ordinanza relativa alla tutela dei nidi di Cicogna bianca nell’area di Sibari. Si ricorda che circa due settimane fa una nidiata di cicogne è stata ritrovata morta sotto il nido, molto probabilmente per l’avvicinamento di un velivolo leggero con l’intendo di fotografare gli uccelli che, per il forte spavento, nel tentativo di scappare, sono caduti dal nido ancora incapaci di volare. Comportamenti irresponsabili che vanno fortemente condannati perché, oltre al danno immediato, potrebbero mettere a rischio la presenza della specie in tutta l’area. In seguito a questo grave atto la LIPU di Rende ha denunciato l’accaduto alle autorità competenti chiedendo contestualmente al Sindaco Papasso di emanare un’ordinanza per interdire i voli a bassa quota dei velivoli leggeri. E la richiesta, con grande soddisfazione della LIPU, e’ stata favorevolmente accolta. Forse il sacrificio dei quattro pulli morti non è stato invano e ci si augura che l’ordinanza possa fungere da deterrente e scongiurare eventuali pericoli futuri di questo genere. Continua a leggere
____LIPU – News – ATTIVA LA WEB CAM SUL NIDO DI GRILLAIO____.
PARCO NAZIONALE ALTA MURGIA . Gravina in Puglia, 31 maggio 2013 . LA VITA DEL FALCO GRILLAIO IN DIRETTA WEB
Riparte, per il quarto anno consecutivo, “il Parco per il Grillaio”, progetto che il Parco Nazionale dell’Alta Murgia svolge in collaborazione con la LIPU (Lega Italiana per la Protezione degli Uccelli) per il monitoraggio e la conoscenza del rapace migratore che caratterizza i cieli dell’Alta Murgia durante le stagioni primaverile ed estiva. Tra le iniziative più singolari e seguite dal pubblico, anche quest’anno è prevista la trasmissione della vita in diretta di questa specie: una webcam inserita in un nido di Falco grillaio documenterà tutte le fasi della vita di questi rapaci, dalla riproduzione fino al primo volo dei nuovi nati. Tutte le immagini saranno trasmesse in streaming sul sito www.parcoaltamurgia.gov.it . Collegandosi al sito del parco sarà possibile entrare direttamente nel nido di una coppia di grillai senza arrecare loro disturbo e osservare uno dei momenti più affascinanti del ciclo vitale di questa specie. L’ultima edizione ha fatto registrare decine di migliaia di connessioni al ‘nido virtuale’: ornitologi e semplici appassionati – soprattutto giovanissimi – hanno avuto la possibilità di scoprire come i genitori si alternano nella cova, come avviene la schiusa, di cosa si nutrono i pulcini e come questi spiccano il loro primo volo. “Utilizzare la rete e i nuovi strumenti di conoscenza ci offre l’opportunità di diffondere l’attenzione nei confronti di questa specie e ci fornisce strumenti per migliorare la convivenza e promuovere una cultura della tutela della biodiversità – ha dichiarato il Presidente del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, Cesare Veronico Continua a leggere

AQUILA DI BONELLI: GIA’ INVOLATI 12 GIOVANI. PROSEGUE IL CAMPO DI TUTELA DEI VOLONTARI SICILIANI SOSTENUTI DALL’ON.ANDREA ZANONI: “SERVE PIU’ IMPEGNO DEGLI ORGANI COMPETENTI”
Conclusa da poco a Palermo la conferenza stampa del Coordinamento Tutela Rapaci Sicilia con l’eurodeputato, autore di iniziative e interrogazioni sul grave fenomeno del bracconaggio. Dodici giovani già involati in queste settimane, altrettanti ancora coi genitori nel nido in attesa del momento giusto per spiccare il loro primo volo e guadagnarsi la libertà. Lo annuncia la LIPU-BirdLife Italia, che prosegue in Sicilia, con le altre associazioni del Coordinamento Tutela Rapaci Sicilia (formato da Cabs, Ebn Italia, Fir, Fsn, LIPU, Man, Wwf), il campo di volontariato per la protezione dell’aquila di Bonelli, una delle specie a maggior rischio di estinzione in Italia (solo 20 coppie rimaste, tutte in Sicilia). La specie, unitamente ad altri rapaci, risulta ancora minacciata dai bracconieri, che si arrampicano sui nidi e rubano i piccoli per poi venderli a cifre altissime nel giro del commercio illegale. A fianco del Coordinamento, che quest’anno è giunto alla Terza edizione del campo schierando ben 80 volontari, è intervenuto oggi alla conferenza stampa, che si è appena conclusa a Palermo, l’europarlamentare Andrea Zanoni: “Con questa mia presenza – ha dichiarato il deputato europeo – desidero chiedere un maggior impegno da parte degli organi competenti in materia per supportare i volontari del Coordinamento tutela rapaci e per attuare tutte le misure di loro competenza per la risoluzione dei problemi legati alla protezione delle specie più a rischio in Sicilia e in Europa quali l’aquila di Bonelli e il lanario”. Continua a leggere
LAV: le nostre campagne – caccia e fauna – caccia – news caccia ii.
(Foto da WEB) La XIII Commissione della Camera dei Deputati presieduta dall’on. Luca Sani ascolterà oggi la LAV insieme a ENPA, WWF, Legambiente e LIPU sul tema degli attacchi di predatori alle greggi. “Il lupo è un animale protetto da norme nazionali e comunitarie, gli ibridi ed i cani randagi altrettanto – dichiara nella sua relazione l’avv. Carla Campanaro, responsabile Ufficio Legale LAV – e pensare di incrinare la loro protezione e tutela addirittura causandone la morte, oltretutto in relazione a danni assai lacunosi negli accertamenti, quando sarebbe invece possibile attuare ben altre politiche preventive ed ecologiche non cruente di contenimento è semplicemente contrario al quadro normativo di riferimento e non in linea con ciò che oggi la collettività richiede e le norme prevedono”. Sia il lupo che i cosiddetti ibridi come i cani sono animali e dunque ricadono nella normativa penale a loro tutela. Il lupo, ovvero la specie identificata e tutelata dalla direttiva 92/43CE (cosiddetta «direttiva habitat») è una specie protetta, come previsto dalla legge 157 del 1992, per cui ne è vietata l’uccisione sul territorio nazionale in combinato disposto con l’art 544 bis c.p. del codice penale che comporta il delitto di animalicidio. Per quanto riguarda i cosiddetti ibridi e i cani (ma lo stesso discorso vale evidentemente per i lupi in qualità di animali ancor più protetti) c’è da aggiungere come la giurisprudenza abbia a più riprese chiarito come oggi l’animale è penalmente tutelato e non può essere soggetto ad uccisione solo per motivi di ‘convenienza e opportunità’. Continua a leggere







