Se avete intenzione di convertirvi al solare, prima di comprare costosissimi pannelli, sappiate che presto non serviranno più. Stephen Rand ed i suoi colleghi della University of Michigan hanno scoperto come ricavare energia dalla luce del Sole, senza l’utilizzo delle classiche celle fotovoltaiche. I risultati della ricerca del’equipe del prof. Rand, pubblicati nel Journal of Applied Physics, hanno dimostrato che il campo magnetico della luce, fino ad oggi considerato troppo debole per essere utilizzato in applicazioni pratiche, è invece una potentissima fonte d’energia.
“Nelle classiche celle fotovoltaiche, la luce attraversa un materiale semi-conduttore, viene assorbita e crea calore. Fino ad oggi si sono costruiti i pannelli solari basandosi su tale processo d’assorbimento e si pensava che l’intensità del campo magnetico della luce fosse troppo insignificante per esser preso in considerazione. Abbiamo scoperto, invece, l’esistenza di un’interazione così strana, che è stata trascurata per più di cent’anni: Continua a leggere
Spaccare l’interno di un vulcano addormentato da 1300 anni (che per un vulcano sono meno di un amen), versarci acqua, ottenere vapore, far girare una turbina e produrre elettricità.
Negli Stati Uniti durante l’estate decollerà un progetto assai poco convenzionale per sfruttare l’energia geotermica: il vulcano in questione – il Newberry dell’Oregon – verrà infatti fratturato pompando acqua nel sottosuolo, così da creare dentro le rocce una vastissima rete di crepe entro cui l’acqua stessa potrà scaldarsi.
Il rischio di innescare terremoti è molto basso, dicono i promotori del progetto, ma resta da vedere come la prenderà il vulcano, definito “sismicamente e geologicamente attivo” sul sito dedicato al parco naturale di cui esso fa parte. Ecco quello che intendono fargli: c’è un video.
Più che un video, è uno spot: viene da AltaRock Energy, una delle aziende coinvolte dall’iniziativa. La prima parte è spesa per spiegare che in natura esistono getti di vapore (i geyser, i soffioni di Lardarello) legate ai vulcani spenti: ma – sostiene il video – non bastano ed è necessario crearne di nuovi. Attorno al terzo minuto inizia la spiegazione vera e propria.
In sostanza: nel ventre ultrabollente del vulcano addormentato è già stato trivellato un pozzo profondo circa 3.700 metri. In estate, per 21 giorni, ci pomperanno dentro 90.000 metri cubi: più o meno un volume pari a 14 palazzine condominiali a 7 piani. Continua a leggere
Annunci case, obbligo di certificato » 2050 – Blog – Repubblica.it.
Dall’AAA dell’annuncio, all’A della certificazione energetica. Da oggi accanto alle indicazioni su superficie, posizione e rifiniture, chi vende un’abitazione dovrà indicare anche l’indice di prestazione energetica. Si tratta di un fondamentale passo avanti per valorizzare gli immobili che consumano meno.
La novità è stata introdotta sulla scorta del decreto rinnovabili (Dlgs 28/2011), ma come troppo spesso accade in Italia rischia di essere depotenziata nei suoi possibili effetti positivi dalla mancanza di indicazioni sulle sanzioni previste per chi non rispetta l’obbligo, che riguarda tutti gli annunci immobiliari (cartacei, su internet, in tv, tramite volantini e cartelli). Fa eccezione la Regione Lombardia che ha inserito invece multe fino a 5 mila euro in caso di inadempienza.
L’indice di prestazione dell’immobile è contenuto nell’Ace, l’Attestato di certificazione energetica, documento redatto da un tecnico abilitato che attesta la prestazione energetica dell’edificio e i parametri energetici caratteristici dell’edificio. Continua a leggere
L’impianto ibrido solare-eolico che ha permesso al villaggio di Dhaubadi, in Nepal, di diventare il primo villaggio “rinnovabile” dell’Asia, consiste in due gruppi di turbine eoliche da 5 kW accompagnato da pannelli fotovoltaici in grado di generare 43,6 kWh di energia elettrica al giorno, che, secondo l’Asian Development Bank (ADB), può dare energia a 46 famiglie del villaggio. L’installazione di questo impianto ultramoderno consentirà alle donne di cucinare e pulire, ai figli di studiare o giocare dopo il tramonto e agli abitanti del villaggio in generale di vedere la televisione, caricare i loro cellulari, usare il computer e leggere di notte con l’aiuto del sistema integrato di alimentazione eolico-solare. Continua a leggere
Foto da www.migliorenergia.it
Un’Italia a metà del guado nelle politiche di efficienza energetica, con piani poco ambiziosi e misure spesso generiche, ma anche segnali estremamente positivi che giungono dagli interventi realizzati in questi anni e, soprattutto, da una potenzialità rilevantissima di risparmi in tutti i settori industriali. Questi, in sintesi, i risultati del rapporto presentato oggi a Roma nell’ambito del convegno “L’Italia alla sfida del clima” promosso da Legambiente e AzzeroCO2. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, Alberto Biancardi (componente Autority Energia), Massimo Beccarello (Confindustria), Carlo Manna (Enea), Beppe Gamba (AzzeroCO2), Edoardo Zanchini (Legambiente), Monica Frassoni (European Alliance to save energy), Antonio Gennari (Confindustria), Francesco Ferrante e Gianni Silvestrini (Kyoto Club). Lo studio, realizzato da AzzeroCO2 e Istituto di ricerche Ambiente Italia, mette in evidenza dati particolarmente interessanti rispetto alle prospettive di intervento nel settore. Il primo riguarda la riduzione dei consumi energetici avvenuta in questi anni, non solo per via della crisi, ma anche grazie all’impatto di provvedimenti quali la detrazione fiscale del 55% e i titoli di efficienza energetica (i cosiddetti certificati bianchi). Tanto che si è passati da un consumo finale lordo di energia di 146,5 MTEP al 2005 a un dato di 137,5 nel 2010. Il problema è che gli obiettivi proposti nei piani approvati in questi anni sono troppo timidi (attraverso l’efficienza si avrebbe una riduzione di circa 15,8 MTEP, rispetto a un consumo in crescita post crisi stimato a 145,6 MTEP al 2020), e soprattutto accompagnati da interventi che rimangono ancora non chiaramente definiti e con incentivi incerti perché a continuo rischio di cancellazione. Continua a leggere





























