L’iniziativa dei Cittadini Europei per chiedere alla Commissione Europea che le risorse idriche siano messe fuori dal mercato ed al riparo dai tentativi di privatizzazione ha superato il milione di firme.
È un risultato importante per contrastare la privatizzazione del servizio idrico voluta dalla Commissione Europea e rafforzare la battaglia per l’applicazione del referendum sull’acqua in Italia.
Per centrare l’obiettivo è necessario che in almeno 7 paesi si raggiunga la quota minima stabilita.
5 piccole azioni in 5 minuti per partecipare anche tu all’iniziativa:
1) Se non hai ancora firmato fallo al più presto cliccando qui
2) Se hai firmato convinci almeno altre due persone a farlo
3) Condividi sui social network la pagina www.acquapubblica.eu
4) Scarica qui la cover dell’ICE ed esponila sul tuo profilo facebook
Aiutaci a trasformare l’acqua in un bene comune in tutta Europa.
Livelli di emergenza nel viterbese. Il ministero: “Nonostante i solleciti l’ex governatrice non formalizzò il piano”

(TMNews) – “Con il presidente Nicola Zingaretti e con tutti gli enti locali interessati avvieremo in tempi strettissimi le misure urgenti per far fronte ai disagi della popolazione in seguito all’emergenza da tempo creatasi a causa delle alte concentrazioni d’arsenico nell’acqua nel viterbese”. Lo dichiara in una nota il ministro della Salute Renato Balduzzi, dopo la telefonata che ha avuto questa mattina con il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.
Balduzzi ha informato Zingaretti e insieme hanno concordato un incontro la prossima settimana: “Non possiamo più aspettare e finalmente dalla Regione c’è una risposta precisa alle numerose sollecitazioni che avevo già rivolto in passato alla Regione Lazio. Il presidente Zingaretti – prosegue Balduzzi – ha risposto immediatamente questa mattina annunciando l’incontro di lavoro”. Continua a leggere
dal CTCU – IL CENTRO TUTELA CONSUMATORI UTENTI SOSTIENE LA RACCOLTA FIRME CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA
Di soppiatto, ben nascosto nei meandri di una direttiva, la Commissione Europea sta tentando di far approvare un progetto secolare. Stiamo parlando nientemeno che della privatizzazione a livello europeo dellapprovvigionamento idrico. Nel caso in cui lincursione della Commissione Europea dovesse avere esito positivo, quello che è oggi un bene pubblico quasi sicuramente diventerà un bene su cui speculare e con il quale anche in Germania sarà possibile guadagnare milioni. Sarebbe una vittoria delle multinazionali, che da anni perseguono lobiettivo della privatizzazione di questo bene. Le conseguenze per noi consumatori potrebbero essere considerevoli. (estratto da una puntata della trasmissione Monitor della prima rete televisiva pubblica tedesca, ARD).
Stessa cosa varrebbe sicuramente anche per gli altri Stati della Unione Europea. Con liniziativa Lacqua potabile è un diritto umano universale la prima Proposta diniziativa dei cittadini europei ha già superato, secondo quanto dichiarato dallassociazione Più Democrazia, la soglia di un milione di firme raccolte. La nuova meta sono i 2 milioni di firme entro novembre 2013.
E possibile sostenere liniziativa Right 2 Water on line allindirizzo http://signature.right2water.eu/oct-web-public/index.do;jsessionid=4171914288f5f1119d9f6e65e17f?lang=it. Nelle sedi del CTCU sono inoltre a disposizione i moduli per sottoscrivere direttamente la petizione.
Il business delle acque in bottiglia | Legambiente.
Un’imbarazzante storia all’italiana. Un impatto ambientale enorme per tutti e profitti esagerati per pochi. La denuncia di Legambiente e Altreconomia. 
Un giro d’affari pari a 2,25 miliardi di euro che riguarda 168 società per 304 diverse marche commerciali; l’uso di oltre 6 miliardi di bottiglie di plastica prodotte utilizzando 456 mila tonnellate di petrolio, che determinano l’immissione in atmosfera di oltre 1,2 milioni di tonnellate di CO2: c’è un vero e proprio business dentro una bottiglia d’acqua. L’abitudine tutta italiana di preferire l’acqua in bottiglia a quella del rubinetto innesca, infatti, un meccanismo economico che porta immensi guadagni alle aziende imbottigliatrici e un’enorme consumo di risorse per il Paese, oltre ad alti livelli di inquinamento indotto e consumo di risorse.

Tar Toscano dà ragione ai movimenti: le bollette post referendum sono illegittime – Senza Soste.
Il Tar della Toscana accoglie il ricorso presentato dal Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua: le tariffe presentate dai gestori dopo il Areferendum sono illegittime in quanto comprendono ancora la “remunerazione del capitale investito” abolita dal referendum del 12 e 13 giugno 2011.
Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ha sempre sostenuto l’illegittimità delle bollette post referendarie, al punto di dare vita alla Campagna di Obbedienza Civile, con la quale i cittadini si sono autoridotti le bollette “obbedendo” agli esiti referendari. Ora il Tar della Toscana conferma pienamente quella impostazione, scrivendo nella sentenza che “il criterio della remunerazione del capitale (…) essendo strettamente connesso all’oggetto del quesito referendario, viene inevitabilmente TRAVOLTO dalla volontà popolare abrogatrice…”. Continua a leggere
Istituita dall’ONU nel 1993, arriva alla sua ventesima edizione - Chi compra l’acqua compra il potere

Il 22 marzo di ogni anno le Nazioni Unite ci ricordano l’importanza dell’acqua, risorsa fondamentale per la sopravvivenza umana. La mancanza di acqua pulita uccide più persone delle guerre, e circa un miliardo di persone al mondo non hanno accesso a risorse idriche degne di questo nome. Cosa fare per migliorare la situazione?
GLI IDRAULICI, I NOSTRI EROI - AbleSkills, una società britannica che organizza corsi per professioni come muratori, elettricisti, idraulici etc., leader del settore, ha approfittato dell’occasione per creare una simpatica infografica sui costi dello spreco di acqua e sull’importanza degli idraulici in quanto sanno progettare sistemi per ridurlo. Ci vogliono più idraulici, sostiene AbleSkills: quelli in attività adesso nel mondo sono troppo pochi per far fronte alle emergenze idriche. Che sembrano, peraltro, essere le stesse da secoli: gli antichi egizi, infatti, usavano per incanalare l’acqua gli stessi sistemi di tubature usati ancor oggi. Continua a leggere
WWF Italia – Giornata acque 2013.
E’ urgente agire per migliorare l’utilizzo dell’acqua nelle filiere produttive e nei comportamenti individuali. Ecco alcuni strumenti utili suggeriti dal WWF: Per imprese e investitori ‘Water Risk Filter’ (http://waterriskfilter.panda.org), guida on line sul rischio idrico, e per i cittadini il carrello della spesa virtuale su www.improntawwf.it
In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua del 22 marzo, il WWF ricorda come la pressione umana sulle risorse idriche sia estremamente elevata e insostenibile per il futuro nel caso dovessimo continuare a incrementare i consumi, come gli attuali trend confermano. Gli ecosistemi d’acqua dolce ricoprono appena l’1% della superficie del Pianeta e ospitano il 7% delle 1,8 milioni di specie oggi descritte dalla scienza tra cui un quarto dei 60.000 vertebrati noti. Le specie che li abitano si estinguono a un livello in media 5 volte superiore rispetto a quelle terrestri. Su un totale di 1,4 miliardi km³ di acqua disponibile sul Pianeta solo il 2,5% (35 milioni di km³) è costituito da acqua dolce (fiumi, laghi, ghiacciai ecc.), di cui solo meno dell’1% è potenzialmente utilizzabile dall’uomo per le proprie necessità (non tenendo presenti le esigenze di tutte le altre specie che con noi dividono il Pianeta), che invece si appropria del 54% di tutta l’acqua dolce accessibile, di cui il 20% viene usato dall’industria e circa il 70-80% nel mondo – in Italia circa il 60% – è utilizzato per l’agricoltura. Continua a leggere
Business miliardari con introiti enormi per le aziende e scarsissimi ritorni per le Regioni. Enorme impatto ambientale e alti costi per i consumatori. In occasione della giornata mondiale dell’acqua, che si celebra oggi 22 marzo, Legambiente e Altreconomia presentano ‘Acqua in bottiglia’, il dossier che svela le pecche di un vizio tutto italiano.
di Legambiente – 22 Marzo 2013

Un giro d’affari pari a 2,25 miliardi di euro che riguarda 168 società per 304 diverse marche commerciali: c’è un vero e proprio business dentro una bottiglia d’acqua
Un giro d’affari pari a 2,25 miliardi di euro che riguarda 168 società per 304 diverse marche commerciali; l’uso di oltre 6 miliardi di bottiglie di plastica prodotte utilizzando 456 mila tonnellate di petrolio, che determinano l’immissione in atmosfera di oltre 1,2 milioni di tonnellate di CO2: c’è un vero e proprio business dentro una bottiglia d’acqua. L’abitudine tutta italiana di preferire l’acqua in bottiglia a quella del rubinetto innesca, infatti, un meccanismo economico che porta immensi guadagni alle aziende imbottigliatrici e un’enorme consumo di risorse per il Paese, oltre ad alti livelli di inquinamento indotto e consumo di risorse. Continua a leggere






