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occhi aperti sulla manifestazione del 27 a roma del popolo viola, ci sono molte cose poco chiare sotto.
scrivi cosa c’è di poco chiaro …qualche articolo si pubblica …….piantiamo un po di casino
)))))))
Simonetta Zandiri
I valsusini non ce la fanno più da soli, c’è un esercito nella valle!!!ogni notte un nuovo blitz, sono stremati!!!e devono ricostruire i presidi incendiati…
mandiamo appelli e facciamoli girare …..
Vittorio Fabbiani EMERGENZA NO TAV IN VAL DI SUSA!!!
Gente, la situazione sta degenerando! Gli sbirri in forze manganellano e la gente del posto non ce la fa piú. Ovviamente i telegiornali tacciono e pure i giornali.
URGE ORGANIZZARE I RINFORZI!!!
Io abito a circa 5 ore di macchina dalla Val di Susa, ma sto vedendo come fare. Sarebbe il c…aso di convocare i gruppi locali piú vicini alla valle per accorrere a dar manforte????
Mi rivolgo a tutti, amministratori e non. Facciamo qualcosa di concreto ASSIEME!
Simonetta Zandiri
Bravo Vittorio, servono rinforzi, i “resistenti” sono stremati, intere notti al freddo e la polizia sempre più organizzata nel chiudere tutte le strade. Non è più una valle, è un presidio militare!
ken per il poco chiaro della manifestazione viola del 27 non basterebbe la britannica,
http://www.facebook.com/profile.php?v=info&ref=profile&id=100000127132786#!/pages/Resistenza-VIOLA/287721948732?ref=ts
ken per il poco chiaro della manifestazione viola del 27 non basterebbe la britannica,
http://www.facebook.com/pages/Resistenza-VIOLA/287721948732?ref=ts
http://www.facebook.com/pages/Resistenza-VIOLA/287721948732?ref=ts#!/topic.php?uid=287721948732&topic=13335
serve aiuto subito ai valsusini la polizia li sta massacrando, feriti ed ambulanze
coordinamento notav resistenzaviola
http://www.facebook.com/pages/Resistenza-VIOLA/287721948732?ref=ts#!/topic.php?uid=287721948732&topic=13335
Eliana Scotti Ambientevalsusa No Tav ULTIME DALL’ASSEMBLEA ROTONDA CHIANOCCO
I nostri sono di fronte alle forze dell’ordine che si stanno schierando sull’autostrada all’altezza dello svincolo del Vernetto/Chianocco.
Importanti decisioni da prendere, richiedono partecipazione massiccia da Chianocco…
Eliana Scotti
(5 minuti fa) BRUTTE NOTIZIE DALL’OSPEDALE DI SUSA
Ci scrive Paola: Pare che il ragazzo ferito sia stato trasportato alle molinette in codice rosso per via di un’emorragia cerebrale (le gambe erano ok) ma non ho ancora la certezza.
E’ NECESSARIO PARTECIPARE ALL’ASSEMBLEA DI CHIANOCCO- PRESSO LA ROTONDA AUTOSTRADA SE ABBIAMO CAPITO BENE- IMPORTANTI DECISIONI!!!
metto in rete le link e su fb
Marco Bertini direttamente dalle Molinette (via radio blackout) – Simone sta meglio ed è fuori pericolo ma resta in osservazione.
la protesta a Torino si sposta davanti al giornale la Stampa, ove stanno bloccando i tir coi giornali in uscita
Simonetta Zandiri
Grazie Pollon, morale a terra e grande rabbia, ma raggiungere i presidi è sempre più difficile perché bloccano tutte le strade e isolano la valle. Bisogna dotarsi di mappa, abbigliamento da neve, torcia, bevande calde…e tanta voglia di RESISTERE PACIFICAMENTE!
http://www.ustream.tv/channel/protesta-a-via-teulada-a-roma-per-il-blocco-dei-programmi-di-informazione
diretta streaming
No al decreto salvaliste:
http://www.youtube.com/watch?v=EbORxcnlITo
ciao paolo
ciooooo a tutti
ciao paolo
È riuscito lo sciopero del voto proclamato a Bocchigliero, piccolo centro dell’entroterra cosentino, proclamato per protestare contro lo Stato che avrebbe abbandonato le realtà interne del paese.
roba fresca per estate calda?
Yesterday at 11:18pm
De Ritulp e la criogiustizia
di alessio quinto bernardi
Al Corriere si dedicano sovente alla riesumazione di corpi intellettuali. Quando i numerosi zombies dell’informazione che ne frequentano le pagine non sanno cosa scrivere oppure quando non si hanno argomenti e, soprattutto, proprie valide motivazioni a supportarli, si ripesca qualche vecchia personalità (meglio se già defunta) per dare forma all’aria fritta che deve essere messa in qualche modo nero su bianco. Ed è così che, mediante un forzato e sotteso parallelismo tra l’epoca pre-Tangentopoli ed i giorni nostri, Giuseppe De Rita, da novello dottor Tulp, scomoda dall’ossario, non volutamente (per il defunto) e con piglio rembrandtiano, il trapassato Adolfo Beria D’Argentine. De Ritulp ne storpia il pensiero come si fa con un cadavere sul tavolo autoptico per una lezione d’anatomia. Ex cathedra ammonisce che “il mestiere del magistrato impone una comprensione del mondo senza appartenere ad esso”, una sorta di weltanschauung marziana, in quanto “una cautela e un distacco per le quotidiane contingenze sono sempre necessari”.
Il coroner di via Solferino procede con le cinque tappe autoptiche che sostanziano l’esame, volto ad offrire “un’idea attuale di giustizia”, la criogiustizia, che nasce dal “bisogno della terzietà”.
La prima tappa o assioma prevede che “il magistrato deve avere coscienza del mondo che gli sta intorno e deve capire come cambiano identità, interessi, comportamenti, conflitti di tipo collettivo”. Dunque non deve avere come riferimento la legge ed in accordo ad essa perseguire i reati commessi, ma deve essere un po’ psicologo e un po’ profiler, ma anche sociologo con attenzione etologica, “altrimenti è soggetto cieco prima ancora che inerte”, una mummia infasciata con la toga al posto delle bende.
Nella seconda tappa si introduce il concetto di crio-giustizia ovvero “la consapevolezza della assoluta necessità per il magistrato (e per l’ordine giudiziario) di avere testa fredda nei momenti caldi della società”. Se si riesce ad avere il cervello freddo, magari congelato, si otterrano ottimi risultati, ad esempio, un encefalogramma piatto. Invero Beria D’Argentine all’alba di Mani Pulite diceva “Bisogna avere il cuore caldo, ma la testa fredda” come a dire che il calore generato dallo scontato risentimento per cotanta corruzione non deve interferire con la ludicità e la freddezza con le quali le indagini dovevano essere condotte. Se la società si riscalda, perchè prende coscienza del danno che riceve dal crimine diffuso e generalizzato, principalmente riguardo l’amministrazione pubblica, è, al contrario, un sintomo di civiltà: il cittadino invoca il ripristino della legalità.
Sempre nel solco del cervello congelato si enuncia il terzo assioma: “il giudice non deve fare giustizia ma amministrare la giustizia”. Detta così, potrebbe anche parere, con qualche ombra tautologica, un’affermazione condivisibile: Santi Licheri (diobò, anche io ora mi metto a scomodarere i morti) non è Paul Kersey, il giudice non è il giustiziere. Salvo poi esplicitare che vi è il rischio “ancora oggi molto attuale” che il giudice possa essere mosso dal “protagonismo ansioso di fare giustizia”. Questi magistrati scova-cricca e scoperchia-p3 devono essere proprio delle prime donne, vittime di un ego ipertrofico e chiaramente giustizialista. Farebbero bene a prendere esempio dalla terzietà e dal non appiattimento manifestato dagli amici di Verdini et co. Vergonga!
Nella quarta tappa vengono stabiliti per il magistrato secondo De Ritulp “l’esigenza ed il bisogno collettivo della terzietà”. Si precisa che quest’ultimo termine non è “molto di moda nell’attuale dinamica sociopolitica, tutta fatta di contrapposizioni così antagonistiche che chiunque si metta in mezzo rischia l’odio dell’una o dell’altra parte”. Ne consegue che o ci si appiattisca troppo sulle posizioni dell’accusa o su quelle della difesa. E poi non vuoi tener conto dell’odio e del suo network, al quale sembrerebbero annettersi anche pezzi di magistratura. Ma noi non abbiam paura! Per fortuna la tap-politica c’ha insegnato che “l’amore vince sempre sull’odio e sull’invidia”. E di questo ne facciamo atto di fede. Amen!
Con la quinta tappa si raggiunge l’acmè della lectio magistralis di De Ritulp. Il freddo medico legale intinge il bisturi nell’inchiostro e predica “la insularità del mestiere di magistrato” che corrisponde al “saper essere solo senza dover dar conto del suo operare alla cerchia dei suoi amici, ai soci del suo circolo, ai sodali delle sue associazioni”(od anche alla sua loggia). Tra tutte le tappe questa è stata quella maggiormente perfezionata. L’isolamento che il giudice dovrebbe ricercare, ora, gli viene addirittura imposto. E’ tanto solo, che gli tolgono pure le sue inchieste per finalizzare in maniera definitiva la sua solitudine, come ci hanno ampiamente dimostrato le vicende di De Magistris, della Forleo, di Apicella, della Nuzzi e di Verasani: una vera e propria end-sol-ung. Tutto questo perchè allorquando si iniziano a scoprire dei reati e dei sistemi criminali, bisogna intervenire e far sì che “l’istituzione giustizia riacquisti la sua legittimità sociale e politica”.
Drin Drin, la lezione è finita. Attendiamo gracchianti il prossimo cadavere da esaminare dopo quello della giustizia.
spiegarci che senso di individuato nella ferita e da essa estirpato.
L’editoriale di De Rita è qui:
http://www.corriere.it/editoriali/10_luglio_27/giustizia-adolfo-beria_9b26b2f0-993e-11df-882f-00144f02aabe.shtml
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