In questi giorni si stanno svolgendo tante manifestazioni di cordoglio da parte dei tifosi di calcio e di tutte le persone colpite da quanto accaduto sabato scorso allo stadio Adriatico di Pescara. A Livorno erano circa novemila coloro che hanno reso l’ultimo saluto alla salma del calciatore che da gennaio vestiva la maglia amaranto e domani a Bergamo, dove si svolgeranno i funerali, ci si aspetta un’affluenza anche maggiore. Tuttavia, aldilà dell’enfasi e della commozione del momento, credo sia doveroso ed anche rispettoso della memoria di Morosini, parlare delle circostanze che hanno determinato il tragico evento.
Già in sede di commento di un precedente post, alcuni amici hanno fatto cenno al fenomeno doping che potrebbe essere visto certamente come una causa scatenante,.
Purtroppo questo è un campo dove non c’è molta chiarezza, la Federazione e le società dicono d’impegnarsi all’unisono affinchè le prestazioni dei calciatori siano esenti da aiuti esterni non regolamentari e gli stessi interpreti domenicali si sono sempre dichiarati oggetti inconsapevoli dell’eventuale somministrazione di sostanza proibite, addossandone la responsabilità agli staff medici. Peraltro dopo lo scandalo “nandrolone” dei primi anni 2000, che comunque non portò a chissà quali stravolgimenti del mondo del calcio, i controlli sono stati intensificati sia per quanto riguarda gli steroidi che per il “GH”, l’ormone della crescita che viene assunto contemporaneamente. Ma chi può garantire che qualche “genio” della chimica farmaceutica non abbia scoperto una nuova miscela esplosiva? Del resto chiunque oggi assista ad una partita di calcio può rendersi conto dei ritmi forsennati che la caratterizzano e del conseguente e assiduo stress fisico a cui i calciatori sono sottoposti, specie in determinati ruoli.
L’ossessiva ricerca del miglioramento delle prestazioni fisiche, presente in ogni sport, è anche e soprattutto un problema culturale, poichè attiene al concetto di coscienza dei limiti di sopportazione dello sforzo fisico che troppo spesso vengono allegramente superati, a scapito della salute dell’atleta. Ecco allora apparire molteplici infortuni più o meno gravi, strane malattie ed anche, cosa di cui purtroppo si parla, la morte dell’atleta. Continua a leggere
La censura, dopo Twitter, approda anche sulla piattaforma Blogspot di Google. Ciò per limitare l’impatto di eventuali richieste di oscuramento o rimozione di contenuti, che provengano dalle varie autorità statali. Sono infatti note a tutti le pressioni di paesi come gli Usa, la Cina, la Russia e Cuba, per citare i più importanti, che hanno tutto l’interesse a controllare i flussi di informazione e di opinione sulla rete.
Vediamo allora come la Guida di Google spiega questa novità:
D: Perché vedo un URL modificato?
R: Durante le prossime settimane potresti notare che l’URL di un blog che stai leggendo è stato reindirizzato a un “ccTLD” dominio di primo livello nazionale (country-code top level domain). Ad esempio, se ti trovi in Australia e stai tentando di visualizzare [nomeblog].blogspot.com, potresti essere reindirizzato a [nomeblog].blogspot.au. Un ccTLD, se visualizzato, corrisponde al Paese in cui attualmente si trova il lettore.
D: Quando verrà visualizzata la modifica?
R: Regolarmente lanciamo aggiornamenti limitati, quindi durante i prossimi mesi sarà possibile visualizzare ccTLD in altri Paesi.
D: Perché accade?
R: La migrazione a domini localizzati permetterà di continuare a promuovere la libertà di espressione e la pubblicazione responsabile fornendo, nel frattempo, una maggiore flessibilità nell’adeguamento di richieste di rimozione valide conformi alle leggi locali. Tramite l’utilizzo di ccTLD, Continua a leggere


L’ultimo decreto governativo sulle liberalizzazioni ha generato un’ondata di proteste che proprio in queste ore percorre tutto il paese.
Dico subito che se dietro la parola liberalizzazione si nascondesse la volontà di privatizzare quel poco di pubblico che ancora rimane, sarei nettamente contrario, innanzitutto perchè visti i risultati di alcune passate privatizzazioni eccellenti quali le Poste o le Ferrovie, non credo proprio che ciò abbia portato dei reali benefici. Inoltre non dimentico, come cittadino del sud, che fino a poco più di mezzo secolo fa (non nel medioevo) nelle nostre case non c’era l’acqua corrente o l’energia elettrica e solo enti statali hanno potuto fornire questi servizi essenziali, a prezzi accessibili a tutti.
Fatta questa premessa aggiungo che qualcosa occorre pur fare per creare qualche nuovo posto di lavoro e quindi sviluppo, crescita. Allora non ci vedo niente di male nel liberalizzare l’apertura degli esercizi commerciali, in questo modo le Coop o altre grandi distribuzioni, dovendo allungare l’orario di lavoro magari assumeranno nuovo personale. Come pure aumentando il numero delle farmacie, qualche giovane farmacista, invece di andare a fare anni di tirocinio quasi gratuito nelle farmacie dei soliti “baroni”, troverà il coraggio (e si spera anche le risorse) per aprire una farmacia tutta sua senza che ciò porti all’impoverimento di quelle già esistenti. Non ci vedo niente di male, se fatti saldi i ruoli degli attuali tassisti, si concederanno delle nuove licenze, poichè valutando bene dove la domanda è maggiore, tante persone potrebbero ottenere un lavoro . Allo stesso modo non saranno ridotti sul lastrico gli attuali e pagatissimi avvocati, se qualche giovane avvocato potrà far loro concorrenza se non nell’esperienza, almeno nella parcella.
Certamente occorrerà controllare che tutto questo abbia poi, nella pratica, un riscontro davvero positivo, ma come proposito a me sembra apprezzabile.
Infine vorrei spendere due righe riguardo la situazione di questi giorni che ha visto la rivolta siciliana dei “forconi”, Continua a leggere

La crisi economica in cui versa il nostro paese è una crisi difficile da capire, una crisi “tecnica” gestita da un governo tecnico e su questo non c’è niente da dire considerando che la politica ha dato già da tempo forfait. Una crisi per esperti giacchè nessuno di noi fino a poco tempo fa aveva mai sentito parlare di Spread o di Default di uno stato, una crisi che, mi sento di dire, nasce nei quartieri alti della politica e della finanza, ma soprattutto nelle sedi delle grandi agenzie di Rating, Quest’ultime sono delle organizzazioni deputate a stabilire se imprese, gruppi bancari, interi sistemi finanziari siano affidabili o meno. Le loro valutazioni si basano su parametri economici è vero, ma anche su proiezioni future che per loro natura hanno quindi una valenza teorica, per non dire prettamente soggettiva ed aleatoria. Se poi aggiungiamo che le maggiori agenzie di rating, ad esempio le famose 3 sorelle, sono proprietà di holding e società che sono esse stesse soggetti di analisi, si può ben capire quanto complesso e conflittuale sia il loro operato.
Eppure proprio su queste valutazioni si basano le operazioni di Borsa, così può accadere che titoli vadano improvvisamente a picco e con loro tutto quello che hanno alle spalle, aziende, posti di lavoro, denaro di chi aveva investito in quei titoli, Queste cadute si ripercuotono su quei paesi nei cui sistemi finanziari quegli stessi titoli hanno un’ importanza fondamentale ed allora tocca agli stati cercare di sanare la situazione, magari facendo da garante sulle possibili e future passività. Inoltre ci sono organi internazionali che operano una sorta di Rating etico valutando la capacità degli stati di sopperire alle carenze delle loro imprese e conseguentemente se sono in grado di assolvere le proprie e altrui inadempienze.
Ecco allora, nell’ultima manovra finanziaria, il governo Monti concedere la garanzia dello Stato sulle passività delle banche italiane, con scadenza da tre mesi fino a cinque anni o, a partire dal 1 gennaio 2012, a sette anni per le obbligazioni bancarie garantite.(comma 1 dell’articolo 8). Continua a leggere

Il governo Monti non si è nemmeno insediato, che già da più parti si muovono accuse, si innescano azioni di protesta, si cerca di delegittimare la nuova squadra di governo.
La delegittimazione più grave è quella di chi asserisce che essendo questo un governo formato da tecnici e non da politici eletti, esso non sarebbe democratico. A costoro ricordo che la nostra non è una democrazia diretta, ma una democrazia parlamentare, per cui dopo il mandato del popolo, il parlamento è sovrano e spetta ad esso e solo ad esso stabilire se un determinato governo è o non è idoneo a governare. Inoltre è bene anche ricordare che la gran parte dei deputati e senatori non è stata affatto scelta dal popolo, bensì è stata nominata dalle segreterie dei partiti ed alcuni addirittura hanno anche rinnegato il mandato originale, passando senza nessuna remora dall’opposizione alla coalizione di governo o viceversa.
Si parla poi di una presenza ingombrante all’interno del nuovo esecutivo di uomini delle banche. Non contesto questo dato, del resto lo stesso Mario Monti ha un passato nella Bce, ma mi chiedo cosa si vuole dimostrare con questa asserzione, che essi invece di fare gli interessi del paese farebbero gli interessi delle banche? Mi sembra un’osservazione pretestuosa, ma anche poco verosimile, visto che poi questo governo non essendo frutto di una maggioranza elettorale, si vedrebbe subito sfiduciato dai politici. La cosa curiosa inoltre è che questa accusa viene mossa, per la maggior parte, proprio da quegli ambienti giornalistici e politici che sostenevano un governo il cui capo è uno dei più grandi imprenditori italiani e che ha indirizzato l’azione governativa a beneficio degli interessi suoi e delle sue aziende.
Infine ieri si è svolta una manifestazione di studenti che contestava la linea di rigore ipotizzata Continua a leggere

http://247.libero.it/img_news_org/0/2/0/19113020.jpg
Il maxi emendamento approvato dal senato con l’ennesimo voto di fiducia, ha permesso al decreto legge contenente la nuova manovra del governo di passare all’esame delle camere dove, la settimana prossima, sarà prevedibilmente approvato ricorrendo peraltro di nuovo alla fiducia.(ieri 15/9)
Questo bis della manovra che già era una correzione della manovra precedente, dimostra ancora una volta lo stato confusionale in cui si trova l’attuale governo. Tuttavia non è intenzione di questo post rimarcare la contrarietà di chi scrive verso l’indirizzo politico post liberista della compagine governativa, quanto mettere in evidenza che attualmente non c’è nessun indirizzo politico, nessun piano strategico di costruzione di una nuova società, nessun reale bisogno di risamento dell’economia nazionale, alla base delle decisioni che man man mano vengono prese. In realtà gli scopi, gli interessi di Berlusconi e del suo entourage derivano soprattutto da problemi interni, alla stessa coalizione. Tremonti continua a fare e rifare conti che non tornano mai, non tanto perchè non soddisfano le richieste della Bce, quanto perchè non accontentano le esigenze ora della Lega, ora del Pdl. Dopo le leggi ad Personam, stiamo quindi passando alle leggi ad Societas Imperium, cioè leggi asservite ai bisogni della coalizione di governo, leggi che servono soltanto a far andare avanti il governo, che poi il paese ne tragga giovamento o danno, è del tutto ininfluente.
Ma osservando bene questo fenomeno ci si accorge che è peggio di quello che sembra, poichè tutto ciò non solo vale a livello di governo, ma vige anche a livello di schieramento ed ecco la Lega cedere alla modifica dell’età pensionabile per le donne, cavallo di battaglia di alcuni, ma solo di alcuni esponenti leghisti, o Berlusconi cedere all’aumento dell’aliquota Iva, suo principio irrinunciabile fino a qualche giorno fa.
Ciononostante sarebbe un’analisi parziale se si affermasse che questo fenomeno nasce con l’attuale governo, Continua a leggere

http://magazine.investireoggi.it
Recentemente, Giulio Tremonti, ministro dell’economia ha dichiarato che il Pil non si fa per legge, mentre il bilancio dello Stato si. A questa affermazione-battuta volta più che altro a scaricare di responsabilità il proprio ministero e di conseguenza il governo, in merito alla ormai perenne assenza di crescita della nostra economia,qualcuno potrebbe rispondere che forse le due cose dipendono l’una dall’altra, ma in realtà lo scopo di questo post è evidenziare un aspetto poco conosciuto riguardo il Prodotto Interno Lordo, grandezza che esprime il valore complessivo dei beni e servizi prodotti all’interno di un Paese in un certo intervallo di tempo e destinati ad usi finali (consumi finali, investimenti, esportazioni) .
Lo stesso Tremonti al convegno dell’Aspen aveva dichiarato che il Pil non descrive bene la realtà italiana, in quanto omette dati rilevanti come la bellezza, il clima, l’ambiente, la storia, ma è da tempo che molti economisti hanno scoperto che la crescita del Pil non corrisponde ad un reale aumento della soddisfazione di vita.
Fermo restando che i beni e servizi calcolati, spesso non vengono reinvestiti nella stessa area che li ha prodotti, o non vanno ad interessare coloro che ne avrebbero più bisogno, la dinamica del ben vivere, come descrive un bell’articolo di Leonardo Becchetti (il noto Economista della Felicità), dipende oltre che dalla ricchezza economica, dal debito e dall’ammontare dei beni pubblici, anche da quei beni che fanno prospero un territorio, quali le risorse comuni disponibili (il verde, i paesaggi, la qualità dell’aria, l’acqua etc…) il livello d’istruzione e le competenze della popolazione, il capitale sociale (fiducia e senso civico).
Sempre secondo Becchetti, un fattore del ben vivere poco studiato è quello delle relazioni sociali, in cui esistono transazioni che il Pil non considera affatto come le “transazioni ombra” all’interno dei nuclei famigliari o come il fenomeno del Volontariato . Alla domanda se sia più gratificante la pizza mangiata da soli in pizzeria o quella consumata in casa coi propri famigliari, Continua a leggere

http://www.donna10.it/
Il caso ha voluto che quasi contemporaneamente all’arresto di Cosima, Michele Misseri fosse scarcerato per decorrenza dei termini, quasi a costituire un ideale passaggio di consegne tra moglie e marito circa le responsabilità di quell’orrendo omicidio. Beninteso Cosima come Sabrina sua figlia, pur essendo accusate di reati gravissimi, allo stato attuale non sono ancora colpevoli di niente e la loro detenzione rientra in quelle che gli inquirenti chiamano misure cautelari, in attesa del processo. Di converso, Michele non diventa automaticamente santo, sol perchè il giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta di scarcerazione , per decorrenza dei termini di quelle stesse misure cautelari cui, dal 7 ottobre scorso, era stato sottoposto.
Certo non è un bel quadretto di famiglia ed è molto diverso da quello enunciato a suo tempo da Sabrina nei suoi affemati interventi televisivi, visti poi dai magistrati come squallide messe in scena, se non addirittura come abili depistaggi:”…papà è sempre stato un bravo padre, ma se ha fatto questo deve pagare..” o quello descritto nelle lettere inviate alle Tv, da sua sorella Valentina (l’unica ad oggi estranea ai fatti dello scorso agosto), “la mia era una famiglia unita, poi mio padre è impazzito, noi che colpa ne abbiamo?”. Continua a leggere

Non è facile commentare quanto sta accadendo in questi ultimi giorni che precedono il secondo turno delle elezioni amministrative. Il “senza cervello” attribuito da Berlusconi a coloro che votano la sinistra è talmente fuori da ogni regola etica e di buon senso da poter essere considerato, a primo acchitto, solo come un delirio dialettico, dettato dal nervosismo che pervade tutta la compagine del Pdl di fronte ad un’eventuale sconfitta elettorale a Milano e a Napoli. Invece un’analisi più attenta, può far scoprire che ciò è parte di una manovra ben precisa che affonda le sue radici in quella nuova esemplificazione del “pensiero unico” che prende il nome di Berlusconismo. Non a caso anche la campagna della Lega sposa questo tipo di strategia, a partire dalla polemica sulla costruzione di una grande Moschea a Milano, inserita nel programma di Pisapia, che darebbe luogo alla “islamizzazione della comunità locale”, passando poi per “Zingaropoli” e finendo con le parole del ministro Calderoli che ha definito il candidato della sinistra milanese “un utile idiota al servizio di poteri forti”. L’accusa di estremismo mossa all’indomani dei risultati del primo turno elettorale, sembra quindi essere sostituita da questa nuova fase mirante non solo alla delegittimazione dell’avversario, ma alla massificazione e idiotizzazione dell’elettorato che sostiene i candidati della sinistra.
Lo stesso Berlusconi non è nuovo a queste uscite, già alla vigilia delle elezioni politiche del 2006, non ebbe remore a definire “coglioni” gli italiani che avessero votato gli avversari del centrosinistra di allora capeggiati da Romano Prodi, che poi vinse le elezioni.
Insomma, il motto del berlusconismo è semplice quanto desolante: chi non la pensa come noi è solo un idiota senza cervello.
«Passate oltre e perdonate la nostra felicita!»
il principe Myskin, da “L’idiota” di Fedor Dostoevskij
redazione : Wiska
Da una prima analisi del risultato del primo turno delle elezioni amministrative si evidenzia la buona tenuta del dato di affluenza alle urne. Secondo i dati del Viminale infatti, la percentuale dei votanti per le provinciali è del 59,62% contro il 60,88% della precedente elezione, mentre per le comunali la percentuale è stata del 71,4% contro il precedente 72,85%. Questo leggero calo, può essere considerato, se non un’inversione di tendenza, perlomeno il mantenimento di un livello accettabile di affluenza, tale da poter essere visto in una prospettiva positiva.
Venendo ai risultati dei candidati e degli schieramenti in campo, non mi appassiona più di tanto indicare chi abbia vinto e chi abbia perso (materia sempre facilmente plasmabile a uso e consumo dei contendenti), anche perchè sarebbe un’analisi alquanto prematura in vista dei ballottaggi del 29 e 30 maggio, vorrei invece sottolineare alcuni aspetti scaturiti dai risultati di questa tornata elettorale, che a mio modo di vedere, rappresentano delle piccole novità e, nella staticità del sistema politico italiano, vedere qualcosa che “si muove” costituisce sempre motivo di interesse.
In primo luogo mi soffermo sul voto di Milano, dato che proprio Berlusconi aveva posto all’elettorato milanese una sorta di out-out, caricando il voto alla Moratti di una “valenza politica nazionale” e personalizzando lo stesso voto a tal punto da fargli affermare: “Chi ci vota domenica prossima, vota contro la Boccassini e De Pasquale , questo deve essere chiaro a tutti”, pensando che una vittoria al primo turno sarebbe stata una sonora sconfitta soprattutto dei pm meneghini. La Moratti invece, non solo non ha vinto al primo turno, ma con una percentuale del 41,6 contro il 48,1 del candidato di sinistra Pisapia, rischia seriamente di perdere anche al ballottaggio, dimostrando forse che l’elettorato è stanco degli slogan del presidente del consiglio e soprattutto del suo mescolare problemi personali a problemi istituzionali. Parafrasando la Lega, che parla di “voto anormale” a favore di “un estremista di sinistra”, direi che quello che attualmente è stato sconfitto è l’estremismo di Berlusconi e della Moratti.
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http://iltirreno.gelocal.it/
Ho ancora negli occhi l’immagine di un cronista che intervista il prof. Tredici, responsabile sanitario del Giro d’Italia, mentre sullo sfondo si scorge un lenzuolo bianco steso sull’asfalto, a ricoprire presumibilmente un corpo. Ma è stata la sola immagine, peraltro casuale, dell’incidente del povero Weylandt che è stata trasmessa durante la trasmissione televisiva della Rai, che ogni giorno segue le tappe del Giro.
Eppure di immagini che riprendevano lo svolgersi del tragico incidente che era costata la vita al giovane ciclista belga ce n’erano, ma la regia e tutto lo staff giornalistico della trasmissione, non si sono lasciati tentare dalla voglia di “scoop” che avrebbe sicuramente portato la loro audience alle stelle e si sono limitati a fornire notizie essenziali, anche ritardando la comunicazione dell’avvenuto decesso, per evitare che la moglie del ciclista, ancora ignara dell’accaduto e alla guida della sua auto, ne apprendesse la notizia dalla radio.
La stesso comportamento, lo stesso composto rispetto si è potuto osservare nella trasmissione del giorno successivo, quando la tappa si è comunque svolta, ma senza una vera gara e dove la corsa ha voluto rappresentare più un solidale corteo funebre che un evento agonistico. Si è parlato dell’arrivo in Italia dei famigliari di Weylandt, della moglie Sophie ed anche in questo caso, le poche immagini trasmesse, sono state accompagnate da un rispettoso silenzio da parte dei conduttori, senza fare commenti, senza indugiare in particolari morbosi, senza interviste senza senso.
Non è poco, abituati come siamo, ad ascoltare interviste che di fronte a dolori strazianti come era appunto quello dei famigliari del corridore deceduto, approcciano gli interessati con domande del tipo: “Cosa si prova in questo momento?”
Insomma finalmente un bell’esempio di televisione, di giornalismo a dimensione umana ed occorre fare un plauso agli artefici di tutto ciò, non a caso, interpreti di uno sport come il ciclismo, forse unico e per nulla assimilabile ad altri della stessa popolarità, uno sport che va a casa del pubblico e che ha come valore fondamentale la fatica dei suoi protagonisti.
Infine un’ultima annotazione sul pubblico, sulla gente che segue il ciclismo ed in particolare su quelli che nella giornata Continua a leggere

http://www.repubblica.it/esteri/2011/05/02/
redatto da : Wiska
Non sono un appassionato di dietrologia, nè vedo complotti ogni qualvolta un giudice emana un avviso di garanzia o un arbitro di calcio fischia un rigore inesistente, per cui non mi appassiona il dibattito che, specie in rete, insiste sulle tante stranezze che hanno accompagnato la divulgazione della notizia della morte di Bin Laden, primo fra tutti il laconico silenzio del Pentagono sulla gestione semi clandestina dello scontro che avrebbe portato all’uccisione del leader storico di Al Qaeda.
A dir la verità quella di Osama Bin Laden mi è sempre sembrata, già all’indomani dell’11 settembre, una figura mitologica che per l’occidente incarnava tutto il male del mondo, mentre per quell’islamismo che invocava la guerra santa contro l’occidente, rappresentava una specie di condottiero invincibile, in una sorta di “teoria estrema simmetrica” come scriveva all’epoca Carlo Galli, “che rischia di annullare i soggetti storici a vantaggio delle figure mitiche dei rispettivi schieramenti”. Così se ad occidente Bin Laden rappresentava il terrorismo più efferato, il male assoluto, per i jihadisti i vari leader occidentali sono visti, di volta in volta, come dei nuovi Satana.
Nemmeno il Presidente Obama, si sottrae a questo tipo di visione retorica e nel dare l’annuncio in prima persona afferma: “giustizia è stata fatta”, dimenticando che vera giustizia sarebbe stata quella di portare Bin Laden vivo, a rispondere dei suoi crimini davanti ad un tribunale internazionale e Continua a leggere

































