Get Adobe Flash player

tutti i giorni 4 nuove pagine di articoli presi dai media e dalla rete, opinioni di redazione e approfondimenti





 

gli articoli con la foto accanto al titolo sono completamente originali dei nostri collaboratori

Moon81

Articolo di 2PIU2UGUALE5

 

Le critiche post-firma di Napolitano alle leggi del governo Berlusconi sono solo carta straccia. C’è lo dimostra Travaglio nel suo ultimo editoriale dove riporta un esempio che quantifica il reale valore delle valutazioni del Capo dello Stato:

Il 2 luglio 2009, con la solita fiducia, diventava legge l’ennesimo “pacchetto sicurezza” di questa banda di magliari che si fa chiamare governo: la legge 15.7.2009 n. 94, piena di norme razziste e incostituzionali, tipo il reato di immigrazione clandestina e il via libera alle ronde.La penna più veloce del west la firmò il 15 luglio, ma lo stesso giorno scrisse al premier e ai ministri Maroni e Alfano che alcune “rilevanti criticità” suscitavano in lui “perplessità e preoccupazioni”: la legge era mal fatta (3 articoli per modificare quasi 200 norme), malscritta   (il solito ostrogoto) e addirittura viziata da scarsa “coerenza con i principi dell’ordinamento” e da “dubbi di irragionevolezza e insostenibilità”.Anche allora, vivi applausi al Colle dai corazzieri della penna: che monito, perbacco, gliele ha cantate chiare!Immancabilmente Maroni, Alfano & C. si impegnarono “tener conto delle osservazioni del capo dello Stato”, di cui sentitamente lo ringraziarono.
Poi se ne infischiarono: infatti, in un anno e mezzo, di quella legge non han modificato un punto e virgola. Le uniche variazioni le ha imposte la Consulta, stabilendo che la legge firmata (ma con monito) da Napolitano era incostituzionale in più punti. Ora, con la Gelmini, il copione si ripete. Eppure qualcuno ancora ci casca.

Ora c’è solo da capire se le critiche post firma siano  state fatte in buona fede o invece siano solo un modo per lavarsene le mani e far bella figura. Delle due l’una. Risvegliati Italia!

OknotizieShare

Articolo di 2PIU2UGUALE5

La leggerezza e l’ignoranza con cui viene trattato l’argomento Battisti fa rabbrividire. Sembra che si parli di un personaggio del GF: è stato estradato? Non è stato estradato? Tutti o quasi convinti che il terrorista sia in Brasile per una vacanza , sdraiato sulla spiaggia a prendere il sole. Lo stesso La Russa suggerendo il boicottaggio al Brasile ha sconsigliato «a chiunque di andare in un Paese dove gli assassini sono lasciati in libertà[...]».Tutte cazzate! Battisti si trova nel «complesso penitenziario di Papuda, a una ventina di chilometri da Brasilia. Se non fosse per la garitta di sorveglianza, dove un paio di sudati poliziotti brasiliani impugnano fucili enormi, potremmo credere di essere in una steppa desertica[...] Dal maggio del 2007 l’ex terrorista è rinchiuso qui dentro, qui ogni mattina si sveglia e ogni sera va a dormire. Una routine obbligata da quando, due mesi prima, era stato catturato dall’Interpol su una spiaggia di Copacabana». Si era parlato, è vero, di una sua eventuale scarcerazione nel prossimo febbraio. Una cosa, come la stessa estradizione bloccata dall’ex Presidente Lula, ancora ampiamente da valutare. Ma finché il Battisti è in prigione, che sia Brasile o Italia, cosa cambia? Anzi. Un detenuto in meno da sostenere non è poi un danno così grave per le nostre casse malandate. Tutto un altro discorso nel caso l’assassino venisse liberato.
In tutto questa storia mi ha divertito Gad Lerner, tra i pochi, che ha detto un gran cosa
: «Ditemi un solo motivo per cui Lula, un grande presidente, avrebbe dovuto prendere sul serio il ringhio del governo italiano». Risvegliati Italia!

OknotizieShare

Articolo di 2PIU2UGUALE5

È stato un discorso toccante, bello, direi da grande statista quello pronunciato la sera di San Silvestro dal Presidente della Repubblica. Napolitano lo ha dedicato ai giovani, preoccupato per il loro avvenire e di conseguenza per il futuro del paese: «La democrazia è sotto scacco se non si investe su di loro». Ha parlato di responsabilità nazionale e di unione per il bene del paese.Tutte cose, per me, purtroppo velate da non poca ipocrisia. Napolitano non mi è mai piaciuto, non lo nego. Proprio queste parole sui giovani pronunciate dopo aver firmato, seppur con criticità, il Ddl Gelmini appaiono stonate. Stonate come tutte le altre scuse che Napolitano ha dato negli ultimi anni dopo l’avvallo di ogni legge contestata. Non mi piace questo Presidente della Repubblica. Questa voglia di unione di cui parla sempre è una cosa d’altri tempi. Forse un remoto ricordo, un sogno mancato di quando lui nel P.C.I. cercava il contatto con il P.S.I di Bettino Craxi. Un paese normale ha bisogno di un governo serio e di un opposizione vera. Le divisioni politiche e ideologiche sono solo un bene per la politica e la democrazia, dove il mono-pensiero viene relegato tra il fascismo e il peggior comunismo (rimembranze di gioventù?). La cosa buffa è che la grande unità partitica di cui parla il presidente della Repubblica ha avuto già luogo: quando c’è da fare un indulto, aumentarsi gli stipendi e i fondi di partito o meglio ancora quando bisogna salvare un collega da processi, intercettazioni o galera. I politici fanno queste porcate quando sono tutti d’accordo e figuriamoci come ridurrebbero il paese se fossero sempre concordi su tutto. Risvegliati Italia!

 

Discorso di Napolitano 2010

OknotizieShare

Articolo di DirittodiCritica.com

Nel 2011 con i festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia torneranno alla ribalta tutti i grandi personaggi storici e politici che permisero l’unificazione del nostro paese. Tra di loro vi fu certamente Camillo Benso Conte di Cavour: patriota, fine politico, imprenditore, capostipite della destra storica e nonché primo presidente del Consiglio del Regno d’Italia nel 1861. Oltre ai grandi successi politici, nella sua vita (morì a 51 anni) il Cavour ebbe anche svariati problemi, come le inimicizie con Garibaldi e Mazzini e le diatribe con lo Stato vaticano. C’è però un fatto che invece ci ricollega ai tempi nostri e che Maurizio Blondet di EffediEffe ha raccontato analizzando il libro di Angela PelliciariL’altro Risorgimento” :

«(Cavour) era il maggiore azionista della «Società Anonima Molini Anglo-Americani» (sic) di Collegno, il più grande ente privato granario della penisola. Nel 1853, col raccolto scarso e la fame che infuria fra gli strati popolari, mentre i principati «reazionari» vietano l’esportazione dei grani per nutrire le loro popolazioni, il Piemonte la consente, così che i produttori locali realizzano forti profitti dalle esportazioni del prodotto rincarato. Per questo avvengono disordini davanti all’abitazione di Cavour, stroncati dalla polizia e dalla truppa a fucilate».

Tutte dicerie dei giornali popolari dell’epoca per lo storico Rosario  Romeo. Lorenzo Del Boca invece nel suo libro “Indietro Savoia” irrobustiva questo racconto scrivendo anche dei «giornali come L’imparziale e La voce della libertà (tra i principali accusatori della manovra del governo sul grano) criticati per aver istigato il popolo a rivoltarsi e che furono trascinati in tribunale ma gli imputati furono assolti». Angelo Brofferio, deputato della sinistra e “nemico” politico di Cavour attacco duramente il collega:

«Sotto il governo del conte di Cavour ingrassano illecitamente i monopolisti, i magazzinieri, i borsaiuoli, gli speculatori, mentre geme e soffre l’universalità dei cittadini sotto il peso delle tasse e delle imposte» facendo in oltre notare il conflitto d’interesse: «Il conte di Cavour è magazziniere di grano e di farina…». 

Modificando alcuni termini, i suoi protagonisti e le date di questa storia sembra realmente cronaca dei giorni nostri: i giornali che scriverebbero solo dicerie per rovinare il politico di turno, il conflitto di interessi e le leggi ad personam. Questo aneddoto su Camillo Benso serve a ricordare forse a noi italiani che la nostra penisola non è mai cambiata: già prima dell’unificazione aveva gli stessi deprecabili usi e costumi che, via a via peggiorando, si sono trascinati in questo ultimo secolo e mezzo. Lo stesso Totò nel video tratto dal film “Gli Onorevoli” datato 1953 ci mostrava una “specie di politica” non è molto diversa da quella attuale. Gattopardismo alla sua essenza primordiale: cambiare tutto affinchè non cambi niente, che si parli di oggi, 50 o 150 anni fa.

Totò Elettorale

OknotizieShare

 

Articolo di 2PIU2UGUALE5

Come abbonato del Fatto Quotidiano non posso che essere soddisfatto del lavoro di questi giornalisti: giovani, liberi, incazzati come piacciono a me. Ci sono giorni però che mi deludono un po’. Non per brutti articoli ma per brutta pubblicità. Lo so che vivono solo di abbonamenti e pubblicità ma vorrei tanto che evitassero certe cose come l’utilizzo di nudi femminili per pubblicizzare il mangiare dei cani, ad esempio.
Un altro esempio è stata una doppia pagina centrale di alcune settimane fa dedicata a MedioBanca. Il tanto odiato gruppo bancario feudo dei Geronzi e Tronchetti Provera, dei Berlusconi junior e dei Tarek Ben Ammar, dei Benetton , dei Ligresti e degli Ennio Doris. Arrivato a metà giornale quel giorno pensavo quasi ad un inserto satirico tanto ero incredulo.
L’ultima incongruenza l’ho trovata invece in quello della vigilia di Natale. A pagina 6 un articolo su Trenitalia e il non funzionamento di internet sulla Freccia Rossa e in quarta di copertina la pubblicità della rete internet wireless sul Freccia Rossa. Sarò io che sono troppo fiscale e moralista o forse sono proprio quelli del FQ che si divertono nel prendere in giro i loro inserzionisti? Risvegliati Italia!

OknotizieShare

Articolo di 2piu2uguale5

«Meno tasse per tutti» e «Un milione di posti di lavoro» sono i più famosi slogan del Berlusconi politico. Due frasi che però ora, a distanza di anni segnano il suo fallimento. L’Italia dopo aver avuto il Cavaliere come Presidente del Consiglio per 4 volte negli ultimi 15 anni e al potere 8 anni negli ultimi 10 non è migliorata. Anzi. I disoccupati sono di più, le tasse sono aumentate, non c’è stata nessuna rivoluzione liberale (le migliori leggi in questa direzione le ha fatte incredibilmente Bersani). Dare la colpa alla sfortuna per la concomitanza dei suoi mandati con l’11 settembre o alla crisi globale dell’ultimo triennio non è possibile. La sfortuna è la scusa dei falliti. Darla i giudici, ai comunisti o agli alleati ancora meno: il tribunale la visto personalmente una volta sola, i comunisti italiani sono più innocui di Peppone e gli alleati se li è scelti lui. Ha fallito. Un cittadino qualsiasi per capire questa cosa deve semplicemente rispondere a un paio di domande: sto meglio o peggio di 10 anni fa? E L’Italia è un paese migliore dopo il passaggio del berlusconismo? Risvegliati Italia!

 

OknotizieShare

Articolo da DirittodiCritica.com

La base del Pd si scaglia contro l’alleanza con il “terzo polo”. Intervista a Franco Balbo (Pd) Thumbnail

Bersani l’ha fatta grossa. La base del Partito democratico, da quel che se ne deduce dai commenti sui siti ufficiali, sembra veramente infuriata. L’idea di allearsi al terzo polo scaricando Vendola e Di Pietro e di fatto scansando le primarie è sembrata una vera e propria “pugnalata alla schiena” per molti elettori e non solo. Frasi come «Sono un ex iscritto e tra poco sarò un ex elettore» (Francesco) ,«Se succede, lascio il partito in un secondo» (Gianluca) o «Stasera restituisco la tessera» (Francesca) si ripetono spesso sui siti democratici. Anche molti dirigerti e coordinatori locali si sono sentiti traditi da questa scelta, uno di questi è Franco Balbo, membro lecchese dell’assemblea regionale del PD della Lombardia che noi di Diritto di Critica abbiamo contattato e intervistato:

«Compagni, amici, camerati! Da oggi…i discorsi inizieranno così». Caro Franco, questa è una frase estratta dal suo blog dove lei ha criticato molto chiaramente e duramente le ultime dichiarazioni del segretario del Pd Pierluigi Bersani? Ci spiegherebbe molto semplicemente il perché?

Le ragioni sono molteplici, sia di metodo che di merito, per non essere d’accordo con la “nuova” linea Bersani, ma vi è un filo conduttore che le lega tutte: la difesa del Partito Democratico, inteso come doveva essere e per le ragioni per il quale era nato.
Il PD si era dato uno Statuto che prevedeva una forte democrazia interna, il coinvolgimento e partecipazione degli iscritti e simpatizzanti: ottimo se venisse rispettato. L’ambizione era di avere un partito in cui la scelta della classe dirigente avviene attraverso le primarie, che da voce alla gente, dove le idee non si calano dall’alto. Insomma un Partito riformatore della società italiana iniziando da se stesso. Le dichiarazioni di Bersani, purtroppo, vanno nel senso opposto.
Opposto ai principi di partecipazione democratica attraverso l’eliminazione delle primarie, in contrapposizione ai principi di democrazia interna scavalcando la direzione nazionale, ovvero l’organismo che dovrebbe definire la linea del partito in modo trasparente tramite la discussione con tutte le componenti interne. Questa deve ancora riunirsi il 23 dicembre e si troverà di fronte decisioni già preconfezionate altrove. Questo non aiuta gli elettori a capire bene cosa vuole fare il PD. Ricordo che Bersani è stato eletto Segretario con un documento che non prevedeva alleanze con Fini ed era favorevole alle primarie. Inoltre, a sorpresa, senza ascoltare la base, pochi mesi fa, Bersani rilasciò una intervista a “La Repubblica” parlando di un Nuovo Ulivo, questa alleanza con IDV e SEL che poi non si è mai concretizzata. Ma senza contenuti non si concretizzeranno alleanze né a destra né a sinistra.Fatto sta che con questa politica del “pendolo” risultiamo meno credibili all’elettorato.Quindi la proposta è sbagliata non solo nel metodo in cui la si è posta, ma anche nel merito, perché è una proposta di alleanza priva di contenuti, se non l’antiberlusconismo che si è sempre dimostrata una strategia fallimentare. Nell’ipotesi che si andasse a elezioni e ci alleassimo con UDC FLI, come potremmo governare con la profonda differenza di contenuti che ci contraddistingue? Se poi si aggiunge anche IDV e SEL si potrebbe anche battere Berlusconi per governare il tempo di mezzora e andare tutti a casa perché non si è d’accordo quasi su nulla, rafforzando Berlusconi che stravincerebbe le elezioni seguenti. Il terzo polo sta facendo il suo lavoro. Ha detto che vuole un centro destra di stile europeo laico e liberista e non xenofobo e populista, leaderista di stile sudamericano. Continua a leggere

OknotizieShare

Articolo da 2PIU2UGUALE5

Ho appena visto su Fox la pubblicità di ForumNucleareItaliano.com. A prima vista mi è sembrata una cosa molto intelligente, puntata a far discutere la gente su questa energia. Mi sbagliavo. Nonostante dallo spot non traspara niente di strano e ci siano frasi tipo «Tu sei a favore o contro l’energia nucleare o non hai ancora una posizione?» non è una cosa super-partes. Il presidente di questo forum è Chicco Testa, nel 1987 contrario all’atomo e sostenitore del referendum abrogativo. Attualmente invece di idee opposte: «Con questa campagna vogliamo riaprire un discorso chiuso bruscamente 24 anni fa. Oggi, quella del nucleare è un’alternativa energetica pulita e conveniente, in termini economici e ambientali, ma non sarà mai possibile un dialogo costruttivo se prima non si mette tutti in condizioni di avere informazioni chiare, complete e certe sotto il profilo scientifico».Quindi se «non abbiamo una posizione» vorrebbero inculcarcela attraverso pubblicità e forum pagati da tutti gli italiani? Dopo il capo dell’Agenzia sulla sicurezza nucleare che pur non potendo promuove l’atomo ad ogni sospiro, ci mancava il forum-lava cervello diretto da un nuclearista. Moriremo tutti nuclearisti! Risvegliati Italia!

Le bufale nucleari di Enel

OknotizieShare

Articolo di 2PIU2UGUALE5

Il Ministero della Paura

Domani si manifesta di nuovo. Pochi giorni fa ho parlato della violenza, sia fisica che verbale, e di come andrebbe evitata ad ogni costo. I disordini di Roma del 14 dicembre a cosa hanno portato? Al progetto di mettere la Daspo anche per le manifestazioni di piazza e alle idee folli di Gasparri su arresti preventivi alla Minority Report, fino a zone rosse estese per mezza città. Travaglio nel suo ultimo Passaparola ha ragione da vendere. Questi insani di mente che stanno al potere continuano vergognosamente a gettare benzina sul fuoco per creare sembre più rabbia, così che sfoci in disordini e violenza per poi ottenere il benestare della popolazione “normale”che, stremata da tutto questo, darebbe la sua approvazione a leggi sempre più repressive. Sembra una cosa da 1984, una cosa da V per Vendetta. Ricorda il Ministero della Paura di Antonio Albanese. Io lo chiamerei terrorismo di Stato: spaventare a tal punto la gente comune così da spingerla verso scelte obbligate. Esagero?  Staremo a vedere ma per evitare tutto questo chi domani scenderà in piazza si armi solo della Costituzione. Risvegliati Italia!

 

OknotizieShare

Articolo di 2PIU2UGUALE5

Io non credo alle coincidenze. In questi giorni di protesta studentesca contro la sua riforma (vabbè) universitaria del ministro della D-Istruzione M.S. Gelmini, mi è ricapitato sottomano un libro iniziato un paio di mesi fa. Sto parlando di Silenzio Asssoluto di Frank Schätzing, un romanzo che per farla breve racconta di un attentato terroristico al G8 di Berlino (un spiegazione veramente molti riduttiva, di cui mi scuso con l’autore).

La parte che riporto è un dialogo a due incentrato sulla ricerca scientifica libera e del perchè la gente “normale” non riesca a comprendere la sua importanza. L’autore  però lo scrive in un modo semplice così da renderlo comprensibile anche alla cosidetta gente “normale”:
 

<<Finché riusciamo a conservare degli spazi, la vera ricerca ha qualche speranza, altrimenti le cose si mettono male per la spiegazione del mondo. ›› Fece una pausa. << Ma non la voglio annoiare. Andiamo di là? Forse ha qualche proposta di miglioramento. ››
<<Che tipo di ricercatore è O’Connor?>> chiese Kika, mentre attraversavano altri corridoi e si dirigevano verso l’auditorium.
<< Che cosa intende? >> chiese Schieder, un po’ irritato.
<< Be’, penso che lavori a qualcosa che non sembra promettere un immediato vantaggio economico. >>
<< Sì, invece. Si tratta di trasmissione di dati. Naturalmente l’economia s’interessa di tutto cio che ha a che fare con la comunicazione. Pensavo che lei conoscesse i suoi committenti. ››
<< Non proprio. ›› Tacque, imbarazzata. << Noi facciamo conoscere alla gente i libri di O’Connor. Non mi sono mai chiesta se lui possa fare ricerche liberamente. ››
<< Non si preoccupi. ›› Avevano raggiunto l’auditorium. Alcuni studenti stavano controllando l’impianto di amplificazione. Schieder fece cenno a Kika di seguirlo. Scesero le scale fino al podio dell’oratore, che aveva dietro un’enorme lavagna. << Quasi nessuno riflette su cose del genere. È proprio questo il nostro problema e probabilmente anche il problema di O’Connor. La libera ricerca risulta sospetta all’opinione pubblica. Se chiede alla gente per strada se sia meglio che sviluppiamo un nuovo televisore ultrapiatto oppure che cerchiamo di controllare le onde luminose attraverso il mode-luckíng, così che si raggiungano impulsi a femtosecondi, è evidente quale sarà la risposta. Eppure la femtotecnologia consentirà di raggiungere elevatissimi tassi di trasmissione e di seguire e controllare processi ultrarapidi a livello atomico e molecolare e ciò contribuirà al progresso delle telecomunicazioni. Oppure prendiamo la tecnologia dei materiali. Se riusciamo a lavorare materiali a livelli nanometrici, saremo in grado di costruire strutture micromeccaniche che potranno ripulire arterie incrostate e prevenire l’infarto. Come sottomarini nell’apparato circolatorio. Eccetera, eccetera. ››
<< Bello, però la maggior parte della gente sa che cos’è un televisore. Che cos’è la femtotecnologia? ››
«I femtosecondi sono la miliardesima parte di un milionesimo di secondo ››, rispose Schieder, in un tono che non suono affatto pedante. A Kika quel tizio piaceva. Sembrava uno coi piedi per terra. «Proprio quello che intendevo ››, replicò. << Nessun comune mortale lo sa, perciò come può giudicare se le vostre ricerche valgono la pena? >> Schieder la guardò. << Ha afferrato il concetto. La maggior parte non lo sa, ma parla comunque. Molti di quelli che discutono di energia atomica non sanno nemmeno come funziona un reattore. Se un ricercatore inventa per caso la penicillina, battono tutti le mani; tuttavia, finché sta cercando d’inventarla, preferiscono un televisore ultrapiatto. Ecco, siamo arrivati. ››

Risvegliati Italia!

OknotizieShare

Articolo da 2PIU2UGUALE5

Quando in Tv si parla delle crisi economica tanti esponenti del centrodestra trovano un facile colpevole: la globalizzazione. Tra i più acerrimi nemici di quest’ultima c’è il viceministro Castelli, che nelle sue comparsate televisive (l’ultima due settimane fa ad Annozero) fa sempre delle analisi su questi temi, alle volte anche condivisibili. Ma c’è un però. Fa infatti sorridere che questi ragionamenti arrivino proprio da quella zona politica.

Nel 2001 al governo c’era ancora Berlusconi alleato con Lega Nord e AN con lo stesso Castelli ministro della giustizia. A Genova durante il G8 quelli che si opponevano alla globalizzazione non stavano nei palazzi, anzi. Stavano in strada e nelle scuole come Bolzaneto a prendere botte ed a subire «la più grave sospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale», parole di Amnesty international. Il ministro Castelli in quei giorni assistette ai fatti di Bolzaneto e come scrisse Facchini di Qui Lecco Libera quando «gli è capitato di vedere i “ragazzotti spacca vetrine” obbligati per ore a stare con gambe divaricate e braccia distese (la posizione del “cigno”). Lui che ha detto? Ha denunciato la tortura? Macché: secondo lui li avevano disposti così per distinguere il maschietto dalla femminuccia. Era un giochino dadaista».

Ancora oggi quando vogliono screditare un qualsiasi movimento di protesta, i nostri politici usano la parola “No Global” come insulto. Forse non comprendono che “No Global” vuol dire  ”no alla globalizzazione”, la tanto odiata globalizzazione fautrice della crisi.  Che distratti!
Risvegliati Italia!

http://www.youtube.com/watch?v=lf4yjOGpSWE&feature=player_embedded

OknotizieShare

 Articolo da Diritto di Critica.com

Veronesi, le scorie radioattive innocue e il conflitto di interessi Thumbnail

Le ultime dichiarazioni di Umberto Veronesi, oncologo di fama internazionale  e ora presidente della neo Agenzia per la sicurezza nucleare hanno fatto scalpore: «Le scorie non sono un problema per la salute. Io potrei dormire in camera con le scorie nucleari, non esce neanche una minima quantità di radiazioni». Frasi che EcoDem, l’associazione ambientalista del Partito Democratico, ha subito contestato attraverso  i senatori Roberto Della Seta e Francesco Ferrante:

«Molti dubbi suscitano anche le recenti dichiarazioni del Presidente dell’Agenzia Veronesi, secondo il quale le scorie radioattive non sono pericolose perché “al momento è una piccola quantità che viene vetrificata, sigillata  e quanto rimane viene sotterrato”, arrivando  persino ad offrire la sua camera da letto come deposito. Se la sicurezza del progetto nucleare italiano per i prossimi sette anni è nelle mani di un grande oncologo che però non ha alcuna competenza in materia di energia nucleare e secondo il quale le scorie radioattive non sono un problema, il problema vero ce l’hanno tutti gli italiani.»

Questa frase del dottor Veronesi ricorda molto quella che nel febbraio 2008 scatenò lo scontro con Beppe Grillo. Durante la sua ospitata a “Che tempo che fa”, l’oncologo disse che gli inceneritori avevano rischi zero per la salute, mimando il numero anche con la mano. Il comico genovese scrisse un post  intitolato “Cancronesi“ , prima accusando il medico  di essere in conflitto di interessi per via delle aziende come ACEA (multiutility con inceneritori), ENEL (centrali a carbone ed olii pesanti e nucleare) e VEOLIA Environment (costruzione inceneritori), partner della Fondazione Veronesi, e poi riportando le ricerche di altri dottori sui danni alla salute causati dagli inceneritori, i cui risultati erano opposti a quelli del dottor Veronesi.
Anche il mensile Valori nel marzo 2008 scriveva di questi collegamenti:

«La Fondazione Veronesi, creata dall’omonimo professor Umberto, vive grazie al contributo di grandi aziende, nazionali e multinazionali impegnate nei più svariati settori: dal petrolio alla costruzione di inceneritori, dalla distribuzione di acque minerali in bottiglie di plastica alla telefonia mobile, fino ai colossi dell’energia e dell’acqua. Scorrendo tra i tantissimi partner della Fondazione, troviamo acciaierie (la Acciai Brianza e la Co.met Acciai), compagnie telefoniche (Telecom e 3), colossi industriali dell’acqua minerale in bottiglia (Ferrarelle e San Pellegrino), l’Enel, che – oltre a gestire centrali a carbone e ad olio combustibile – sta investendo all’estero sull’energia nucleare. Tra i partner anche Pirelli, Eni e Mondadori. Ancora, la società Autostrada Ligure Toscana e Veolia, multinazionale francese che costruisce discariche e inceneritori. Essa detiene anche il 49% della Tecnoborgo di Piacenza, che gestisce il termovalorizzatore della città, e il 60% della Energonut, che controlla l’analogo impianto di Pozzilli (oltre ad essere in gara per completare quello di Acerra). Il gruppo Veolia è anche la più grande multinazionale dell’acqua del mondo, con un giro d’affari che nel 1999 era pari a 50 miliardi di dollari.»

L’Enel nel 2008 investiva solo sul nucleare estero in attesa dell’avvio di quello nostrano. Oggi che il nucleare è legge  e l’Agenzia per la sicurezza nucleare è una realtà, è strano vedere questo collegamento di interessi tra chi dovrebbe essere il realizzatore delle centrali e chi invece dovrebbe pensare solo alla sicurezza. Un’ambiguità che sempre i senatori EcoDem hanno subito fatto notare:

«Il professor Veronesi  ha forse equivocato il suo ruolo, perché negli ultimi mesi si è reso protagonista di un intenso battage promozionale pro-nucleare, che contrasta con l’esigenza di terzietà che dovrebbe essere propria di un organo, qual è l’Agenzia per la sicurezza del nucleare, che dovrebbe avere tra i suoi compiti quello di garantire la regolamentazione e il controllo ai fini della sicurezza di tutte le fasi legate alla realizzazione e gestione delle centrali atomiche e alla gestione dei rifiuti radioattivi».

Il collegamento tra Enel e Fondazione Veronesi può essere una motivazione?

OknotizieShare

coordinamento:

Ken Sharo-Luna Rossa

Redazionali e Collaborazioni
  • .
  • .
  • .
  • .
  • .
  • .
  • .
  • .

 

quotidiani 22 maggio 2012
  • .
  • .
  • .
  • .
  • .
  • .
  • .

.

Wikio - Top dei blog

Wikio - Top dei blog - Politica

Watch live streaming video from nuovaresistenza at livestream.com
    Translate to:

Nuova Resistenza on Facebook


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

quotidiani esteri del 18 maggio 2012

  • .
  • .
  • .
  • .
  • .

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



 

 

 









Accedi per connetterti con gli altri utenti di nuova resistenza:


Elenco iscritti

Powered by Small Mingle Icon Mingle

247 Utenti - Mostra tutto

Powered by Small Mingle Icon Mingle