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tutti i giorni 4 nuove pagine di articoli presi dai media e dalla rete, opinioni di redazione e approfondimenti





 

gli articoli con la foto accanto al titolo sono completamente originali dei nostri collaboratori

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Facebook | ITALIA LIBERA CIVILE E LAICA = ITALIA ANTIFASCISTA: 21 FEBBRAIO 1965 viene assassinato a New York Malcom X.

Il 21 febbraio 1965 viene assassinato a New York Malcom X, al secolo Malcom Little, attivista statunitense a favore dei diritti degli afroamericani. Il leader nero, nato a Omaha nel 1925, fu ucciso per mano dei membri dell’organizzazione politico-religiosa afroamericana “Nazione dell’Islam”. Storicamente, agli schiavi neri americani veniva assegnato il cognome dei loro padroni. Sebbene non fosse lui stesso figlio di schiavi, l’origine del suo cognome di nascita era riconducibile ai padroni presso cui avevano servito un tempo i suoi antenati. La scelta di “X” come cognome volle dunque rappresentare il rifiuto di accettare questo legame anagrafico con i padroni di un tempo. Malcolm X nacque a Omaha, in Nebraska, figlio di Earl e Louise Little. Suo padre era un predicatore battista e fu assassinato nel 1931 da un gruppo di sostenitori della “supremazia bianca”, paradossalmente denominato Black Legion (Legione Nera). La madre di Malcolm, in seguito, fu dichiarata legalmente non sana di mente e la famiglia si disperse. Lo stesso Malcolm fu affidato a una famiglia di tutori. Malcolm terminò la junior high school ottenendo i migliori risultati della sua classe, ma abbandonò quando il suo insegnante preferito gli disse senza mezzi termini che diventare un avvocato non era “un obiettivo realistico per un negro”. Lasciata la scuola, Malcolm si trasformò in uno sbandato; i primi problemi con la legge lo portarono in un centro di detenzione, da cui uscì per trasferirsi per qualche tempo a Boston, presso la sorella maggiore Ella Little Collins. In seguito Malcolm trovò lavoro come lustrascarpe presso un night club e, in seguito, come cameriere in un treno. Trasferitosi nel quartiere di Harlem, a New York, si diede a una serie di attività illegali fra cui spaccio di droga, gioco d’azzardo e rapina. Quando fu esaminato per la leva durante la Seconda Guerra Mondiale, i medici lo trovarono psichicamente non adatto; in seguito Malcolm X sostenne di aver finto una patologia mentale per evitare le armi. Il 12 gennaio 1946, all’età di 20 anni, Malcolm fu arrestato e condannato a dieci anni con l’accusa di violazione di domicilio, possesso illegale di armi da fuoco, e furto. Nel 1948, mentre era in carcere, Malcolm ricevette una lettera dal fratello Reginald, che gli chiedeva di unirsi alla Nation of Islam (NOI). La NOI si autodefiniva una “setta islamica militante”. La sua tesi centrale era che la maggior parte degli schiavi africani erano musulmani prima di venire catturati, e che quindi i neri avrebbero dovuto riconvertirsi all’Islam. Il NOI era inoltre un gruppo “nazionalista nero”, ovvero auspicava la creazione di una nazione nera separata all’interno degli Stati Uniti. Malcolm fu affascinato dagli insegnamenti del leader della NOI, Elijah Muhammad. Con l’aiuto della sorella, riuscì a ottenere il trasferimento in una colonia penale a Norfolk dove aveva maggiore libertà; divenne un avido lettore e cercò nella storia e nella filosofia argomenti a favore delle teorie della NOI. Per arricchire la propria cultura e migliorare la propria calligrafia, arrivò a trascrivere a mano un intero dizionario; quindi iniziò a corrispondere con Elijah Muhammad quotidianamente. Alla fine, Malcolm X fu rilasciato sulla parola, il 7 agosto 1952. Appena uscito di prigione, Malcolm X si recò da Elijah Muhammad, a Chicago. Fu in questo periodo che ricevette il cognome “X”, per simboleggiare il rifiuto del suo “cognome da schiavo” e l’assenza di un vero cognome africano-musulmano. Nel marzo del 1953 la CIA iniziò a controllare le azioni di Malcolm; apparentemente, questo aveva a che vedere col fatto che, secondo alcuni informatori, Malcolm X definiva se stesso un “comunista”. Nell’archivio della CIA comparivano anche due lettere firmate da Malcolm X con lo pseudonimo “Malachi Shabazz”; il cognome “Shabazz” secondo Elijah Muhammad, era un riferimento a una discendenza da una antica “nazione asiatica nera”. Nel maggio dello stesso anno, la CIA concluse che Malcolm X aveva una “personalità asociale con tendenze paranoiche (schizofrenia paranoide pre-psicotica)”. Nello stesso anno, Malcolm si trasferì definitivamente presso Elijah Muhammad a Chicago, per tornare poi a Boston con il ruolo di “Ministro del Tempio Numero 11 della Nazione dell’Islam”. Nei tempi successivi aprì numerosi altri templi, diventando ministro di molti di essi. La sua predicazione portò moltissimi proseliti alla NOI; tra i più celebri si ricorda Cassius Clay, che proprio aderendo alla NOI decise di cambiare il proprio nome in Muhammad Ali. Ben presto Malcolm X divenne il numero due del movimento e il braccio destro di Elijah Muhammad. Fra il 1952 e il 1963, certamente anche grazie all’enorme carisma di Malcolm, la NOI passò da 500 a 30.000 iscritti. Nel 1958, Malcolm sposò Betty X a Lansing, nel Michigan. Ebbero sei figlie, tutte chiamate “Shabazz”. Mentre lavorava per la NOI, Malcolm X giunse a conoscenza di alcune avventure extraconiugali di Elijah Muhammad. Lo stesso Elijah si difese sostenendo che, come “inviato di Dio”, aveva il diritto di avere più mogli; tuttavia, egli non era sposato con nessuna delle giovani segretarie con cui ebbe relazioni, e giunse anche a metterle incinte tutte. Malcolm si rifiutò di mettere la cosa a tacere, e se ne mostrò contrariato, ma non abbandonò il movimento. Nell’estate del 1963, Malcolm si rese conto che Elijah e molti altri Ministri di alto livello della NOI erano gelosi della sua popolarità. Progressivamente in conflitto con l’organizzazione, Malcolm espresse la propria critica circa la Marcia su Washington dicendo che non trovava nulla di eccitante in una dimostrazione “fatta da bianchi davanti alla statua di un presidente morto da cento anni e al quale, quando era vivo, noi non piacevamo”. Nella primavera del 1963, Malcolm iniziò a collaborare con Alex Haley alla scrittura del libro Autobiografia di Malcolm X. L’8 marzo 1964 dichiarò pubblicamente la sua separazione dalla NOI e il 12 marzo annunciò la creazione di un nuovo movimento chiamato Muslim Mosque, Inc.. La principale differenza ideologica fra il movimento creato da Malcolm X e la NOI fu l’abbandono del presupposto religioso come elemento di coesione per il popolo nero. Nel frattempo, tuttavia, Malcolm X si convertì all’islamismo ortodosso. Nel 1964, la rivista «Life» pubblicò una famosa fotografia di Malcolm X con una carabina in mano, intento a tirare la tenda della sua finestra per controllare fuori. La foto era accompagnata dalla scritta “con tutti i mezzi necessari”, e si riferiva alle minacce di morte subite da Malcolm X e alla sua affermazione che “si sarebbe difeso”. La CIA era stata infatti informata, anche per mezzo di infiltrati, che la NOI aveva commissionato ai suoi membri l’assassinio di Malcolm X. Il 14 febbraio 1965, Malcolm e la sua famiglia sopravvissero a un attentato dinamitardo contro la loro abitazione. Una settimana dopo, il 21 febbraio, durante un discorso in pubblico a Manhattan, Malcolm fu ucciso, all’età di 39 anni, da diversi colpi di arma da fuoco esplosi da tre sicari. I funerali di Malcolm X, tenutisi il 27 febbraio 1965 ad Harlem, raccolsero oltre 1500 persone. Tre membri della NOI furono arrestati per il suo assassinio: Talmadge Hayer, Norman 3X Butler e Thomas 15X Johnson, e condannati per omicidio nel marzo del 1966. In realtà, pare che il solo Hayer fosse direttamente responsabile dell’omicidio; in seguito furono fatti altri nomi sui mandanti, tutti in seno alla NOI.

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Facebook | LAV: Vivisezione: sospesi esperimenti sui maiali nella neve.

Dopo la forte posizione contraria presa dalla LAV, insieme ad associazioni animaliste austriache, esponenti politici e opinione pubblica, gli esperimenti che prevedevano l’utilizzo di 29 maiali sepolti vivi nella neve per indagare gli effetti del congelamento e morte in condizioni simili sull’uomo, sono stati sospesi.

L’incoraggiante notizia deve però essere solo il primo passo verso l’annullamento totale della procedura, considerata eticamente e scientificamente scorretta.

La LAV ha quindi chiesto al Ministero della Salute e alla Provincia autonoma di Bolzano se l’EURAC (Istituto per la medicina d’emergenza in montagna di Bolzano), l’Ente con sede in Italia coinvolto nelle sperimentazioni in territorio austriaco, abbia ricevuto fondi pubblici per finanziare il progetto. Se così fosse, si tratterebbe di un’aggravante, anche politicamente scorretta, vista la chiara posizione legislativa in vigore nella Provincia, che vieta da anni la vivisezione.

“Oggi leggiamo che il direttore dell’Istituto giustifica l’esperimento adducendo motivazioni di facile coinvolgimento emotivo, come la possibilità di sopravvivenza di persone vittime di slavine, ma dal punto di vista scientifico il confronto tra anatomia e risposta alle condizioni esterne nei suini non è comparabile con quella umana. Sarebbe più utile sviluppare tecniche di diagnostica, raccolta e analisi di dati epidemiologici e studio dei fattori che incidono in situazioni climatiche, geografiche e logistiche estreme”, commenta Michela Kuan, responsabile LAV settore Vivisezione.

“In Italia tale sperimentazione non sarebbe potuta avvenire – prosegue Michela Kuan – nel nostro Paese, infatti, vige il Decreto legislativo 116 che prevede la dichiarazione e autorizzazione dello stabulario utilizzatore e fornitore di animali. Tale decreto è la trasposizione della Direttiva europea, e lascia quantomeno stupiti che l’Austria, appartenente anch’essa al territorio comunitario, possa effettuare tali esperimenti, a fronte anche del fatto che, incredibilmente, il progetto è stato autorizzato e vagliato anche dal Comitato etico austriaco”.

LAV _ Ufficio Stampa

Coloro i quali vogliano contattare direttamente l’EURAC per fare presente la propria posizione possono scrivere a:

Presidente
Werner Stuflesser: werner.stuflesser@eurac.edu

Direttore
Stephan Ortner: stephan.ortner@eurac.edu

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Come aiutare Haitì, lista completa

di Fabrizio Lorusso

Raccogliendo le informazioni da alcune testate nazionali ho stilato una lista con le possibilità di aiuto per Haitì, paese caraibico colpito da un terremoto catastrofico che ha causato e sta causando tra le 50mila e le 100mila vittime.

Invito a segnalare nei commenti anche le altre ONG o associazioni che si occupano di aiutare Haitì per completare questa lista.

da: http://lamericalatina.net/2010/01/15/aiutare-haiti-ecco-come/

 

AIUTARE HAITI, ECCO COME:

 

CROCE ROSSA

 

Numero verde: 800.166.666
Donazione online: Causale ” Pro emergenza Haiti ” www.cri.it
Bonifico bancario: causale ” Pro emergenza Haiti” IBAN IT66-C0100503 3820 0000 0218020

 

PROGRAMMA ALIMENTARE MONDIALE ONU

 

Posta : c/c 61559688 intestato a: Comitato Italiano per il PAM
IBAN IT45TO76 0103 200 0000 6155 9688
Banca: c/c 6250156783/83 Banca Intesa ag. 4848
ABI 03069 CAB 05196
IBAN IT39 S030 6905 1966 2501 5678 383
Donazioni online: www.wfp.org/it

 

CARITAS ITALIANA

 

C/C POSTALE N. 347013 – Causale: “Emergenza terremoto Haiti”
Oppure tramite bonifico:
UniCredit Banca di Roma Spa, via Taranto 49, Roma – Iban: IT50 H030 0205 2060 0001 1063 119
Intesa Sanpaolo, via Aurelia 796, Roma – Iban: IT19 W030 6905 0921 0000 0000 012
Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma – Iban: IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113
CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001 (orario d’ufficio)
Donazioni online: Caritas international http://www.caritas.org/activities/emergencies/HaitiAppeal.html

 

SAVE THE CHILDREN

 

Donazioni online con carta di credito (nessuna commissione): http://www.savethechildren.it/2003/donazioni/donazioni.asp?ERH=y
Oppure: C/C POSTALE n.43019207

Medici senza Frontiere
Con carta di credito telefonando al numero verde 800.99.66.55 oppure allo 06.44.86.92.25
Con bonifico bancario IBAN IT58D0501803200000000115000
CC postale 87486007, intestato a Medici senza Frontiere inlus, causale: Terremoto Haiti
Online: http://www.medicisenzafrontiere.it/

 

UNICEF

 

Donazioni online:
https://www.unicef.it/web/donazioni/index.php?c=OEHA&l=0001
Oppure: C/C postale 745.000 IBAN IT55 O050 1803 2000 0000 0505 010

Actionaid: Nelle prossime ore sarà attivato un servizio di SMS solidale
Donazioni con carta di credito al numero verde 800.13287
Versamento sul conto corrente postale n. 85593614, intestato ad AGIRE onlus, via Nizza 154, 00198 Roma, causale Emergenza Haiti
Bonifico bancario sul conto BPM – IBAN IT47 U 05584 03208 000000005856. Causale: Emergenza Haiti
Donazioni on line dal sito internet www.agire.it

 

LE MISERICORDIE ITALIANE

 

c/c 000005000036, MONTE DEI PASCHI DI SIENA SPA, Firenze Agenzia 6, IBAN: IT 03 Y 01030 02806 000005000036; oppure sul CONTO CORRENTE POSTALE N° 000021468509, Firenze Agenzia 29, IBAN: IT 67 Q 07601 02800 000021468509, entrambi intestati a “Confederazione Nazionale” con causale «PRO
HAITI».

RACCOLTA FONDI PRO HAITI
conto corrente postale: 13688205 intestato a:

 

MOVIMENTO LOTTA FAME NEL MONDO

Via Cavour, 73 – 26900 Lodi
causale: terremoto Haiti
oppure:
Banca Popolare Etica – Ag. Milano
IBAN: IT91 R 05018 01600 000000 540540
intestato a Movimento Lotta Fame nel Mondo, Via Cavour, 73 – 26900 Lodi
causale: terremoto Haiti

 

EMERGENZA HAITI

 

Gli amici di “ABC solidarietà e pace – onlus” da anni sono presenti ad Haiti con progetti di sostegno scolastico aiutiamoli a far fronte all’emergenza.
“A,B,C Solidarietà e Pace”
Banca Popolare di Milano
IBAN IT 97 T 05584 03245 000000000512
causale: “G-aiuti umanitari Haiti”
per ulteriori informazioni sul progetto: http://www.abconlus.it/haiti.asp

 

TERRE DES HOMMES ITALIA

 

Per aiutarci a salvare più persone possibili potete donare tramite:
bonifico bancario presso Banca Monte dei Paschi di Siena Ag.57 – IBAN IT53Z0103001650000001030344
versamento postale sul c/c 321208
carta di credito all’indirizzo http://www.terredeshommes.it/ecom/donazione_online.php
SMS solidale 48541 (da Tim e Vodafone e chiamate da rete fissa Telecom), per sostenere AGIRE, coordinamento di ONG di cui fa parte anche Terre des hommes e che fino ad ora ha già raccolto 800.000 euro, cifra che speriamo possa raddoppiare nelle prossime ore.

 

FONDAZIONE AVSI – ong onlus

 

20158 Milano via legnone 4
cell +39 3357101896 tel.+39 026749881
elisabetta.ponzone@avsi.org www.avsi.org
Per chi volesse fare una donazione indicare nella causale “terremoto Haiti”
Credito Artigiano-Sede Milano Stelline, Corso Magenta 59
IBAN IT 68 Z0351201614000000005000 IBAN IT 68 Z0351201614000000005000 BIC (Swift code) ARTIITM2 Conto corrente postale n° 522474, intestato AVSI

 

 

FONDAZIONE FRANCESCA RAVA N.P.H. ITALIA ONLUS

 

Tel 0254122917 bollettino postale su C/C postale 17775230
bonifico su c/c bancario BANCA MEDIOLANUM SpA,
Ag. 1 di Basiglio (MI) IT 39 G 03062 34210 000000760000 causale: terremoto Haiti
carta di credito on line su www.nphitalia.org o chiamando lo 02 54122917

 

ONG AGIRE

 

Sms: Una donazione di 2 euro inviando un sms al 48541 da cellulari Tim o Vadafone o chiamando da rete fissa Telecom. Numerazione attiva da oggi fino al 31 gennaio 2010.
Oppure:
Donazioni con carta di credito al numero verde 800.132870
Posta: cc postale n. 85593614, intestato ad AGIRE onlus, via Nizza 154, 00198 Roma, causale Emergenza Haiti.
Banca: cc BPM – IBAN IT47 U 05584 03208 000000005856. Causale: Emergenza Haiti.
Donazioni online: www.agire.it


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coordinamento:

Ken Sharo-Luna Rossa

Redazionali e Collaborazioni
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quotidiani 22 maggio 2012
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quotidiani esteri del 18 maggio 2012

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