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tutti i giorni 4 nuove pagine di articoli presi dai media e dalla rete, opinioni di redazione e approfondimenti





 

gli articoli con la foto accanto al titolo sono completamente originali dei nostri collaboratori

cleliata

♪ Gonne al vento,
infuria la miseria ♫
♫ nelle teste rotte del Pd,
ad imitare la banda Berlusconi ♪
♫ noi vogliam Bersani in decoltè!   da    www.zeroviolenzadonne.it

Festa dell’Unità. Roma 2011, 23 Giugno: oggi apre i battenti la Festa dell’Unità di Roma e il manifesto scelto dal Partito Democratico per l’evento rappresenta una minigonna che si solleva e due gambe sensuali, lo slogan è “Cambia il vento”. La reazione delle donne della sinistra non si è fatta attendere e, in particolare il comitato SE NON ORA QUANDO, che lo scorso febbraio era sceso in piazza per protestare contro la strumentalizzazione del corpo femminile, si è infuriato poichè ha considerato il manifesto simbolo proprio di una società totalmente sessista e hanno dichiarato che non parteciperanno alla manifestazione. “L’abbinamento fra lo slogan e l’ennesima immagine strumentale del corpo femminile ci lascia stupite e attonite”, si legge in una nota, “Il comitato protesta ancora una volta di fronte all’uso del corpo delle donne come veicolo di messaggi che nulla hanno a che fare con esso”.    Da   www.gossipitaliano.it Continua a leggere

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pettorina di carabiniere del nas bologna con scritta "carabinieri nas"I Nas di Bologna hanno sequestro di 47.000 kg di “miele” adulterato che stava per essere venduto nella grande distribuzione.

Gravissime le contestazioni: adulterazione con aggiunta di zuccheri estranei e frode sull’origine spacciata per italiana ed europea, mentre è “fabbricato” in Asia, con gran probabilità in Cina.
Negli USA sono state constatate e contestate, a un importatore tedesco, analoghe operazioni commerciali illecite con un processo, per quella che è stata definita, proprio per “miele” di origini asiatiche, dalla FED, l’autorità sanitaria statunitense: “la più grande frode alimentare mai avvenuta negli USA”. Continua a leggere

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Non voglio entrare nella vicenda giudiziaria, no mi compete, rispetto il dolore dei parenti delle vittime che probabilmente sono gli unici soggetti colpiti da questa decisione.

 

E’ palese a tutti che al governo del bel paese, a parte qualche polemica di convenienza, non interessa nulla di questa vicenda.

 

Il Brasile non è notoriamente un paese di comunisti integralisti, ed allora perché questo schiaffo?

Da giorni leggo le opinioni più fantasiose, soprattutto sui giornali della destra becera italiana.

 

Leggo ed ascolto opinioni di cittadini indignati, opinioni appunto, ma quali sono i fatti che non interessano evidentemente a nessuno visto che le opinioni restano tali e non sono supportate da argomentazioni documentate? Continua a leggere

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GHEDDAFI UNICO LAICO DELLA REGIONE. LIBIA PAESE CON UNA RICCHEZZA PROCAPITE PIU’ ALTA DEL NORD AFRICA…

Iniziamo citando un’icona della cultura occidentale; “lasciate ogni speranza, voi che entrate”, perché le leggi internazionali come noi le conosciamo hanno avuto un colpo al cuore. I “nuovi” neo colonialisti sociopolitici darwiniani, accusatori di assassini – senza processo- e guerrafondai armati di Droni, sono tutti concentrati nella rinascita del potere dell’uomo bianco.
In mezzo a tutte le bugie e ipocrisie che hanno circondato la morte di Osama bin Laden, la cosa importante è come sia possibile che un governo possa uccidere un uomo disarmato , nome in codice “Geronimo”, catturato vivo e poi sommariamente giustiziato di fronte a una delle sue figlie dopo un’invasione lampo in uno stato sovrano come il Pakistan.
Alla stessa maniera di come ci hanno fatto ingoiare la guerra condotta dalla North Atlantic Treaty Organization (NATO) contro la Libia, un paese sovrano che non ha commesso violazioni della carta delle Nazioni Unite. Continua a leggere

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Oggi è passato giusto un mese dalla morte di Vittorio Arrigoni… e proprio oggi sono 63 anni di Nakba per il popolo palestinese che corrisponde al 63mo anniversario della nascita dello stato israeliano… (al-Nakba è la catastrofe per i palestinesi cacciati dalla loro terra, a partire dal 15 maggio 1948). La parola Nakba è stata cancellata dai libri di testo destinati agli studenti arabo-israeliani, lo ha deciso il ministro dell’Istruzione israeliano nel 2009. Mentre nel 2010 la Knesset (il Parlamento Israeliano) ha varato una legge che proibisce di manifestare pubblicamente in Israele lutto e dolore il 15 maggio.

Ma il popolo palestinese non può dimenticare, e noi con loro.

Riporto qui alcuni stralci della risposta che Vittorio Arrigoni scrive nel 2008 a Diego Ianiro che in una sua lettera-appello cerca di legittimare la presenza di Israele (nonostante lo “scippo” all’Egitto) come “ospite” ufficiale alla Fiera del libro di Torino nel 2008, proprio in quell’anno in cui cadeva il sessantesimo anniversario dalla “nascita” dello stato ebraico, non certo quindi per coincidenza… che era di riflesso ovviamente il sessantesimo anniversario dalla Nakba. Continua a leggere

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a proposito di: Storia di una foto. Milano, via de Amicis, 14 maggio 1977. La costruzione dell’immagine-icona degli «anni di piombo». Contesti e retroscena, a cura di Sergio Bianchi, Derive eApprodi, Roma 2011, pp. 166, € 20 (testi di: Sergio Bianchi, Umberto Eco, Paolo Fabbri e Tiziana Migliore, Toni Negri, Paolo Pozzi, Raffaella Perna, Marco Philopat, Franco Tommei, Benedetto Vecchi, Raffaele Ventura (Coz), Osvaldo Verri)

«A gambe larghe, leggermente piegate come in una foto d’epoca, Cristiano tiene ferma con l’altra la mano che impugna la Walther 38 fumante…»
Girolamo De Michele, Scirocco, p. 558

 

Una foto è una foto

L’immagine-icona degli «anni di piombo»: basta il sottotitolo. Continua a leggere

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Lasciati per sedici giorni alla deriva, decine di migranti sono morti per fame e sete sotto lo sguardo inerte di Nato ed Europa
Sulle pagine del quotidiano britannico The Guardian, una forte denuncia contro Europa e Nato. Secondo quando risulta da un’inchiesta portata a termine dal giornalista Jack Shenker, inviato a Lampedusa, decine di migranti africani sono stati lasciati morire di fame e di sete nel mar Mediterraneo, dopo che unità della Nato hanno ignorato le loro richieste di S.O.S. 

Alla fine di marzo, una barca con 72 persone a bordo, tra cui donne e bambini, ha avuto un’avaria mentre era sulla rotta di Lampedusa. Solo 11 di loro sono riusciti a sopravvivere dopo 16 giorni di deriva. “Ogni mattina ci svegliavamo e trovavamo nuovi cadaveri, che lasciavamo stare per 24 ore prima di gettarli in mare – ha raccontato uno dei sopravvissuti, Abu Kurke – negli ultimi giorni non ci riconoscevamo, pregavamo, eravamo moribondi”. Continua a leggere

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Il Governo chiama e l’OCSE risponde. Ma il modello proposto non funziona.

Apprendiamo che oggi l’OCSE si pronuncia auspicando la totale privatizzazione del servizio idrico nel nostro Paese, insieme dalla creazione di un’Autorità di regolazione.

Il Comitato Referendario 2 Sì per l’Acqua Bene Comune non può non constatare come il Governo italiano chieda soccorso a organismi internazionali presunti neutri per essere sostenuto nelle proprie scelte, come è ben testimoniato dalla presenza del ministro Tremonti alla conferenza stampa di presentazione del rapporto OCSE. Continua a leggere

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Asserire che la condanna a 16 anni all’amministratore delegato di TyssenKrup mette a rischio gli investimenti in Italia equivale a dire che la vita di un dipendente conta meno di un investimento.

Probabilmente per il padrone in gonnella conta meno di niente.

Certo è curioso come confindustria permetta ad una famiglia di padroni di rappresentarla:

Antonio Marcegaglia ha patteggiato (nel 2004) una condanna a 11 mesi di reclusione e un risarcimento di circa 6 milioni di euro. Ma dalle sue dichiarazioni rese ai pm è nato un filone d’indagine forse ancora più imbarazzante per la famiglia mantovana che controlla uno dei più importanti gruppi siderurgici italiani. Sì, perché grazie alla collaborazione delle autorità di Berna la Procura di Milano ha ricostruito una rete di conti svizzeri alimentati per un decennio da fondi neri dei Marcegaglia. Continua a leggere

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 http://www.beppegrillo.it/2011/04/in_memoria_di_v/

vittorio_arrigoni.jpg

 

“Prendi dei gattini, dei teneri micetti e mettili dentro una scatola” mi dice Jamal, chirurgo dell’ospedale Al Shifa, il principale di Gaza, mentre un infermiere pone per terra dinnanzi a noi proprio un paio di scatoloni di cartone, coperti di chiazze di sangue. “Sigilla la scatola, quindi con tutto il tuo peso e la tua forza saltaci sopra sino a quando senti scricchiolare gli ossicini, e l’ultimo miagolio soffocato.” Fisso gli scatoloni attonito, il dottore continua “Cerca ora di immaginare cosa accadrebbe subito dopo la diffusione di una scena del genere, la reazione giustamente sdegnata dell’opinione pubblica mondiale, le denunce delle organizzazioni animaliste…” il dottore continua il suo racconto e io non riesco a spostare un attimo gli occhi da quelle scatole poggiate dinnanzi ai miei piedi. Continua a leggere

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Come abbiamo più volte detto stiamo andando verso la democrazia totale. Una forma di assolutismo, e totalitarismo, che si eserciterà in maniera completamente differente da come l’abbiamo finora conosciuta.Sicuramente tutte le forme di egemonia hanno delle crepe, solamente saranno espunte dalla rappresentazione del reale e quindi sarà come se non fossero mai esistite. Una forma di silenziamento che, qualora ve ne fosse bisogno, avrà anche modalità crude e sbrigative.Anche ora la dominanza ideologica perversa nel perverso gioco della sinistra contro la destra, nonostante personaggi dati per acquisiti in uno schieramento li si ritrovi improvvisamente nell’altro. Continua a leggere

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Nucleare/Non solo Fukushima, a Mayak la Russia rischia catastrofe

Dipendenti dell’impianto denunciano situazione “critica”

Mosca, 7 apr. (TMNews) – Mentre l’attenzione del mondo è concentrata sugli sviluppi della crisi a Fukushima, un altro disastro nucleare potrebbe verificarsi nella regione russa degli Urali, dove l’impianto di Mayak versa in un pericoloso stato di fatiscenza. L’allarmante profezia è contenuta in una lettera firmata da un gruppo anonimo di impiegati dello stesso impianto e inviata oggi alla stampa locale.

Rivolgendosi al presidente Dmitri Medvedev, al premier Vladimir Putin e ai vertici di Rosatom (l’agenzia statale per il nucleare), i firmatari del messaggio avvertono che “quello successo finora, tra disastri naturali e incidenti tecnici, non è nulla in confronto all’Armageddon nucleare che ci aspetta” in Russia. Nel testo, arrivato al giornale “Nuova regione” e ripreso dal sito d’informazione Newsru.ru, i dipendenti spiegano di aver scelto l’anonimato per questioni di sicurezza e chiedono misure d’emergenza per evitare un’altra catastrofe.

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coordinamento:

Ken Sharo-Luna Rossa

Redazionali e Collaborazioni
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quotidiani 22 maggio 2012
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quotidiani esteri del 18 maggio 2012

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