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tutti i giorni 4 nuove pagine di articoli presi dai media e dalla rete, opinioni di redazione e approfondimenti





 

gli articoli con la foto accanto al titolo sono completamente originali dei nostri collaboratori

CinziaLacalamita

Scrittrice. E’ uno degli autori di Aliberti Editore, casa editrice promossa da De Agostini. E’ addetto stampa del gruppo di ricerca Body-Image. E’ addetto stampa di NAD – Nazionale calcio Attori e Doppiatori. Collabora con la cantante Barbara Barbieri a AMA CHI SEI – Caramelle Project, un progetto patrocinato dal Ministero della Gioventù. E’ testimonial di Parent Project Onlus, associazione italiana di genitori con figli affetti da distrofia muscolare Duchenne e Becker. È socio benemerito dell’Equipe del Cuore, associazione senza scopo di lucro che persegue finalità di utilità sociale e ha come scopo quello di agire in difesa dei diritti umani, in particolar modo dei diritti alla salute e all’assistenza sanitaria.

 

Si intitola L’Iva funesta e va letto. Punto. Non servirebbe aggiungere altro, eccezion fatta del nome di chi l’ha scritto. Ma crepi l’avarizia e, con essa, la mia cripticità.  Il saggio di  Fulvio ReddKaa Romanin – rocker e scrittore per passione, giornalista di musica e web sul settimanale Il Friuli, web designer ed esperto di comunicazione per professione – non è un “semplice saggio”: è quanto serve a chiunque, seppur con entusiasmo, si approcci al mondo del lavoro con gli ovvi dubbi e titubanze che portano alla classica domanda: “Ci starò dentro con le spese?”

Se siete giovani, intraprendenti e desiderosi di “fare vostro” il mercato, se non siete più di primo pelo ma avete bisogno di rinnovarvi per non affondare in un mare di debiti, se avete ancora difficoltà a capire la differenza tra entrate ed uscite (come la scrivente), precipitatevi a scaricare il formato pdf al link: http://www.rollingstonemagazine.it/cultura/notizie/lavoro-mettersi-in-proprio-prima-informatevi/46469.

Sin dalle prime pagine capirete di trovarvi davanti ad un vero e proprio manuale in pillole che, ve lo anticipo, vi farà esclamare: “Accidenti questo l’ho fatto e ho sbagliato!” Insomma, vi sentirete un po’ scemi, ma varrà la pena capire di non essere delle linci per ottenere in cambio suggerimenti preziosi  trasformabili in moneta sonante. Non abbiate paura di perdervi nei meandri dell’economia, L’Iva funesta è un testo ironico, scorrevole, comprensibile al volo perché scritto con mano moderna e accattivante. In una parola sola, essenziale.

Cinzia Lacalamita

 

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La Consulta Femminile di Trieste condivide la richiesta di modificare la legge regionale che istituisce i baby-parking che, se attuata, impedirà ai privati di aprire quelle strutture, ma ripropone proposte già avanzate, e più volte negli anni, alle Giunte regionali e comunali.

Questi servizi sono gestiti da privati, sostituiscono -come i nidi privati- i servizi che gli Enti locali devono dare a tutti i cittadini.

Riteniamo che più di 500 bimbi in lista d’attesa solo nel Comune di Trieste siano troppi.

Da anni chiediamo a tutti i Sindaci e ai Presidenti delle Giunte regionali impegni puntuali, accolti a voce, ma mai tramutati in atti concreti.

Il nido è ancora, per legge, un servizio a domanda individuale mentre giace nei cassetti del Parlamento una proposta di legge d’ iniziativa popolare che lo trasformi in servizio sociale insieme alle scuole dell’ infanzia (dai 3 ai 6 anni). Il costo di questo servizio fondamentale per la formazione della persona obbliga le donne a restare a casa lasciando il lavoro o usando i permessi di maternità che, tra l’ altro, bloccano nei fatti le carriere.

Comuni, provincia, poste, ferrovie, ospedali non hanno ancora aperto strutture per i figli dei loro dipendenti. Anche i nidi aziendali, che pure godono di finanziamenti pubblici, sono ancora pochi.

La nostra regione, a statuto speciale, potrebbe e dovrebbe cominciare a scegliere di finanziare nidi pubblici e gratuiti.

Servono servizi ad orario flessibile rivolti alle donne che lavorano anche di notte, bisogna allargare gli orari di apertura, scegliere di tenerli aperti anche nei mesi estivi, aprire sezioni per bimbi dai 2 ai 3 anni nelle scuole dell’ infanzia, inventare spazi-gioco nelle strutture vuote (ricreatori, scuole, musei, biblioteche…) copiando esperienze internazionali interessanti ed innovative anche sul piano didattico.

La Consulta femminile di Trieste è disponibile ad avviare un nuovo confronto con tutte le Amministrazioni.

La Presidente (dott. Ester Pacor)

CONSULTA FEMMINILE DI TRIESTE

ADEI – ADOSITALIA – ANDE – AIDDA – AMMI – CIF -CONVEGNI

MARIA CRISTINA – DONNE AFRICA – FIDAPA Tergeste – FIDAPA Trieste – FUTURO DONNA – MDT – Rete DPI “Nodo di Trieste” – SOROPTIMIST – UDI “il caffè delle donne”

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Art. 1: La Consulta femminile di Trieste indice la 8° edizione del Concorso Internazionale di Scrittura Femminile “Città di Trieste”, aperto a tutte le donne, di qualsiasi nazionalità e cultura, nonché alle donne detenute.

Art. 2:  La partecipazione al Concorso è gratuita.

Art. 3: I lavori, racconti di pace o di guerra, devono essere inediti, in lingua italiana, scritti a macchina o al computer ed avere una lunghezza massima di 4 cartelle, carattere 12 di word.  Può essere inviato un solo elaborato.

I lavori dovranno essere inviati, in sette copie, alla Consulta Femminile di Trieste, c.p. 48 Posta Centrale Trieste con la dichiarazione esterna “contiene elaborato per il Concorso di scritturaentro il 15 gennaio 2012.  Fa fede il timbro postale.

Art. 4: I lavori inviati non saranno restituiti. Le concorrenti per un   anno  non possono risultare vincitrici dello stesso premio.

Art. 5: Gli scritti dovranno pervenire in plico sigillato, senza indicazione del mittente. Le generalità dell’autrice, l’indirizzo, il numero di telefono, e-mail, il titolo dell’opera, una dichiarazione che attesti trattarsi di opera inedita e brevi cenni biografici, dovranno essere inseriti esclusivamente in una busta chiusa che accompagnerà nel plico gli elaborati.

Art. 6: Premi:

1° premio: 500 euro della Consulta femminile di Trieste.

Premio di 250 euro della Provincia di Trieste per un lavoro sui rapporti intergenerazionali

Premio particolare di 150 euro del PEN ClubTrieste riservato agli scritti delle donne detenute

Premio della RAI del Friuli-Venezia Giulia che curerà una libera riduzione radiofonica di un dialogo a due voci “…con un sorriso sul mondo femminile”

Premio dell’ Associazione “Giuliani nel mondo” di 250 euro per un lavoro inviato da una donna emigrata, sia essa ancora residente all’estero o rientrata nel proprio paese d’origine.

Premio di un buono-acquisto di 300 euro delle Cooperative Operaie di Trieste, Istria e Friuli per una scrittrice residente nel Friuli Venezia Giulia.

La targa de “Il Piccolo” verrà assegnata al racconto di una triestina.

“L’Associazione contro il dolore Giuseppe Mocavero” premierà con 250 euro un lavoro relativo al rapporto donne-dolore.

Art. 8: Le decisioni della Giuria sono inappellabili in qualunque sede.

Art. 9: Le vincitrici dovranno ritirare il premio personalmente o delegando persona di fiducia, pena la decadenza dal premio.

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Cristina Cabras è una trapiantata. Da poco più di un anno ha un fegato nuovo. Mi ha inviato una lettera, in cui mi racconta l’evoluzione del Centro Trapianti di Genova, evoluzione che ora ha dato il via ad un’ emergenza. Pubblico la sua lettera in forma integrale, senza modifiche, senza censure: perché così deve essere. E mi auguro venga divulgata il più possibile, ancora una volta senza modifiche e senza censure.

Cinzia Lacalamita

 A Genova c’è un’emergenza. Provo a parlarne perché ho vissuto e vivo la vicenda sulla mia pelle. Quindi Rettori, Prefetti e Amministratori possono esser sicuri che le mie parole sono dettate solo da amore per una famiglia che è anche mia e che non voglio perdere per le scaramucce o le paturnie di qualcuno.

Avevamo un Centro Trapianti Organo,un reparto nato molti anni fa grazie a “medici senza barriere”, pionieri che partivano con la loro macchinetta a prendersi un fegato a Firenze per regalarlo a un qualcuno che qui ne aveva bisogno. In breve tempo siamo diventati importanti,mezzo meridione viene qui. Non so perché ma sono contenta per loro.

Io sono una trapiantata, da poco più d’un anno. Seguita prima al DIMI,altro baluardo genovese che sta lentamente sgretolandosi,e poi affidata al Centro. In lista d’attesa per dieci anni, ho  avuto momenti duri più o meno. Ma fino all’ultimo ho sempre confidato nei miei angeli,il prof .Testa (al DIMI non c’è più ma ci stiamo seguendo…capita!) che mi ha affidata  per l’ultima chance al dott. Andorno. Ho conosciuto un numero considerevole di specializzandi che han lasciato man mano il posto ad altri. Ma io me li ricordo tutti per nome. Quando o per controlli o per ricoveri ero lì fissa, e loro al bar affranti o solo stanchi e sorridenti dopo ore di sala operatoria con il loro Maestro.

E i medici,gli altri ma sempre tuoi che ci son sempre stati,ma come fanno ad esserci sempre? Dove stanno?

Un trapianto non è un cambio olio alla macchina.I miei ultimi due anni li ho passati più lì che a casa.

Gli anestesisti,gli infermieri.E Danila e Margherita, sorelle non infermiere, attraverso le quali ognuno di noi passa il guado.

Nell’ultimo anno il reparto è stato accorpato alla chirurgia generale,provocando uno scadimento naturale nell’essenza stessa della destinazione originaria.

Per noi pazienti vuol dire, nel migliore dei casi, arrivare in corridoio e sentire che tira un’altra aria. Sconforto, disagio, demotivazione, scadenza di tutto quello che qui era perfetto.

Leggo di perdite consistenti e di destinazione impropria in questi ultimi anni del la struttura. Chiunque abbia una minima dimestichezza con la materia sa che noi siamo immunosoppressi, quindi se necessitiamo di un’ospedalizzazione o di cure sono i nostri medici che ci devono seguire.

Quindi, per carità, se ci son stati degli errori, riparateli. Però non pensate alle nostre vite solo in termini di ricavi e perdite.

E se il nostro Grande Padre, il prof. Valente, deve andare in pensione, non serve cercare nomi altisonanti per sostituirlo.

E, per favore, non tralasciate di ricordare che pazienti e personale sanitario sono persone. Che soffrono e vedono soffrire. Riservateci un pensiero dedicato.

E non lasciateci soli.

Ma non lo chiedo solo per me, per noi, che in un modo o nell’altro abbiamo già goduto di questo. È per tutti gli altri che ancora aspettano e avranno bisogno dell’organo e stan già correndo a Milano, non se ne legge ma so che è così.

La nostra cultura cattolica non avvantaggia la donazione degli organi; il rigetto è sempre in agguato; gli effetti collaterali dei farmaci; le difficoltà psicologiche per ognuno diverse ma importanti.

Sono tante le problematiche che gravitano intorno a chi ha bisogno di un trapianto  ma vi parlo di problemi veri.

Tutte le altre storie di media, budget, lobbies…sinceramente, e credo così la pensino tutte le degne persone che ho conosciuto da una parte e dall’altra della barricata in undici anni, vi chiedo di risparmiarcele e di ridarci il Nostro Centro.

Che la luce sia con noi.

 Cristina Cabras

 

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Mangiano, bevono e se la spassano con il bunga bunga, ossia, fottono a spese dei contribuenti.  I nostri onorevoli, che di onorevole hanno decisamente niente, sono sempre più intenti a farsi i fatti propri e sempre meno a pensare al bene dei cittadini. Tra macchine blu, pensioni dorate e leggi ad personam, la casta se la gode beata. E, intanto, l’Italia va a puttane, nel senso che va a rotoli mentre lor signori vanno ad escort. E chissà se le escort se le portano come suppellettile decorativo anche al “Ristorante dei Senatori”? Non ci sarebbe nulla di che stupirsi, visto l’andazzo. In compenso, sebbene ormai si sia abituati quasi a tutto, desta comunque sconcerto il menù di questo ristorante. Menù che circola su internet , e mette in bella vista quanto spendono i parlamentari alla “mensa” di palazzo Madama per alimentarsi con ogni ben di Dio. Qualche esempio? Pesce spada alla griglia: euro 3,55… caspita, a questa cifra la siora Pina compra al massimo un paio di alici! Risotto con rombo e fiori di zucca: euro 3, 34… neppure qui i torni contano per la casalinga che, qualora volesse imitare, non riuscirebbe a stare dentro al costo neppure sostituendo i fiori di zucca con quelli del giardino. E vogliamo parlare del prosciutto e melone a euro 2,34? Io domani ci provo ad andare dal salumiere e a chiedere un etto di crudo di Parma a costo zero… se gli faccio l’occhiolino, forse, ne esco vincitrice, ma rimane il problema del melone!

A seguito di questa ennesima conferma di politica corrotta, il presidente del Senato ha annunciato che, quanto prima, i prezzi subiranno il giusto adeguamento. Sarà vero? Suvvia, ben sappiamo quanto siano diversi dai nostri i tempi degli onorevoli! E poi, bisogna pur chiamarla “politica del magna magna” per qualcosa, no? E io pago… direbbe Totò.

Cinzia Lacalamita

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Egregio Ministro Alfano,

se nella prima lettera aperta che Le scrissi qualche mese fa Le sottolineai che “non era una questione personale” e che mi rivolgevo a Lei solo perché attualmente è Lei il Ministro della Giustizia, adesso la questione è diventata personale. Eccome se lo è diventata. Lei ricopre una carica importante e, per questo, considerato che tale carica non prevede solo onori ma anche oneri, sono di nuovo qui a ricordarLe che ha degli obblighi verso noi cittadini.

Fare finta di non sentire, di non leggere, di non capire, non rende onore al Suo operato e fa di Lei una persona poco attenta o poco interessata verso chi in Lei crede, o è costretto a credere perché non ha alternative.

A suo tempo Le ho riportato il caso di Patrizia Genta, madre che implora giustizia per la figlia assassinata, madre che ha visto libero l’assassino della sua Emma nel giro di tre mesi e che, con terrore, vive a pochi isolati di distanza da lui senza essere minimamente protetta. Le feci presente che era stata la stessa signora Genta a scriverle e che mai aveva ricevuto risposta. Eppure, un Ministro della Giustizia dovrebbe, fosse anche tramite un segretario, trovare un briciolo di tempo e dimostrare, se non altro, pietà davanti a una donna lacerata dal dolore e dalla paura. Ma Lei, Ministro, al posto della pietà, ha utilizzato le “classiche orecchie da mercante”.  Non che la cosa Le sia nuova. Quanto ancora farà finta che tutto va bene? Per quanto tempo, a suon di belle parole, continuerà a farci credere che nel nostro Paese si sta lavorando per arrivare alla certezza della pena e, soprattutto, alla giusta pena? In Italia assassini e stupratori continuano ad ottenere permessi premio, sconti e vantaggi. E mentre ciò accade, Lei si permette di non rispondere alle madri che ripongono una speranza nella Sua persona. Si permette di far finta di non sapere che su giornali come Il Resto del Carlino sono state riportate parole precise a Lei rivolte e da me pronunciate  durante una delle tante presentazioni de “L’uomo nero esiste” (non Le spiego di che libro si tratta perché già lo sa, considerato che Le ho dedicato una pagina dove riporto la lettera, senza censure, che Le ha inviato Patrizia Genta). Continua a leggere

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IL 6 LUGLIO DAVANTI AL SENATO FLASH MOB E CONFERENZA STAMPA PER LANCIARE L’INIZIATIVA “NON FARTI SCIPPARE IL FUTURO”. PARLAMENTARI E CITTADINE CONTRO LA SOTTRAZIONE DEI FONDI DELLE DONNE ITALIANE.
Mercoledì 6 luglio, dalle ore 9.00 alle 10.00 davanti al Senato della Repubblica (corsia agonale, lato Piazza Navona), alcune parlamentari e donne lanceranno l’iniziativa “NON FARTI SCIPPARE IL FUTURO”, contro lo scippo in atto nella manovra finanziaria del Governo che sottrae ben 4 miliardi che dovevano essere investiti in misure di welfare e conciliazione.
Questi soldi sono a tutti gli effetti delle donne italiane: sono infatti i fondi derivanti dall’equiparazione dell’età pensionabile delle donne nel pubblico impiego che il governo, con un precedente provvedimento, si era impegnato a investire per invertire la rotta su occupazione femminile e servizi.
Un flash mob dalle ore 9.00 alle ore 10.00 circa, e a seguire, alle ore 11.00 una conferenza presso la Sala Stampa del Senato per fare il punto sulle tappe dell’iniziativa e sulla manovra finanziaria del Governo.
Hanno già aderito all’ iniziativa insieme all’Associazione Pari o Dispare la Vice Presidente del Senato Bonino, le deputate Concia e Mosca, le senatrici Ghedini, Poretti, Adamo, Incostante, Marinaro e il Senatore Ichino.
Oltre 80 associazioni hanno lanciato l’appello “Quattro miliardi (erano?) tutti per noi”già dal mese di giugno proprio sullo stesso argomento.
Mercoledì avrà dunque il via un mese di mobilitazione straordinaria tesa a sventare un furto inaccettabile certificato oggi dal testo della manovra finanziaria.

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Ester Pacor (Presidente), Luisa Fazzini e Ilde Poggi (Vicepresidenti) del Forum delle Donne di Trieste – Associazione trasversale delle donne di tutte le parti politiche – rivolgono al Presidente della Giunta Regionale Renzo Tondo questa “Lettera aperta”.

Egregio Presidente, leggiamo in questi giorni che nella Finanziaria regionale ci sarebbe una straordinaria disponibilità di denaro.

Lo scorso autunno, con la Commissione Regionale per le         Pari Opportunità, dove siede una nostra rappresentante, abbiamo condiviso una serie di richieste atte a predisporre politiche economiche attente ai bisogni delle donne e abbiamo indicato nelle politiche di welfare (in particolare nei servizi che migliorano la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro – asili nido – centri estivi – ricreatori ), nelle attività di prevenzione e aiuto contro la violenza e nelle Azioni positive (i progetti promossi dagli Enti locali con le Associazioni di donne), nelle politiche attive per il lavoro, nella formazione professionale,     alcune delle priorità d’intervento. Continua a leggere

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Nome: Pasquale Santoro, detto Lillo

Età: troppo giovane per rimanere privo di assistenza sanitaria

Segni particolari: ha bisogno anche di te

Pasquale Santoro ha 32 anni e dal 2003 vive in un letto. Desiderava, più di ogni altra cosa, trascorrere la sua esistenza solcando i mari con la Marina Militare, ma poco dopo esser diventato un marinaio del Battaglione San Marco, è costretto a fare i conti con un destino atroce: il suo cuore, senza preavviso, si ferma. Il marinaio diventa disabile e i suoi genitori non possono far altro che abbandonare la loro attività per accudirlo giorno e notte.

Nel 2009 Lillo viene ricoverato in una clinica a Valens (Svizzera) dove si praticano cure all’avanguardia: i costi sono elevati, ma la rete della solidarietà risponde sì agli appelli di mamma Luisa. Il primo ciclo di cure porta ad ottimi risultati, ma il secondo viene interrotto a causa di un’infezione contratta a seguito di un intervento ai piedi, infezione che, tutt’ora, non dà tregua al giovane marinaio che combatte continuando a contare sull’assistenza continua di sua madre, ma anche di specialisti privati dai costi importanti.

Al momento delle dimissioni dalla clinica di Valens a Lillo, tra le tante cose, viene prescritta la verticalizzazione: un letto verticalizzabile, in un paziente che non è più in grado di mantenere in modo autonomo la posizione eretta, aiuta a conservare le capacità vitali dell’organismo quali respirazione, funzionamento gastrointestinale, miglior svuotamento della vescica; aiuta a mantenere la densità minerale ossea e la circolazione; evita l’accorciamento muscolare, riduce gli spasmi e previene le piaghe da decubito. Ma un letto ortopedico verticalizzabile (S3KN MEDIME) costa 10.000 euro. E la famiglia Santoro, costretta a far fronte a spese quotidiane di non poco conto, 10.000 euro non li ha. Ad oggi, di euro ne sono stati raccolti 3240 grazie a una campagna di solidarietà promossa dall’EQUIPE DEL CUORE che, al fine di mantenere la massima trasparenza, segnala settimanalmente gli sviluppi attraverso il Social Network Facebook (http://www.facebook.com/note.php?note_id=10150099587463290).

Anche tu puoi aiutare Lillo a migliorare la qualità della sua vita: non credere sia necessario donare grosse cifre: un solo euro può fare la differenza… Cosa aspetti? Partecipa anche tu all’iniziativa: “Un euro in meno per me, una speranza in più per Lillo”.

IBAN: IT91V0871639320000001071127

INTESTATO A: L’EQUIPE DEL CUORE

BANCA: BCC di Palestrina – SWIFT (dall’estero): ICRAITRRJWO

CAUSALE: Letto per Lillo

POSTEPAY 4023600600537676 esclusivamente per l’iniziativa del letto verticalizzabile per Lillo, intestata a Tocci Cinzia CF: TCCCNZ70H67H501P. Inviare dopo la ricarica un’e-mail a equipecuore@live.it con l’indicazione dell’importo donato, data, ora e nominativo del donatore.

Ove non possibile inviare l’e-mail, contattare il numero verde gratuito 800.144.999 dal lun al ven h.15-18.

I donatori saranno riportati in un quadro che sarà consegnato alla famiglia Santoro insieme al letto.

Per ulteriori info, contattare il Segretario Nazionale de L’Equipe del Cuore – Cinzia Tocci cell.: 389.9264606 – e-mail: equipecuore@live.it -www.equipedelcuore.it

 

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Gentile Ministro,

Le scrivo saltando i convenevoli e arrivando subito al dunque. Il dunque si chiama giustizia vera. Il dunque si chiama certezza della pena, senza se e senza ma.

Mi chiamo Cinzia Lacalamita, sono una scrittrice triestina che sta lottando per dare voce alle vittime di violenza. Io, scribacchina, mi espongo ogni santo giorno per tutte quelle persone che hanno subito la perdita di una persona amata e che, per essa, non hanno ottenuto, per l’appunto, giustizia. E mentre io lotto, Le chiedo, Voi politici cosa fate? Non venga a raccontarmi la fiaba dell’orso rispondendomi che “fate del vostro meglio”. Non venga a raccontarmelo perché il vostro meglio, per noi cittadini, è il nostro peggio: le vittime di violenza non vengono tutelate, gli aguzzini sì. E questo è un fatto che solo i politici hanno la sfrontatezza di negare. I familiari delle vittime di donne e uomini uccisi, con regolarità, sono costretti a vedere gli assassini liberi di ricostruirsi una vita, perché questo permette la “giustizia” italiana. Sconti, attenuanti, permessi premio, nel caso Voi che occupate i piani alti del potere non ve ne foste accorti, sono un insulto alla memoria di chi non c’è più. E, sempre nel caso non ve ne foste accorti, oggi i processi non sono processi ma buffonate mediatiche. Continua a leggere

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“I Care”- associazione di volontariato di Fucecchio (Firenze) – lancia uno slogan che, invece di essere considerato shock così come è stato definito, dovrebbe essere definito lodevole e fare da apripista a campagne di sensibilizzazione dello stesso tenore. “I Care” mostra al mondo un tabellone composto da quattro sequenze: una Barbie tennista e una Barbie ballerina si fanno pettinare mentre pronunciano la frase “Un giorno della mia vita. Yes I Care”, poi, le due bambole, da sempre simbolo di perfezione e bellezza, appaiono su una sedia a rotelle e dicono: “Tutti possiamo diventare disabili”. Lo slogan dell’Associazione conclude con la frase: Ognuno di noi può aiutare. Disabili, non diversi. Yes I care”. Continua a leggere

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L’EQUIPE DEL CUORE al Palazzetto dello Sport di Ostuni, Domenica 10 aprile ore 18 – Assi Basket Ostuni vs Basket U.S. Palestrina.

In occasione dell’incontro di Basket “Assi Basket Ostuni vs Basket U.S. Palestrina” che si terrà il 10 aprile a Ostuni, l’Equipe del Cuore Onlus sarà presente con un desk presso il quale sarà possibile ricevere informazioni sulle iniziative dell’associazione e trovare tutti i gadget pro Lillo: con una libera donazione,tutto il ricavato sarà devoluto per l’acquisto di un letto elettrico verticalizzabile per Pasquale Santoro, da tutti conosciuto come Lillo (campagna raccolta fondi iniziata il 14/2/2011). Continua a leggere

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coordinamento:

Ken Sharo-Luna Rossa

Redazionali e Collaborazioni
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quotidiani 22 maggio 2012
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quotidiani esteri del 18 maggio 2012

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