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....birra?

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3 Replies

  1. Il frutto non colto

    Quella che negli ultimi anni e’ stata definita da tutti “crisi finanziaria”(o “catastrofe economica” oppure “fallimento del liberismo sfrenato”,a seconda dei gusti) ha in realta’ radici ben piu’ profonde del crollo stesso delle borse, delle statistiche,del PIL nazionale. Quella che stiamo vivendo e’ soprattutto una crisi dell’etica e dell’onesta’.
    Per avere un’idea di cosa stia parlando basta immaginare un albero, un arbusto nodoso e marcito,in semidecomposizione:questo e’ l’attuale stato del nostro sistema economico.Le cause di questo disastro stanno invece un po’ piu’ in profondita’, dove non batte la luce del sole,e cioe’ nelle radici. Non e’ una maledizione improvvisa,ne’ un malocchio quello che sta accadendo ai nostri portafogli:e’ una logica conseguenza di cio’ che e’ accaduto in passato e di cio’ che ancora sta accadendo.E’ la normale genesi che si sviluppa quando il culto del profitto prende il sopravvento sulla coscienza e sulla ragione.
    Praticamente ogni giorno ci viene detto dai telegiornali che l’Italia ha incassato il colpo molto meglio degli altri paesi del mondo. (In effetti, quando il villaggio viene travolto dall’uragano,chi ci perde di piu’ sono i vassalli,e non i garzoni.E l’Italia,da un punto di vista globale,e’ ormai un garzone). Detto questo,mettiamo per assurdo che il nostro paese abbia davvero reagito meglio allo tsunami economico:l’albero dell’economia,seppur marcito,ha retto,ma le radici dell’etica erano in putrefazione gia’ da tempo. Le crisi economiche arrivano solo se ci sono gia’ crisi etiche in corso. Cosa dovevamo aspettarci da un paese totalmente dipendente dai bottegai dal colletto bianco,dalla corruzione, dalle banche?Cosa poteva accadere ad un microcosmo sempre piu’ nepotistico, ipnotizzato dal miraggio dell’arricchimento istantaneo?Cosa dovevamo aspettarci da un mondo che ha fatto del mercato la sua unica,vera religione?Come si puo’ sperare in un sistema equilibrato quando,seppur morte tutte le altre,l’unica ideologia che ci rimane e’ quella del guadagno?
    In due parole,poco c’e’ da stupirsi se siamo arrivati a tutto questo:si e’ lasciato fare, si e’ stati complici, ci si e’ illusi di poter fare qualsiasi cosa.
    Peccato.La recessione economica e’ stata un’altra grande occasione persa per cambiare rotta e capire che cosi’ navigando non si va da nessuna parte.Un frutto non colto.Tuttora ci si interroga sui perche’ e i percome,cercando di ridipingere il busto dell’albero e costruendogli intorno delle impalcature per tenerlo in piedi,riprendendo le stesse teorie e la stessa logica quattrinocratica che ci hanno portato al fallimento,senza che neanche venga presa in considerazione una qualsiasi altra soluzione.Peccato.La crisi poteva essere un’ottima opportunita’ per ammettere i nostri errori e riconoscere che esistono altre vie,meno aggressive e meno elitarie,e soprattutto piu’ limpide.La crisi e’ arrivata per darci un segnale,la crisi e’ qui per dirci che questo sistema non funziona piu’,che non possiamo dimenticare che oltre ai conti correnti e ai portafogli ci sono soprattutto persone, ci sono storie vere,di collettivo sconforto ed ingiustizia.

    marcobaccari@yahoo.it

  2. interessante ….pubblicalo ….il sito è fatto anche per questo … :)

  3. si puo’ pubblicare ???


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