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La scommessa dei minerali dello sviluppo – nigrizia.it

Foto: Angola, cava di granito

nigrizia.it – Africa / EconomiaLa scommessa dei minerali dello sviluppo. In un continente in piena crescita demografica e con un forte deficit di abitazioni e di strade, i materiali da costruzione e le pietre da taglio offrono opportunità alle economie locali. Sostegni da parte dell’Onu e dell’Ue.  – di François Misser

Un intervento triennale congiunto del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (Pnud), dei paesi Acp (Africa, Caraibi, Pacifico) e dell’Unione europea, presentato di recente a Bruxelles e dotato di 13,1 milioni di euro, con l’obiettivo di rafforzare le capacità di sei paesi – Camerun, Guinea, Uganda, Zambia, Giamaica e Figi – di sviluppare la produzione dei “minerali dello sviluppo”. Si vuole agire in materia di formazione, di cartografia mineraria e di regolamentazione ambientale.

Si tratta di minerali industriali, quali il calcio, il potassio, la grafite, il feldspato; di materiali da costruzione; di pietre da taglio che hanno un notevole potenziale produttivo in Ghana, Nigeria, Mauritania, Kenya, Camerun, Sudan, Etiopia ed Eritrea; di pietre semipreziose. Si tratta di accrescere la produttività e migliorare la gestione del settore.

Le opportunità sarebbero notevoli: la popolazione urbana africana aumenterà del 40% entro il 2040 e nella sola Nigeria oggi mancano 17 milioni di abitazioni. L’utilizzo mirato di queste prodotti può avere un impatto considerevole sullo sviluppo, anche se finora c’è stato poco interesse per questo settore minerario.

Secondo il Pnud, questi “minerali dello sviluppo” hanno maggiori legami con le economie locali rispetto ai minerali metallici e sono potenzialmente in grado di generare maggiore occupazione, anche perché il settore è costituito in larga parte di piccole e medie imprese. Il Pnud cita l’esempio della pavimentazione nel 2013 in Etiopia di 2200 km di strade con materiali locali: ha generato 500mila posti di lavoro ed è valso al ministero dello sviluppo il premio d’onore dell’Onu.

Anche il Madagascar sta muovendosi per pavimentare un migliaio di km delle rete stradale nazionale. Da sottolineare che, secondo uno studio della cooperazione belga, il costo di una strada pavimentata è due/tre volte inferiore a quello di una strada asfaltata.

Certo occorre agire con attenzione all’ambiente. La Guinea sta diversificando la propria economia sfruttando il granito e la sabbia, Ma il prelievo “anarchico” di questi materiali sta facendo sparire ampi tratti di spiaggia nel territorio della capitale Conakry.

A nord di Bamako (Mali) dei “pescatori di sabbia” stanno sfruttando eccessivamente il letto del fiume Niger e questo ha conseguenze piuttosto serie: abbassamento del livello delle acque, destabilizzazione dei ponti, riduzione del quantitativo della pesca…

Un’altra sfida è quella di migliorare l’informazione geologica, in modo che le esplorazioni siano più fruttuose. L’Angola nel 2014 ha investito 350 milioni di dollari per fare l’inventario del proprio potenziale minerario. Chiaro che non tutti i paesi hanno le risorse dell’Angola, e allora le autorità del Mali e delle Nigeria stanno cercando di organizzare i piccoli produttori in cooperative, anche per facilitare l’acceso al credito.

In Ghana è già qualche passo più avanti: lo sfruttamento delle cave è largamente formalizzato con la presenza sul mercato di numerose grandi imprese che vendono ghiaia e calcestruzzo alle imprese di costruzione.

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Sorgente: La scommessa dei minerali dello sviluppo – nigrizia.it

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