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Perché Grillo vuole cambiare gruppo in Europa – Il Post

ilpost.it – Perché Grillo vuole cambiare gruppo in Europa. Le motivazioni ufficiali del capo del M5S non convincono molto, nemmeno gli stessi parlamentari e attivisti del partito: secondo i giornali ci sono di mezzo soldi e incarichi.

Alle 10 di domenica mattina, Beppe Grillo ha annunciato una votazione sul suo blog per cambiare le alleanze del Movimento 5 Stelle al Parlamento Europeo. Non è chiaro come si sia arrivati a questa decisione improvvisa né il motivo per cui Grillo voglia abbandonare l’alleanza con lo UKIP di Nigel Farage, che dura dal 2014, né perché sia favorevole a quella con l’ALDE, il gruppo dei liberali europeisti che, sotto molti aspetti, hanno un programma opposto a quello del Movimento 5 Stelle. Le votazioni termineranno oggi alle 12. Nel luglio del 2015 il gruppo europarlamentare del M5S definì il leader dell’ALDE, il belga Guy Verhofstadt, «impresentabile» e «il politico che più dentro al Parlamento europeo incarna l’euroStatocentrismo».

Oggi il Movimento 5 Stelle e lo UKIP, il partito britannico nazionalista ed “euroscettico”, formano il gruppo Europa della Libertà e della Democrazia (EFDD). L’alleanza fu stretta dopo le elezioni europee del 2014, le prime a cui ha partecipato il Movimento 5 Stelle. All’epoca la decisione di allearsi con il partito di Farage venne contestata da diversi leader e attivisti: per quanto i due partiti abbiano programmi simili sull’euro e l’Europa, lo UKIP è molto liberista e anti-ambientalista. Di fatto, nonostante facciano parte dello stesso gruppo, i due partiti hanno spesso votato in maniera opposta.

 Oggi i giornali scrivono che Grillo aveva deciso già dallo scorso settembre di abbandonare l’alleanza e per questo motivo aveva iniziato trattative con altri gruppi. Il partito dei Verdi, ha scritto Grillo, è stato uno dei primi a essere contattato, ma ha detto di non essere disponibile ad allearsi col M5S. Intervistato da Repubblica, Farage – che è anche capogruppo dell’EFDD – ha detto di non essere stato contattato dal Movimento 5 Stelle: «Non sapevamo niente di questo voto indetto da Grillo per decidere con chi allearsi a Strasburgo».

Grillo ha fornito alcune motivazioni ufficiali per la scelta di abbandonare l’alleanza con lo UKIP.

I recenti avvenimenti europei, come la Brexit, ci portano a ripensare alla natura del gruppo EFDD. Con lo straordinario successo del Leave, Ukip ha raggiunto il suo obiettivo politico: uscire dall’Unione europea. Parliamo di fatti concreti: Farage ha già abbandonato la leadership del suo partito e gli eurodeputati inglesi abbandoneranno il Parlamento europeo nella prossima legislatura. Fino ad allora, i colleghi inglesi saranno impegnati a valorizzare le scelte che determineranno il futuro politico del Regno Unito.

Abbiamo studiato le percentuali di voto condiviso con Ukip e le atre delegazioni minori: la cifra non supera il 20%. Molto poco. Rimanere in EFDD equivale ad affrontare i prossimi due anni e mezzo senza un obiettivo politico comune, insieme a una delegazione che non avrà interesse a portare a casa risultati concreti. Ci ritroviamo nelle condizioni di rimanere in Parlamento con le prerogative derivanti dall’appartenenza a un gruppo politico, ma senza la possibilità di fare il massimo per realizzare il programma del MoVimento 5 Stelle in Europa. Non nascondiamo anche un certo disagio rispetto all’utilizzo improprio di capitali delle Fondazioni (a cui noi abbiamo rinunciato e continueremo a rinunciare) da parte di alcuni colleghi di EFDD, in riferimento alle notizie pubblicate e da cui prendiamo le dovute distanze.

Farage ha risposto dicendo che «dopo il referendum, la nostra politica non è cambiata di un millimetro». L’ALDE, il gruppo di liberali filo-europei con il quale Grillo vuole allearsi, ha detto che non saranno diffusi commenti ufficiali su questa storia fino al termine delle votazioni sul sito di Grillo. In passato il leader dell’ALDE Verhofstadt era stato molto critico con il Movimento 5 Stelle. Proprio nelle ultime ore dalla sua pagina Facebook è stato cancellato un vecchio post in cui definiva il Movimento «incompatibile» con i valori dell’ALDE.

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Non è la prima volta che l’ALDE accoglie parlamentari con idee piuttosto differenti da quelle su cui è fondato il gruppo. Tra il 2003 e 2006 ha fatto parte del gruppo Giulietto Chiesa, un giornalista che sostiene diverse teorie del complotto ed è un ammiratore del presidente russo Vladimir Putin. Nello stesso periodo del gruppo faceva parte anche il politico ed ex magistrato Antonio Di Pietro.

Le motivazioni espresse da Grillo per modificare le alleanze europee hanno lasciato scettici molti esperti e commentatori, nonché diversi parlamentari europei del M5S che hanno detto di aver appreso la decisione attraverso il blog di Grillo. Sui giornali di oggi molti ipotizzano che dietro la scelta possa esserci un accordo tattico tra Verhofstadt e lo stesso Grillo. Con l’apporto dei parlamentari grillini, infatti, l’ALDE diventerebbe il terzo partito al Parlamento Europeo, superando la destra conservatrice del gruppo ECR.

Questo significa più fondi per entrambi partiti (i rimborsi per i gruppi sono distribuiti in proporzione al numero dei membri) e, potenzialmente, un numero maggiore di incarichi (oggi nessun esponente del Movimento 5 Stelle è presidente di commissione al Parlamento). Inoltre Verhofstadt è candidato alla presidenza del Parlamento Europeo, il cui voto si terrà il prossimo 17 gennaio. Solitamente è un’elezione che viene decisa da un accordo tra i due principali gruppi, i socialisti e i popolari, ma quest’anno l’accordo sembra più difficile ed entrambi i gruppi hanno presentato un loro candidato (e sono entrambi italiani, Tajani e Pittella). Grazie ai voti di Grillo e alla divisione tra popolari e socialisti, Verhofstadt ha più probabilità di essere eletto presidente.

Gli aspetti tattici e politici della scelta di cambiare alleanza hanno scontentato molti leader e attivisti del Movimento, che ha sempre sostenuto di essere alieno a qualunque “manovra di corridoio”; molti hanno espresso apertamente il loro dissenso alla proposta di Grillo, cosa che non si vede molto di frequente all’interno del Movimento. Il senatore Nicola Morra, per esempio, ha scritto su Twitter: «Meglio soli che male accompagnati».

La nostra identità la costruiamo anche con le frequentazioni. Meglio soli che male accompagnati in Europa come in Italia.

Anche Carlo Sibilia, deputato ed ex membro del direttorio del partito, ha espresso lo stesso concetto.

L’europarlamente Marzo Zanni ha criticato sia la proposta di allearsi con l’ALDE che le modalità con cui si sta svolgendo la votazione.

Marco Zanni

22 ore fa

Apprendo dal Blog di Beppe Grillo che oggi, domenica 8 gennaio, si vota per decidere se confluire nel gruppo politico dell’ALDE, rimanere nell’attuale gruppo EFDD o andare nei non iscritti. A chi me l’ha chiesto rispondo anche qui: io come eurodeputato del M5S non ne sapevo niente e come voi attivisti e non, ho appreso la notizia, con sorpresa e sconcerto, questa mattina. Il gruppo EFDD non si è sciolto e probabilmente potrà vivere fino alla fine di questa legislatura, nel 2019. Perciò da iscritto, contro il metodo utilizzato, che non ha nulla a che fare con democrazia diretta, e contro un gruppo come l’ALDE che rappresenta il liberismo e l’eurismo più sfrenato, ho votato per la permanenza nel gruppo EFDD

Cos’è ALDE, il gruppo del Parlamento Europeo al quale vorrebbe aderire Beppe Grillo
Cos’è il populismo
L’euro non ha fatto crescere i prezzi

Sorgente: Perché Grillo vuole cambiare gruppo in Europa – Il Post

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