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 Allarme meningite, il Ministero: non c’è carenza di vaccini

Vendite più che raddoppiate, con punte in Toscana, l’area maggiormente esposta
Una corsa dietro la quale si nasconde un panico per gli esperti infondato

di Simona Ravizza

Nonostante le corse nelle farmacie e negli ospedali, i vaccini per combattere la meningite non verranno a mancare. Lo ha fatto sapere il ministero della Salute dove giovedì si è svolta l’ennesima riunione tecnica. Al tavolo, gli esperti dell’Istituto superiore di Sanità, dell’Agenzia italiana del Farmaco, del comando dei Nas e di Farmindustria: sono stati nuovamente analizzati i dati ed è stato ribadito che non esiste alcuna emergenza. Né ci sono, al momento, difficoltà di reperimento dei vaccini. Psicosi permettendo.

La paura della meningite che sta attraversando l’Italia è tutta nei dati di vendita dei vaccini nelle farmacie: in media più che raddoppiate, con punte in Toscana, l’area maggiormente esposta. L’incubo da contagio per il ceppo B — il più diffuso e senza vaccino fino a tre anni fa — tra il gennaio e il novembre 2016 ha fatto comprare il farmaco Bexsero a ben 13.416 cittadini (145 euro): nello stesso periodo dell’anno precedente erano state acquistate 6.181 confezioni. Sono, poi, più che triplicate le vendite del Menveo, che protegge contro il tipo C, da 7.355 a 23.077 (99 euro, ma i bambini e le categorie a rischio lo possono avere gratuitamente con il servizio sanitario nazionale): in questo caso il boom è dovuto all’emergenza Toscana, che da sola ha visto uno smercio di 19.917 vaccini. I dati sono stati raccolti nelle ultime ore, su richiesta del Corriere, da Federfarma.

È una corsa al vaccino senza precedenti dietro la quale si nasconde un panico per gli esperti infondato. Nel 2016 in Italia c’è stato un caso di meningite B o C — quelle gravi, per intendersi — ogni due giorni, ossia 178 tra gennaio e il 16 novembre. Lo dicono le statistiche dell’Istituto superiore di Sanità (se vengono comprese, invece, anche le forme più blande si arriva a 1.376 casi). Il trend è stabile. Nel 2015 sono stati segnalati 196 contagi, con un’incidenza pari a 0,32 malati ogni 100 mila cittadini; c’è solo una leggera crescita rispetto agli anni precedenti (0,23 nel 2012, 0,29 nel 2013, 0,27 nel 2014). «Nella maggior parte delle regioni l’andamento è pressoché lo stesso nel triennio 2011-2014, tranne che in Toscana dove c’è stato un marcato aumento di casi di meningococco C negli adulti (35 diagnosi solo nel 2016) — si legge nel report dell’Istituto superiore di Sanità —. Tale crescita ha portato la Regione a implementare una campagna straordinaria di vaccinazione».

Sorgente: Corriere della Sera

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