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I dubbi degli attivisti sul blog: “Allora aveva ragione Pizzarotti” – La Stampa

lastampa.it – I dubbi degli attivisti sul blog: “Allora aveva ragione Pizzarotti” La svolta disorienta la base, tra critiche e apprezzamenti. “Abbiamo messo alla gogna il Pd per gli stessi motivi”

federico capurso
Roma  – Il popolo grillino è disorientato. A frastornare la base è la svolta garantista impressa da Beppe Grillo, che divide gli animi del partito. «Finalmente un codice etico! È dal caso Quarto che avremmo dovuto adottarne uno», è la linea condivisa da molti iscritti sul blog di Grillo, ma altrettanto decise e numerose sono le perplessità sollevate in Rete, terra patria del Movimento, per «l’ennesima scelta calata dall’alto».
«Andiamo avanti, ma Luigi Di Maio – ricorda un grillino su Twitter – non sosteneva che con un avviso di garanzia ci si dovrebbe dimettere?». «Non capisco – interviene un altro attivista su Facebook – un anno fa, con un post sul blog, mettevamo giustamente alla gogna gli indagati del Pd. Ora invece i nostri li salviamo».

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D’altronde, è proprio l’annus horribilis delle vicende giudiziarie rovesciatesi sul Movimento, con la questione romana sempre aperta, ad aver dato una forte accelerazione alla nascita di un codice di comportamento, che oggi verrà votato online. Il passato meno recente, però, non viene dimenticato e il nome del sindaco di Parma Federico Pizzarotti, epurato proprio per un avviso di garanzia, viene più volte rievocato.

«Aveva ragione Pizzarotti: chiunque può essere indagato, ma questo non significa dover essere cacciato dal Movimento», commenta un iscritto al blog di Grillo, seguito da chi sostiene che si debba «rimettere in discussione il suo allontanamento».

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Le critiche più aspre, però, colpiscono proprio Grillo, chiamato personalmente a valutare la condotta degli iscritti. L’accantonamento dell’«uno vale uno» e il ridimensionamento del voto online e delle decisioni della Rete, sono passi che incontrano un diffuso malcontento nella base. «Avrei lasciato meno spazio a quattro soggetti in croce con larghe possibilità decisionali e discrezionali», si legge in molti commenti sul blog dell’ex comico.

E qualche attacco arriva anche alla Casaleggio associati, unica titolata (dallo stesso codice etico) ad essere informata di eventuali avvisi di garanzia giunti a carico di un portavoce pentastellato. «Chi è eletto, e quindi è figura costituzionalmente pubblica – scrive ad esempio Tommaso, attivista di lunga data – non può e non deve rispondere politicamente ad un’azienda privata».

I dubbi che assalgono alcuni grillini, però, vengono dalla maggioranza degli altri iscritti sistematicamente delegittimati: «Ecco i troll del Pd», rispondono in coro. Ma sono numerosi gli appelli all’unità e alla «fiducia in Beppe», rifugio di ogni incertezza.

Talvolta, però, l’antico germe dell’antipolitica e il nuovo spirito garantista entrano in un conflitto difficilmente arginabile, come nel caso di Franco, che sempre sul blog di Grillo si chiede: «Ma se un portavoce dei 5 stelle molla una sberla a un poco di buono del Parlamento e per questo viene indagato come autore di fatti violenti, deve autosospendersi o ricevere gli applausi? La materia un po’ intricata lo è».

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Sorgente: I dubbi degli attivisti sul blog: “Allora aveva ragione Pizzarotti” – La Stampa

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