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Epatite C, tutti in India per salvarsi dal virus – l’Espresso

espresso.repubblica.it – Epatite C, tutti in India per salvarsi dal virus.

In Francia le chiedevano 60 mila euro. Ne ha spesi 900 in India. E dopo tre settimane di terapia, la carica virale non era rilevabile. N.R., 30 anni, è stata la prima europea ad acquistare il generico del Sofosbuvir, 99 per cento di eradicazione del virus, molecola innovativa contro l’epatite C, prodotto su licenza dell’americana Gilead Sciences (proprietaria della molecola) dalle 4 principali case farmaceutiche indiane: Natco Pharma, Nylan, Zydus Cadilla, Hetero Lab.

E anche la prima assistita dalla Arimedio, società con sede a Hyderabad che da allora propone pacchetti per farmaco, hotel, volo, tutor e autista (e un breve giro turistico) al costo di circa 2.500 euro.

L’India ha oltre un miliardo di abitanti, non può permettersi gli 84 mila dollari a flacone imposti dalla Gilead e ha ottenuto di produrre su licenza. Non lo esporta né lo vende oltre confine. «Molti medici italiani dopo non li vogliono seguire, ma i pazienti vanno curati sempre, specie se possono incorrere anche in rischi pur di guarire», spiega il professor Gaetano Ideo, ematologo.

«È che i nuovi farmaci sono miracolosi: basterebbe che il Sistema Sanitario curasse prima i malati con fibrosi avanzata, poi nel giro di due, tre anni tutti gli altri a scaglioni, e nessuno dovrebbe andare in giro per il mondo».

Paolo Corciulo è uno dei fondatori di Arimedio: «È tutto trasparente, non siamo intermediari di vendita ma solo un’agenzia di servizi. Nella vita facciamo un altro lavoro. Abbiamo avuto questa idea una sera a cena, dopo aver aiutato la nostra amica.

Volevamo solo dare un’opportunità di scelta alle persone». Decine di richieste al giorno, supporto in 7 lingue. Il medico indiano della clinica convenzionata vede le analisi prima del viaggio, viene prenotato il farmaco e la farmacia lo rilascia dietro ricetta e con fattura.

Il farmaco in Italia è solo ospedaliero. Gli ultimi pazienti volati in India dicono che tre mesi di cura con Sovaldi (nome commerciale del Sofosbuvir) costano adesso 75 mila euro a Città del Vaticano e San Marino.

«I pazienti possono andare incontro a seri rischi. La loro produzione non è soggetta ad alcun monitoraggio o controllo né da parte dell’Aifa né di altre agenzie regolatorie europee», precisa Aifa all’Espresso. Ma l’accesso gratuito a Sovaldi, Harvoni (Ledisparvir e Sofosbuvir) o Daklinza (Sofosbuvir e Daclatasvir), è in base agli stadi di avanzamento della malattia proprio a causa dei costi del trattamento.

Il prezzo reale è stimato sui 37 mila euro a terapia, 40.700 per Harvoni, ma le strutture sanitarie hanno uno sconto sui farmaci acquistati a prezzo pieno, restituito alle Regioni dalle aziende farmaceutiche tramite payback e in base alla determina di Aifa sul prezzo/volume.

Un miliardo di euro spesi nel biennio 2015-2016 per curare 61 mila pazienti con infezione cronica o malattia epatica grave. Ma i malati stimati sono un milione e mezzo, 330 mila casi con cirrosi e 11 mila decessi l’anno.

La legge di Bilancio ha rifinanziato il “Fondo Epatite” con altri 500 milioni all’anno per tre anni. Ma a settembre un’interrogazione in Parlamento chiedeva di far luce su calcoli che non tornano e sulla negoziazione segreta di Aifa con Gilead per il prezzo di Sovaldi (il contratto è scaduto il 18 giugno, rinegoziazione in corso).

L’autorizzazione di Viekirax e Exviera della AbbVie (24 mila e 27 mila euro a paziente stimati) non spegne le polemiche e il Tar del Lazio ha appena condannato Aifa a concedere l’accesso alla documentazione del farmaco Harvoni, dopo l’accoglimento parziale del ricorso della AbbVie, che accusava la Gilead di aver “acquisito e consolidato posizione di vantaggio concorrenziale”.

Gilead giustifica le cifre con i costi di ricerca e brevetto. Il sospetto è che abbia puntato sul recupero degli 11 miliardi di dollari spesi per acquisire nel 2011 la Pharmasset, scopritrice del nuovo farmaco.

Ordini e associazioni chiedono che l’Italia produca su licenza come India ed Egitto. «L’Italia ha sottoscritto l’Accordo sugli aspetti commerciali dei diritti di proprietà intellettuale (TRIPS) del 1994. Ogni diverso approccio andrebbe valutato in sede politica, considerando le conseguenze sia positive che negative», spiega Aifa.

«Gilead ha il monopolio su Stati Uniti ed Europa col Sofosbuvir. Ha fatturato 39 miliardi di dollari in 18 mesi e ha appena presentato Epclusa, che cura tutti i genotipi di epatite. In India sarà disponibile da gennaio 2017», fanno sapere dalla Arimedio.

Vergogna infetta

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Sorgente: Epatite C, tutti in India per salvarsi dal virus – l’Espresso

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