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La pacifica Europa inizia a finanziare la ricerca militare – Le Scienze

La pacifica Europa inizia a finanziare la ricerca militare

(Mark Renders/Getty Images)

lescienze.it – La pacifica Europa inizia a finanziare la ricerca militare. L’Europa ha stanziato 25 milioni di euro per la ricerca dedicata alla difesa comune, in risposta al rapido cambiamento dell’ordine mondiale e al moltiplicarsi degli attacchi terroristici.

Gli scienziati del continente si dividono tra chi vede positivamente questo impulso alla ricerca e chi ritiene che occorra invece concentrare gli sforzi sulle cause profonde dei conflitti, affrontando i problemi sociali e ambientali. Elisabeth Gibney/Nature

Di fronte a un ordine mondiale che cambia e sotto la pressione di una serie di crisi politiche e di attacchi terroristici, l’Unione Europea, storicamente pacifista, sta rafforzando il suo apparato militare. E questo significa fare il suo primo investimento importante in ricerca bellica.

Il 1° dicembre scorso, il Parlamento europeo ha approvato lo stanziamento di un fondo da 25 milioni di euro dedicati alla ricerca militare. Esso farà parte di un più ampio Fondo europeo per la difesa, destinato a rendere più efficiente l’innovazione militare e ad allargare la base industriale della difesa europea. La parte del fondo dedicata alla ricerca coprirà i settori dell’elettronica, dei materiali avanzati, del software crittografato e della robotica.

La Commissione europea, braccio esecutivo dell’UE, prevede d’investire un totale di 90 milioni di euro entro il 2020. E si spera che la cifra possa salire a 500 milioni di euro all’anno dedicati alla ricerca per la difesa dal 2021.

La somma è comunque nettamente inferiore al finanziamento del principale programma di ricerca dell’UE, Horizon 2020, che distribuirà 80 miliardi di euro in 7 anni, agli 8,8 miliardi di euro spesi nel 2014 dagli Stati membri dell’UE in materia di ricerca per la difesa, e a quello che spendono gli Stati Uniti e, si suppone, la Cina. (In questo grafico, il confronto tra le spese miliatri di USA, UE e Cina

Ma alcuni scienziati temono che per l’UE finanziare la ricerca per la difesa sia un passo nella direzione sbagliata. “Si dovranno per forza distrarre i fondi dai bilanci del settore ricerca e sviluppo civile, in un momento in cui sono urgentemente necessari per ambiti come la ricerca

sul clima e sull’energia”, spiega Stuart Parkinson, direttore esecutivo di Scientist for Global Responsibility, gruppo di pressione con sede nel Regno Unito.

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Il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker; alle sue spalle, Angela Merkel e Francois Hollande (Sean Gallup/Getty Images)

Uno degli obiettivi principali dell’Unione Europea è promuovere la pace. In passato, la difesa è stata vista come una questione nazionale piuttosto che da gestire collettivamente. La decisione di creare il fondo di ricerca è in parte guidato da un calo dei finanziamenti nazionali per la ricerca per la difesa, che tra il 2006 e il 2014 sono diminuiti in termini reali del 18 per cento e di 1,9 miliardi di euro, secondo l’Agenzia europea per la difesa (AED) di Bruxelles, che gestirà il fondo di ricerca per conto della Commissione.

La percezione di una sicurezza internazionale minacciata è una spinta verso un fondo di difesa più ampio. Nel mese di novembre, il Parlamento europeo ha approvato una mozione secondo cui i terroristi stanno prendendo di mira il continente con un’intensità senza precedenti, e che l’Europa è “ora costretta a reagire a una serie di crisi sempre più complesse”. La mozione prende atto che, per la prima volta dopo la seconda guerra mondiale, “i confini dell’Europa sono stati modificati con la forza” – un chiaro riferimento all’annessione della Crimea avvenuta nel 2014 e all’incursione in Ucraina delle forze russe.

Nel mese di settembre, Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione, ha tratto conclusioni simili parlando del Fondo europeo per la difesa. “L’Europa – ha affermato – non può più permettersi di fare affidamento sulla potenza militare degli altri”.

Le regole per la partecipazione al fondo di ricerca sono ancora in discussione, ma saranno grosso modo ispirati a Horizon 2020. Probabilmente il fondo promuoverà progetti che uniscono i ricercatori dell’industria e del mondo accademico di vari paesi, spiega Denis Roger, direttore responsabile della ricerca dell’AED.

La pacifica Europa inizia a finanziare la ricerca militare

ELROB, robot per la sorveglianza terrestre, in esposizione presso la base tedesca di Hammelburg (Ralph Orlowski/Getty Images)

Ma mentre i ricercatori coinvolti nei progetti di Horizon 2020 sono tenuti a pubblicare i loro risultati o a brevettarli, nel caso della ricerca militare probabilmente la Commissione renderà segreti alcuni risultati e ne riserverà lo sfruttamento commerciale ai ministeri nazionali.

L’UE non ha un esercito proprio, anche se Juncker ha affermato di volerne creare uno. I ministeri nazionali, insieme ai rappresentati dell’industria bellica, saranno coinvolti nella definizione delle priorità del progetto, afferma Roger. E, a differenza di Horizon 2020, che vede la partecipazione di più di una dozzina di paesi “’associati”, il Fondo per la ricerca per la difesa probabilmente sarà aperto solo agli Stati membri dell’UE e alla Norvegia.

Il progetto potrebbe stimolare la ricerca in alcuni campi. Tra questi, secondo Roger, i metamateriali, che permettono la realizzazione di minuscole strutture in grado d’influenzare il percorso della luce e potrebbero nascondere gli oggetti alla vista dei radar, così come  metodi di stoccaggio di energia, antenne radio flessibili che possono essere incorporate negli indumenti, e prototipi di droni per la sorveglianza marittima.

La pacifica Europa inizia a finanziare la ricerca militare

Una fase della sperimentazione di un drone per la sorveglianza marittima (Credit: US Navy)

“Immagino che per molti paesi si tratterebbe di un’altra opportunità di ottenere finanziamenti”, spiega Ortwin Hess, fisico dell’Imperial College di Londra, chje osserva come gli scienziati americani che lavorano su fotonica e metamateriali possono facilmente accedere ai finanziamenti per la difesa. “I miei colleghi americani non potrebbero farne a meno”.

Hess, che in passato ha ricevuto un finanziamento per la difesa dai governi di Stati Uniti e Regno Unito, dice di essere un realista quando si tratta di quella che chiama la “questione morale”. “Devo accettare il fatto che la nostra società ha valori che meritano di essere difesi”, dice. I militari adotteranno tecnologie sviluppate in ambito civile e talvolta il trasferimento tecnologico può anche andare in direzione contraria, aggiunge.

Ma Parkinson afferma che la ricerca militare sostiene spesso progetti che vanno oltre la semplice difesa, così come l’esportazione di armi verso altri paesi: “La necessità pressante, secondo noi, è concentrare gli sforzi su settori della ricerca e sviluppo che possano contribuire ad affrontare le cause profonde dei conflitti, tra cui una serie di problemi sociali e ambientali”.

L’originale di questo articolo è stato pubblicato su Nature il 21 dicembre 2016. Traduzione ed editing a cura di Le Scienze. Riproduzione autorizzata, tutti i diritti riservati.

Sorgente: La pacifica Europa inizia a finanziare la ricerca militare – Le Scienze

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