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La Mezzaluna e Trump – nigrizia.it

nigrizia.it – AL KANTARA – DICEMBRE 2016 La Mezzaluna e Trump – di Mostafa El Ayoubi  

La vittoria di Donald Trump alle elezioni americane ha colto di sorpresa i paesi musulmani. E non solo. Il suo approdo alla Casa Bianca costituisce per alcuni regimi arabi una serio problema geopolitico, in particolare per quelli del Golfo, che avevano sostenuto apertamente Hillary Clinton.

Altri invece, come la Siria, l’Iraq, lo Yemen, hanno tirato un sospiro di sollievo perché la Clinton ha perso.

Questa stessa reazione l’ha avuta la stragrande maggioranza delle popolazioni musulmane, memori di quello che lei ha rappresentato di negativo nella politica estera americana in Medio Oriente: il suo sostegno incondizionato alla politica miope del governo israeliano nei confronti dei palestinesi; i suoi rapporti stretti con l’Arabia Saudita e il Qatar che gestiscono il jihadismo/terrorismo; il suo coinvolgimento diretto nella distruzione della Libia e l’avvio di quella della Siria quando, durante il primo mandato di Obama, occupava il posto di ministro degli esteri.

La sua elezione, secondo molti, avrebbe inasprito l’interventismo americano nel mondo musulmano, più di quanto abbia fatto la presidenza Obama in otto anni. Presidenza considerata da molti appena sufficiente, se si esclude l’accordo con l’Iran e la parziale riforma sanitaria.

Sotto il suo governo sono stati espulsi 2 milioni e mezzo di immigrati irregolari; è esploso il razzismo contro i neri; è scoppiata la guerra in Libia, Siria, Yemen e ripresa quella in Iraq, ed è stata innescata la crisi in Ucraina.

Eppure la Clinton si è candidata (per conto dei democratici) perché era sicura di vincere. Aveva in effetti il sostegno delle oligarchie americane (industriale e finanziaria) e persino la dinastia Bush l’ha appoggiata.

Alla fine Trump ha vinto nonostante le sue stravaganze elettorali: l’espulsione di milioni di immigrati, la costruzione di una “muraglia” lungo il confine con il Messico, la cacciata dei musulmani, ecc. Ciò nonostante, tra coloro che lo hanno votato vi sono stati anche neri, ispanici, e forse qualche musulmano!

Quale sarà la politica di Trump nei confronti del complesso mondo islamico? È difficile prevederlo. L’idea che circola è che peggio di quello che è accaduto nell’era obamiana non potrà capitare.

Occorre rammentare che Obama promise nel suo famoso discorso al Cairo nel 2009 che egli avrebbe migliorato i rapporti dell’America con i musulmani. Promessa disattesa! Anzi, il rapporto è peggiorato…

Si dovrà aspettare qualche mese per vedere quale sarà l’orientamento politico del neo-presidente Usa sulla questione del terrorismo, sulle crisi mediorientali, in particolare quella siriana e quella del dimenticato Afghanistan, sui rapporti con l’Iran e sul conflitto israelo-palestinese.

Se Trump manterrà la sua promessa di rinunciare all’interventismo che ha sempre caratterizzato la politica estera americana, forse ci sarà una chance per il mondo musulmano di avviarsi sulla strada della stabilità politica e sociale.

Un eventuale passo del nuovo inquilino della Casa Bianca in questa direzione significherebbe rinunciare all’egemonia statunitense sul mondo e accettare un nuovo equilibrio internazionale basato sul multipolarismo.

Il problema è che le varie oligarchie americane non accetteranno mai di andare in tale direzione e cercheranno in tutti modi, qualora fosse necessario, di riprendere in mano il destino della politica estera dell’impero Usa.

E se invece i propositi elettorali in politica estera di Trump si rivelassero un bluff, allora il mondo del pacifismo occidentale – se esiste ancora – dovrà uscire dal suo letargo politico per dire no alle guerre neocoloniali guidate dagli Usa. Il primo presidente nero è uscito di scena, la prima potenziale donna presidente ha fallito: potrebbero quindi non esserci più scuse per non dire no alle guerre (e alle sue conseguenze) in nome del dio denaro.

Destini e destinazioni

Sorgente: La Mezzaluna e Trump – nigrizia.it

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