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La riforma della Buona Scuola è legittima, lo dice la Corte Costituzionale

Roma – Una sentenza della Corte Costituzionale fuga tutti i dubbi sulla legittimità della Buona Scuola. E’ stata depositata il 21 dicembre la sentenza che rigetta gran parte dei ricorsi ricevuti sulla riforma scolastica approvata in via definitiva dal Parlamento il 9 luglio 2015 e fortemente voluta dal governo di Matteo Renzi.I ricorsi contro la Buona ScuolaLe regioni Puglia e Veneto hanno presentato dei ricorsi che riguardavano rispettivamente quattordici e cinque commi della legge. Quello del Veneto è stato rigettato completamente, mentre la Corte ha accolto 2 dei 14 punti sollevati dalla Puglia: il comma 153 e il comma 181. Il comma 153 riguarda la costruzione delle ‘scuole innovative’. La Corte contesta la parte che non prevedebche sia sentita la Conferenza Unificata Stato-Regioni per il riparto delle risorse relative alla procedura per la realizzazione di scuole innovative. Un vizio procedurale che in realtà il ministero dell’Istruzione ‘di fatto’ ha già sanato quando il 5 agosto 2015 ha ripartito le risorse e e poi ha avviato il concorso per le scuole innovative sentendo la Conferenza Unificata. Del comma 181 è stato considerato illegittimo solo il punto 1.3 che riguarda gli standard strutturali, organizzativi e qualitativi dei servizi educativi per l’infanzia e della scuola dell’infanzia diversificati in base alla tipologia all’eta’ dei bambini e agli orari di servizio. Per la Corte la materia è di competenza delle regioni e non dello Stato. Ecco il testo completo del disegno di leggeTutti gli altri 12 commi contestati sono invece stati ritenuti leggittimi e riguardavano molti aspetti fondamentali della legge come la possibilità del ministero di decidere sui programmi scolastici, la gestione del personale docente e di alcuni fondi specifici. La buona scuola in sintesi schede from Agi La riforma della Buona Scuola in punti Più risorse economiche: tre miliardi in più all’anno, raddoppiato il Fondo di funzionamento L’assunzione straordinaria di oltre 100mila insegnanti precari. Ogni istituto avrà in media 7 docenti in più per realizzare progetti e arricchire l’offerta formativa. Potenziate le materie arte, musica, lingue e discipline motorie. I presidi possono scegliere da appositi ambiti territoriali docenti con il curriculum “più adatto a realizzare il progetto formativo della loro scuola” Concorsi banditi regolarmente. E’ lo Stato e non il dirigente scolastico ad assumere gli insegnanti. I presidi rendono pubbliche, attraverso il sito della loro scuola, tutte le informazioni relative agli incarichi conferiti. Il loro operato è sottoposto a valutazione che influisce anche sulla loro retribuzione aggiuntiva. Potenziamento delle competenze linguistiche: l’italiano per gli studenti stranieri e l’inglese per tutti (anche con materie generaliste insegnate in lingua). Vengono potenziate poi: Arte, Musica, Diritto, Economia, discipline motorie. Alternanza scuola-lavoro: almeno 400 ore nell’ultimo triennio dei tecnici e dei professionali e 200 in quello dei licei. 90 milioni stanziati il primo anno per l’innovazione didattica e la creazione di laboratori territoriali e altri 30 ogni anno a partire dal 2016. Arriva poi la Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione dei docenti, un voucher di 500 euro all’anno per l’aggiornamento professionale attraverso l’acquisto di libri, testi, strumenti digitali, iscrizione a corsi, l’ingresso a mostre ed eventi culturali. Istituito un fondo da 200 milioni all’anno per la valorizzazione del merito del personale docente.Un anno della buona scuola from Agi

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