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Ucraina: osservatori italiani come terroristi

L’Ucraina, che vuole così tanto entrare nell’Unione europea, stila liste nere di cittadini europei indesiderati e dà praticamente dei terroristi agli osservatori italiani.

A diversi esponenti politici e personaggi pubblici italiani sono arrivate delle letterine dal Ministero degli Esteri, non con gli auguri di Natale, ma con l’avviso di non recarsi in Ucraina, Stato dove questi cittadini sono considerati una minaccia per la sicurezza nazionale, in altre parole dei terroristi. Il Ministero italiano sconsiglia quindi di recarsi in un Paese dove i propri cittadini potrebbero imbattersi in brutte sorprese. Alessandro Bertoldi © Foto: fornita da Alessandro Bertoldi Alessandro Bertoldi Si tratta di un Paese il cui governo però è appoggiato dall’Unione europea. L’Europa, così attenta ai diritti umani, dovrebbe sapere che in Ucraina a tal riguardo non sono proprio rose e fiori. Di questi giorni è il post su Facebook del deputato ucraino Parasiuk in cui lui definiva un eroe l’assassino terrorista dell’Ambasciatore russo ad Ankara. Quest’amicizia imbarazzante fra Bruxelles e il governo ucraino reggerà anche con Donald Trump? Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista Alessandro Bertoldi, opinionista, già dirigente del centrodestra e osservatore indipendente in Crimea e Donbass, finito nelle blacklist ucraine. — Alessandro, ti è arrivata un’altra lettera dal Ministero degli Esteri, dove ti sconsigliano di andare in Ucraina, Paese che ti reputa una minaccia per la sicurezza nazionale. Che cos’hai fatto di così terribile? — La lettera arrivata dal Ministero degli Esteri italiano riporta il decreto presidenziale di Poroshenko di ottobre, in cui lui va a comporre una lista di cittadini indesiderati, ritenuti un pericolo per la sicurezza nazionale ucraina, potenziali terroristi che “violano le libertà e i diritti dei cittadini ucraini e l’integrità del Paese”. Io non ho fatto nulla, sono stato per diverse volte osservatore durante la crisi ucraina, prima in Crimea e poi nel Donbass. A Donetsk ho seguito le presidenziali della Repubblica di Donetsk. Inoltre ho dato il mio contributo con un gruppo di consulenti italiani di alto livello, come l’ex presidente della Provincia autonoma di Bolzano, considerato un modello per l’autonomia e la convivenza nel mondo. L’accusa di violazione dei confini è ridicola, perché io non ho trovato i confini. Sono stato a Rostov, in macchina sono andato a Donetsk. Quando sono passato dalla frontiera, dove la parte russa ha controllato l’uscita dal Paese secondo le norme internazionali, ho trovato dall’altra parte dei militari della Repubblica di Donetsk e non dei militari ucraini. Se gli ucraini non controllano i loro confini, è un problema loro e non di chi li attraversa rispettando i controlli. La lettera del Ministero degli Esteri italiano spedita a Alessandro Bertoldi © Foto: fornita da Alessandro Bertoldi La lettera del Ministero degli Esteri italiano spedita a Alessandro Bertoldi — L’Ucraina vorrebbe tanto entrare nell’Unione europea. In teoria dovrebbe risultare un po’più simpatica nei confronti dei cittadini europei invece di stilare liste nere, fare sanzioni. Non è paradossale tutto ciò? — È molto paradossale, probabilmente chi governa in questo momento e il sempre più povero popolo ucraino non capiscono che l’Europa che piace loro non è l’Europa intesa come insieme di nazioni e popoli. Si tratta in realtà dell’attuale establishment burocratico di Bruxelles, ma quella non è l’Europa, sono dei funzionari europei non eletti dai cittadini europei. Vladimir Putin © Sputnik. Alexei Druzhinin È ora di fidarsi della Russia, parla Putin (in italiano) Gli ucraini confondono la simpatia politica da parte di alcuni funzionari europei per una sorta di alleanza europea, che potrebbe aprire loro le porte per entrare nell’Ue, in cui si sentirebbero intoccabili. Non è così, intanto il loro Paese per come lo gestiscono, assomiglia alla Libia: una gestione a clan, in cui si picchiano ogni giorno in Parlamento, dove non si rispettano i diritti dell’uomo. Molto spesso sentiamo casi di prigionieri, gente arrestata senza validi motivi, noi stessi siamo inseriti in questa lista senza ragioni, solo per antipatia politica. È un Paese che non può essere considerato a pieno una democrazia e come tale non può vantare il diritto di stare in Europa. — Nonostante il problema con i diritti civili, la crisi economica, movimenti neonazisti ucraini che sfilano per Kiev, perché in Unione europea si trovano politici che appoggiano il governo ucraino? Oro scita della Crimea © East News/ AP Photo/Peter Dejong Il caso di oro scita della Crimea potrebbe diventare un precedente? — Esistono diversi motivi. Alcuni Paesi europei danno un valore strategico militare alla lotta contro la Russia e al sostegno dell’Ucraina, geograficamente strategica. È un motivo quindi puramente ideologico, alcuni Paesi hanno scelto di stare da una parte e di non cercare il dialogo. Si tratta dei Paesi del nord Europa, che hanno importanti incarichi nelle istituzioni europee oppure dei Paesi dell’Est Europa, che in passato si trovavano nella zona di influenza russa e oggi “si vendicano” in questo modo. Inoltre ci sono persone, come in tutte le istituzioni, che ragionano in maniera del tutto personale, spesso non rappresentando i propri cittadini. Ci sono poi persone fortemente ideologizzate ed estremiste. Mi riferisco per esempio alla deputata polacca che ha definito tutti noi, Sputnik stesso, parte di un disegno di distruzione dei servizi segreti russi e una serie di cose che nulla hanno a che vedere con quello che riguarda noi osservatori o i giornalisti di Sputnik. Questo attacco purtroppo è sostenuto da un modo di pensare predominante nelle istituzioni europee, solo per il momento però. — Secondo te questa situazione come cambierà con la presidenza di Trump? — Cambierà in meglio. La visione di Trump, a differenza della Clinton, che ha prodotto ulteriori vittime nel mondo, consiste in un modello di convivenza globale. È un modo per ritrovare una partnership strategica fra Stati Uniti, Europa e Russia, questo favorirebbe la pace nel mondo. Centro di rappresentanza DNR a Torino © Foto: fornita da Eliseo Bertolasi A Torino apre il Centro di rappresentanza della DNR Scriverò una lettera al Ministero degli Esteri, al Ministro Alfano e al Direttore del dipartimento degli affari regionali per la pubblica sicurezza, per conoscenza anche all’Ambasciatore ucraino a Roma. In una lettera breve, diretta e incisiva, insieme agli auguri di Natale scriverò: la lettera che mi avete inviato cari dottori, dovete inviarla anche a Donald Trump e vediamo che cosa vi risponderà! Questa sarà la mia risposta, che credo sia la risposta di molti cittadini italiani e europei, anche degli americani che hanno scelto Trump e non la Clinton. Queste persone non vogliono la guerra, ma vogliono ritrovare la pace e sconfiggere il vero mostro, che è il terrorismo islamico internazionale, non di certo la Russia, Trump o i movimenti politici democratici che attraversano l’Europa oggi. I fenomeni estremisti e filonazisti, intere frange dell’esercito ucraino che perseguono i cittadini con un’altra opinione dalla loro, sono seriamente preoccupanti per tutti. L’Ucraina ha bisogno di elezioni democratiche, non condizionate dall’attuale terrorismo di Stato.

Leggi tutto: https://it.sputniknews.com/opinioni/201612223826982-ucraina-osservatori-italiani-come-terroristi/

Sorgente: Ucraina: osservatori italiani come terroristi

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