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Dalla Siria alla Germania. L’equilibrio del mondo è in pericolo | Francesca Rossi | huffingtonpost.it

huffingtonpost.it – Dalla Siria alla Germania. L’equilibrio del mondo è in pericolo 

Siamo quasi pronti a festeggiare il Natale. Le città illuminate, gli addobbi sistemati nelle piazze principali e le vetrine dei negozi piene di oggetti luccicanti catturano la nostra attenzione. Tutto sembra invitarci a condividere un po’ di serenità in questo tempo così difficile e caotico; il clima natalizio, poi, è l’ideale per chi cerca di riflettere su ciò che ci circonda. Può sembrare un paradosso, ma non è così. L’atmosfera di festa, spesso, calma gli animi, predisponendoli al pensiero, oltre che al divertimento. Almeno in teoria.

In realtà il tempo sembra sfuggirci dalle mani, catturato da eventi sempre più tragici e inquietanti, troppo spesso sprecato nell’inerzia e nella negligenza. La serenità per riflettere è svanita dietro ai giorni e alle ore che non siamo stati in grado di sfruttare per comprendere quanto stava accadendo. Di tempo non ce ne è più, questa è la verità. Bisogna agire e farlo alla svelta. È necessario mettere da parte gli interessi politici e cooperare per il futuro del mondo intero, ora più che mai in pericolo. Sembra una frase fatta? Magari un’utopia?

Può darsi, ma la sostanza non cambia: siamo i responsabili del nostro tempo, i colpevoli delle cose non fatte, dei sotterfugi, delle scuse e delle macchinazioni, gli artefici del destino di chi verrà dopo di noi. Siamo proprio sicuri di poter sostenere un peso così grande, utilizzando il buon senso? Mi auguro di sì, perché l’alternativa è il disastro e gli eventi drammatici delle ultime ore rappresentano delle prove che non possiamo permetterci di fallire.

Mentre noi festeggiamo il Natale la Siria appare come l’inferno in terra. Mancano il cibo, l’elettricità, i medicinali e le persone fuggono via da un conflitto generato da una politica sbagliata.

Federica Mogherini, alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, sostiene che l’Europa dialoghi con tutti, eppure sottolinea che l’azione della Russia in Siria sia di una “brutalità inaccettabile”. Non solo: è necessario lasciare aperto il canale di comunicazione politica per evitare che la Siria diventi un “buco nero”.

Tutto questo, però, sembra contraddittorio e lascia spazio a un quesito: che ruolo hanno le sanzioni in questa possibilità di dialogo? La Siria, purtroppo, è già un “buco nero” e, forse, sarebbe ora di assumersi tutte le responsabilità del caso e cambiare rotta.

Questo paese è il nodo centrale da cui si dipanano gli equilibri geopolitici sempre più precari. L’ambasciatore russo in Turchia, Andreij Karlov, è morto in un attentato ad Ankara, per mano di un poliziotto ventiduenne che, prima di sparargli, avrebbe gridato: “vendetta per Aleppo”. Un assassinio che ha come scopo quello di soffocare le trattative tra Russia e Turchia, sconvolgendo, di conseguenza, i piani russi per il futuro siriano.

Poche ore fa l’ultimo dramma che appare troppo simile alla strage di Nizza, avvenuta il 14 luglio di quest’anno: a Berlino un camion è piombato sulla folla che passeggiava in un mercato natalizio, provocando nove morti e circa cinquanta feriti, stando alle ultime notizie. A quanto pare l’Isis avrebbe già rivendicato l’attentato e sarebbe stato arrestato il presunto guidatore del camion.

In poche ore il terrore è tornato a paralizzarci, ad annichilire le nostre speranze. Per quanto ancora permetteremo alla paura e alla violenza di rubare agli uomini e alle donne di tutto il mondo il diritto di vivere liberamente? Parlare serve a poco se non riusciamo a concretizzare una strategia politica figlia della razionalità e dell’onestà intellettuale.

I riflettori, purtroppo, si spegneranno anche su questi eventi appena narrati; a noi spetta il compito di non dimenticare, di informarci, di imparare a pensare e pretendere che i potenti del mondo diano risposte coerenti, si impegnino a trovare soluzioni attuabili, senza fare inutili giochi di parole ripetute fino a svuotarle del loro significato, senza cedere all’ambiguità.

Il mondo cammina su un sottilissimo filo invisibile, come un equilibrista che non può permettersi di perdere la concentrazione, poiché da ogni suo passo dipende l’esistenza di ognuno di noi.

Ankara, Berlino e l’ombra della crisi siriana

“#Ich bin ein Berliner”, la solidarietà alla Germania su Twitter cita Charie Hebdo (e Kennedy)

Insegue l’attentatore nella fuga permettendone l’arresto: è l’eroe di Berlino

Sorgente: Dalla Siria alla Germania. L’equilibrio del mondo è in pericolo | Francesca Rossi

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