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Caso Sala, Renzi: “Comprendiamo la sua amarezza, ma torni a fare il sindaco” – Repubblica.it

repubblica.it – Caso Sala, Renzi: “Comprendiamo la sua amarezza, ma torni a fare il sindaco”. L’invito dell’ex premier dal palco dell’assemblea del Pd. “Gli chiediamo di tornare a fare il lavoro per il quale i milanesi lo hanno scelto”.

Anche il governatore insiste: “Beppe sta sbagliando senza di lui a rischio tutti i patti per Milano”. Salvini lo chiama bimbo.

E arriva anche Renzi, dal palco dell’assemblea del Pd: “Comprendiamo la sua amarezza, ma Sala si rimetta a fare cio che i cittadini di Milano gli hanno chiesto di fare”. Appello a scena aperta per il sindaco ‘autosospeso’ di Milano da parte dell’ex premier, affinché il primo cittadino indagato riprenda il suo posto. “I nostri sindaci saranno valorizzati – dice anche Renzi – i nostri sono i migliori d’italia, anche vista la concorrenza”.

Un nuovo invito a Sala, solo l’ultimo in ordine di tempo, dopo la lettera dei 140 sindaci amministratori per tornare al più presto alle sue funzioni perché un avviso di garanzia non può bastare a indebolire e screditare un primo cittadino eletto. Posizione su cui si è attestato anche l’ex pm Gherardo Colombo, nominato proprio da Sala presidente del Comitato per la legalità del Comune di Milano. “Se ha la coscienza pulita torni” era stato fino a oggi il messaggio del segretario della Lega Matteo Salvini, che oggi però attacca: “Milano non può permettersi di rimanere bloccata per settimane.

Quando il bimbo Sala avrà deciso cosa farà da grande, vedremo”. Secondo Salvini, a un gazebo per chiedere la convocazione delle elezioni politiche, nel caso Sala l’atteggiamento del Pd è “imbarazzante”.

“Sala ha sbagliato, torni a lavorare, la sua è una scelta sbagliata”, dice Roberto Maroni, governatore della Lombardia, sotto processo con l’accusa di aver fatto pressioni su Expo per favorire due sue collaboratrici – critica il sindaco di Milano che ha deciso di farsi da parte per qualche giorno dopo aver saputo di essere indagato per falso nell’inchiesta sul maxi appalto della piastra dell’Esposizione. “Il mio processo è in corso – spiega Maroni a Repubblica – ma ho reagito come si deve reagire sapendo di essere totalmente estranei a una vicenda che definisco surreale.

La presunzione di innocenza è sancita dalla Costituzione. Non c’è motivo di sospendersi o di tenere una posizione del genere”. Il governatore però, al di là dell’aspetto giuridico, lancia l’allarme: “E’ a rischio la strategia comune per l’attuazione dei patti sottoscritti dal governo”, come “la fusione tra Trenord e Atm, quella tra la Sea e la Sacbo per la creazione di un sistema aeroportuale lombardo.

Il gruppo di lavoro per definire l’assetto istituzionale delle province dopo il fallimento del referendum costituzionale”. In ballo c’è anche il patto per la Lombardia firmato con Renzi, vicino vicinissimo a Sala, il manager scelto dal Pd. “Quello non è a rischio – assicura Maroni – nel nuovo governo se ne occuperà il ministro De Vincenti. Piuttosto vedo delle incognite sul progetto per il post Expo: è venuta meno la spinta forte che c’era da parte di Renzi. Se si fermasse il progetto dello Human Technopole sarà difficile realizzare anche il Campus dell’università Statale”.

Anche domenica pomeriggio, Sala ha incontrato Scuto per avere tutti gli aggiornamenti su quanto sta facendo. La sua giornata è iniziata andando a messa nella chiesa di San Marco. Non ha seguito in diretta l’assemblea del Pd ma ha visto all’ora di pranzo la partita della ‘sua’ Inter (che ha vinto fuori casa con il Sassuolo) poi ha incontrato qualche amico che è andato a fargli visita e si è sentito al telefono con la vicesindaco Anna Scavuzzo, alla quale ha passato il testimone, e che aveva incontrato ieri.

“L’ho trovato tranquillo, al lavoro – ha spiegato lei in mattinata – molto attento a quello che sta avvenendo in città, per cui sente comunque la responsabilità di seguire le attività di una città che non ha certamente abbandonato”.

Una risposta alle critiche che arrivano dall’opposizione con il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, che lo ha definito “un bimbo” ripetendo che “Milano non può permettersi di rimanere bloccata per settimane”. E il suo avversario come candidato sindaco, Stefano Parisi, che considera l’autosospensione di Sala “non solo un segno di forte mancanza di rispetto verso i milanesi”, ma anche una sorta di “ricatto verso gli inquirenti”. Teme un eventuale paralisi anche il presidente della Lombardia, Roberto Maroni, preoccupato per le questioni aperte.

Lunedì a mezzogiorno è fissata la riunione dei capigruppo del Consiglio comunale per pianificare il lavoro della settimana. E’ possibile che la seduta del Consiglio inizialmente prevista per domani salti. Resteranno quelle di mercoledì e giovedì. Ed è probabile che sia questo il giorno in cui Sala riferirà al Consiglio, come aveva promesso di fare nella lettera in cui annunciava la sua assenza.

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Quanto al futuro del primo cittadino ‘temporaneamente’ assente, dopo il summit di ieri con i suoi legali, già domani sarà una giornata decisiva per capire se Sala tornerà a Palazzo Marino. I legali dell’ex Mr Expo inizieranno infatti a prendere contatti con la Procura per capire il quadro delle accuse.

“Il sindaco è tranquillo – dice la sua vice Anna Scavuzzo – l’ho trovato tranquillo, al lavoro, sta utilizzando questo tempo di sospensione per approfondire le questioni che gli sono state poste davanti”. A margine di una manifestazione in centro a Milano in difesa della ricerca scientifica, Scavuzzo parlando di Sala aggiuge: “È molto attento a quello che sta avvenendo in città, per cui sente comunque la responsabilità di seguire le attività di una città che non ha certamente abbandonato”.

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L’appello di 140 sindaci: Torni al suo posto di ALESSIA GALLIONE e ORIANA LISO

Sala è accusato di falso materiale falso ideologico. Negli atti del procedimento (per il quale la procura aveva chiesto l’archiviazione, poi avocato dalla procura generale) vi è un’informativa della Gdf di Milano del maggio 2013 in cui si fa riferimento a due verbali relativi alla sostituzione di due componenti della commissione giudicatrice della gara per la ‘Piastra dei servizi’.

Verbali che riporterebbero “circostanze non rispondenti alla realtà” e che sarebbero stati retrodatati con “l’intento di evitare di dover annullare la procedura fin lì svolta” anche per il “ritardo” sui “cronoprogrammi” dell’Expo.

Gli investigatori, però, annotavano che non si poteva sostenere che la sostituzione dei due commissari “abbia comportato delle irregolarità nell’epilogo della procedura di gara”, anche perché “i due commissari incompatibili non hanno partecipato alla valutazione delle offerte”.

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Sorgente: Caso Sala, Renzi: “Comprendiamo la sua amarezza, ma torni a fare il sindaco” – Repubblica.it

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