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Assemblea Pd, Renzi: “Referendum straperso”. E rilancia il Mattarellum – Politica – quotidiano.net

foto – L’assemblea del Pd con Matteo Renzi e Paolo Gentiloni (Ansa)

quotidiano.net – Assemblea Pd, Renzi: “Referendum straperso”. E rilancia il MattarellumL’ex premier: “Faremo un’analisi molto dura, spietata, innanzitutto con noi stessi di quello che è accaduto al referendum”. Sulla legge eelttorale ok della minoranza Pd.

L’inno di Mameli ha aperto l’assemblea nazionale del Partito democratico, durante la quale Renzi ha rilanciato il Mattarellum per la legge elettorale. Sul palco i vertici del Pd, i dirigenti della segreteria e i capigruppo. In piedi, alla destra del segretario Matteo Renzi, cantava l’inno il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni.

Sullo sfondo compare un enorme tricolore e la scritta “Ripartire dall’Italia”. Matteo Orfini, nell’aprire l’assemblea, ha salutato e augurato l’in bocca a lupo del Pd al nuovo premier e la platea ha applaudito. “Dovremmo essere un po’ più orgogliosi di quello che siamo, soprattutto se guardiamo a quello che succede a pochi km da qui, in questa città”. Beppe Grillo e M5s stanno “chiusi in un albergo per gestire una situazione delicata.

Noi lo facciamo in modo diverso, quando ci sono problemi convochiamo gli organismi dirigenti, cerchiamo di discuterne insieme”. Il presidente Orfini ha rivendicato con “orgoglio” il modo in cui il Pd affronta “i problemi”. Alla fine la relazione di Renzi è stata messa ai voti e approvata con 481 voti favorevoli, 2 voti contrari e 10 astenuti.

VIDEO – TUTTI GLI INTERVENTI

RENZI: ABBIAMO STRAPERSO – Lungo l’intervento dell’ex premier. “Abbiamo perso, ho perso il referendum. E anche questo ha segnato in modo molto forte il dibattito politico europeo”, ha detto all’inizio del suo discorso. “Faremo un’analisi molto dura, spietata, innanzitutto con noi stessi di quello che è accaduto al referendum. Un’analisi seria e severa, ma anche un sano senso di passione per la cosa pubblica devono segnare questa assemblea”.

“Non abbiamo perso. Abbiamo straperso. E chi fa giri pindarici per dire che abbiamo preso un sacco di voti, dice la verità. Ma non dice che il 41 per cento in un referendum è una sconfitta netta”.

Continua Renzi: “L’errore principale non è nemmeno la personalizzazione. Se il 59% è un voto politico, il 41 non è il voto dei giovani costituzionalisti. Il mio errore è stato non aver capito che il valore del referendum era nella politicizzazione, non nella la personalizzazione. Ma allora il 41% è il partito più forte che c’è in Italia e l’unica speranza”.

“Il primo errore che abbiamo fatto al Sud è stato quello di puntare un po’ troppo sul notabilato. Dobbiamo dirlo. Abbiamo perso sui quarantenni, sui trentenni e quarantenni. E quindi abbiamo perso in casa“, ha aggiunto Renzi. “Abbiamo perso nelle periferie. Non iniziamo con il disagio sociale perché sono trent’anni che questa classe politica fa gli stessi discorsi sulle periferie e ci si ricordi delle percentuali che venivano prese quando si prendeva la metà dei voti che si prende ora”.

RIVENDICA LE RIFORME – “Queste riforme non puzzano, queste riforme resteranno e segnano la grandezza del Partito democratico”. Una risposta a una battuta attribuita a Massimo D’Alema (‘delle riforme non resterà neanche la puzza’). “Abbiamo fatto riforme molto profonde; se due ragazzi si amano e, indipendentemente dall’orientamento sessuale, ora possono vivere insieme è grazie a una riforma del Pd”.

MATTARELLUM – Il Pd non accetterà la “melina” degli altri partiti sulla legge elettorale, se si vuole correggere il meccanismo di voto si torni al Mattarellum, con una legge “di un articolo”, ma se non fosse possibile un’intesa “si voterà con il Consultellum”. Renzi ha lanciato così la proposta alle altre forze politiche.

“Dobbiamo mettere un elemento di chiarezza – ha spiegato  – vogliamo un sistema maggioritario, o tornare al proporzionale. Io dico di guardare le carte sull’unica proposta che ha visto vincere sia il centrosinistra che il centrodestra, la proposta della stagione dell’Ulivo di Romano Prodi e che porta il nome del presidente Sergio Mattarella. Io dico: andiamo a vedere: il Pd c’è! Senza ricorrere il ragionamento sul proporzionale e giocando la partita a carte scoperte”. “Bisogna che gli altri ci dicano cosa hanno in testa.

E’ una proposta fatta di un articolo, non c’è bisogno di inventarsi altro. Lo chiedo formalmente, a Fi, ai nostri alleati centristi, alla Lega Nord, alla sinistra che si sta anche riorganizzando – vedo con molto interesse ciò che Giuliano Pisapia sta cercando di costruire – e lo chiedo al M5s”. Fermo restando che “se ci sarà melina, si andrà a votare con il Consultellum, e io vorrò candidarmi al Senato…”. Intanto la proposta del Mattarellum incassa l’ok della minoranza del partito.

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NIENTE RESA DEI CONTI AL CONGRESSO – “Il congresso sarebbe stata la scelta migliore per ripartire all’interno del Pd, dal giorno dopo ho pensato al congresso. Ma la prima regola del nuovo corso deve essere ascoltare di più, io per primo. Ho accettato i suggerimenti di chi ha chiesto di non fare del congresso il luogo dello scontro del partito sulla pelle del Paese e non piegare alle esigenze che sentivo le regole, non piegarle a nostro vantaggio”. Avverte Renzi: “Faremo il congresso nei tempi, non come resa dei conti”.

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CONTRO I 5 STELLE – Attacco alla sindaca M5S, Virginia Raggi: “Qui a Roma voglio dire che la politica non è l’indicazione delle cose che non vanno, l’urlo di chi dice No e non propone un’alternativa. Se si fa così politica, il Paese non va da nessuna parte, si blocca il Paese. Se per bloccare la corruzione si bloccano le Olimpiadi, si blocca la propria città. E forse per bloccare la corruzione bisognerebbe scegliere meglio i collaboratori, anziché continuare a fare polemica”.

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Sorgente: Assemblea Pd, Renzi: “Referendum straperso”. E rilancia il Mattarellum – Politica – quotidiano.net

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