Roma, 17 dicembre 2016 – La linea è chiara: Grillo non vuole perdere Roma, ma neppure avere la «zavorra» di Roma sulle spalle in vista delle elezioni politiche. Se dunque, come si apprende in queste ore, Virginia Raggi dovesse essere raggiunta da un avviso di garanzia per abuso d’ufficio (in riferimento alla procedura utilizzata per la promozione di Salvatore Romeo a capo staff e al licenziamento dell’ex capo di gabinetto Carla Raineri), il Movimento ne chiederà la sospensione. Una presa di distanza «dolorosa, ma necessaria» per allontanare Raggi da un Movimento che ora la disconosce e ne chiede, a gran voce, la cacciata.

La resa dei conti interna ai 5 stelle contro il sindaco, ‘l’aliena’ di Roma, è tutta racchiusa nelle parole di due parlamentari romane, Paola Taverna e Roberta Lombardi, che non le sono mai state amiche: «Non basta chiedere scusa e dire Raffaele Marra è solo uno dei 23mila dipendenti del Comune», ha commentato la prima. «Parlano i fatti, oggettivamente, e io sono fiera di stare dalla parte giusta», ha detto la seconda.


La Lombardi che definì Marra «il virus che ha infettato il Movimento», lo denunciò personalmente alla Procura il 22 novembre scorso, chiedendo di indagare sulla casa acquistata dalla moglie di Marra dalla Fondazione Enasarco. Un fatto che potrebbe diventare il perno di un dramma politico interno ai 5 stelle nel partito, anche a livello nazionale. In mezzo, infatti, c’è un altro ‘imputato’ eccellente: Luigi Di Maio.

La sua strenua copertura politica della sindaca potrebbe costargli, ora, la candidatura a premier degli stellati alle prossime elezioni. Di questo non si è parlato, ieri all’Hotel Forum, dove Beppe Grillo ha ricevuto i big parlamentari, da Roberto Fico (il più severo con la Raggi, che all’uscita sottolinea: «Per me Marra non è solo un tecnico») allo stesso Di Maio, fino alla Lombardi.

Si è parlato, invece, della necessità di non ‘scaricare’ il sindaco, perché il danno di immagine «sarebbe troppo grande», a meno che non arrivi un avviso di garanzia. Fino a due giorni fa – così si racconta – Grillo avrebbe espresso perplessità su Marra, chiedendo al sindaco lumi sul perché lo difendesse. E la Raggi avrebbe risposto: «Perché è bravo».

ALL’USCITA dal summit con il leader, gli umori non sono dei migliori. Bastano le scuse della Raggi? «No, non penso proprio», risponde ai cronisti Carla Ruocco. C’è anche un’altra chiave per capire le mosse dei vertici M5s: il blog di Grillo. Lì si leggono le parole della Raggi. Un segnale che, per i vertici, l’amministrazione debba tirare dritto.

Ma poi viene anche precisato: «Marra si sarà anche messo a disposizione di Scarpellini (il re del mattone arrestato col dirigente, ndr), ma il M5s no. Lo dimostrano i fatti». Tra i pentastellati, c’è chi chiede che sia lo stesso Movimento a pronunciarsi, se non direttamente sul sindaco, almeno sulla linea da tenere. Ma dovrebbe essere Grillo, in qualità di garante, a decidere «prestissimo».

Il caso Roma, ieri ha visto la soddisfazione del sindaco di Parma Federico Pizzarotti, sospeso per mesi dal M5s. «Seduti in riva al fiume. La riva inizia ad essere affollata», è il suo tweet. In rete, infine, monta la protesta per chiedere le dimissioni della Raggi con #raggidimettiti, diventato in breve il primo trending topic su Twitter. Scorrendo i commenti emerge un dato preoccupante: molti sono loro elettori della prima ora, attivisti delusi che chiedono a gran voce di scaricare Virginia Raggi.