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Fininvest-Vivendi, oggi i francesi in Italia – Il Sole 24 ORE

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Giornata interlocutoria sul fronte della contesa Mediaset-Vivendi. Il primo giorno di tregua negli annunci della scalata francese è stato accompagnato da un rintracciamento del titolo Mediaset che ieri è stato sospeso più volte in Borsa, ma questa volta al ribasso, per poi chiudere la seduta in flessione dell’1,55% a 3,564 euro, comunque a livelli di prezzo “estivi”, precedenti la “disdetta” al contratto su Premium. Ieri è passato di mano un altro 4% del capitale che porta al 23% il capitale negoziato nelle ultime tre sedute.

Bollorè avrebbe speso qualcosa come 800 milioni per mettere da parte il 20% di Mediaset che ha raggiunto: vorrebbe dire che il prezzo di carico è di 3,38 euro per azione. Da Parigi arrivano segnali nella direzione di far valere quella quota sul tavolo di un negoziato che riprenda dal punto in cui sono stati interrotti i rapporti lo scorso luglio. Ma per trattare bisogna essere in due.

Lo staff di Fininvest in questi giorni è rimasto impegnato in continue riunioni per valutare il da farsi, sia sul piano finanziario che sul piano legale. Oltre allo studio Di Porto e a Niccolò Ghedini, per la parte penale, la schiera dei consulenti legali si è arricchita per l’arrivo dello studio BonelliErede, proprio gli avvocati che hanno assistito con successo De Benedetti per la vicenda Mondadori, costata centinaia di milioni alle casse della holding della famiglia Berlusconi.

Allo stato, comunque, Fininvest non può crescere ulteriormente in Mediaset rispetto al 38,26% raggiunto in settimana (pari al 39,775% dei diritti di voto, considerate anche le azioni proprie). Mediaset, che avrebbe una delega per un buy-back fino al 10% delle proprie azioni, non può spenderla perchè farebbe scattare la soglia d’Opa al suo azionista di riferimento. Posizioni “in appoggio” sono rischiose da ipotizzare perchè, analogamente, potrebbero essere identificate come azioni di concerto e far scattare l’obbligo di offerta a carico di tutti i partecipanti.

Il rischio della guerra «di trincea»

Le iniziative legali volte a ottenere la sterilizzazione dei diritti di voto dei francesi dovrebbero essere avvalorate in giudizio e anche eventuali procedure d’urgenza potrebbero rivelarsi più “lente” dei tempi della finanza, almeno ai ritmi battenti a cui è abituato Vincent Bolloré. A partire dall’aprile prossimo, Fininvest potrebbe iniziare a ricomprare con un primo 1,27%, poca cosa e mancano comunque parecchi mesi.

Prenotare i pacchetti aggiuntivi che mancano a raggiungere il controllo assoluto del 50% con opzioni call, secondo gli esperti consultati da «Il Sole-24Ore», dovrebbe far scattare comunque l’obbligo d’Opa. Sulla carta l’unica possibilità sembrerebbe essere quella di stipulare, ma necessariamente con un’unica controparte, un put&call assolutamente “neutro” anche sotto il profilo economico, con scadenze compatibili con le regole vigenti, che consentono all’azionista maggioritario di incrementare la partecipazione fino al 5% nell’arco di dodici mesi, e dopo, aver raggiunto il 45%, di poter salire liberamente.

Nell’immediato l’effetto sarebbe quello di “sterilizzare” le azioni oggetto dei derivati, sottraendole di fatto al supposto scalatore. Il flottante comunque comincia a scarseggiare, perchè quasi il 60% è ufficialmente classato tra il primo e il secondo azionista, un altro 15% è in mano al retail che di solito è l’ultimo a muoversi : in teoria l’arena del contendere è limitata al massimo a un quarto del capitale, c’è da supporre con molti fondi speculativi entrati in posizione negli ultimi giorni.

La strategia di Mediaset e le possibili mosse future

È evidente che se l’intento di Bolloré è di sedersi a trattare da una posizione di maggior forza, nondimeno la famiglia Berlusconi non vuole farsi trovare sguarnita. Oggi “l’ambasciatore” di Bolloré, l’ad di Vivendi Arnaud de Puyfontaine, sarà in Italia per partecipare al cda Telecom, che si terrà a Roma a partire dalle 10. Non è escluso che ne approfitti per una visita legata al dossier Mediaset. Mai dire mai, è il motto di De Puyfontaine: anche se la porta sembra sbarrata, gli affari sono affari.

Si verificherà oggi se c’è qualche spiraglio d’intesa. In caso contrario, c’è da aspettarsi di tutto. Anche che il finanziere bretone schiacci il bottone per andare avanti dopo la prima tappa che l’ha portato a salire al 20% del Biscione.

La stabilità che serve al Paese

Sorgente: Fininvest-Vivendi, oggi i francesi in Italia – Il Sole 24 ORE

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