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Siria, in corso l’evacuazione di ribelli e civili da Aleppo est. Spari su un convoglio – Repubblica.it

La Croce rossa: a fine giornata usciranno oltre duemila persone. Milizie governative o sciite avrebbero aperto il fuoco su un pullman: un morto e quattro e quattro feriti. Assad: “Pagina storica”. Gaffe dell’ambasciatore siriano che all’Onu mostra una finta foto

E’ in corso ad Aleppo est l’evacuazione dai quartieri assediati dalle milizie governative, di migliaia di miliziani ribelli, civili e centinaia di feriti. L’avvio delle operazioni è stato reso possibile grazie al nuovo accordo raggiunto la notte scorsa dopo che il precedente cessate-il-fuoco era fallito: per primi sono usciti feriti e malati, ma in base all’intesa anche i ribelli stanno uscendo dall’area. Il principale gruppo del fronte di opposizione ad Assad, Ahrar Al Sham, ha fatto sapere che l’accordo per l’evacuazione è stato raggiunto dopo aver superato quello che i ribelli definiscono il “tentativo iraniano” di impedire che combattenti e civili potessero uscire dalla loro enclave assediata. Un portavoce degli “elmetti bianchi” ha raccontato ad Orient Tv che le forze governative o forse “milizie sciite” iraniane avrebbero sparato contro un convoglio di civili uccidendo una persona e ferendone altre quattro.

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Secondo il Comitato internazionale della Croce rossa (Cicr) entro la fine della giornata dovrebbero essere state trasferite circa duemila persone. Gli evacuati sono stati trasferiti al momento da Aleppo est a una zona rurale di Aleppo ovest. Venti bus hanno raggiunto una “zona sicura” appena fuori dalla città, sotto il controllo dei ribelli filo-Turchia dell’Esercito siriano libero (Esl), ha annunciato il vice premier turco Veysi Kaynak, spiegando che a bordo dei 20 bus ci sono anche almeno 35 persone ferite, alcune delle quali hanno subito gravi ustioni.

Succesivamente sono partiti da Aleppo altri due convogli di autobus e ambulanze con a bordo i miliziani ribelli e le loro famiglie. Un ribelle ha riferito che anche il secondo convoglio, come già il primo, ha raggiunto il territorio ribelle nel distretto di Rashidin, alla periferia sudoccidentale di Aleppo. Sia il secondo che il terzo convoglio, secondo la tv di Stato, sono composti da 15 bus. Secondo il Centro russo per la riconciliazione siriana, gli sfollati dovrebbero cambiare mezzi di trasporto per poi dirigersi verso Idlib.

L’allarme di de Mistura (Onu). Circa 50mila persone devono ancora essere evacuate da Aleppo est e circa 10mila di loro, fra cui anche combattenti, saranno portate a Idlib, ha detto l’inviato Onu per la Siria, Staffan de Mistura durante una conferenza stampa congiunta col ministro degli Esteri francese Jean-Marc Ayrault. De Mistura ha spiegato che 40mila civili andranno ad Aleppo ovest e si è detto molto preoccupato: “Idlib è in mano ai ribelli – ha detto – Senza un accordo politico di cessate il fuoco, sarà la prossima Aleppo”. De Mistura ha anche sottolineato la necessità di ottenere ad Aleppo la presenza di osservatori della Nazioni Unite. La Turchia ha parlato di 80-100mila civili che potrebbero essere evacuati dalla città siriana.

Dopo essere stati cacciati dai loro quartieri orientali e merdionali del capoluogo, i ribelli continuano a dominare le località della parte orientale della provincia di Aleppo; tra queste le zone di Atareb e Daret Ezza e le città di Kafarhamra, Hreitane e Marea Azaz. Nel resto della Siria gli insorti ora non controllano più che una manciata di territori distribuiti su 7 delle 14 province del Paese.

Il ruolo della Turchia. “Abbiamo in programma di allestire un campo all’interno della Siria per ricevere chi fugge da Aleppo”, ha anche detto Kaynak. I ribelli dell’Esl – impegnati al fianco di Ankara nell’operazione ‘Scudo dell’Eufrate’ nel nord della Siria – controllano alcune aree lungo il confine tra Siria e Turchia. Da mesi, Ankara sostiene la necessità di creare “zone di sicurezza” in quell’area.

Proprio la Turchia, fino a pochi mesi fa contraria alla permanenza al potere di Assad, ha fatto sapere che il suo ministro degli Esteri incontrerà il 27 dicembre a Mosca quelli della Russia e dell’Iran, i maggiori sponsor del regime siriano, per discutere di una possibile “soluzione politica” alla guerra civile.

L’intrigo di obiettivi degli schieramenti in campo. L’evacuazione in corso è un segnale di uscita da quello stallo drammatico che ieri aveva visto autobus già carichi di civili pronti a muovere da Aleppo Est verso Idlib bloccati dall’improvvisa sospensione dell’accordo, mentre sulla città riprendevano i bombardamenti. Le ragioni della corsa per l’evacuazione di Aleppo Est sono da ricercare nell’intrigo di obiettivi strategici e diplomatici degli schieramenti in campo. Secondo l’Osservatorio siriano, a mettersi di traverso sarebbe stato il regime di Assad, per non essere stato consultato durante la trattativa tra Russia e Turchia. Il Cremlino riferisce in effetti di una telefonata intercorsa tra i presidenti Putin ed Erdogan sulla Siria e “in particolare dello sviluppo della situazione ad Aleppo”, rimarcando “la necessità di unire gli sforzi per migliorare la situazione umanitaria e facilitare il lancio di un vero processo politico in Siria”.

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Gli oppositori del regime accusano invece l’Iran, schierato operativamente con Assad attraverso Hezbollah. Per dare il via libera, Teheran avrebbe avanzato nuove richieste, come la liberazione dei propri ostaggi, facendo di fatto saltare il piano. Secondo i ribelli siriani, la Turchia ha avuto un ruolo importante nel far sì che la Russia esercitasse pressione su Damasco per il rispetto dell’intesa, dopo la sospensione di ieri.

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L’esultanza di Bashar al-Assad. Con la liberazione di Aleppo i siriani “hanno scritto la storia”, ha detto il presidente della Siria, Bashar al-Assad, in un breve video su Facebook e ha aggiunto: “Una storia che stiamo ancora scrivendo. Con la liberazione di Aleppo la situazione cambia non soltanto per la Siria, non solo per la regione, ma per il mondo”. La perdita di Aleppo, secondo centro del Paese, rappresenta una sconfitta significativa per le forze ribelli, che avevano conquistato la parte orientale della città nel 2012. Per il regime di Damasco la vittoria di Aleppo costituisce il successo più rilevante dall’inizio della guerra civile nel 2011.

Siria, Assad: “Con la liberazione di Aleppo abbiamo scritto la storia”

I complimenti dell’Iran. “La liberazione di Aleppo è un grande successo per la Siria contro i terroristi e i loro alleati”, ha detto il presidente iraniano, Hassan Rohani, che in una conversazione telefonica ha ribadito il suo appoggio al regime di Assad complimentandosi con lui per la “vittoria”. “Riteniamo nostro dovere appoggiare il governo siriano nella sua campagna contro i terroristi per purgare il Paese dagli aggressori”, ha detto Rohani, secondo le dichiarazioni diffuse dall’agenzia di stampa ufficiale Irna.

Il malumore di Europa e Usa. Diametralmente opposta l’opinione del ministro della Difesa britannico, Michael Fallon, che ha parlato a margine della riunione che si è svolta a Londra della coalizione internazionale anti Isis. La presa di Aleppo non sarà una “vittoria” del regime di Assad perché “non vediamo nessun futuro per Assad in Siria; se schiaccia l’opposizione ad Aleppo bombardando gli ospedali e limitando gli aiuti umanitari, non è una vittoria”, detto Fallon parlando in conferenza stampa congiunta con il segretario Usa della Difesa Ashton Carter.

In serata il ministro degli Esteri britannico Boris Johnson ha convocato l’ambasciatore russo e l’ambasciatore iraniano per discutere della situazione ad Aleppo. Lo ha annunciato lo stesso Johnson sulla propria pagina Twitter motivando la convocazione con l’intento di comunicare la propria “profonda inquietudine” in merito alla situazione e sottolineando quanto ora sia “cruciale” proteggere la popolazione civile e distribuire aiuti umanitari.

Il segretario di Stato Usa John Kerry ha criticato oggi gli “attacchi senza giustificazioni su civili” ad Aleppo e ha detto che gli Usa vogliono vedere corridoi per il passaggio sicuro di civili e combattenti. Il regime di Assad, ha aggiunto Kerry, sta aiutando, favorendo ed eseguendo “semplicemente un massacro” ad Aleppo. Il segretario di Stato ha poi sostenuto che finora la tregua non ha avuto successo per il rifiuto di Assad di rispettare gli accordi. Secondo il capo della diplomazia Usa, è essenziale che il processo politico in Siria cominci il più presto possibile dopo la cessazione delle ostilità. Kerry ha riferito che altre parti in causa hanno riconfermato la loro volontà di tornare a Ginevra per colloqui di pace.

Il presidente francese Francois Hollande, a Bruxelles per la riunione dei capi di Stato e di governo ha fatto sapere di aver chiesto al sindaco di Aleppo di partecipare al Consiglio Europeo “affinché possa dare la sua testimonianza e chiedere la solidarietà internazionale. L’urgenza oggi è quella di fare evacuare la popolazione che non può più subire bombardamenti e massacri e che vuole lasciare la zona. La seconda priorità è quella di poter far arrivare ad Aleppo i generi alimentari e le medicine per la popolazione che intende restare”.

“E ancora – ha concluso Hollande – proteggere tutti gli ospedali intorno ad Aleppo, perché possano accogliere i feriti. La condizione per tutto questo è un cessate il fuoco, che è quello che il Consiglio Europeo dovrebbe esigere, un cessate il fuoco e l’evacuazione dei civili. E infine, un negoziato politico. L’Europa deve farsi sentire”. Secondo fonti diplomatiche, i leader europei potrebbero optare per una dichiarazione che chieda quanto esplicitato dal presidente francese, separata dalle conclusioni del Consiglio Europeo. All’Onu la Francia ha esortato per un meeting di emergenza del Consiglio di sicurezza per riesaminare la questione dell’impegno umanitario.

Il sindaco di Aleppo est, Brita Hagi Hasan, parlerà al vertice europeo in corso a Bruxelles. La notizia arriva dal presidente del Consiglio Ue Donald Tusk, su Twitter, annunciando di averlo invitato a parlare, nel corso dell’incontro che i due hanno avuto stamane.

“Una telefonata con l’inviato dell’Onu Staffan de Mistura sulla situazione di Aleppo è motivo cauto ottimismo per quanto riguarda la possibilità dell’accesso alla città delle organizzazioni umanitarie. Questo ci conforta”, ha detto il ministro degli Esteri Angelino Alfano, a villa Pamphili, a Roma, per il conferimento del premio De Sanctis a Giorgio Napolitano.

La finta foto mostrata all’Onu. Al Consiglio di sicurezza dell’Onu riunito per discutere della crisi siriana, l’ambasciatore di Damasco Bashar Jaafari ha mostrato una foto per dimostrare che i soldati siriani stanno prestando aiuto e soccorso alla popolazione di Aleppo. In realtà si è trattato di una bufala facilmente scoperta dai giornalisti e gli attivisti grazie ad internet: la fotografia è stata scattata a giugno a Fallujah, in Iraq e non ha nulla a che fare con la Siria. “Questo è quello che l’esercito siriano sta facendo ad Aleppo est” ha detto Jafaari secondo quanto riporta il canale ‘Al-Jazeera’. Grazie alla foto, “potete vedere un soldato aiutare una donna” ha continuato, mentre stesse fonti Onu nei giorni scorsi hanno denunciato sequestri e uccisioni sommarie di civili commesse proprio dall’esercito fedele a Damasco.

Sorgente: Siria, in corso l’evacuazione di ribelli e civili da Aleppo est. Spari su un convoglio – Repubblica.it

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