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In ricordo di John Glenn, pioniere dello spazio – Le Scienze

foto – John Glenn nei primi anni sessanta, all’epoca della sua prima missione nello spazio (Credit: NASA Glenn Research Center (NASA-GRC)  Wikimedia)

lescienze.it – In ricordo di John Glenn, pioniere dello spazio. L’8 dicembre scorso è scomparso John Glenn, figura mitica della corsa allo spazio: nel 1962 fu infatti il primo astronauta americano a orbitare intorno alla Terra, e nel 1998, a 77 anni di età, divenne il più anziano essere umano a volare nello spazio. Il suo collega Scott Parazynski rievoca quest’ultima storica missione e alcuni momenti salienti di una biografia straordinaria Scott Parazynski/Scientific American

Uscendo dagli alloggi riservati agli astronauti, la mattina del 29 ottobre 1998, sentii uno straordinario senso di orgoglio misto a timore, perché stavo per accompagnare l’eroe della mia infanzia, il famoso astronauta e poi senatore John Glenn, nel suo ritorno nello spazio all’età di 77 anni. Era stato un leggendario pilota militare da combattimento, un eroico e pionieristico astronauta, e un servitore dello Stato che avevo ammirato fin da quando ero un bambino, e stavo per condividere una navicella spaziale con lui.

Quando, mesi prima, arrivò per la prima volta nell’ufficio del nostro equipaggio per iniziare l’addestramento di missione, spazzò via rapidamente la nostra riverenza verso la sua figura eroica con un sorriso e un monito: “Sono soltanto John, o Payload Specialist 2. Se mi chiamate senatore Glenn, vi ignorerò!”.

Durante il nostro addestramento, gli ingegneri, i controllori di volo, i tecnici e il pubblico, affascinati dalla celebrità, lo avrebbero chiamato eroe molte volte.

Ma in queste situazioni si ritraeva subito e con sincerità, ribadendo con timidezza di non sentirsi degno di tali elogi. “Ma essere un eroe dipende dagli occhi di chi guarda”, aggiungeva, “e io apprezzo molto le vostre gentili parole”.

John era prima di tutto un patriota americano, che servì con coraggio il suo paese nei combattimenti aerei in due guerre. In seguito, corse rischi ancora maggiori sul fronte della Guerra Fredda, nel nostro confronto diretto con il programma spaziale sovietico.

Non dimenticherò mai di essere stato al suo fianco al National Air and Space Museum di Washington, DC, in occasione del suo congedo dal Senato degli Stati Uniti, nella primavera del 1998. Sbirciando attraverso un oblò della cabina di guida della sua piccola capsula Mercury “Friendship 7”, indicò laconicamente

le spie di pericolo e di allarme che si erano accese durante il suo spaventoso rientro, mentre i controllori a terra non sapevano se il suo scudo termico sarebbe rimasto intatto, riportandolo a casa vivo.

Mi sentivo come se fossi stato accanto a lui in quella missione storica, di cui ricordava ancora ogni minimo dettaglio. Non si vantò mai una volta, ma era chiaro che amava essere stato parte della conquista dello spazio e il suo ruolo di pionere americano era ancora un elemento determinante nella sua vita.

Dopo la conclusione del progetto Mercury nei primi anni sessanta, Glenn iniziò una carriera di grande successo negli affari e in politica; fu eletto per quattro mandati al Senato degli Stati Uniti e una volta si impegnò anche nelle elezioni presidenziali. Conservò fino alla fine un’incredibile padronanza di diversi argomenti in tema di politica, tecnologia e storia, e amavo parlare con lui delle questioni di attualità, molte delle quali aveva contribuito a influenzare personalmente.

Fu attivo come pilota ben oltre aver compiuto gli 80 anni, servendo da ispirazione non solo per i giovani aspiranti astronauti ma anche per le persone più anziane che desideravano continuare ad avere una vita attiva, contribuendo alla società.

E non si può parlare di John Glenn senza pensare l’amore della sua vita, Annie (Castor) Glenn, con cui era cresciuto e con cui è stato sposato per oltre 75 anni. L’amicizia profonda e l’amore reciproco che li legava era tangibile anche attraverso una stanza piena di gente.

In ricordo di John Glenn, pioniere dello spazio

La foto ufficiale di John Glenn per la sua ultima missione del 1998 (Credit: NASA)

Aver condiviso la rara esperienza di un volo spaziale con John è un ricordo indelebile, soprattutto averlo visto fluttuare fino al ponte di volo subito dopo aver raggiunto orbita. Stava vedendo la Terra dallo spazio a distanza di 37 anni dalla prima volta, e penso che i suoi occhi fossero umidi di lacrime.

Molto tempo prima, John Fitzgerald Kennedy aveva deciso tempo che Glenn un tesoro nazionale troppo prezioso per rischiare di farlo volare di nuovo, ma la sua tenacia e gli obiettivi scientifici della missione convintsero i National Institutes of Health e l’amministratore della NASA Dan Goldin che le conoscenze scientifiche si sarebbe avvantaggiate da un suo ultimo viaggio nello spazio.  Con la nostra missione STS-95,

Glenn è diventato il più vecchio astronauta ad aver mai volato nello spazio, contribuendo a comprendere meglio il processo di invecchiamento e come proteggere gli astronauti in future missioni su Marte e oltre.

John Glenn è stato il mio più grande eroe quand’ero ragazzo, e mio amico e mentore quand’ero un suo collega astronauta. E sarà un punto di riferimento per futuri esploratori e statisti ancora per molto tempo.

Buon viaggio John Glenn!

La versione originale di questo articolo è apparsa su scientificamerican.com il 10 dicembre 2016. Riproduzione autorizzata, tutti i diritti riservati

Sorgente: In ricordo di John Glenn, pioniere dello spazio – Le Scienze

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