DI ELIO LANNUTTI
#Governo: i giovani con valanga di NO, hanno sfrattato #Renzi, un serio pericolo per la democrazia. Ora bisogna debellare il ‘renzismo’ ed i suoi numerosi lacchè,nullità senza arte nè parte, elevate ai vertici dello Stato. E sciogliere #Anac, inutile e dannosa istituita per assecondare narcisismi fraudolenti, foglia di fico ad usum delphini
Renzi lascia e vola a Pontassieve «Torno a giocare coi miei figli»
La direzione Pd, le dimissioni, l’ arrivo a Peretola con Lotti. «Ora tocca al Parlamento decidere». Corriere Fiorentino, 08/12/2016 2
Dopo la batosta del referendum, ieri Matteo Renzi è salito al Quirinale per rassegnare le dimissioni da premier. Non c’ era altra strada. Chissà se sarà o meno un addio definitivo a Palazzo Chigi? «Torno a casa, dalla mia famiglia. Non la vedo da giorni», spiega Renzi davanti alla direzione del Pd, a Roma. Mezz’ ora di intervento, per provare a ricomporre un puzzle assai complicato e ridare una prospettiva politica a se stesso e all’ Italia: «Toccherà ai gruppi parlamentari decidere che cosa fare. Vorranno andare subito a elezioni? Nel caso si dovrà attendere la Sentenza della Consulta di martedì 24 gennaio e poi votare con le attuali leggi elettorali, come modificate dalla Corte», scrive il premier uscente nella sue E-news. E poi, la mossa per rispedire la palla in campo avversario: «Se i gruppi vorranno invece andare avanti con questa legislatura, dovranno indicare la propria disponibilità a sostenere un nuovo Governo che affronti la legge elettorale ma soprattutto un 2017 molto importante a livello internazionale». Dieci minuti dopo, Renzi sale al Colle per un breve colloquio con il presidente della Repubblica Mattarella. Finiscono così i 1.017 giorni durante i quali Renzi ha provato a governare a rotta di collo, tra inciampi e vittorie. Poi la batosta, di dimensioni inattese. La profonda delusione, la voglia di mollare tutto e i fedelissimi che lo convincono a ripensarci. «Torno a casa», dice con il volto che sembra quasi sollevato. E via il decollo in aereo verso Firenze, assieme al sottosegretario Luca Lotti, l’ unico di cui si fida davvero. «Ho già promesso ai miei figli, Francesco ed Emanuele, un torneo alla Playstation, al giochino del calcio: ho capito che erano diventati grandi quando hanno iniziato a battermi», racconta il premier dimissionario. E poi, sempre oggi, giorno dell’ Immacolata, ci sarà la messa e la festa per gli 86 anni di nonna Annamaria, con cui Renzi si fece ritrarre sulla copertina di Oggi assieme all’ altra nonna, Maria, come per spiegare che la «rottamazione» non valeva per i «buoni». Un lungo ritorno alla normalità ? Durerà meno di 24 ore, perché poi Renzi dovrà tornare a Roma, per sorvegliare al massimo le sue truppe parlamentari, ma soprattutto quelle dell’ opposizione, in vista delle consultazioni. Saranno giorni decisivi per il segretario del Pd, che se vorrà rimanere al vertice della politica italiana, da ora in poi non potrà più permettersi passi falsi. «Torno a casa con qualche tassa in meno e orgoglioso dei diritti in più», spiega Renzi, riferendosi al riconoscimento dei diritti civili e della legge per «il dopo di noi» a tutela dei disabili che rimangono orfani. Per 24 ore almeno torna a Firenze anche il resto del «Giglio magico»: il sottosegretario Lotti, la ministra Maria Elena Boschi ed il tesoriere del Pd, Francesco Bonifazi. Già dalla prossima settimana, i tre avranno un ruolo chiave nel tenere coesa la truppa renziana tra Camera e Senato. Intanto, rientrato a casa a Pontassieve, ieri sera Renzi si è mangiato una pizza in famiglia. Anche certi riti servono a schiarirsi le idee.