New York, 8 dicembre 2016 – L’anno scorso era toccato alla “Hello Barbie” della Mattel finire in acque agitate, perché la bambola era in grado di trasmettere col suo sistema wi-fi, di raccogliere informazioni che potevano essere poi spedite o utilizzate da contractor del Pentagono o addirittra delle forze dell’ordine, violando la privacy dei bambini. Adesso con un’altra bambola “My friend Cayla” e col robot “i-Que Intelligent Robot”, l’intrusione può diventare ancora più contagiosa ed essere automaticamente registrata. In America e in Europa le associazioni dei consumatori si stanno mobilitando contro i colossi dei giocattoli perché i giocattoli in questione, in nome della tecnologia, di fatto possono venire utilizzati non solo per divertire i bambini, ma anche come vere e proprie “spie della famiglia”: non solo sul piano degli acquisti, ma anche come vere e proprie “telecamere del privato”, in violazione di qualsiasi legge.

Una lettera con la richiesta di un’inchiesta, oltre alle proteste, è già stata inviata al Federal Trade Commission che metterebbe in stato di accusa i software della Nuance Communications accusati di essere dei veri e propri giganteschi collettori di dati attraverso i suoi sistemi che si scaricano dai telefonini. La trasmissione avverrebbe direttamente attraverso la voce: i dialoghi dei bambini e le informazioni raccolte verrebbero successivamente vendute a industrie di marketing per usare successivamente le famiglie dei piccoli come target per i loro prodotti. Ma la capacità di registrare la voce e quindi di renderla rintracciabile successivamente, anche con indicazioni logistiche di aree geografiche, racchiude un altro aspetto inquietante, soprattutto se i destinatari di queste informazioni sono i militari o eventuali corpi di polizia o la stessa magistratura.

Nuance ha reagito dicendo che considera “la raccolta e la conservazione dei dati molto seriamente” e conferma “di non usare dati registrati vocalmente attraverso un sistema di voce-testo, per scopi commerciali”.

Le associazioni dei consumatori sulle due sponde dell’Atlantico sono però determinate nel mantenere la pressione, segnalando che questo tipo di prodotti (la bambola “My friend Cayla” è commercializzata solo su Amazon) sono molto più soggetti degli altri ai casi di hackeraggio e addirittura come un vero canale per entrare nei dati personali dei consumatori (inclusi codici fiscali e carte di credito usate per gli acquisti). Nel caso di “My friend Cayla”, inoltre, nella conversazione interattiva col giocattolo-bambola, secondo le associazioni dei consumatori, vengono privilegiati dialoghi sui prodotti della Disney (con cui la società dell’app ha una relazione commerciale) e ad esempio in una delle risposte la bambola dice alla bambina: “voglio andare a visitare Epcot a Disneyworld. Mi sembra un viaggio magnifico”.