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Referendum, le pagelle dei protagonisti Renzi e Boschi bocciati, Grillo il migliore – Corriere.it

corriere.it – Referendum, le pagelle dei protagonistiRenzi e Boschi bocciati, Grillo il migliore. Come sono andati i leader politici (e non) che si sono sfidati nella lunga campagna
Le scelte fatali di Matteo, Beppe meglio di Salvini (e Berlusconi). Promosso anche Zagrebelsky di Pierluigi Battista

1. Matteo Renzi: 4
Una pagella è sempre antipatica, ma formula un giudizio conciso su come si sono comportati i protagonisti del referendum. Matteo Renzi ha giocato veramente la partita della vita, ha legato indissolubilmente il suo destino politico all’esito referendario vissuto come un plebiscito, fonte battesimale per la sua legittimazione.
Si è battuto allo spasimo, con un impegno personale imparagonabile rispetto a ogni altro leader. Lui è stato il protagonista assoluto, che ha attirato su di sé la luce dei riflettori, i consensi ma anche i dissensi. Ma alla fine la personalizzazione si è rivelata un errore fatale e i dissensi sono stati molto più forti (voto 4).
2. Maria Elena Boschi: 5

Mentre Maria Elena Boschi ha personalmente dovuto scalare parecchie posizioni, dopo un periodo di oscuramento su cui i media hanno costruito molte leggende maligne, come se fosse stata espulsa dal Giglio magico, e soprattutto dopo che le vicende di Banca Etruria ne avevano offuscato l’astro.

Lei è la vera artefice della riforma costituzionale sottoposta all’ordalia referendaria, l’immagine del nuovo che avrebbe stracciato le ragnatele del vecchio, i risultati dicono che gli italiani non le hanno creduto (voto 5).

3. Silvio Berlusconi: 6

Silvio Berlusconi si è tenuto per molto tempo prudente e defilato, un po’ per le condizioni fisiche che non gli permettevano un impegno stressante (proprio lui che è uno dei grandi interpreti delle campagne elettorali), un po’ per le pressioni verso il basso profilo che la parte «aziendalista» del suo schieramento voleva cucirgli addosso, un po’ per la difficoltà di dire No a una riforma della Costituzione.
Alla fine, raccogliendo le forze che aveva, ha optato per un’immagine meno sbiadita per continuare a essere protagonista di un gioco che lo stava escludendo a favore di un nuovo bipolarismo tra Renzi e Grillo. Il risultato lo ha confortato (voto 6).
4. Beppe Grillo: 8

E a proposito di Beppe Grillo. Negli ultimi giorni della campagna elettorale è apparso dimesso, quasi pessimista: tutto il contrario del «vinciamo noi» con cui il leader dei 5 Stelle si giocò malamente la partita delle elezioni europee del 2014, galvanizzando i suoi ma spaventando una parte dell’elettorato che infatti si rifugiò sotto l’ombrello renziano del 40 per cento. L’errore di eccessiva sicurezza Grillo non ha voluto ripeterlo, anche se non ha voluto controllare la sua pulsione all’insulto. I risultati gli danno però una grande forza e il Movimento 5 Stelle si prepara alle prossime elezioni con una forza decisamente maggiore (voto 8).

5. Matteo Salvini: 6

Matteo Salvini non credeva molto alla centralità della battaglia sulla riforma costituzionale. Il suo obiettivo era di spostare il dibattito sui temi a lui più congeniali, quello dell’immigrazione innanzitutto ma anche quello della crisi delle banche e del destino dei risparmiatori. La campagna elettorale in realtà è andata lungo sentieri completamente diversi e Salvini, forte presenza nei talkshow politici, è rimasto in una posizione un po’ marginale. La vittoria del No gli lascia però più forza nella competizione per la leadership del centrodestra (voto 6).

6. Fedele Confalonieri: 4

Oltre ai protagonisti della politica, hanno affollato il palcoscenico della campagna referendaria figure che con la politica in senso stretto hanno un rapporto meno esclusivo. Assumendo posizioni qualche volta impreviste, oppure in contraddizione apparente rispetto agli schieramenti in cui vengono di solito classificati. È apparsa subito un’esortazione al Sì quella che Fedele Confalonieri ha suggerito in ogni modo all’amico Berlusconi, con uno sforzo che si è rivelato molto velleitario e l’amico di una vita stavolta è apparso come un consigliere non lungimirante (voto 4).

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