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NO GRAZIE! … GRAZIE NO!

fiori-rossi

Di Giandiego Marigo (membro della segreteria nazionale di Convergenza Socialista)

Sono consentiti, non che li debba permettere uno scribacchino qualunque, ma penso siano doverosi tre minuti di gioia compulsiva e sfrenata, per un popolo che ha dimostrato d’essere meno, molto meno bue di quanto non si aspettasse.
Che ha dimostrato che la fascinazione dei media, anche se usata a dismisura e senza vergogna, non sempre può bastare a “detenere e controllare” il potere e la volontà del popolo.
Bene passati questi tre minuti di retorica e gioia, passiamo al pensiero ed alla riflessione, perchè un socialisti e/o progressisti non possono permettersi di non pensare o di affidare sé stessi ed il futuro ad un abbrivio piacevole che volere o volare è pur sempre gregge.
Il NO ha vinto, per ora, la costituzione è salva, almeno nella sua ossatura essenziale, perchè diciamolo l’attentato alla sua essenza non è affatto finito e , soprattutto, non è iniziato con Renzi.
Così come dobbiamo dirci che nella variegata e picaresca Compagnia del NO non ci sono solo buone intenzioni, molti interessi uguali anche se apparentemente opposti a quelli del buon Renzi vi sono ampiamente rappresentati.
Così come il Mainstream non ha smesso di agire, non a caso, in questo stesso momento si cerca di ricondurre lo scontro ad pro e contro Renzi, attribuendo la “portata” di questa vittoria referendaria in parti uguali e differenti alla Lega ed al M5S … due facce diverse del medesimo qualunquismo o vocazione destrorsa.
Di un cambiamento che non cambia nulla. Di una riedizione ora in chiave ora destrorso-fascista in salsa razziale, ora nelle vesti dell’Uomo qualunque e del Cittadino Rivoluzionario-Giacobino alla francese di una salsa che è comunque la stessa che stavamo usando prima. Uguale …  uguale stessi interessi, medesimo Sistema
Non è che siamo arrivati sin qui per poter permettere ad altri che non siano Renzi il medesimo gioco … Non é contro Renzi, non era una operazione simpatia,
Il Liberismo non è concluso nel Principino Rottamatore Fiorentino, l’asservimento bancario ed elitario non finisce in lui.
Non dobbiamo cadere nella trappola aperta ed accogliente delle contraddizioni interne all’èlite, certo sfruttarle, quando serva, ma non esserne vittime. Non possiamo permettere che la risposta alla deriva elitaria europea sia un Trumpismo made in Italy & Europe, comunque sia travestito e comunque esso si qualifichi. (le alleanze nefande a livello europeo sia del M5S che della Lega non sono affatto casuali e non a caso essi si trovano così vicini).
La vittoria referendaria quindi pone all’AreA di Progresso e Civiltà ed a quella Socialista in particolare dei compiti grevi e non rinviabili ulteriormente, Pena l’annichilimento di un’area che teoricamente potrebbe essere estremamente rappresentativa in questo paese ed in tutta l’Europa.

Ed uno dei campi di assoluto impegno è quello per esempio della rappresentatività iniziando dalla proporzionalità della rappresentanza o dalla rappresentazione della pluralità che dir si voglia … e quindi dal sistema elettorale e dalla filosofia che lo sottende.
Il compito principale resta quindi quello di trovare la quadra di una unità di intenti al proprio interno che permetta, in ogni caso, di rappresentare e convogliare l’onda ed il desiderio di cambiamento, che permetta d’essere sull’onda della modificazione indispensabile a salvare il pianeta e l’umanità intera, da visioni folli e depopolanti, dall’immanenza di una guerra che per quanto demenziale e definitiva viene vista come possibile e risolutiva dall’élite mondiale.
È un compito difficile, immane, sotto certi aspetti, ma indispensabile.
L’unità ed il rafforzamento di quest’AreA è il compito principale per i socialisti, a mio umilissimo parere e la ricostruzione dell’area socialista ed anche comunista sono conseguenze di un impegno , finalmente, disinteressato, motivato da pulsioni profonde e spirituali, orientato alla mutualità alla solidarietà, alla condivisione. Un impegno che non guarda in prima battuta agli effetti elettorali e personalistici, che non conta poltrone e sgabelli di seconda fila.
Le sigle in gioco dono davvero tante, troppe, inutilmente e dolorosamente frazionate, ma non è una gara a chi resiste, a chi ce la farà ad egemonizzare il campo (anche se purtroppo così sembrano intenderla i leaderini autoreferenti che conducono queste siglette da prefisso telefonico).
Le contraddizioni interne a quest’area direbbe Lenin sono “in seno al popolo” e lì debbono tornare. Pena l’annichilimento.
É davvero l’ultima volta che lo dico, in assenza di risultati mi limiterò alla mia amata fantasy ed alla poesia, allo scrivere dove ho ancora così tanto da imparare, così tanta strada da fare. Sono altrimenti stanco di ripeterlo a me stesso ed alla sabbia del mio deserto. L’AreA di Progresso e Civiltà è indispensabile ed ogni leaderino fallito, ogni guru carismatico, ogni professore, ogni intellettuale conclamato dovrebbe fare un passo indietro, così come dovrebbero le sigle calate dall’alto, i partiti preconfezionati e lasciare spazio alla “unità dal basso … sulle cose, sulle azioni collettive”.
Il compito dei partiti esistenti, delle mille sigle è quello di facilitare questa operazione insegnando e predicando il “controllo democratico dal basso”. Mutuando le scelte del Socialismo partecipativo, partendo dalla solidarietà e dall’auto-organizzazione di cui ci sarà e c’è grandissimo bisogno.
Sì ! Perchè i poveri esistono ed aumenteranno, perchè L’élite non è affatto sconfitta, perchè il modello di mondo è lo stesso di ieri, Circolarità, Orizzontalità, Democrazia diretta o meno sono ancora al di là dal venire così come l’attuazione della costituzione così com’è. Così come è ben viva e presente la compulsione teleguidata al consumo.

Perchè, infine, è l’unica cosa che un socialista possa davvero fare per la propria anima e per sé stesso. Grazie NO ci hai datto un’ulteriore occasione, ma già L’Acqua ed il Nucleare così come Genova ci avevano indicato la strada, ma l’abbiamo sempre perduta. Non facciamolo ancora … Non in mio nome questa volta!

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