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Il ricatto … red@zione nuovaresistenza antifá

di Luna.Rossa

Per mesi e mesi ci hanno ricattati, in caso della vittoria del NO al referendum costituzionale, con scenari apocalittici sulla caduta delle borse, sulla caduta dell’euro, sulla risalita vertiginosa dello spread… in questo momento tutte le Borse europee ignorano la crisi di governo italiana e presentano listini in positivo. Cosí, come Piazza Affari si allinea al generale rialzo.

Questo dall’articolo pubblicato oggi su Il Sole 24 ore.

Piazza Affari affronta senza scomporsi la vittoria del “no” al referendum costituzionale e le annunciate dimissioni del presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Dopo un avvio in rosso il FTSE MIB milanese ha recuperato terreno e ora si è allineato al generale rialzo delle altre Borse europee (qui l’andamento degli indici principali) .

Sui mercati, secondo gli operatori, si è diffuso il sollievo per aver evitato la tempesta perfetta, dato che l’altro appuntamento elettorale della domenica, le elezioni presidenziali austriache, si sono chiuse con un risultato, la vittoria dell’ecologista europeista Alexander Van Der Bellen, che pone un freno alla speculazione sulla tenuta dell’Eurozona.

Analisti: improbabili elezioni immediate
«L’esperienza del mio governo finisce qui» ha annunciato nella tarda serata di ieri Renzi, preannunciando per oggi pomeriggio la salita al Quirinale per consegnare le dimissioni al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Gli analisti di UniCredit notano che, se da una parte «la vittoria del “no” era stata prevista dai sondaggi e gli investitori mei mesi scorsi avevano già fatto effettuato alcuni aggiustamenti alle proprie posizioni», dall’altra «l’ampiezza del risultato va oltre le aspettative e mantiene alta l’incertezza». Per questo, secondo gli esperti, è probabile che sul mercato tornino a prevalere i ribassisti. Quanto saranno consistenti i volumi di vendita dipenderà, prosegue UniCredit, «dallo sviluppo degli eventi» nei prossimi giorni e «dal livello di rumore durante i primi stadi delle consultazioni» per la formazione di un nuovo governo. Lo «scenario centrale» degli analisti di piazza Gae Aulenti prevede comunque la nomina di un nuovo esecutivo e che non ci saranno elezioni imminenti, fatti che «limiteranno lo spazio per un ulteriore ampliamento dello spread».

S&P: per ora nessun impatto sul rating sovrano dell’Italia

Per l’agenzia di valutazione Standard & Poor’s, inoltre, la vittoria del “no” al referendum sulla riforma costituzionale «per ora non ha impatto sul rating sovrano dell’Italia». Dal punto di vista della prospettiva della stabilità politica e dell’efficacia, l’agenzia riteneva che la riforma avrebbe comportato dei benefici, tuttavia – aggiunge – «il risultato del referendum non ha un impatto immediato sul merito di credito dell’Italia, in quanto non ha ricadute immediate per le
politiche economiche o di bilancio dell’Italia, oltre ai probabili cambiamenti di breve termine nella politica italiana».

 

Sorgente: nuovaresistenza antifá

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