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REVELLI, FERRERO, FRATOIANNI e FASSINA parlano ad “Avi” Il “No” punto di partenza per la ricostruzione della Sinistra

argyrios

Di A. Panagopoulos, pubblicato Domenica 4.12.2016

La sinistra italiana spera oggi in una importante vittoria del “No” alla riforma costituzionale proposta da Matteo Renzi, e aspira a costruire nella società italiana una nuova maggioranza per liberare il paese dal neoliberismo, dal populismo, dal razzismo e dalla xenofobia.
Matteo Renzi si era trincerato fin dall’inizio in pratica in una politica di difesa, trasformando la competizione di domenica in un referendum sul suo governo e sulla sua credibilità personale. Il primo ministro italiano ha usato ogni arma leale e sleale per tentare di vincere la partita. Ha firmato un accordo collettivo per il settore pubblico con Cgil, Cisl e Uil, senza che nessuno sappia dove troverà le risorse che dovrebbero servire a coprire i millenari aumenti contrattuali, ha pagato agli insegnanti un bonus in due rate, prima e dopo le elezioni, ha inviato una lettera ai residenti all’estero insieme con le schede, ha firmato “accordi” miliardari con i sindaci di grandi città come Milano, Napoli, Cagliari e ha formulato promesse di ogni tipo. I suoi “alleati” della confederazione degli industriali Confindustria hanno sottoscritto un contratto collettivo con i sindacati del settore metalmeccanico, Fim e Uilm, mentre quelli del Financial Times si sono impegnati in un recital di intimidazione e allarmismo dell’opinione pubblica italiana contro il “No”, prefigurando che la vittoria del NO porterà l’Italia fuori della zona euro, arrivando addirittura ad annunciare il rischio di un imminente crollo di otto banche italiane, che porterà come effetto domino, le borse europee a “bruciare” più di 20 miliardi sull’altare della “incertezza”. La Commissione europea, l’Eurogruppo, la BCE dell’italiano Draghi, la Merkel e Schäuble sono al fianco di Renzi nonostante le sue minacce di veto sul bilancio comunitario… l’anno prossimo. . Il paradosso è che gli avversari più accaniti di Renzi, da Berlusconi fino ai suoi “compagni” Bersani, D’Alema e Camusso, la segretaria del più grande sindacato italiano la Cgil, vogliono la sua permanenza al potere, la modifica della legge elettorale anticostituzionale e elezioni probabilmente alla fine della legislatura. Nel peggior dei casi Berlusconi vorrebbe un governo ecumenico, mentre quasi all’unanimità rifiutano un governo tecnico a capo probabilmente dello stesso Renzi.
I sondaggi, perfino quelli “clandestini” delle ultime ore, mostrano che i cittadini voteranno “No”.

“Rifondazione Comunista”
“Domenica faremo una battaglia per mantenere la sovranità popolare dei cittadini e per evitare un accentramento pericoloso di poteri nel governo, o peggio ancora in un uomo solo, il primo ministro. Gli industriali di Confindustria cercano di intimidire l’opinione pubblica con la minaccia di una caduta degli investimenti e gli speculatori scommettono sugli sbalzi dei titoli pubblici alimentando una particolare strategia di tensione per il “giorno dopo”. Con il “No” non vincerà il populismo di Grillo o la destra, ma la democrazia e i cittadini. Se si voleva una vera riforma costituzionale si poteva eliminare il fiscal compact dalla nostra Costituzione, ridurre le ore di lavoro e garantire nella costituzione diritti economici e sociali. Il 5 di Dicembre comincerà una grande battaglia per la creazione di una sinistra anti-neoliberista, alternativa al Partito Democratico, che lotterà per applicare la Costituzione e i diritti previsti per i lavoratori, la salute e l’istruzione pubblica. Una nuova Sinistra pluralista che includerà tanti, dai comunisti ai tifosi e fedeli al Papa, un nuovo comitato di liberazione nazionale contro la barbarie “, ha detto ad “Avgi”, il segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero.

“Sinistra italiana”
“Ci aspettiamo un forte “No” nel referendum di Domenica contro la pessima riforma Renzi perché non dobbiamo sopportare una ulteriore limitazione dei nostri diritti democratici e della sovranità popolare. Renzi porta l’Italia nelle mani degli speculatori e il grande capitale finanziario. All’inizio avevamo JP Morgan. Ora sono arrivati i Financial Times con i loro giochi speculativi, che sostengono che se vince il “No” l’Italia sarà fuori dalla zona euro. La vittoria del “No” sarebbe un baluardo contro la politica di Renzi e riaprirà nel nostro paese la prospettiva per la ricostruzione di una vera sinistra. Non esiste un automatismo, ma il “No” offrirà sicuramente una nuova dinamica alla scena politica italiana che oggi sembra bloccata”, ha detto ad “Avgi” Nicola Fratoianni, coordinatore della Sinistra Ecologia Libertà e protagonista della creazione del nuovo partito “Sinistra Italiana”.
“Il governo italiano, purtroppo, non mette in dubbio gli accordi europei e in particolare il patto di stabilità. In questo periodo mostra di scontrarsi con Bruxelles per ottenere voti per il referendum. Speriamo che il 4 dicembre ci sia un’inversione della tendenza. L’Italia vive lo scenario che avete vissuto voi in Grecia nel luglio del 2015. C’è un terrorismo finanziario e cercano di rubare il voto dei cittadini con la paura. Questioni relative alla moneta comune, la BCE, che agisce con finalità politiche. La vittoria del “No” dimostrerà che la democrazia non causa danni”, ha detto ad “Avgi” Stefano Fassina, il deputato di “Sinistra Italiana” e consigliere comunale di “Sinistra per Roma”.

“L’Altra Europa con Tsipras”
“Dobbiamo difendere con ogni mezzo la costituzione democratica frutto della lotta antifascista italiana ed europea. La costituzione offre un equilibrio tra il potere legislativo, esecutivo e giudiziario che si cancella, invece, con il rafforzamento dell’esecutivo, che propone Renzi modificando più di un terzo degli articoli della costituzione. La riforma è stata dettata dai poteri autoritari che non tollerano la costituzione democratica del 1948. La banca statunitense JP Morgan lo ha scritto anche ufficialmente in un suo rapporto.
Renzi ha scatenato, in questa occasione referendaria, un protagonismo creativo dal basso di forze progressiste, democratiche e di sinistra. È riuscito a unire il popolo frammentato della sinistra offrendo una grande opportunità ai cittadini di diventare protagonisti degli eventi per difendere i governi locali, i diritti del lavoro, l’istruzione e la salute pubblica. Si è creato un ampio fronte democratico con il più grande sindacato italiano, la Cgil, il suo settore degli operai metalmeccanici, con la Fiom, con l’associazione dei partigiani ANPI, con la grande associazione culturale e sociale ARCI, con il movimento che ha vinto il referendum sull’acqua bene comune che ora Renzi cerca di privatizzare, con centinaia di comitati spontanei, con migliaia di attivisti e cittadini. Questa è la grande ricchezza e il patrimonio che non devono essere sprecati da domani. Abbiamo bisogno di investire nella creazione di una vera sinistra radicale dal basso, una sana sinistra liberata dagli errori del passato, quali la frammentazione, la contrapposizione tra piccoli gruppi e partiti di sinistra, le prime donne e i “leader”. Dobbiamo lavorare da Lunedì in modo unitario senza lasciare nessuno fuori, senza tentare di imporre cappelli e decisioni prese. Dobbiamo finalmente imparare ad ascoltare e lottare senza interessi di micropartito o egoistici. La esperienza greca ci aiuta molto. “L’Altra Europa con Tsipras” sta già lavorando a questo disegno aperto, unitario e partecipativo. Inutile aggiungere che voi greci siete l’ispirazione nella lotta contro l’Europa neoliberista” ha detto ad “Avgi” Marco Revelli, professore di Scienze Politiche e tra i fondatori de “L’Altra Europa con Tsipras”.

 

Sorgente: Argyrios Argiris Panagopoulos

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