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Sanità – Da oggi primo test fai-da-te per Hiv. E’ la giornata mondiale contro l’Aids | l’Unità TV

Nel mondo 14 milioni di individui non sanno di avere l’Hiv. La Giornata mondiale è l’occasione per puntare su una maggiore prevenzione

Bastano 20 minuti a casa propria, e si scopre se si è negativi; in caso di positività si devono ripetere le analisi in laboratorio. E’ l’ultima frontiera indicata dall’Oms per ridurre la quota(ancora significativa) di persone malate che non sanno di esserlo. E’ questa l’ultima frontiera salva-vita nella lotta al virus Hiv, come sottolinea l’Oms in occasione della Giornata Mondiale per la lotta all’Aids che si celebra ogni 1 dicembre. Milioni di persone con Hiv ancora non hanno accesso ai trattamenti salva-vita – ha detto Margaret Chan, direttore generale dell’OMS – e per questo non si può evitare che questi stessi individui trasmettano il virus ad altri. Un auto-test dell’Hiv permetterebbe a molte persone di conoscere il loro status e soprattutto di curarsi in modo tempestivo ed adeguato?.

Da oggi in Italia sarà disponibile in farmacia. Il kit, distribuito da Mylan, costerà 20 euro e sarà presente in 2800 farmacie italiane. Garantisce l’anonimato e verrà venduto ai maggiorenni senza bisogno di ricetta medica. Si tratta di un prelievo del sangue con una piccola puntura al polpastrello. Già dopo 15 minuti sono disponibili i risultati.

L’iniziativa è stata presentata alla Camera alla presenza di Rosaria Iardino, presidente della Fondazione Onlus The Bridge in occasione del 1 dicembre, la Giornata mondiale contro l’Aids. “Il test non sostituisce quello negli ospedali, ma è un’opportunità in più – dice Iardino – per contrastare un fenomeno sommerso, quello delle diagnosi tardive da Hiv, che in Italia si stima siano tra le 6mila e le 18mila persone”.

In Europa ci sono almeno 122mila persone sieropositive che non sanno di esserlo, circa uno su sette del totale degli infetti. E’ il dato allarmante diffuso dal Centro Europeo di Controllo delle Malattie (Ecdc) e dall’Oms Europa in occasione della Giornata mondiale dell’Aids.

Secondo il rapporto, nel 2015 ci sono state 30mila nuove notifiche di casi. Il tempo stimato fra l’infezione e la diagnosi è di circa 4 anni, con metà dei pazienti che scopre di essere sieropositivo quando l’infezione è in fase avanzata.

Il 42 per cento delle nuove diagnosi riguarda uomini che hanno fatto sesso con uomini, mentre i rapporti eterosessuali seguono con il 32 per cento e l’uso di siringhe infette è responsabile nel 4 per cento dei casi. In Italia, invece, nel 2015 sono giunte al Centro Operativo Aids (COA) dell’Istituto superiore di sanità (Iss) 3.444 segnalazioni di nuove diagnosi di infezione da Hiv (che potrebbero aumentare a causa del ritardo di notifica), pari a un’incidenza di 5,7 nuovi casi di infezione ogni 100.000 residenti. Un’incidenza che colloca l’Italia al 13esimo posto tra i paesi dell’Unione Europea.

Lazio, Lombardia, Liguria ed Emilia-Romagna risultano le regioni con l’incidenza più alta, mentre i maschi che fanno sesso con altri maschi tra le principali modalità di trasmissione. Si assiste ad un lieve decremento rispetto ai tre anni precedenti sia del numero delle nuove diagnosi di infezione da Hiv che dell’incidenza (casi/popolazione), ad un aumento dell’età mediana alla diagnosi (39 anni per i maschi e 36 anni per le femmine, con un’incidenza maggiore nella fascia 25-29 anni: 15,4 nuovi casi ogni 100.000 residenti), a un cambiamento delle modalità di trasmissione dall’inizio dell’epidemia ad oggi: diminuisce la proporzione di consumatori di sostanze per via iniettiva, ma aumenta quella dei casi attribuibili a trasmissione sessuale.

Rimane costante e alta la quota delle persone con una nuova diagnosi di infezione da Hiv in fase clinica avanzata (bassi CD4 o presenza di sintomi), mentre aumenta la proporzione delle persone con nuova diagnosi di Aids che scopre di essere Hiv positiva nei pochi mesi precedenti la diagnosi. Oltre il 50 per cento dei casi di Aids segnalati e’ costituito, infatti, da persone che non sapevano di essere Hiv-positive.

I casi di Aids conclamato nel 2015 sono stati 789, pari a un’incidenza di 1,4 nuovi casi per 100.000 residenti. Dall’inizio dell’epidemia (1982) a oggi sono stati segnalati oltre 68.000 casi di Aids, di cui piu’ di 43.000 deceduti. Nel 2015, poco meno di un quarto delle persone diagnosticate con Aids aveva eseguito una terapia antiretrovirale prima della diagnosi di Aids. Il fattore principale che determina la probabilità di avere effettuato una terapia antiretrovirale prima della diagnosi di Aids è la consapevolezza della propria sieropositività: nell’ultimo decennio è aumentata la proporzione delle persone con nuova diagnosi di Aids che ignorava la propria sieropositività e ha scoperto di essere Hiv positiva nei pochi mesi precedenti la diagnosi di Aids, passando dal 20,5 per cento del 2006 al 74,5 per cento del 2015. Il numero di decessi per Aids resta stabile.

Sorgente: Sanità – Da oggi primo test fai-da-te per Hiv. E’ la giornata mondiale contro l’Aids | l’Unità TV

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