Pages Navigation Menu

il contenitore dell'informazione e della controinformazione

.

Fondi pubblici alla ricerca militare europea – nigrizia.it

nigrizia.it – L’UE approva il piano d’azione per la difesa. Fondi pubblici alla ricerca militare europea.

La rete della società civile europea Enaat, assieme alla Rete Disarmo, denunciano l’adozione di un’Azione Preparatoria per la ricerca militare, finanziata con 90 milioni di euro di fondi pubblici, parte di un più ampio Piano d’Azione a favore dell’industria degli armamenti.

Con il voto finale al bilancio europeo 2017 l’Unione ha dato il via libera ieri al Piano d’Azione Europeo per la Difesa, la cui Azione Preparatoria prevede uno stanziamento di 90 milioni di euro in tre anni, destinati alla ricerca militare.

“Finora i fondi europei per la ricerca sono stati strettamente limitati ad utilizzi finali di natura civile, anche se l’industria militare potrebbe già accedere a tali fondi attraverso progetti più ampiamente legati alla sicurezza o a materiale ‘dual-use’” si legge in un comunicato stampa diffuso dalla Rete Disarmo, parte della coalizione della società civile europea riunita sotto la sigla Enaat che “contesta con forza che il contributo finanziario a ricerche di questo tipo serva davvero per la ‘difesa europea’”.

“In primo luogo, con una cifra complessiva di 217,5 miliardi di euro (somma per tutti gli Stati membri) nel 2015, l’Unione Europea è già oggi al secondo posto nel mondo in termini di spese militari: pretendere che siano necessari ancora più soldi per la sicurezza europea non ha dunque alcun senso” osserva Francesco Vignarca, coordinatore della Rete Italiana per il Disarmo che denuncia come “questa decisione sia stata presa sotto la forte influenza dell’industria degli armamenti e di alcuni Stati membri interessati a questo specifico finanziamento, e quindi senza favorire l’interesse comune dell’Unione”.

Il comunicato denuncia anche la mancanza di trasparenza delle istituzioni nei confronti dei cittadini europei: “Un Gruppo di Personalità (GoP), composto da 9 rappresentanti dell’industria militare su 16 membri totali, ha lavorato per 18 mesi al fine di ‘dare consigli’ alla Commissione europea sul contenuto e le modalità di questo finanziamento. Questo Gruppo non è però mai stato ufficialmente inserito nel registro dei gruppi di esperti della Commissione”.

“Il Piano d’Azione Europeo per la Difesa adottato ieri – si legge – rivela inoltre che l’Azione Preparatoria inserita nel budget 2017 è solo una piccola parte di un progetto molto più ampio che mira a sostenere l’intero ciclo di sviluppo delle capacità di difesa, dando all’industria delle armi enorme accesso a una vasta gamma di strumenti finanziari e di strategia politica dell’Unione Europea.

A margine del già citato programma di ricerca di 3,5 miliardi per il periodo 2021-2027 vi sono: la Banca europea per gli investimenti, i fondi Strutturali e di Investimento (Efsi), il programma Cosme, Fondi regionali di sviluppo (Fesr) e addirittura anche l’Erasmus! Tutti messi a servizio per garantire i profitti a lungo termine dei commercianti di armi” prosegue il comunicato.

“L’attuazione di questa azione preparatoria dovrebbe essere oggetto di particolare controllo da deputati provenienti da gruppi diversi. E l’imminente dibattito politico su un futuro programma europeo di ricerca per la difesa dovrà essere molto più ampio, approfondito e condotto congiuntamente da diverse Commissioni, includendo sistematicamente voci critiche della società civile, per controbilanciare gli interessi del settore industriale armiero”, conclude Bram Vrancken, dell’organizzazione non governativa belga Vredesactie.

Sorgente: Fondi pubblici alla ricerca militare europea – nigrizia.it

Spread the love
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
< >

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *