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False pensioni, 11 indagati tra medici, avvocati e funzionari pubblici | Il Mattino

È una bomba dagli effetti devastanti quella che potrebbe a breve esplodere e scoperchiare un giro di mazzette che ha «oleato» un meccanismo truffaldino e che ha prodotto perizie false finalizzate all’erogazione «facile» di pensioni da parte dell’Inps. La Procura di Santa Maria Capua Vetere, diretta da Maria Antonietta Troncone, indaga su undici persone che farebbero parte di una sorta di «cricca», un’associazione con all’attivo ognuno dei ruoli «utili» per confezionare, sulla carta, situazioni sanitarie tali da ottenere pensioni di invalidità e accompagnamento da parte. Undici le persone per le quali i sostituti procuratori Vincenzo Quaranta e Sabrina Fornaro hanno aperto un fascicolo per associazione per delinquere finalizzata al falso materiale e ideologico, truffa aggravata per ottenere le erogazioni pubbliche, corruzione, falsificazione di perizie sanitarie. La delega, affidata alla guardia di finanza della compagnia di Caserta, ha portato ieri a una serie di perquisizioni e nei confronti di professionisti e dipendenti pubblici. Sequestrati, nel corso del blitz delle fiamme gialle, una serie di documenti e alcuni computer.
I militari hanno fatto visita agli studi privati e agli uffici pubblici degli indagati. Incursione anche all’ufficio Urbanistica del Comune di Caserta dove hanno sequestrato il pc di un dipendente coinvolto nell’inchiesta. Questa volta, però, la visita della guardia di finanza Palazzo Castropignano non riguarda attività relative all’ente comunale. Come detto, il fascicolo sul quale procede la procura riguarda una serie di professionisti che si sono prodigati, in cambio di soldi, per far ottenere pensioni di invalidità a persone che non ne avevano alcun diritto.

Gli indagati, i ruoli e il poliziotto-talpa
Al centro dell’associazione, secondo quanto emerso dalle attività d’indagine condotte fino ad ora dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, ci sono quattro medici, operativi tra Caserta e Piedimonte Matese, che avrebbero firmato falsi referti. Indagati anche un dipendente dell’Inps di Caserta, un dipendente del Comune del capoluogo, due avvocati e un poliziotto. Complesso il quadro tratteggiato nei confronti dell’ispettore che è in servizio presso la pg della procura. Secondo quanto è stato ricostruito avrebbe fatto trapelare delle notizie relative alle indagini in corso sul presunto giro di mazzette per le false pensioni. Il poliziotto avrebbe «venduto» notizie investigative alla «cricca» per far sì che non ci fossero intoppi nella pratica presentata da sua moglie all’Inps.

Il sistema 
Come già svelato in precedenti indagini su questo genere di reato, i medici che lavorano presso strutture pubbliche, rilasciano false certificazioni utili per presentare le istanze di invalidità all’Inps. Così facendo, si innesca un meccanismo che vede coinvolti il dipendente dell’Istituto di previdenza che avalla quanto certificato dai sanitari, gli avvocati che stilano le pratiche e il gestore di un Caf.

Le perquisizioni, i sequestri
Documenti e computer sono stati portati via dagli ospedali di Caserta e Piedimonte Matese, dagli uffici dell’Inps, dal Comune di Caserta, ma anche dagli studi e dalle abitazioni degli indagati.

Sorgente: False pensioni, 11 indagati tra medici, avvocati e funzionari pubblici | Il Mattino

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