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CONTRATTI STATALI / Rinnovo e aumento stipendi dipendenti: Gilda degli Insegnanti, ‘risorse ancora inadeguate’ (ultime notizie oggi 1 dicembre) – ilsussidiario.net

ilsussidiario.net – CONTRATTI STATALI, RINNOVO E AUMENTO STIPENDI DIPENDENTI: LE CRITICHE DELLA GILDA

– Non tutti approvano con toni trionfalistici l’accordo sui contratti statali stipulato ieri dal ministro Madia: nel mondo Scuola, ad esempio, la forte polemica resta ancora presentissimo in alcuni sindacati minori e nelle associazioni di insegnanti.

«Fino a quando non verrà approntata una legge apposita che dia la possibilità di superare i vincoli imposti dalla riforma Brunetta, sarà estremamente difficile aprire concretamente il tavolo negoziale per il nuovo contratto», scrive la nota della Gilda degli Insegnanti pubblicata il giorno dopo l’accordo governo-sindacati generali.

«Appaiono dunque eccessivamente trionfalistici i toni con cui i vertici confederali commentano l’intesa siglata ieri a Palazzo Vidoni», aggiunge su Orizzonte Scuola Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Fgu-Gilda.

Secondo l’associazione degli insegnanti, l’intesa col Governo non è ancora il contratto di lavoro ma solo un impegno politico e una vera strada per arrivare al rinnovo resta ancora «lunga e piena di ostacoli.

Le risorse stanziate fino ad oggi dalle leggi di Stabilità 2016 e 2017 ammontano a 1 miliardo e 250 milioni di euro, equivalenti – spiega il coordinatore nazionale della Gilda – a circa 30 euro lordi pro capite.

Una cifra ben lontana dai 5 miliardi necessari per raggiungere gli 85 euro sbandierati dal Governo. La differenza andrà evidentemente reperita nella legge di Bilancio 2018»

 – Tra le novità in vista dell’accordo sui Contratti Statali siglato ieri sera rientra anche il mondo-Scuola rientra nella contrattazione sui dipendenti pubblici e sull’aumento dei loro compensi mensili.

I sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno ottenuto quanto chiedevano sulla materia scolastica, come principale settore interessata dalla revisione delle regole sui “premi” che secondo il piano Madia-Renzi dovrà tornare al centro delle materie contrattuali, lasciano alla Legge i principi-guida.

Stando all’accordo siglato ieri, «il governo si impegna rivedere gli ambiti di competenza, rispettivamente della legge e della contrattazione, privilegiando la fonte contrattuale quale luogo naturale per la disciplina del rapporto di lavoro, dei diritti, delle garanzie dei lavoratori nonché degli aspetti organizzativi».

La scuola come agli altri settori che vedono riformati i contratti statali, vedono la marcia indietro rispetto alla Riforma Brunetta del 2009 che intendeva legiferare invece una seria di materie contrattuali già per Legge.

 – Emergono dettagli sull’accordo raggiunto ieri sera per il rinnovo dei contratti statali tra governo e sindacati. La premessa dell’intesa infatti, come si legge sull’agenzia di stampa Ansa, è che i lavoratori sono il motore della Pubblica amministrazione e che serva un’intesa con le Regioni.

Nell’incipit dell’accordo sul rinnovo dei contratti statali infatti è stato scritto che i dipendenti sono “il motore del buon funzionamento” dell’amministrazione pubblica e che “il settore pubblico ha bisogno di una profonda innovazione”.

E’ necessario quindi un percorso che segni “una discontinuità con il passato”. Il governo poi si è anche impegnato “a raggiungere l’intesa con le regioni” per le modifiche normative da inserire nel Testo Unico del lavoro pubblico: si tratta di uno dei decreti del ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia, in arrivo a febbraio e che è stato bocciato di recente da una sentenza della Corta Costituzionale proprio perché prevedeva solo un parere delle Regioni e non appunto un’intesa.

 – The Day After: l’accordo governo-sindacati sui contratti statali è stato raggiunto, una novità storica dopo 7 anni di mancanza d’accordo per svariati e vari motivi.

Ora si prova a ragionare sugli effetti e le novità previste dall’accordo sindacale del Ministro Madia sul settore pubblico: con l’aumento medio da 85 euro in tutti gli stipendi dei dipendenti statali, uno dei rischi paventato da Cgil, Csil e Uil era “perdere” la possibilità di rientrare nella fascia di reddito utile per poter percepire il bonus “Renzi” da 80 euro in busta paga.

Una parte infatti degli 800mila dipendenti erano interessati a questo punto e rischiavano con l’aumento dei contratti di non percepire più il bonus, in pratica 200mila lavoratori di cui molti nel mondo scuola.

L’intesa trovata ieri tra Madia e sindacati porta la novità attesa: «intesa impegna il governo a una «verifica sugli effetti» dell’incrocio – durante le trattative che si apriranno all’Aran dopo l’atto di indirizzo della Funzione pubblica – per «evitare penalizzazioni

Sorgente: CONTRATTI STATALI / Rinnovo e aumento stipendi dipendenti: Gilda degli Insegnanti, ‘risorse ancora inadeguate’ (ultime notizie oggi 1 dicembre)

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