Pages Navigation Menu

il contenitore dell'informazione e della controinformazione

.

CUBA QUÈ LINDA ES CUBA

fidel

di giandiego

Ripensando a Cuba e a Fidel e comunque al Che a Camilo Cienfuegos … ai rivoluzionari puri che hanno caratterizzato la mia gioventù. A questi “riferimenti” che lentamente ed inesorabilmente muoiono, rifletto! Non tanto e non solo, sulla caducità, ma anche su quello che la storia ci riporta di loro. Sulle falsità che il sistema a narrato attorno al loro passaggio. Sulla verità e sul racconto, sulla differenza che c’è fra loro.

In definitiva sul tentativo, continuo e reiterato, di soffocarne l’eredità e controllarne la portata. Soprattutto quello! Che non siano d’esempio, se non nel ristretto mondo di coloro che come loro covano l’antica malattia del socialismo. Minoranze inutili in paesi, tendenzialmente sani.

Che la loro storia e la speranza che la colora non travalichi e non esca dal tracciato d’una minoranza, narrata come malata e criminale, nella visione d’una cultura sistemica e borghese.

Che non si riesca mai a dimostrare come una società csocialista possa davvero funzionare e bene. Per ottenere questo ogni mezzo è lecito ed ogni mezzo il Sistema ed il Capitalismo hanno usato per ottenere quel che si prefiggevano.

La narrazione di Fidel, pur con i mille difetti ed i compromessi che hanno caratterizzato il suo percorso. Le scelte obbligate, proprio dal conflitto con quello stesso sistema ch’essi combatterono e che li isolò in modo crudele ed omicida, gli impose.

Sicuramente questo vale per Cuba, ma anche la Russia leninista mangiò di questo pane, in modo omicida e crudele. Costringendoli a scelte dure, difficili e spesso impopolari.

Sono stato a Cuba, in più di un modo, come turista-sociale e come socialista d’impegno. In entrambi i casi e questo è importante, ho portato a casa una sensazione, netta, chiara che non ho mai rilevato nei miei viaggi nei paesi del socialismo reale.

Quella di Cuba era una rivoluzione diversa, per quanto obbligata e compressa in nn embargo senza pietà.

Diversa perchè “cantata e piena di musica”, diversa peerchè pur nello “stalinismo” obbligato rimaneva originalmente e genuinamente cubana, umana, profonda e spirituale.

Nonostante tutto, nonostante dovesse essere sempre una rivoluzione armata e vigile, avendo al collo il fiato del paese del “capitalismo più selvaggio e degenere” Il paese dell’egoismo e della prevaricazione come scelta filosofica.

Non sono stati teneri con Cuba gli States e, probabilmente lo saranno ancor meno adesso sotto il regno dell’Orribile Donald. Pronto a sconfessare qualsiasi passo avanti si sia compiuto.

Eppure con Castro e dopo di Lui, quando già vecchio e malato si era, di fatto, ritirato dalla politica attiva Cuba ha sempre resistito, nonostante tutto e non solo nella sua dirigenza., ma soprattutto nel suo popolo. Perchè Cuba è sempre stata innanzi tutto il suo popolo.

È impressionante come Cuba anche l’apparentemente più disgregato, anarchico e disperato sia , in realtà, profondamente cubano ed acculturato. Non c’è ignoranza a Cuba. Povertà, scarsità, ma mai miseria, anzi la dignità è palpabile … sempre , in ogni caso.

Persino nelle Chicas Cubanas che si accompagnano ai turisti in Varadero. Persino in loro si poteva intuire Cuba e la sua storia, persino loro avevano un eloquio da universitario.

Qui le battute si sprecheranno , ma non si può comprendere Cuba se non si guardano tutte le sue facce ed esse vanno osservate, quand’anche siano spiacevoli.

C’è dignità a Cuba, sempre. Anche nel bisogno. Perchè nessuno pur in questi anni difficili è mai morto di fame. La mortalità infantile è inferiore persino agli States ed il servizio sanitario è d’assoluta avanguardia, anche nella ricerca. Pur senza mezzi, pur limitati persino nelle elementari attrezzature.

C’è qualche cosa a Cuba d’irripetibile … che ha contagiato tute le visioni sociali del continente, che ha creato le basi ideali per il socialismo partecipativo di questi anni, che sottende tutte le visioni moderne del Socialismo Centro-Sud Americano, speranza ed esempio per quello mondiale, così come la comprensione della necessaria spiritualità del cambiamento

Tutto il Centro-Sud-America e parte delle migliori e più interessanti esperienze del continente Africano debbono molto, moltissimo a Cuba e non è un caso che molte evoluzioni fondamentali del pensiero socialista siano , altrettanto debitrici, a questo meraviglioso paese.

Certo Cuba nella sua storia non può vantare solo luci, certo vi sono stati errori, ma ha anche posto gli embrioni di quel che di nuovo e vero c’è nella “visione”.

Non a caso essa ha accupato il medesimo spazio nella fantasia riempito dal moveement e del sogno pacifista, non a caso a livello internazionale la sua storia è intrecciata con quella dei popoli, della loro dignità e delle loro ribellioni.

Non a caso la sua sola esistenza è causa di disagio e malori nella corazza d’arroganza del gigante Statunitense.

Molti compagni hanno amato Cuba per ragioni diverse, alcuni in modo dogmatico, perchè è sempre stata èparte del blocco Comunista, altri per la sua rivoluzione cantata dal volto umano, altri per la sua originalità ed il cuore immenso e caldo dei suoi abitanti.

Altri per quegli embrioni di comportamento, per quelle novità filosofiche -valoriali e spirituali che si sono stabilite in anni di sperimanetazioni di nuovi rapporti.

Altri ancora per il sangue caldo e per la sensualità … altri per il Ron ed il Son la Salsa e la Boudeghita del Medio.

Ci sono mille ed una ragione per amare Cuba ed essa non ha mai tradito i suoi estimatori ed i suoi amanti. Ha sempre generosamente donato qualche cosa e nessuno è tornato a casa uguale a prima. Nessuno! Nemmeno chi c’è andato per le peggiori e più basse ragioni.

Oggi Cuba ha perso suo padre e nessuno nemmeno il più acerrimo avversario di Fidel potrà negare questo. Ch’egli fosse il padre della nazione Cubana e del suo riscatto.

A chi racconta del suo essere feroce dittatore potrà sempre rispondere il numero di Cubani presenti al suo funerale … senza che alcuno li obbligasse ad esserc lì.

Ho parlato con molti di loro, nei miei viggi sull’isola, ed a parte gli abitanti di Miami nessuno mi ha mai raccontato d’un Fdel nemico, nemmeno i critici e ne ho trovati più d’uno.

Nemmeno i “perduti” di Varadero. Nemmeno coloro che avevano famiglie divise e parenti a Miami. Tutti hanno sempre argomentato la loro critica, se c’era.

Certo esiste differenza fra un critico ed una spia statunitense e ce n’erano … più d’una Se Cuba nonostante l’ìodio ed il rancore del mondo capitalistico che l’accerchiava è riuscita a portare il suo bagaglio valoriale sin qui, attraversando mille intemperie, mille racconti bugiardi e le sirene mediatiche dell’ipnosi sistemica. Se ce l’ha fatta ad essere Cuba, nonostante tutto … bèh forse c’è speranza anche per noi.

Spread the love
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
< >

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *