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Dossier: HDP, Il partito democratico del popolo – UIKI ONLUS

Sorgente: Dossier: HDP, Il partito democratico del popolo – UIKI ONLUS

IL PARTITO DEMOCRATICO DEL POPOLO
” Un rapporto sulla conformazione del Parlamento turco dopo la sospensione dell’immunità parlamentare”

Premessa generale

Il 20 Maggio 2016 la Grande Assemblea Generale Nazionale della Turchia (GNAT) ha votato per spogliare un quarto dei deputati del paese dell’immunità parlamentare.
Ciò è stato possibile grazie all’alleanza fortemente nazionalista contro i curdi formata da AKP, partito al governo ed il movimento nazionalista (MHP). I capi del partito repubblicano (CHP) hanno a loro volta approvato il cosiddetto “conto immunità” pur dichiarando allo stesso tempo di considerarlo anticostituzionale. Questa posizione, nella dichiarazione del partito CHP, non era comunque un porsi a fianco del partito democratico del popolo ( HDP), che era l’obiettivo principale dell’intervento del governo e delle violenze nazionaliste organizzate dal Presidente della Repubblica dal giorno delle elezioni del Giugno 2015,

Il “conto dell’immunità”del 20 Maggio permette la punizione di 139 deputati tra i 798 casi votati dal Parlamento.

Comunque, chiunque legga il dibattito sul “conto” fatto dal Presidente Erdogan, è chiaro che l’obiettivo apertamente e specificatamente era l’HDP. Il “conto” era la strada per condannare 55 deputati dei 59 di HDP per le loro opinioni ed azioni al momento della loro formazione. Ciò corrisponde al 93% della loro rappresentanza parlamentare.

HDP rappresenta l’opposizione parlamentare curda, i gruppi aleviti e cristiani e le altre comunità religiose minoritarie, organizzazioni di lavoratori e di donne, di minoranze sessuali e di gruppi ecologisti ed ambientalisti radunati sotto i valori della difesa dei diritti umani, di pluralismo, democrazia, pace, giustizia ed uguaglianza.

HDP ha avuto un ruolo molto attivo in parlamento nello sfidare il governo di AKP nell’assediare le città curde, contro l’endemica violenza della polizia contro i dimostranti, la crescente violenza contro i gender ed i casi di abusi minorili nelle istituzioni chiuse.

Dalle elezioni del 2015, i deputati di HDP hanno documentato gravi violazioni dei diritti umani contro i civili curdi, inclusi i capi locali e gli ufficiali municipali uccisi, torturati e/o trattenuti dalla polizia o dall’esercito nelle città assediate. Hanno sfidato i deputati di AKP nelle commissioni opponendosi alla proposta di legge per i matrimonio legale dei minori e per la formazione di un corpo di polizia di Stato per la religione.

Mr. Erdogan ed il suo partito senza reticenze ha dichiarato che il taglio dell’immunità che riguardava i casi fino ad allora esaminati era stato votato contro HDP. Tale mossa politica era motivata dalla necessità di escludere i curdi e le minoranze rappresentate da HDP dal Parlamento turco. Comunque sia AKP che CHP erano sostenuti da molti analisti politici in questa votazione, anche questo un colpo contro il Parlamento, come parte del tentativo di Mr. Erdogan di sottomettere tutte le branchie del governo,legislativo, esecutivo e giudiziario.

Questo colpo è un passo ulteriore per sostituire ad una debole democrazia un “sistema presidenziale alla turca” in cui i poteri legislativi, esecutivi e giudiziari siano monopolizzati dal Presidente stesso, come lo stesso Erdogan ha apertamente dichiarato.
Nel contesto critico, noi invitiamo tutte le persone e le istituzioni ad abbracciare i valori democratici universali per osservare meticolosamente i processi politici e legali in Turchia ed essere solidali alla lotta contro gli attacchi totalitaristici all’HDP ed al futuro del nostro paese.

IL CONTESTO POLITICO

La costituzione turca adottata sotto la giunta militare nel 1982 riconosce una forma limitata di immunità parlamentare. Nella sua recente storia, il meccanismo di limitare l’immunità a questioni che non fossero correlate alla libertà di espressione ed alle forme politiche non funzionava bene, per esempio nel facilitare condanne per corruzione o altri crimini all’abuso del potere. Il governo AKP aveva molti casi di questo genere.

Significativamente, mentre la promessa di restringere l’immunità per casi di questo genere era stata una chiave nell’agenda di molti partiti nella piattaforma elettorale fino al 1980, l’immunità parlamentare venne sospesa solo un paio di volte, entrambe quando le alleanze nazionaliste vennero formate per escludere le rappresentanze curde in Parlamento. Nel 1994 l’immunità parlamentare fu sospesa per la rappresentanza curda del partito democratico (DEP) ed i deputati vennero messi in prigione col pretesto di “terrorismo armato”. Nel 2009 il partito della società democratica (DTP) fu chiuso, dopo una campagna contro il governo AKP, che comprendeva l’allora Primo Ministro Erdogan che accusò DTP di essere “fiancheggiatore del terrorismo”. I co-segretari del partito, Mr. Ahmet Turk e Ms. Aysel Tugluk, vennero espulsi dal seggio parlamentare ed altri co-segretari ed esecutivi vennero banditi dalla politica per 5 anni.

In entrambi i casi, c’era un semplice diniego da parte dell’establishment e dei suoi partiti ad un forum politico per le istanze dei curdi e le massicce violazioni dei diritti contro di essi. In entrambi i casi, escludendo i curdi dal Parlamento aggravarono il conflitto curdo già di lunga durata, costato nelle decine d’anni decine di migliaia di morti.

Con la leadership di DEP in carcere nel 1990, il governo turco non aveva partner per il dialogo e fu estremamente rischioso rapportarsi a gravi violazioni contro i diritti umani nel contesto di “operazioni militari” contro la popolazione curda, incluso lo spostamento di 2/3 milioni di curdi.
La chiusura di DTP nel 2009 fu un altro punto di riferimento di un altro episodio di elevata violenza militare che segnò le province curde per i seguenti tre anni.

Il taglio dell’immunità il 20 Maggio 2015 per la terza volta è strettamente connesso alla escalation politica della violenza che il regime di Erdogan aveva adottato per condurre il conflitto curdo. Nel breve periodo tra il 2013 e il 2015, AKP mise in agenda “risoluzioni democratiche” per la questione curda. Durante questo processo, molti taboo sanciti nel tempo che avevano a lungo inficiato dibattiti democratici sulla materia- partendo dalle semplici parole “curdi” “Kurdistan” o “autonomia”- vennero ufficialmente sdoganati da Mr Erdogan ed il suo governo. Alla luce di tali “fatti” nel passato storico del paese, Mr. Erdogan quindi dichiarò che era essenziale per la costruzione di un futuro di pace e di democrazia. HDP fu di supporto ed ebbe un ruolo attivo nel processo risolutivo, come mediatore tra lo stato ed i rami governativi da un lato, dall’altro come rappresentante dell’opposizione armata curda, Mr. Abdullah Ocalan ed i capi del PKK a Qandil in Iraq.
HDP seguendo la pratica dei suoi predecessori del partito pace e democrazia (BDP), assunsero questo ruolo su formale richiesta del governo AKP e delle istituzioni dello stato.

Mr. Erdogan interrupe bruscamente questo processo nella primavera 2015 per una nuova alleanza nazionalista turca. Questo drammatico cambiamento fu calcolato per prevenire gli effetti possibili all’interno della Turchia per le conquiste contro l’Isis ottenute dall’opposizione politica curda in Siria e per giocare la carta anticurda manipolando l’ala nazionalista dell’opposizione interna che non si opponesse al suo desiderio di diventare un Presidente con compiti esecuti, come da regola del “lascito ottomano”.

Nell’Aprile 2016, Erdogan ha dichiarato “che non esiste un problema curdo” e “comunque, qualora ci fosse, riguarderebbe il separatismo”. Sulla scia delle elezioni di Giugno 2015, egli dichiarò che ” nessun compromesso per la guerra”, rifacendosi al modello Sri Lanka proposto dagli opinion leaders dell’AKP.

HDP ricevette la sua parte quando il regime di Erdogan riversò il suo tradizionale stato di dinieghi e violenze, come non si era mai visto prima, e repressioni nei confronti dei curdi.

Proponendosi, come faceva, come unica opposizione organizzata, alla politica di guerra di Erdogan nella regione del Kurdistan ed al suo volere “una presidenza stile turco”, HDP fu ribattezzato in questo contesto un “partito terrorista”.

Durante la campagna per le elezioni di Giugno 7, Erdogan ha accusato HDP di terrorismo, anche quando l’Isis ha attaccato HDP ed i suoi sostenitori.

Quando HDP superò l’antidemocratico 10% guadagnando 80 seggi parlamentari e ponendo fine al ruolo maggioritario di AKP, la leadership AKP dichiarò trattarsi di congiura internazionale. Affermarono che HDP aveva fatto un grosso errore e l’avrebbe pagata cara.

Il dibattito sull’immunità fu introdotto in agenda giusto dopo le elezioni del 7 Giugno, da Erdogan stesso e direttamente riferito ad HDP. Il dibattito fu ripreso dopo le elezioni ribaltone del 1 Novembre, quando il regime di Erdogan, ancora una volta, mancò l’obiettivo di impedire ad HDP di accedere al Parlamento, malgrado la soglia di sbarramento, il linciaggio e l’uccisione di nostri membri, gli arresti massicci e gli imprigionamenti di migliaia di capi del nostro partito,di membri ed attivisti locali, centinaia di attacchi fisici nei nostri uffici ed una costante criminalizzazione nell’essere i capri espiatori nella corsa alle elezioni.

Come posta in gioco per il regime di Erdogan nella zelante operazione di epurazione di HDP dal Parlamento c’era” l’uccidere due uccelli con un sasso”: completare “de facto” il ritorno ad una formale transizione da democrazia parlamentare ad un sistema presidenziale e mantenere la politica di guerra nella regione curda-che era intimamente connessa a questo ritorno di totalitarismo-in assoluta impunità e responsabilità.

IL PROCESSO LEGISLATIVO

L situazione parlamentare attuale col taglio dell’impunità ha preso le mosse nel Gennaio 2016, dopo che Erdogan ha “avvisato” il Parlamento e gli ordini giudiziari il 2 Gennaio che “i deputati HDP avrebbero dovuto andare in prigione”.

In accordo con il Ministero di giustizia, il 15 Dicembre 2015 c’erano un totale di 330 casi d’immunità pendenti dal voto della commissione plenaria. 319 di questi provenienti dalla èrecedente legislatura e 182 riferiti a deputati HDP.
Nei quattro mesi successivi all’”avviso” di Erdogan, 468 nuovi casi di immunità vennero istruiti, con 368 (790 totale) di questi che incriminavano i deputati HDP.

In effetti il numero dei dossier relativi ad HDP erano triplicati, salendo dai 182 tra Luglio 2007 e Dicembre 2015, a 510 nel Maggio 2016. Solo tra il 21 Aprile ed il 20 Maggio, 154 dossier furono preparati per perseguire i deputati HDP in un massimo numero di casi.

Il “conto dell’immunità” del 20 Maggio fece una eccezione alle regole dell’immunità parlamentare non semplicemente nei termini di consentire in un sol colpo il voto segreto in centinaia di casi. Ma sospese in modo praticamente totale le più importanti procedure costituzionali.

Le procedure per la sospensione della immunità parlamentare sono stabilite dall’art. 83 della Costituzione. In accordo a ciò, il dossier ricevuto dal Ministero della giustizia è dapprima trasferito al GNAT, commissione congiunta di corte costituzionale e giustizia, che indaga nel merito ed interroga la difesa degli mutati. Se la commissione non trova credibili e sufficienti prove per l’imputazione, il dossier torna al Ministero della giustizia.
Se si decide il contrario, si manda il dossier al Presidente del GNAT, che lo calendarizza nella commissione plenaria. Prima che l plenaria voti, il partito incriminato dà all’imputato/a la possibilità di difendersi.

L’emendamento provvisorio del 10 Maggio ha bypassato questa procedura a tutti i livelli. In aggiunta al voto segreto, ha ostacolato l’esame dei dossier prima del voto.

Questo significa che dei 798 dossier votati dalla plenaria, 115 non sono neanche arrivati al GNAT o alla plenaria in tempo per il voto.
Significativo il fatto che in questa legislatura, il diritto di autodifesa dei deputati (prima del >GNAT e della plenaria” sia stato abolito.

HDP ha buone ragioni per credere che la fonte ed il grado di arbitrarietà politica che ha consentito il completo taglio dell’immunità determinerà il destino dei processi giudiziari di fronte ai tribunali turchi.

Durante le valutazioni del conto immunità al GNAT, Erdogan ha condotto una campagna sul Mar Nero contro HDP come “imparziale” Presidente della Turchia sotto la Costituzione, ha detto:” la mia nazione li vuole in prigione. Era accompagnato dai capi dell’alta corte che hanno ascoltato le sue accuse contro i deputati HDP. Quando furono criticati per avere compromesso la loro imparzialità, i capi degli ordini giudiziari affermarono che era stato un onore per loro accompagnare il Presidente della Repubblica nella sua visita.

Erdogan si è compiaciuto del passaggio di questa mozione al GNAT anche in un incontro pubblico con i giudici della Suprema Corte d’appello, che applaudirono con entusiasmo il minaccioso appello contro i deputati di HDP “sarebbe il desiderio per i giorni felici”.
Questi giudici, che hanno pronunciato il verdetto sui casi, neanche presi in esame, di HDP, saranno insediati alla corte d’appello.

Avendo il taglio dell’immunità dato alla legislatura un carattere anticostituzionale, così come la manipolazione di leggi criminali sparse un po’ dovunque e leggi “antiterrore” come meccanismi punitivi contro sindaci curdi eletti, i giornalisti, gli accademici favorevoli alla pace, i cittadini accusati di “aver insultato il Presidente”, non ci aspettiamo che la corte sia benvola nei confronti di HDP.

Dopo tutto la decisione del GNAT di tagliare l’immunità non ha niente a che vedere con la legge, è una decisione politica che viola la Costituzione e la legge stessa, come si dimostra sotto e come dichiarato anche dai capi di CHP che non hanno mai votato per il conto.

CASI ED IMPUTAZIONI

Nel processo sopra indicato, i 55 deputati de-immunizzati saranno presentati alla corte con 645 capi d’imputazione ordinati in 510 casi. I capi d’imputazione in questo zelante processo di de-immunizzazione e criminalizzazione non riguardano solo atti individuali dei deputati, ma un giudizio politico sui principi rappresentati da HDP nel suo complesso.

Andando ad analizzare la distribuzione delle 820 imputazioni indicate in 76 casi ai partiti politicamente affiliati ad HDP, si evidenzia una stridente discordanza tra i tipi di crimine imputati ad HDP ed agli altri gruppi parlamentari.
Tutti i capi di imputazione di AKP sono per profitti personali dei singoli parlamentari o di voler sfuggire alla legge per reati comuni. Questa tendenza statistica viene estesa anche ai deputati di CHP e MHP. In palese contrasto, tutti i crimini di HDP sono imputabili alla loro attività politica ed alle opinioni, comprese critiche alle pratiche militaresche della polizia ed alle note violazioni dei diritti umani.

Per esempio, al di là dei 25 reati personali o contro la proprietà (contrabbando,violazioni di legge per i veicoli a motore, mancanza di autorizzazioni per il commercio, distruzioni di proprietà, manipolazione delle gare d’appalto, violazione di marchio, frode, appropriazione indebita, aggressione, insulto o diffamazione) e 30 esercizi arbitrari di diritto elencati nei dossier, 26 indicano deputati di CHP, 20 di AKP, 5 di MHP e 4 di HDP. Corrisponde al 44% di tutti i casi d’imputazione per AKP, 20% per MHP, 13% per CHP, solo lo 0,006% per HDP:

Le imputazioni più comuni per HDP sono le seguenti:” fare propaganda ad organizzazioni terroristiche, violazioni della legge in assemblea, lodare un crimine o un criminale, insulti al Presidente, insulti a pubblico ufficiale, incitare il popolo all’odio o all’inimicizia, condividere un atto illegale di un’organizzazione illegale quando non si è membri della stessa, essere membri di un’organizzazione armata”.

Questo linguaggio politico-legale di “terrorismo” è asserito come incriminazione per tutte le affermazioni o le azioni estratte da un contesto di spiegazione o propugnazione del programma di HDP nell’ambito parlamentare in convegni di partito, interviste giornalistiche o pubbliche assemblee. Questi atti ricadono sottola libertà di espressione garantita dall’immunità parlamentare e principalmente in relazione alle critiche rivolte ad Erdogan ed alla politica del suo governo.

La loro “terrorizzazione” quindi è problematica non solo in relazione con il merito dei singoli casi, ma anche in termini generali per un concertato effetto di delegittimazione e liquidazione dell’alternativa democratica dei rappresentanti di HDP con l’aiuto della giustizia politicizzata.

L’accusa lanciata contro il deputato HDP di Sirnak, Faysal Sanyildiz, di “aver fornito armi ad organizzazioni terroristiche illegali” è un caso di stringente connessione. Questo caso è stato invocato in vari modi da parte di Erdogan per svilire i deputati HDP come “quelli che portano nelle loro auto armi per i terroristi”.

Il riassunto delle accuse di questo caso, preparato dall’ufficio della pubblica accusa di Sirnak, contiene comunque un serio errore logico, evidenziato n questo allegato:mentre emerge chiaramente che “ne’ armi, ne’ munizioni o materiale di altro genere vi fossero nella macchina di Mr. Sanyildiz”, nell’allegato “giorno del crimine”, ci sono “ragioni in questo contesto per credere che Faysal Sanyildiz abbia commesso il reato di fornire armi ad organizzazione terroristica illegale, reato di cui è accusato”.

Questo è, l’accusa riconosce che Sanyildz è accusato di un reato che non ha commesso, eppure chiede la sospensione della sua immunità.

Gli ufficiali AKP hanno ripetutamente accusato Sanyildz di essere rimasto a Sirnak durante l’assedio della città e la sua distruzione da parte delle forze militari e della polizia speciale, e di aver registrato e fatto rapporti sulle gravi violazioni dei diritti umani durante “l’operazione”.

Malgrado l’evidenza emersa di gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani contro i civili, gli ufficiali del governo lo hanno accusato di”aiutare il terrorismo”.

Un simile grado di mancanza di arbitrarietà è anche l caso contro il deputato di Hakkari, Nihat Akdogan, con l’accusa di “propaganda di organizzazione terroristica”. Il caso incriminato è un’interrogazione parlamentare presentata da Akdogan, relativa alla sparizione di beni da parte di molti negozianti, rubati durante un raid della polizia nel distretto di Cukurca il 2 Dicembre 2015.

L’ufficio del pubblico ministero di Hakkari interpreta il quesito posto da Akdogan al Ministro dell’interno come “uno sforzo per continuare a fornire materiale di supporto all’attività terroristica del PKK/KCK considerando il contrabbando come un’attività legale”. Presentiamo di seguito brevemente altri casi esemplari come la “terrorizzazione” dei deputati HDP nella sfera politico-legale sia stata inestricabilmente connessa con il processo di Pacificazione e sul terreno delle pratiche di guerra nella regione del Kurdistan e come la crescita autocratica di Erdogan sia stata trasversale in entrambi i processi.

Questi esempi mostrano inoltre come i casi contri i deputati HDP siano stati argomentati ed evidenziati miseramente e si possa osservare il livello delle cause o la proporzione tra gli atti criminali rilevati e le pene inflitte.

Comunque, come dimostrano diversi giudizi dell’ECHR, tali motivazioni politiche e le poco circostanziate accuse spesso accadano davanti alle corte turche, specialmente quando sono portate contro membri o capi di HDP.

TERMINI PER “PROPAGANDA TERRORISTA”: I CURDI E IL KURDISTAN

La fine del processo di pacificazione ed il ripristino del tradizionale stato politico di diniego delle richieste politiche dei curdi e del Kurdistan, si riflette nei processi preparati contro i deputati HDP non solo nei numeri ma anche nei contenuti.
Fino alla soglia delle elezioni del 7 Giugno, certe chiavi di interpretazione, di valutazione e di prospettive difese nei programmi e nelle piattaforme elettorali ufficiali del partito HDP e regolarmente ripetute nell’arco degli anni, sono state criminalizzate e squalificate come “terrore o terrorismo”.

Per esempio, il co-segretario HDP Selahattin Demirtas e la capogruppo parlamentar HDP Idris Baluken, furono accusati in due vertenze separate di “aver fatto propaganda ad organizzazioni terroristiche” con l’uso delle parole “Curdi e Kurdistan” in comizi pubblici fatti a Bingol e Diyarbakir nel 2012. Senza dubbio queste accuse non sono in sostanza correlate alla natura del problema dei Curdi e del Kurdistan, ma molto alla sostanza di un dibattito libero e democratico oggi in Turchia. E d’altra parte durante il processo di pacificazione l’uso dei termini “Curdi e Kurdistan” non era considerato criminale, quando vennero usati da Erdogan stesso come impegno e chiusura al tradizionale stato di diniego verso i curdi.

CRIMINI TERRORISTI,MEDIAZIONE

La fine del processo di pacificazione ha aperto la strada per incriminare non solo le articolazioni dell’essenza del Kurdistan, ma anche le parole e le azioni compiute dai deputati HDP come mediatori ufficiali di questo processo.

Per esempio nell’accusa preparata dall’ufficio del pubblico ministero di Diyarbakir, il co-segretario HDP Selahattin Demirtas è accusato di “fare propaganda ad una organizzazione terroristica” riguardo ad una foto scattata al comando del PKK a Qandil in Iraq durante il processo di pacificazione e pubblicata da tutta la stampa turca.

Dato che Mr. Demirtas ha visitato molte volte l’Iraq con il permesso ed il visto dello stato e del Governo durante il processo di pacificazione, l’incriminazione retrospettiva è un “segnale” di come non esista un minimo livello di serietà dello Stato e del Governo, al di là della legge.

In altri casi preparati dallo stesso ufficio, Mr. Demirtas e il deputato Sirri Sureyya Onder sono accusati di “aver formato una organizzazione illegale con lo scopo di commettere crimini”, in relazione all’affermazione di Mr. Onder durante la celebrazione del Newroz del 2013 a Diyarbakir: “Io vi porto i saluti del capo dei Curdi Mr. Abdullah Ocalan”.

E’ ironico che Onder abbia fatto questa affermazione di fronte ad una folla di 1 milione di persone leggendo una lettera di Mr. Ocalan che affermava che il processo di pacificazione era il presagio “della fine dello stato di guerra e l’inizio di una nuova era di democrazia”.

La lettura della lettera era parte di un piano concordato con il governo di Mr. Erdogan.

CRIMINALIZZAZIONE DEL PROGRAMMA HDP

La transizione del regime di Erdogan dalla politica di risoluzione ad una di diniego e di conflitto riflessa anche nella “criminalizzazione” dei modelli politici di HDP ispirati alla pace, alla coesistenza pacifica e democratica in Turchia, definita come “autonomia democratica”.

Questo è il modello che noi auspichiamo nel nostro programma ufficiale di partito per ogni comparto socio-economico e culturale in Turchia, per un autocontrollo dei diritti individuali e collettivi e per fondare un futuro sostenibile.

Il termine “autonomia democratica” è stato criminalizzato dopo la vittoria del PYD nella regione siriana del Rojava dopo la vittoria contro l’Isis e dopo che la regione fu organizzata come un modello di autonomia democratica e proposta al resto della Siria.

Numerose accuse di “terrore” sono state preparate contro i nostri deputati per aver evocato “autonomia democratica” in linea con il nostro programma i partito.
Per esempio in una accusa preparata dall’ufficio del pubblico ministero di Diyarbakir, il co-segretario HDP Selahattin Demirtas e Figen Yuksekdag, i deputati Ertu Grul Kurkou, Selma Irmak e Sirri Sueya Onder furono accusati di essere “membri dirigenti di organizzazione terroristica e di invitare il popolo all’odio ed all’inimicizia” in relazione a due pubbliche comparse collettive, la prima in una brochure per le elezioni di HDP che recita:”Noi insistiamo, Governo locale”, ed una seconda, in un meeting del Congresso della società democratica, una organizzazione legale di iniziative politiche a cui HDP aderisce, dove la “Dichiarazione di autonomia democratica” venne letta pubblicamente.

Il deputato HDP Ziya Pir ha avuto un’accusa identica per aver affermato in pubblico a Diyarbakir nel Novembre 2015:”l’autogoverno è un nostro diritto e noi dobbiamo conquistarlo”.

In un altro caso di imputazione per aver evocato l’autonomia democratica o il governo locale, Mr. Demirtas ha affrontato le ulteriori accuse per aver evocato questo modello come un esercizio delle funzioni parlamentari di HDP e dei sostenitori della libertà di espressione in confronto al “sistema presidenziale” di Erdogan e del governo AKP. In un giro nella provincia di Van nel Gennaio 2016, Demirtas ha detto:” Mettiamoci a discutere insieme. Noi diciamo “autonomia”. Perché i vostri ( la difesa della Presidenza) sono diritti ed i nostri no? Andiamo in televisione in diretta signor Primo ministro, voi difendete la Presidenza, io l’autonomia”.
Per queste parole è stato accusato dal pubblico ministero di Van di “attentare alla distruzione dell’unità dello Stato e del paese, lodando un crimine ed un criminale, incitando il popolo ad odiare ed a creare inimicizie ed a fare propaganda per un’organizzazione illegale”.

RITORNO ALLA GUERRA PER COLPIRE HDP

La massiva “terrorizzazione dei deputati HDP” ha a che fare con la condotta generale di “no compromessi” alla guerra nella regione curda. La comunità internazionale sta più e più prendendo coscienza che questa regione è diventata una zona di guerra negli anni passati, centinaia di civili uccisi, intere città bombardate sul territorio con indefiniti ed eterni coprifuoco, che si allungano da un giorno fino a pochi mesi.

Questi coprifuoco sono imposti e la pratica sotto lo scudo di questi coprifuoco era la persecuzione, lo stato di fatto l’emergenza del regime contro i curdi, a cominciare dalle elezioni del 7 Giugno 2015.

Il regime di Erdogan mantiene questa guerra non solo con la totale disgregazione dei basilari diritti umani o della credibilità dello stato o del governo, ma anche con la censura e la negazione sistematica.

E’ importante rilevare come le città che sono state più a lungo colpite e distrutte in questo processo, città come Cizre, Silopi, Nusaybin, Yuksekova, Silvan o Sur (Diyarbakir) sono i luoghi che hanno votato in maggioranza HDP.

Dall’estate 2015, ogni sforzo dei deputati HDP per far conoscere la guerra ad un pubblico più ampio, monitorando le gravi violazioni dei diritti umani e mettendo in evidenza che il regime di Erdogan ostruiva con la violenza la Costituzione, con le forze speciali militari sul terreno di guerra, come dimostrano i numerosi casi pendenti di fronte ai tribunali.

Molti dei nostri membri e capi sono stati uccisi e incarcerati per sopprimere l’evidenza e negare questi episodi di guerra urbana.

Quando le regole della Costituzione e delle leggi vengono sospese col pretesto della “guerra al terrorismo”, ogni sforzo dei nostri deputati contro la guerra sul campo viene incriminato come “terrore”: fare propaganda terroristica, aizzare ed essere complici del terrore, essere membro di organizzazione terroristica, o di formarne una, incitare il popolo a commettere crimini, fare riunioni illegali e dimostrazioni (violazione di legge per assemblee N°2911) o insultare il Presidente o insultare o fare resistenza a pubblici ufficiali- semplicemente parlando di una guerra illegittima che, il regime ha mistificato definendola “operazione di sicurezza antiterrorismo”.

Questo linguaggio è la prova della volontà di isolare la politica che rappresenta i curdi in Turchia ed ottenere consensi per il corrotto e violento governo turco.

Il co-segretario HDP Figen Yuksendag e i deputati Idris Baluken, Feleknaz Uca,Caglar Demirel,Altan Tan, Ertugrul Kurkcu,Huda Kaya, Saadet Becerickli,Mehmet Ali Aslane Ahmet Yildirim che hanno visitato la città di Silvan durante i 13 giorni di coprifuoco nel Novembre 2015, sono accusati di “insulti al Presidente, resistenza ed ostacolo a pubblico ufficiale in servizio ed insulti a pubblico ufficiale”.

L’ufficio del pubblico ministero di Diyarbakir che ha preparato l’istruttoria, non ha fatto nessuna inchiesta per l’accusa ai nostri deputati e sui colpi e le ingiurie ricevute da Mr. Yuksedag sulla testa con un lacrimogeno lanciato dalle forze regolari e paramilitari di polizia.
In sostanza gli indizi sono solo quelli esposti dal querelante Mr. Erdogan, dal Ministro degli interni Mr. Efkan Ala e dal Primo Ministro Mr. Ahmet Davutoglu e dal capo della sicurezza del distretto di Silvan.

Hudakaya, deputato HDP di Istanbul, è stato anche lui incriminato dal pubblico ministero di Diyarbakir “di far propaganda ad organizzazione terroristica” ad un raduno pubblico contro l’assedio nel distretto di Sur. Nell’incriminazione fatta nel Gennaio 2016 l’accusa a Mr. Kaya era di “porsi come testimone presente alle uccisioni di civili compiute da corpi di stato, sottrazioni di cadaveri, bombardamenti di luoghi santi e di tutti i massacri negati e censurati dallo stato e dai media.

Mr. Demirtas e Mr. Nimetullah Erdogmus,deputati di Diyarbakir, furono accusati di “propaganda di organizzazione terroristica” ad una pubblica preghiera del venerdì, un’azione di disobbedienza civile nel 2011. Prima di correre per le elezioni del 2015, Mr. Erdogmus era un senior ufficiale governativo del direttorio degli affari religiosi in qualità di “mufti” (giurista provinciale di legge islamica) a Diyarbakir.

L’accusa è rivolta all’intero sermone di Mr. Erdogmus contenente i rilievi fatti all’azione militare contro i residenti di Sur in rapporto ai principi della giurisprudenza islamica, come propaganda terroristica.

Mr. Demirtas venne mandato a giudizio per insulti al Presidente e a pubblico ufficiale per aver sottolineato durante 8 giorni di coprifuoco nella città di Cizre (provincia di Sirnak) nel Settembre 2015: ” A Cizre sono stati uccisi bambini,infanti e le famiglie non possono bruciare i loro corpi. Io voglio ricordare Mr. Davutoglu che quanto fatto sarà registrato nella storia come il primo ministro che non ha permesso di bruciare i corpi dei bambini”.

Oltre una dozzina di casi vennero aperti contro i nostri deputati in relazione alle loro affermazioni ed attività nel secondo assedio alla città di Cizre tra il 14 Dicembre 2015 ed il 2 Marzo 2016, quando già più di 200 civili furono massacrati negli scantinati delle abitazioni dove avevano trovato rifugio, almeno 30.000 persone evacuate e le zone residenziali dell’area completamente rase al suolo.

I deputati HDP Alican Onlu, Ayse Acar Basaran, Osman Baydemir e Leyla Birlik sono stati accusati per aver fatto la cerimonia funebre ad Aziz Yural, un infermiere registrato all’ospedale di stato di Cizre, ucciso dai colpi delle forze militari speciali durante l’assedio di Cizre, quando ruppe il coprifuoco per soccorrere una donna ferita in strada dalle stesse forze.
Il pubblico ministero di Sirnak li h accusati di “propaganda ad organizzazione terroristica”per aver organizzato il funerale di Yura. Mr. Onlu che pronunciò un discorso in quella occasione, fu accusato a parte per “aver pregato per un crimine ed un criminale, incitazione all’odio ed all’inimicizia,insulto al Presidente”.

Diversi casi furono aperti singolarmente ed in gruppo contro i quattro deputati HDP della provincia di Sirnak, Faysal Sariyildiz, Ferhat Encu, Leyla Birlik e Aylan Irmez per le loro parole ed azioni durante il lungo coprifuoco a Cizre e Silopi. All’interno di queste accuse, le informazioni condivise su twitter incriminate di “insulto alla Repubblica turca, allo Stato, al Governo, all’esercito ed alle forze di polizia”.

I REATI DI HDP DI INSULTO AL PRESIDENTE

L frequenza dei reati di “insulto al Presidente” contro i deputati senza immunità attesta la manipolazione dell’esenzione dell’immunità per neutralizzare l’opposizione a Mr. Erdogan ed al suo progetto di presidenza totale. Questa accusa è presente 73 volte nei casi di immunità, 38 volte per i deputati CHP, 30 per HDP, 5 per MHP.

Questi casi quindi, tra i 2000 pendenti di fronte ai tribunali turchi,dimostrano come l’impulso di Mr. Erdogan all’aggressione sia notevolmente aumentato. D’altra parte incolpare i deputati HDP con queste accuse attesta il legame tra l’autoritarismo dilagante di Erdogan in Turchia e la politica di guerra contro i dissidenti curdi.

Nel caso registrato contro i co-segretari HDP, Mr. Demirtas e Ms. Yuksekdag, è rivelatore in massimo grado di questa simbiosi.

Questo caso è connesso a quello molto pubblicizzato contro i giornalisti Can Dundar e Erdem Gul per aver rivelato il trasporto su camion di armi da parte del governo i gruppi jiadisti in Siri, che li ha portati recentemente in prigione con l’accusa di “aver rivelato informazioni segrete riguardanti lo stato”.
In un’intervista Mr. Demirtas Ms. Yuksekdag hanno criticato il processo ai giornalisti, riferendo anche le parole di Erdogan “pagheranno per questo” notando che ” il Presidente esige un pagamento per quello che viene definito insulto al Presidente”.

CONCLUSIONI

Il punto che distingue il programma politico HDP da tutti gli altri partiti rappresentati in Turchia è il raggiungimento di una pacifica, giusta ed egualitaria risoluzione del conflitto di lunga durata basato sul riconoscimento dei diritti individuali e collettivi dei curdi, incluso il diritto ad una autonomia democratica dell’integrità territoriale all’interno della Turchia.

Questo impegno è nel cuore di 5/6 milioni di voti che ci hanno portato in Parlamento nelle successive elezioni del Giugno e Novembre 2015.
Il taglio dell’immunità è un’eccezione alla Costituzione. La corte costituzionale ha concesso questa eccezione in risposta alle petizioni dei deputati HDP con una sentenza contorta che segnalava la volontà di non entrare nuovamente in conflitto con Erdogan (Erdogan ha attaccato la corte ed ha dichiarato i giudizi nulli e cancellati, quando la corte giudicò i casi dei due giornalisti, Dundar e Gul,in linea con gli obblighi della convenzione europea per i diritti umani).

Tagliando l’immunità ai deputati HDP, il regime di Erdogan ha raggiunto qualcosa che prima non poteva ottenere per vie legali e paralegali: l’esclusione dei curdi e dei suoi alleati dall’opposizione, basata su una piattaforma di democrazia radicale, attraverso un concertato colpo amministrativo.
L’EHCR trovò che ripetutamente i successivi governi turchi hanno violato le loro regole internazionali tutte le volte che la corte ha giudicato casi di partiti curdi e di loro deputati, a testimonianza di una sistematica campagna per l’esclusione politica.

Questo deve essere valutato nel contesto di una campagna di espansione e di cambiamento in Turchia, nel rispetto dei diritti etnici e delle minoranze religiose, delle donne e delle minoranze sessuali, così come delle libertà di espressione, informazione ed assemblea, che sono radicalmente soppresse da ogni ragionevole dibattito e critica delle politiche e dei risultati del regime di Erdogan.

Questo chiaramente per raggiungere l’obiettivo di rinforzare gli obblighi internazionali della Turchia per essere accettati dalla commissione dei ministri del Consiglio europeo come dal Consiglio per le procedure nel monitoraggio della conformità degli stati membri con i loro obblighi di rispetto dei diritti umani e della democrazia.

tradotto da F.P

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