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27 Novembre – Cinquantamila a Roma per il NO sociale al referendum | Global Project

Piazza fiume

globalproject.info – 27 Novembre – Cinquantamila a Roma per il NO sociale al referendum.

Per il secondo giorno consecutivo Roma è stata invasa da migliaia di persone che si sono riappropriate dello spazio pubblico portando in piazza le battaglie per i diritti sociali. La manifestazione “C’è chi dice NO”, che ha visto in piazza 50.000 persone, è parte di un percorso collettivo che ha mobilitato realtà sociali di tutti i territori del paese, per costruire una convergenza su un NO sociale al referendum costituzionale ed un percorso di mobilitazione reale attorno ad alcuni nodi fondamentali: grandi opere, impoverimento diffuso, welfare e democrazia.

Il percorso di “C’è chi dice NO” vede protagonisti, tra gli altri, i comitati NoTav, No Grandi Navi, la rete campana Stop Biocidio, le realtà che lottano contro le trivellazioni dell’Adriatico e dello Ionio e quelle che si battono per la messa in sicurezza dei territori colpiti dal recente sisma.

Queste realtà, oltre a promuovere nelle piazze un deciso voto contrario alla riforma della Costituzione proposta dal governo Renzi, hanno messo in comune le battaglie per l’autonomia dei territori contro il neo-centralismo renziano e del Partito Democratico, le lotte per la difesa dell’ambiente, per la scuola pubblica e per i diritti sociali, al fine di generalizzare le tante battaglie sociali e politiche presenti oggi in Italia.

Nelle settimane che hanno portato alla giornata di oggi si sono moltiplicate le contestazioni al premier e ad altri esponenti del governo (dalla Leopolda alle piazze di Benevento e Napoli).

Da Nord a Sud, dalle metropoli alle piccole città, l’Italia mostra di non essere un Paese pacificato, come la manifestazione di oggi ha ampiamente dimostrato.

Oltre 100 autobus hanno raggiunto Roma questa mattina da ogni parte d’Italia e migliaia di persone hanno cominciato a radunarsi in Piazza della Repubblica già dalla tarda mattinata. Contemporaneamente, dall’università “La Sapienza” – che per l’occasione è stata occupata – gli studenti universitari hanno raggiunto, in corteo, il concentramento.

Dal camion del corteo, l’intervento iniziale di Lorenzo, uno dei portavoce della campagna, spiega il senso dello striscione d’apertura: Abbiamo subito per troppo tempo. Ora c’è chi dice NO”, sottolineando come tanti uomini e donne di questo Paese hanno scelto di opporsi in maniera aperta e collettiva alle decisioni delle oligarchie politico-imprenditoriali che stanno impoverendo milioni di persone.

In piazza anche Nicoletta Dosio, che ha deciso ancora una volta di “evadere” e disobbedire alle ingiuste misure cautelari impostale dal Tribunale di Torino, per aver difeso il proprio territorio dalle devastazioni comportate dall’Alta Velocità.

Intorno alle 15 corteo è partito, dirigendosi verso via Cernaia. Decine di migliaia di persone invadono le strade di Roma per il NO sociale al referendum, contro il governo Renzi e le sue politiche, per l’opzione delle lotte e della resistenza dei territori.

Alla partenza, Marta, del comitato No Grandi Navi ribadisce l’importanza dei comitati che quotidianamente si battono nei territori, praticando dal basso un nuovo modello di sviluppo.

Intorno alle 15,45 il corteo è giunto in via Piave e continua ad ingrossarsi, mente vengono cantati slogan per il NO al referendum.

Via Piave

Tantissimi gli studenti, medi ed universitari, che oggi hanno raggiunto Roma da ogni parte d’Italia. Le lotte contro la privatizzazione e la dequalificazione del Paese sono state una componente fondamentale all’interno del percorso di “C’è chi dice NO”.

Il colpo d’occhio di piazza Fiume, dove la manifestazione è giunta intorno alle 16, ci parla di un corteo importantissimo sul piano numerico e molto variegato nella sua composizione. Oltre alle tante realtà territoriali di lotta, la testa del corteo è formata da migranti, occupanti di case e da tantissime altre persone che oggi hanno deciso di riprendere parola per rivendicare una vita più degna.

piazza Fiume

Mentre il corteo sfila a Muro Torto, in diversi interventi si sottolinea come il Jobs Act, una delle contro-riforme su cui il governo Renzi ha maggiormente puntato, abbia di fatto istituzionalizzato la precarietà e concesso alle imprese maggiori possibilità di licenziare. Viene rimarcato anche come la politica dei voucher, promossa da Inps e governo, stia rendendo ancora più fragile la capacità contrattuale di tantissimi lavoratori.

 

Il NO sociale al referendum è anche il NO di chi da anni si oppone alle politiche della Troika e della governance finanziaria europea, che in questi anni d’austerity hanno riscritto drammaticamente le biografie di milioni di persone nel nostro continente. Non è un caso che i grandi poteri della finanza europea si siano schierati apertamente per il SI.

Presenti in corteo anche tantissimi rappresentanti del mondo della scuola, messo a dura prova dalla cosiddetta Buona Scuola di Renzi e Giannini. Nonostante la riforma sia stata concepita proprio per demolire qualsiasi forma di costruzione di una coscienza critica, soggettiva e collettiva, nel mondo della scuola ci sono ancora tante persone che continuano a dare battaglia.

Dalla piazza si erge anche la voce delle popolazioni colpite dal recente terremoto. “Dalle Marche non permetteremo che il post-sisma venga gestito attraverso il modello dell’emergenza, come si fa con le grandi opere” dice Nicola di TerreINmoto. Un modello utile solamente alla rendita ed a chi fa della speculazione il proprio mestiere.

Mentre il corteo sta arrivando alla conclusione, si aggiungono ancora numerose persone.

Muro Torto

Alle 17,20 la manifestazione giunge in Piazza del popolo scandendo a gran voce lo slogan “il nostro NO lo senti nelle strade, il 4 dicembre il tuo governo cade”. E’ un chiaro messaggio a Matteo Renzi ed al partito democratico, ma anche a chi ha provato (senza riuscirci) ad oscurare la proposta politica del “NO delle lotte e delle resistenze”, paragonandola a quelli di Salvini, di Grillo, di Berlusconi. Un messaggio rivolto infine a chi ha provato a criminalizzare le migliaia di persone giunte oggi a Roma, perquisendo autobus e schierando un ingente numero di forze dell’ordine durante il percorso del corteo.
Sono emozionanti le immagini di cinquantamila persone che entrano in piazza del Popolo, dando prova di tutta la potenza che il NO sociale contiene.

La manifestazione continua con un grande concerto che vede, tra gli altri ospiti anche 99 Posse, Assalti Frontali, Pierpaolo Capovilla. Prima dell’inizio del concerto Marta, Stefano e Lorenzo, i tre portavoce della campagna, hanno salutato dal palco le tantissime persone giunte a piazza del Popolo, ribadendo l’incredibile successo della manifestazione.

 

Dal palco sono intervenuti anche Nicoletta Dosio ed il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, che hanno parlato della grande spinta della piazza di oggi per tutti i movimenti che lottano per i diritti e per la giustizia sociale.

 

Che futuro per il NO

Sorgente: 27 Novembre – Cinquantamila a Roma per il NO sociale al referendum | Global Project

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